31/12/10

Slow

Un paio di settimane fa mi sono ritrovata seduta sul letto senza riuscire a dormire e per un attimo ho avuto l'impressione di essermi persa qualcosa. Mi sono sentita un po' come il Signo Fusi, ve lo ricordate? Come se gli uomini grigi con le loro anonime bombette  avessero agguantato ritagli del mio tempo intrappolandolo tra le volute grigiazzurre di quei  piccoli sigari  grigi.
Lasci che ci pensiamo noi.Lei può star sicuro che andrà perduto nemmeno un briciolo di secondo del tempo da lei risparmiato. (...)Momo, Michael Ende
Poi mi sono ricordata di Beppo che quando spazzava le strade andava piano ma con ritmo costante. Ad ogni passo un respiro e ad ogni respiro un colpo di granata, ed ho pensato che vorrei che questo nuovo anno cominciasse così.


“Vedi Momo”, le diceva, per esempio, “è così: certe volte hai davanti una strada lunghissima. Si crede che è troppo lunga: che mai potrà finire, uno pensa.”
Guardò un po’ in silenzio davanti a sé e poi proseguì: “E allora si comincia a fare in fretta. E sempre più in fretta. E ogni volta che alzi gli occhi vedi che la fatica non è diventata di meno. E ti sforzi ancora di più e ti viene la paura e alla fine resti senza fiato…e non ce la fai piùe la strada sta sempre là davanti. Non è così che si deve fare.”
Non pensandolo tutto in una volta, occupandolo con la fantasia di infiniti impegni, ma lasciando che ogni giorno si illumini senza l'ombra di quello che verrà. Un passo, un respiro...

E questo è l'augurio che faccio a tutti voi. Di qualunque cosa vogliate riempire questo nuovo anno godetevi ogni attimo, breve o lungo, vivetelo intensamente con la testa e con il cuore. 

Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un'unica ora ci può sembrare un'eternità, ed un'altra invece passa in un attimo... dipende da quel che viviamo in quell'ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.

Felice Capodanno!

24/12/10

Buon Natale!



 

21/12/10

Waiting for Christmas…ricordi d’inverno

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Era la notte di Natale
e perfino i topini
Dormivan beati nei loro lettini (…)
Non era veramente Natale senza Clement Moore, senza il suono del campanello che indicava il momento in cui voltare pagina, senza quel E ora cominciamo…
Questo libro è una delle cose più preziose che possiedo. Dentro c’è tanto di me, dei miei ricordi, dei momenti passati belli e brutti che rotolano fuori dalle  pagine  dove scorrevo il dito mentre imparavo a leggere. Dalle righe di quel microsolco consumato che narra la storia della notte di Natale. E il fruscio che esce dal mio  vecchio mangiadischi mi fa commuovere in questi giorni. Scoprire e riscoprire emozioni.

Un paio di settimane fa mentre facevo un ordine su amazon ho scoperto una versione pop up di Sabuda. The night before Christmas. Uno di quei miracoli di carta che solo lui riesce a creare.
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Quando è arrivato l’ho nascosto sotto il suo cuscino.
E’ stato emozionante veder brillare i suoi occhi, ci siamo stretti l’uno all’altra, danzato a ritmo delle parole e per ogni pagina cantato in coro i nostri Oh di meraviglia.
An then, in a twinkling,
I heard on the roof
The prancing and pawing
of each little hoof.
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La scorsa settimana se ne è andata via così. Cucendo insieme vecchi e nuovi ricordi.
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 pupazzo di neveDSC_1601
gelati di neveDSC_1607
Grandi e piccole emozioni. Costruendo insieme momenti da non dimenticare. E fuori la neve...
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Di fuori, di neve era tutto un candore
A cui dava la luna un acceso splendore.

la notte di nataleDSC_1643
Buon solstizio d'inverno!
******
E per chi ancora non è riuscito ad andare ai mercatini , per chi sta progettando un miniviaggio last minute, chi ha semplicemnte voglia di un viaggio virtuale nel Natale insieme a noi, sulla piccolini Tv trovate il nostro video sui Mercatini di Natale. Venite a vedere?

13/12/10

Waiting for Christmas… in Venice. Peggy Guggenheim e Kid’s day

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L'attesa si fa sempre più dolce.
Riempie le nostre giornate di creatività, del profumo di biscotti da condividere con gli amici, di magia e colori sotto le luci di un albero che sa di ricordi e di momenti felici.
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E se i giorni della settimana scivolano via  tra uno sport e una lezione di musica, la colazione con le amiche e i pomeriggi a impastare, dipingere, decorare, il fine settimana è tutto da inventare.
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Seguendo l'ispirazione del momento, un capriccio, un desiderio, un evento . Seguendo quell'irrefrenabile voglia di viaggiare, vedere, scoprire e riscoprire che ci colpisce ogni fine settimana. Un mercatino, un castello,un Museo, un ponte, un tram, un libro che fa sognare.
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E allora eccoci di nuovo a scivolare sulla strada verso Nord, la macchina abbandonata alla stazione di Mestre e al volo su quel treno che porta in quella città  così bella, ma così strana, che pare un gioco di fata morgana o una visione del cuor profondo...
A vederla sospesa tra due turchini, quel colore del cielo che non ricordavo quasi più. Illuminata da lampioni rosa che di notte paiono sospesi nel buio.
Passeggiando tra calli e salizade, rughe e fondamenta per raggiungere attraverso un itinerario insolito un'altra Venezia, lontani dai fastosi addobbi delle grandi città e dove il Natale si incontra sui ponti e si affaccia discreto dalle vetrine.


Infilare una calletta, cacciarsi nella gola nera di un sottoportico, sbucare in una corte che pare un culdísacco, trovarvi il pertugio di un'altra calletta, uscire da quel dedalo soffocato in un campo arioso, luminoso, pieno di gente, oppure sulle soglie di un palazzone principesco, oppure su una fondamenta aperta al sole e al vento, oppure su un rio largo, popolato di barche e barconi: questo è un girare nell'inaspettato, nell'impreveduto, e quasi nell'inverosimile, che può ricordarci addirittura le nostre stupende e stupite scorribande per il chimerico paese di Fanciullezza. Diego Valeri, Guida sentimentale di Venezia
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Tra scale e piazze camminando senza stancarsi;  il Sestriere Santa Croce e  uno sguardo al canal Grande incontro a Dorsoduro, un tempo circondato da rialzi di cui oggi resta solo il nome. Con gli occhi che si insinuano dentro affascinanti localini e scorci indimenticabili.
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Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore:
vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.
Peggy Guggenheim
A poca distanza dalle Gallerie dell'Accademia, la ragione che ci ha condotto di nuovo in questa città. Il Palazzo Venier dei Leoni dove per oltre trent'anni ha vissuto Peggy Guggenheim collezionista e mecenate.
Fuori un giardino di sculture e una terrazza affacciata sull'acqua. Dentro un viaggio attraverso l'arte e il talento con Arp, Picasso, Magritte, De Chirico, Mirò,  Klee. Solo per citarne alcuni.
Un viaggio nella casa di un personaggio affascinante e  incredibile, un viaggio nella vita e nella storia dell'arte e della cultura. Un viaggio per grandi ma anche un viaggio  per bambini.
Grazie al Kid's day, ogni Domenica i piccoli visitatori si avvicinano all'arte giocando.
Ieri Aj è rimasto affascinato dal cubismo. Lo ha conosciuto attraverso parole semplici, ascoltando, osservando ma soprattuttto giocando.
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Mentre fuori la notte svela un'altra Venezia. fatta di luci, ombre, riflessi;ardente, raggiante,nave immensa veleggiante a lontani lidi incantati.
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Un'esperienza magica, assolutamente da consigliare, che vi racconterò presto in un modo un po' speciale...

Informazioni Pratiche:
Peggy Guggenheim Museum
Il Kid’s day si svolge ogni domenica dalle 15:00 alle 16:30.
La fascia di età è 4-10 anni. Consigliatissimo.
Ieri si è svolto il bellissimo laboratorio Cubismo, istruzioni per l'uso. I bambini hanno ascoltato, fatto domane, osservate quadri e fotografie e infine lavorato in biblioteca con immagini forbici e colla creando un paesaggio e un autoritratto cubista e divertendosi moltissimo a ritagliare la propria faccia.
Ricordatevi di prenotare telefonicamente il venerdì precedente il laboratorio, a partire dalle 9.30 a questo numero:041.2405.444
Prossimi appuntamenti:
19 dicembre, ore 15.00
Learning English through ‘900 Artists: Joseph Cornell
La Collezione Peggy Guggenheim dedica un appuntamento fisso al connubio arte - lingua inglese: un laboratorio KIDS DAY al mese viene tenuto interamente da madrelingua inglesi per permettere ai bambini di avvicinarsi alla lingua straniera in modo attivo, artistico e allo stesso tempo divertente. A dicembre il laboratorio sarà incentrato sull’apprendimento di vocaboli legati alla produzione artistica di Joseph Cornell.
26 dicembre ore 15.00
DADA, che idea!
Il laboratorio vuole approfondire le forme d’arte sperimentali introdotte e messe in atto dal movimento Dada, con particolare attenzione alla produzione di Marcel Duchamp. I bambini verranno guidati in un’interessante riflessione sull’importanza dell’idea nell’arte del Novecento. Attraverso la sperimentazione di meccanismi quali la scrittura automatica e il ready-made i bambini potranno quindi avvicinarsi alla rivoluzione artistica dada.
Come arrivare:
Dalla stazione potete raggiungere il Museo a piedi in circa mezz’ora con una piacevolissima passegiata.
Altrimenti potete prendere il vaporetto e scendere alla fermata Accademia. Informazioni qui.

Nonostante Peggy amasse profondamente i cani (ne aveva quattordici) purtroppo i cani non sono ammessi al Museo.
Da leggere:
Un'ereditiera ribelle. Vita e avventure di Peggy Guggenheim
Un sogno a Venezia

07/12/10

Un gioco per Natale… da viaggio.

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Nella nostra collezione di giochi da viaggio  non poteva mancare, visto il periodo dell’anno, anche un passatempo a tema natalizio.
Dentro ci abbiamo messo un po’ di tutto quello che amiamo del Natale. Le decorazioni, la creatività, i personaggi, i libri, le storie.
E  così approfittando dell’ennesimo pomeriggio di pioggia…

06/12/10

Waiting for Christmas #3.Rudolph, la renna dal naso rosso

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Ci sono frasi che ti rimangono addosso e non riesci più a liberartene, vi capita mai?
Quando mi sveglio e dal vetro della finestra il cielo mi appare ancora dello stesso colore, quando le gocce che picchiettano sui vetri divengono una  musica che ci accompagna lungo tutta la giornata, il tergicristalli della macchina continua a lavorare, gli ombrelli invadono le strade e quasi non me lo ricordo più, com’è il cielo senza pioggia.
E’ allora che mi torna in mente.

Non maledire ciò che viene dal cielo. Inclusa la pioggia. Elif Shafak,La bastarda di Istanbul
E’ allora che passa quel velo di malinconia e penso al meglio che se ne può ricavare...
 
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Una scusa per stare anche in casa.
Per trovarci e ritrovarci, per lunghe chiacchierate e tanto da fare insieme.
E la settimana scivola via tra nuovi giochi da costruire, progetti, ricette, tradizioni che fanno volare lontano e lunghe merende con la candela accesa, la musica e il naso appoggiato al vetro.
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Che la pioggia può essere persino romantica.
Anche il fine settimana si può sistemare. Un salto in Liguria e  una visita ad un Museo molto speciale.
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E poi ci sono le storie.
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Ci sono storie che ti rimangono addosso e non riesci più a liberartene. Vi capita mai?

Negli anni trenta la Montgomery Ward aveva la consuetudine di acquistare e regalare libri da colorare ai bambini durante le festività natalizie. Si trattava ovviamente di una abitudine piuttosto costosa perciò nel 1939 chiese ad un suo impiegato, Robert May di scrivere una storia sul Natale da distribuire ai figli dei clienti.
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Per lui era un periodo difficile.
La moglie era molto malata e i suoi momenti liberi erano tutti per la piccola Barbara di quattro anni. E' proprio con lei che Robert immaginò e  scrisse la storia di Rudolph.
'Twas the day before Christmas, and all through the hills
The reindeer were playing, enjoying their spills.
While every so often they'd stop to call names
At one little deer not allowed in their games(...)

 Una renna diversa, presa in giro da tutti per il suo luccicante naso rosso. Una renna che aveva un sogno che sembrava irrealizzabile.Far parte della squadra di Babbo Natale.
Una notte in cui il Natale rischiava di venir cancellato per colpa del brutto tempo questo sogno si realizzò. Il luminoso naso di Rudolph guidò la slitta attraverso la tempesta e salvo il Natale.
 Una storia per bambini ma anche un racconto per non perdere la speranza e per combattere i pregiudizi verso chi è diverso.
Oggi Rudolph è probabilmente la renna più famosa del mondo ma nonostante questo  trova ancora il tempo per venire qui da noi, ogni 30 Novembre a lasciare una lettera e un pensiero. E noi in cambio le lasciamo i biscotti e una carota per il viaggio. Che la strada per il Polo Nord è lunga e faticosa…


Altri libri di Natale:

30/11/10

Guest post: Traditional Thanksgiving. Il giorno del Ringraziamento

tacchino
Giovedì scorso negli Stati Uniti e in  altre parti del mondo si è celebrato il tradizionale giorno del Ringraziamento. Questo giorno così importante oggi ce lo racconta Daniela un ospite davvero speciale che ringrazio con tutto il cuore.
Io mi sono commossa...
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Narra la leggenda che i Pellegrini, stanchi delle persecuzioni religiose, nel 1621 lasciarono l’inghilterra e salparono alla volta del nuovo mondo a bordo della Mayflower.
mayflower
Dopo sessanta giorni di navigazione approdarono in Nord America, sulle coste dell’attuale Massachusetts, ormai alle porte dell’inverno.
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Fu un inverno molto duro in una terra sconosciuta e ostile; molti di loro non arrivarono a primavera. Ma quando giunse finalmente il primo tepore la popolazione indigena di Nativi Americani insegnò loro a coltivare i prodotti della nuova terra: il mais, le patate, le zucche, etc. book                 
L’autunno seguente la nuova comunità di Plymouth ebbe un copioso raccolto. Decisero quindi di festeggiare la generosità del raccolto, cucinando tutti i prodotti del nuovo mondo per un pranzo di ringraziamento. Alla festa invitarono anche i Nativi Americani che tanto li avevano aiutati.
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I nuovi abitanti del nuovo mondo e i nativi festeggiarono insieme per tre giorni, a base di tacchino arrosto, mais, torta di zucca, etc.

Thanksgiving è oggi la festa tradizionale americana per eccellenza, forse sentita ancora più del Natale, perché legata profondamente all’orgoglio nazionale, valore imprescindibile per ogni Americano. Le famiglie, spesso sparse per tutta l’America (e oltre), di solito molto meno legate delle nostre, viaggiano per ore per raggiungere “casa” e trovarsi intorno alla tradizionale tavola imbandita, intorno al tradizionale tacchino.

Dalle Hawaii alla Florida, dall’Alaska al Massachusetts tutti quel giorno cucinano il menu tradizionale.
Noi siamo una famiglia bilingue e finora abbiamo passato metà della nostra vita di famiglia a San Francisco e metà ai piedi delle Alpi Piemontesi.
Due posti molto diversi, due atmosfere di vita a volte opposte.
Una persona a noi molto cara un giorno mi disse che dopo aver vissuto a San Francisco è impossibile andarsene, nessun posto sarà più casa. Forse questa è la nostra maledizione. Nessun posto è casa, perché
tutti i posti sono casa.
Siamo ufficialmente affetti da nomadismo. Ma, devo dire, i tramonti sulla baia di San Francisco hanno un posto molto speciale nel nostro cuore, così come l’alba sulle Alpi!

A San Francisco mi chiedevano “ma perché sei andata via dall’Italia”? E qui mi chiedono “Cosa fai qui, perché hai lasciato la California?” La verità è che a noi piace vivere il meglio entrambi i posti. Siamo italiani e siamo americani, senza riserve. E per creare la nostra nuova identità di famiglia dalla doppia nazionalità, sono importantissime le tradizioni. Quelle che ci ricordiamo da bambini, quelle che scandiscono il ritmo dell’anno, quelle italiane e quelle americane e quelle che creiamo noi per la nostra famiglia.

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E dunque Thanksgiving è il momento per ritrovarsi in famiglia, soffermarsi a pensare a quanto siamo fortunati, a quanti motivi abbiamo per essere grati delle tante fortune che abbiamo. Quest’anno abbiamo pensato di scrivere ciò per cui siamo grati sulle meravigliose foglie secche che abbiamo raccolto durante l’autunno.
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Per alcuni giorni abbiamo scritto i nostri grazie sulle foglie colorate, per andare poi a comporre l’albero del ringraziamento, che è stato il centrotavola della nostra festa. I nostri ospiti si sono divertiti a leggere e hanno anche contribuito con i loro grazie, continuando a far crescere l’albero.
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Ma il Thanksgiving è soprattutto un gran pranzo che fa concorrenza a quello di Natale! E allora ecco il nostro menù ispirato alla trazione, ma con qualche tocco personale:

Aperitivo: succo di mela, noci macadamia e cranberries, olive, crostini con formaggio da spalmare e
marmellata di peperoncino
Main course: Tacchino arrosto aromatizzato al limone e alle erbe mediterranee con ripieno di pancetta,
mele e castagne, salsa di cranberries.
Contorni freddi: insalata di baby spinaci in foglia con arance e finocchi, uova ripiene
Contorni caldi: fagiolini verdi con cipolle e mandorle ,patate dolci in crosta di noci pecan, mais in crema
Dessert: torta di zucca

torta di zucca
Curiosità Partecipando alle festività del Thanksgiving in America ho sempre stressato mio marito: ma insomma, si festeggia a pranzo o a cena???
La risposta è molto destabilizzante per noi italiani…nessuno dei due!
Di solito ci si sveglia tardi e si fa un leggero brunch, poi ci si trova verso l’una, il tacchino è ancora a metà cottura nel forno, gli uomini si radunano davanti alla partita di football ,le donne in cucina sono intente a preoccuparsi che il tacchino non si asciughi troppo, i bambini spariscono subito, intenti in una qualche attività per loro preventivamente organizzata.
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Gli antipasti sono già serviti sul buffet e ognuno si serve a piacimento. Solo quando il tacchino è dichiarato cotto dal termometro da forno, il capofamiglia procede al “carving” ufficiale del tacchino (ci sono regole precise su come si deve tagliare il tacchino!) e ci si siede ufficialmente a tavola.
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carving
Il che avviene intorno alle tre del pomeriggio. Non immaginate un pranzo con sedici portate in stile italiano, si mangia bene, si mangia tanto, ma nel giro di un’ora massimo è tutto finito.
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Il resto della serata? Tanta  conversazione con parenti che non si vedono da un anno o più, giochi di società con un occhio ai risultati delle partite e poi può capitare che qualcuno vada al pianoforte, qualcun altro abbracci una chitarra, e si intonino vecchie canzoni country. Verso sera se a qualcuno viene fame si prepara un panino di tacchino, insalata e salsa di cranberries.
Turkeysandwich
Yum buonissimo!

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Alcuni giorni prima del Giorno del ringraziamento alla Casa Bianca si svolge la tradizionale cerimonia della grazia presidenziale a due tacchini, nota come National Thanksgiving Turkey Presentation. Ad iniziare la tradizione fu Kennedy. Quest’anno il Presidente Obama ha “graziato” i tacchini Apple e Cider, che ora vivono tranquilli nella tenuta che fu di George Washington.
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Insieme al tacchino si mangia tipicamente la coloratissima salsa di cranberries. Il cranberry, mirtillo rosso americano, cresce esclusivamente nelle paludi del nord America. Noto come medicinale già ai nativi americani, viene oggi ampiamente utilizzato nelle cure naturali per le sue qualità di potente antiossidante, e per la sua funzione nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie e dell’osteoporosi . Combatte inoltre il colesterolo ed è ricca di vitamina C.
Insomma.. un concentrato di salute! Non potendo trovare in Italia le cranberries fresche, noi le coltiviamo nel nostro giardino!
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Un grazie particolare a Mammagiramondo che mi ha aperto il suo blog con molta generosità. Venite a trovarci presto! Alex e Nicholas non vedono l’ora di giocare con AJ!

E intanto fuori scende già la neve.. è ora di prepararsi per Natale!


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