Gli indigeni lo chiamavano Tusitala.
Il narratore di storie.
Dopo aver navigato tra oceani e arcipelaghi, da Tahiti ad Honolulu Robert Luis Stevenson mise radici ad Opolu la principale delle isole Samoa. Ci rimase fino alla morte che lo colse proprio mentre stava scrivendo un tragico ultimo racconto.
Aveva quarantaquattro anni ed era sempre stato di salute cagionevole. Per questo da bambino venne affidato alle cure di Cummy, un infermiera bambinaia dalla fervida immaginazione. Le storie raccontate con passione, il teatrino di Skelt, il letto che si trasformava in nave e la poltrona in un castello. E’ questa la fantasia che ritroviamo in molti dei suoi romanzi d’avventura, quella di un adulto che lascia libero il bambino che ha dentro.
Scrisse il primo grande capolavoro a trent’anni.
Il figliastro stava disegnando la mappa di un isola e lui ne fu immediatamente affascinato. Cominciò a inventarsi i nomi dei luoghi e per completare l’opera le dette anche un nome che scrisse in un angolo del disegno.
“Come sarebbe bello leggere una storia su quest’isola” commentò il bambino.
Dentro la sua testa, L’isola del tesoro era già nata…
Ben volentieri cedo alla preghiera de’ miei amici Trelawney e dottor Livesey di scrivere la storia della nostra comune avventura che ha avuto per teatro l’Isola del Tesoro; solo mi astengo dall’indicazione precisa dell’Isola in cui parte del tesoro sta ancora nascosta…
Dopo innumerevoli viaggi e indicibili avventure l’abbiamo trovata.
Quell’isola.
Adagiata intorno ad uno specchio d’acqua che pare un po’ il mare. Dove quando dalle matasse di nuvole scivolano fuori i baloni de l’Ora si sciolgono gli ormeggi.
Terra a babordo…poppa a prua…vira a tricorno…lancia la lancia…
Anche quest’anno Riva del Garda si è trasformata per quattro giorni in un posto fatato. Dopo lo straordinario Peter Pan, la magia di Mary Poppins, Pinocchio, il meraviglioso mondo del mago di Oz, Pippi e molte altre storie che hanno fatto la gioia di tanti bambini, quest’anno sono arrivati bauli, zattere, pappagalli e naturalmente Jim, in compagnia degli altri pirati.
E dunque si entra nel libro di Stevenson, dove pagina dopo pagina si incontrano i coraggiosi protagonisti, e i temibili nemici.
Nemmeno la pioggerellina di Sabato può rovinare la magia. In fondo quando il mare è piatto e il vento dorme che divertimento c'è.
Attraverso il Viaggio nella fiaba si seguono i pirati attraverso il centro storico, si ascolta, si partecipa, ci si commuove mentre basta un cappello in testa per sentirsi parte della storia.
E poi tanti laboratori e spazi gioco. Piazza delle Erbe, Via Dante, i giardini di porta orinetale, la Galleria San Giuseppe si trasformano ora in una nave, un covo, una grotta dove giocare, divertirsi, prepararsi per vivere le più grandi avventure.
Il pappagallo si lisciava le penne, appollaiato sulla spalla del suo padrone… Da L’isola del tesoro di R.L Stevenson
Nessun bambino può essere un vero pirata senza il suo fedele pappagallo. Un po’ di cartoncino, colori, piume e il gioco è fatto.
E poi i tatuaggi, la zattera da costruire, il varo.Il viaggio sull'acqua della piccola imbacazione realizzata con l'amore e pochi altri materiali ma che la fantasia trasforma in una grande e magnifica nave che un Babbo e un bambino spingono incontro a mille avventure. E non si sa, chi si diverte di più.
E dopo tante emozioni tutti a pranzo alla Locanda di Jim, i dolci e i colori per continuare a sognare.
E gli occhi non vedono più come prima ma attraverso gli occhiali della fantasia. La fantasia che giunge più lontano della vista e che è l’unica vera magia accessibile all’uomo. Intanto i vicoli dietro le piazze si riempiono di storie, voci e canzoni...
Quindici uomini sulla cassa del morto,yo ho ho! E una bottiglia di rum per conforto (...)
Le bancarelle vendono dolcezze e bandane, specialità locali e barchette di carta. Il Jolly Roger prende il posto di tutte le insegne e ci si sente come il Capitano Flint, Long John Silver, Ben Gun o Smollett.
Fino all’ultima pagina…
Informazioni Pratiche:
Notte di fiaba è un evento che si realizza ogni anno a Riva del Garda.
Ogni anno c’è un tema diverso, qui trovate le foto degli anni scorsi.
Ho trovato l’evento assolutamente ben organizzato, ci sono diversi grandi parcheggi, la brochure che si trasforma in battaglia navale, tantissimo personale a disposizione per informazioni e soprattutto tanta fantasia e creatività nei laboratori. Per non parlare degli attori e attrici di un viaggio nella fiaba, assolutamente spettacolari.Gli eventi si trovano in varie zone del centro di Riva e questo permette di distribuire le persone senza evitare gli accalcamenti di folla che di solito troviamo in manifestazioni di questo tipo. A chiudere l’evento uno straordinario spettacolo pirotecnico che purtroppo quest’anni ci siamo persi. Ma l’anno prossimo…
Come arrivare
Percorrere l'autostrada A22 o la Statale 12 del Brennero, fino all'uscita di Rovereto Sud/Lago di Garda Nord; da lì imboccare la Statale 240 e percorrere circa 15 chilometri; se si proviene da Trento, percorrere la Statale 45bis; se invece si proviene da Sud del Lago di Garda, imboccare la SS249.
Da leggere:
Oltre ovviamente all'edizione classica dell'isola del tesoro di Stevenson unariduzione per bambini firmata Geronimo Stilton.
L'isola del tesoro
Per grandi:
Tusital,a il narratore. Vita di Robert Louis Stevenson




