Come in un romanzo




Teneva gli occhi fermi sulla strada, cercando punti immaginari da riempire con lo sguardo per colmare quella  sensazione di vuoto che ti colpisce quando una parte reale del viaggio  scompare per trasformarsi in ricordo.
Ci mise un po' ad abituarsi all'idea che era su un auto e che Alder era parcheggiato nel giardino della Birch House dove tutto era cominciato una settimana prima.
Sentiva ancora addosso quella spiacevole impressione che ti avvolge quando hai discusso con qualcuno, incrinando  un po' di quell'atmosfera di ovattata felicità  che ti abbraccia  quando sei in viaggio.

-No-, pensava, -90 sterline per quella camera erano un vero furto-.

E poi lui con quel falso sorriso e l'aria di stizzita superiorità l'aveva innervosita.
Era bastata un'occhiata tra loro per riprendere le valige e andarsene, calpestando con rabbia quella ventina di scalini nascosti da una insopportabile  moquette grigia.
Le rimbombavano  in testa le sue ultima parole, -Buona fortuna- aveva biascicato con un blando accento scozzese e l'espressione a metà tra  l'annoiato e il divertito.
Un atteggiamento così stonato in mezzo all'ovvia bellezza della campagna del Pertshire.
Insomma tra tutti i Flopsy e Timmy, Tommy e Benjamin quante probabilità c'erano di andare  a scontrarsi   subito con un Mc Gregor...

Ripartirono in fretta, se volevano ancora mangiare dovevano  trovare qualcosa alla svelta prima che  chiudessero le cucine. In questo gli scozzesi sono molto più simili  agli svizzeri di quanto possiate immaginare.
Entrarono nel primo pub, trovarono un tavolino  e si sedettero. 
Fissati alle pareti come finestrelle aperte dentro al locale c'erano un'infinità di strumenti musicali di ogni genere. Se solo qualcuno avesse avuto il coraggio di prenderne uno sono convinta che avrebbe sputato fuori l'anima di quel posto.
Dalla parte opposta una musica diversa, quella del fiume cucito fuori dalla finestra bianca.
Se venite da queste parti in tarda primavera potete sedervi e osservare i salmoni che ritornano a casa saltando  sulle acque spumeggianti del Tay.
L'imprevedibile limpidezza di una voce maschile ruppe il flusso dei suoi pensieri su uova, pesci e il loro triste destino .
Ordinarono un fish and chips e due specialità della casa accompagnate dagli irrinunciabili biscotti di farina d'avena.
Parlarono di cose qualunque mangiando con appetito e  ascoltando una melodia che non si può descrivere ma solo immaginare. 
Alla fine della cena  tirarono fuori il netbook, dieci minuti e qualche click e avrebbero avuto un albergo comodo dove passare la notte.
O almeno era quello che credevano prima di leggere l'implacabile messaggio che in basso a destra dello schermo recitava:
Nessuna connessione disponibile

Pagarono il conto e uscirono nella sfavillante luce scozzese che a dispetto dell'ora, illuminava ancora le pareti imbiancate a calce dell'affascinante locale sul fiume.
Non avevano nessuna voglia di cominciare la caccia all'hotel con un bambino, un cane e una contea dove  i villaggi si contano sulle dita.
Decisero  di fermarsi in un altro pub avendo l'accortezza di controllare se ci fosse il wifi prima di sedersi.
L'ampio salone era accogliente, pieno di  vecchie stampe e fotografie appiccicate sui muri.
Un quartetto di grossi scozzesi dall'aspetto vagamente minaccioso sedeva al centro della stanza conversando rumorosamente davanti a giganteschi boccali di birra.
Presero posto in un angolo e dopo pochi minuti arrivò la cameriera, con del gelato alla vaniglia e due strawberry scone cakes dall'aspetto favoloso che interruppero momentaneamente la ricerca dell'alloggio.
Dopo meno di un'ora erano seduti tutti insieme a raccontarsi quelle cose  che chiunque si direbbe in una circostanza abbastanza assurda come quella. Charlie sonnecchiava sotto il tavolo aprendo gli occhi solo per mangiucchiare le briciole che cadevano inavvertitamente sul pavimento in legno chiaro.
Intanto una mail aveva confermato la prenotazione di un Hotel dal nome impronunciabile ma dall'aspetto fiabesco.
Il sito mostrava i paesaggi idilliaci della Potter ma senza nessun John nei paraggi...
 ...è possibile avvistare scoiattoli rossi, fagiani, conigli e poiane dalle finestre delle camere immerse in un bosco appartato sulle pittoresche colline dell'Highland Pertshire.
Il vento portò con sè i rintocchi di un campanile ricordando la ferocia del tempo che scorre inesorabile anche quando non vorresti. Nessuno aveva voglia di andarsene ma salutarono gli Highlanders e uscirono violando il buio della notte.
Non si stupirono quando il navigatore non trovò l'indirizzo. 
Selezionarono la località più vicina e partirono meravigliosamente soli. 
Intanto il  sonno si era allontanato e loro potevano godere dei mille suoni che colavano giù dal cielo ormai scuro.
Di là dal vetro sfilavano via migliaia di immagini simili lunghe un istante, alberi e piante e boschi  che di giorno paiono incantevoli luoghi di fiabe ma che adesso avevano piuttosto un'aria oscura e sinistra.
Imboccarono l'ennesimo sentiero sbagliato proseguendo  in salita fino ad un vecchio cartello sbiadito che indicava la presenza di un castello. Proseguirono ancora un po'spinti dalla curiosità e poi dal nulla comparve una casa bassa con i mattoni grigi e il tetto in ardesia contornato da tanti piccoli archetti bianchi.
Lei scese dall'auto pensando nonostante l'ora di chiedere informazioni.
Il vetro di una finestra lasciava esaminare un piccolo delizioso salotto reso ancora più  accogliente da un caminetto scoppiettante che illuminava la moquette bianca e le poltrone beige. 
Si accostò cautamente fino ad udire il suono appena percettibile di una musica che confermava che qualcuno lì dentro era ancora sveglio.
Dall'auto intanto si sentiva il suono allegre delle loro risate. Insomma, non è esattamente una cosa che si fa tutti i giorni quella di fermarsi in una notte gelida nel cuore della Scozia  davanti alla casa nel bosco di qualche sconosciuto.
Non c'era campanello ma solo un pesante batacchio nero. 
Avvicinò la mano titubante e prima che potesse rendersene conto un piccolo rimbombò increspò l'aria gelida mentre pensava che  il destino dà proprio appuntamenti strani...

continua...

Commenti

  1. e poiiii.... :D!!!!

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    1. Cate sei tu che ti dimentichi di firmare?:-)

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    2. No, sono nuova!!! mi chiamo Barbara e ti seguo da pochi giorni :))). Ho 29 anni e una bimba di 5 mesi... tra pochi giorni partiamo e andiamo qui : http://www.castellodellapieve.it/borgo.htm

      ...quando torno ti farò sapere com'è!!!

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    3. Ops, scusa Barbara, benvenuta allora!:-) Allora aspetto di sapere come è andata! Un caro saluto

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  2. No dico, mica vorrai lasciarci così!!!!!!!!

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  3. E poi? Ma dai ma dai... :)

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    1. E dai ho dovuto spezzarlo altrimenti etra troppo lungo da digerire!! Già così mi sembrava un po' pesantino no?:-)
      P.S Partiamo domani per Jesolo, ti scrivo un messaggio stasera.

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  4. e vabbè allora non vale..è già da un po' che ci tieni sulle spine....

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    1. Hai ragione cara, come dicevo a Beta era troppo pesante da postare tutto insieme!:-) Per l'altra questione invece purtroppo non dipende da me... appena posso spiffero tutto!:-)

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  5. uuuuh che suspense!!!!! raccontato così sembra proprio un'avventura da romanzo....e non capitata davvero!!!!!!!!! chissà come va a finire!?!?!?! ;))

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    1. Ehheh non vale però, tu sai già come va a finire!:-)

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  6. Non posso crederci che ti sei fermata sul più bello!!!! Ti prego dicci che vi ha aperto la strega!!!!:DDDDD

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Hai ragione cara, siamo tornati ieri sera e ora mi metto al lavoro per la seconda parte:-)

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  9. Nooooooooooooooooooooo voglio sapere come va a finire??????

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  10. Eh va beh ma quanta suspense..uffaaa:-)

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  11. non toglierei proprio ora gli occhi dalle pagine di questo libro....
    Simona

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  12. Ho appena scoperto il tuo blog, mi piace moltissimo e to seguo piacevolmente

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