05/11/13

San Sebastian da non perdere


E' stata una splendida settimana di rientro.
Non c'è stato  tempo per intristirsi per la fine dell'ultima straordinaria avventura on the road perchè una miriade di attività incredibilmente diverse ci hanno tenuti impegnatissimi. Dal restyling di alcune zone della casa alla raccolta delle olive sulle affascinanti colline toscane (prossimamente). E poi naturalmente i   preparativi per Halloween, le attività extrascolastiche, l'arrivo di nuovi bellissimi libri per cominciare a sognare il Natale (e non vedo l'ora di parlarvene). Perchè sì, ve lo dico, qui si sogna già l'incanto di luci sfavillanti e il tintinnare delle campanelle .
Ma facciamo un passo indietro e come promesso, cominciamo a ripercorrere l'itinerario di questa nuova magica avventura partendo dalla prima tappa in terra spagnola, San Sebastian.


Non è per qualche pregevole peculiarità, ammaliante particolare o fascinoso dettaglio che ci si innamora di San Sebastian. Non sono le suggestive vistas, i giochi dei surfisti, l'attraente visione dei pintxos che si ammucchiano sopra i banconi dei bares.
E non è neppure il profilo della costa che eppure strega chiunque se ne vada a passeggio tra i lunghi sinuosi paseos e le playas.
E' qualcosa di  irreale e diverso, un mood, un'intensa percezione, una sensazione comune a tutti quelli che hanno visitato la Bella Easo.
E' la vita che scivola fuori dalle piazzette, i muretti dove la gente si siede a chiacchierare ogni ora del giorno e della notte. E' la musicalità del dialetto basco, sono i sorrisi della gente, le strade traboccanti  di allegria e l'atmosfera rilassata e allo stesso tempo vitale che pare continuamente urlarti che la vita è una cosa meravigliosa.
Sono tutti questi ingredienti che insieme,  danno vita ad una pozione irresistibile, di quelle che,  non si scappa, colpiscono il cuore e a grandi e bambini  fanno dire:
" Lo sai ? Vorrei vivere qui"
DIECI COSE DA NON PERDERE


1.ASCOLTARE I RUGGITI DEL MARE INTORNO AL PASEO NUEVO
(e possibilmente, al tramonto)

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio e dagli stretti vicoli della Parte Vieja  scivolati subito verso il Paseo de Salamanca dove la vista si allarga all'improvviso e vieni irrimediabilmente conquistato dai ruggiti del mare. 
Se potete scegliete l'ora del tramonto e camminate lentamente incontro al Paseo Nuevo verso la Playa de la Concha. 
E prima di rientrare negli stretti vicoli della parte Vieja per la cena fermatevi ad ammirare ogni insenatura, scoglio, promontorio, fantasticate su ogni lucchetto, cancello, scala che pare condurre dentro a mondi d'abisso e di fiaba. 


Ascoltate  ogni canzone che ruggisce tra le onde forte e piano a seconda di dove l'acqua decide di morire e prima del primo pintxo, vedrete, Donostia vi avrà già conquistati.

2. LOS MEJORES BARES DE PINTXOS

E' impossibile visitare San Sebastian e non passare almeno una sera a zonzo tra i suoi bar. Due Pinxtos qui, tre pinxtos là, la cena si svolge di bar in bar e senza neanche fare troppa fatica  perchè, credetemi, di bares la parte Vieja (ma non solo quella) trabocca letteralmente.
COSA SONO I PINTXOS?
I pinxtos sono una sorta di stuzzichini (ve le ricordate le tapas? Ecco, i pintxos sono la versione basca.) composti generalmente da un pezzetto di baguette su cui troneggia ogni sorta di condimento: acciughe marinate, gamberi, calamari delicatamente infilzati da uno stuzzicadenti e conditi con una straordinaria varietà di altri ingredienti.
Non solo pesce ma anche prosciutto, patate, carne, formaggio e tutto quello che riuscite ad immaginare. Se viaggiate con i bambini state tranquilli, perchè sopra i banconi o nei menù scarabocchiati sopra le lavagne troverete sicuramente qualcosa che li conquisterà. E soprattutto i piccoli si divertiranno da matti  a scovare i bar più caratteristici dove cenare in modo inconsueto.
Tra i centinaia di bar ecco alcuni di quelli che abbiamo provato (ma andate all'avventura, e lasciatevi ispirare dai banconi è più divertente!) 
In calle 31 Agosto da non perdere Gandarias. Si mangia in piedi, poggiando i piattini tra un pinxtos e l'altro ed è sempre pienissimo, ma i suoi Txampi, l'ensaladilla rusa e i calamares fritti valgono sicuramente la pena.
Nella stessa strada trovate anche La cuchara de San Telmo (prendete la carrilleras), Martinez celebre per i bocadillos ( si tratta di gustosi panini, provate quello con il serrano !) e poco più in là in Calle Mayor Paco Bueno che fa una favolosa tortilla.
Per darvi un'idea dei prezzi ogni pinxto costa una  media 1,50-2,00 euro (ma anche meno o molto di più).
Io vi dò solo un consiglio:
abbuffatevi!

3. LE SPIAGGE


Sono divise dall'affascinante baia su cui poggia il Monte Urgull (quella del punto 1) le due principali spiagge di San Sebastian. 
Playa de Gros, quella dove ogni mese dell'anno si può fare surf e la celebre Playa de la Concha, immensa, lunghissima, affascinante. Fate castelli autunnali, scalfite granelli di sabbia , correte o semplicemente sedetevi e guardate chi cavalca le onde (o si allena quando il mare è piatto :)).



4. VEDERE IL VENTO CHE SI SPAZZOLA AL PEINE DEL VIENTO
E' stato lo scultore Eduardo Chillida a pensarli. E sebbene a vederli paiono più giganteschi ganci che pettini, l'emblematico peine del viento ha una spiegazione romantica e affascinante.
Si tratta di un'opera in cui si è realizzato il sogno dell'autore di riuscire a creare uno spazio dove il mare, il vento, il ferro e le rocce potessero dialogare tra loro e soprattutto dove il vento potesse essere "spazzolato" prima di arrivare in città.
Andateci a piedi, (una mezz'ora dalla Parte Vieja), costeggiando La Concha e continuando lungomare, un percorso straordinario e affascinante fino alla fine (o all'inizio) della città.

Accanto all'opera  c'è un bel bar, Branka, con i tavolini all'aperto e una bella vista sul mare, perfetta per una bevanda calda o fredda e qualche stuzzichino.

5. IL "BRAMITO" DEI BUFONES
Che incanto deve essere. Quando nei giorni di tempesta, forti temporali o mare grosso l'acqua si arrampica urlando lungo lo stretto corridoio verticale per poi emergere prepotentemente all'esterno.
Come uno starnuto del re dei mari, un gigantesco zampillo, un eruzione potente e affascinante simile ad un geyser.
E se siete fortunati potete assistere a questo affascinante spettacolo proprio vicino al Peine del viento dove trovate una serie di piattaforme, scalini  e spazi aperti rivestiti di granito rosa  su cui noterete dei grossi fori.
E' qui che si insinua l'acqua quando le onde salgono. Si tratta di un'idea dell'architetto Ganchegui che immagino si sia ispirato ai bufones naturali che incantano diverse zone della Spagna (c'è persino una strada per andare a caccia di bufones). Il nome, se vi incuriosisce saperlo viene da bufido ovvero sbuffo poichè il suono che emette l'acqua quando esce è simile allo sbuffare di un animale arrabbiato. Ma a me, ve lo dico, piace pensarlo più simile al bramito di un cervo innamorato.

6. GIOCARE A CALCIO CON LE KARREKELAS

Dovete farlo.
Subito dopo essere usciti  fuori dal Paseo Nuevo  o mentre dalla parte vecchia vi incamminate incontro al Peine del Viento.
 Perchè prima di quella lunga e elegante passeggiata  punteggiata di lampioni eleganti  ed edifici  alto borghesi dal sapore  francese c'è il porto con le case degli arrantzales (i pescatori), il mercato del pesce e i banchetti che vendono kiskillas, gamberi e, karrekalas.
Fermatevi da quello che vi ispira di più e prendete un cartoccio di lumachine (su dai, poche storie, sono buonissime!). E poi semplicemente fate quello che qui fanno tutti. Mangiatele camminando e fate cadere a terra i gusci (lo so sembra terribile ma qui pare usi così).
E quando avete finito, beh, mi pare ovvio, si comincia a giocare!

7. INCONTRARE DON CHISCIOTTE E SANCHO PANZA

Dopo la Mancha devo ammetterlo, ci ha fatto un certo effetto ritrovare quell'adorabile  svitato e il suo strampalato scudiero. 


Ma che abbiate percorso o meno l'affascinante  ruta de Don Quijote questa bella statua lungo il Paseo della Concha sarà una favolosa occasione per raccontare qualcuna delle avventure del simpatico eroe di Cervantes approfittandone per riposare un po' su una delle tante affascinanti panchine del lungomare. ( (la nostra avventura preferita del momento è quella in cui Don Quijote,  dopo aver scambiato un gregge di pecore per un esercito, perde due denti in lottando con i  pastori ;-))

8. VISTAS SULLA CITTA' E OLTRE
Ci sono talmente tanti punti da cui sognare a San Sebastian.
Seduti su una delle panchine di legno del Paseo de la Concha  a guardare  la piccola isola di Santa Clara o bevendo una birra sui muretti imprigionati tra gli scogli del Paseo Nuevo, con le gambe che tremano e gli occhi pieni della luce del tramonto.


E ancora da tetto sopra all'acquario,  sopra alla funicolare che porta al Monte Igueldo, in fondo alla salita per Urgull e ovunque ci sia uno spazio per sedersi. Abbracciatevi, ammirate la vistas , raccontate storie, amatevi , fantasticate di questo e di altri mondi.


9.UNA NOTTE NEL CASCO VIEJO
Dormire dentro al labirinto di vicoli della città vecchia ha i suoi svantaggi. Non ci si può entrare in auto perchè la zona è interamente pedonale, i parcheggi fuori sono cari (il più vicino circa 24 euro al giorno) e dovrete farvela a piedi con valige a seguito.
Ma, fidatevi di me, ne vale assolutamente la pena.
Perchè affacciarsi da un balconcino fiorito e vedere San Sebastian che vive sotto di voi ripaga qualunque fatica. Perchè dopo aver trascorso la serata a rimpinzarvi di  bar in bar vi farà piacere scoprire che la vostra pension è proprio accanto a quello dove avete gustato l'ultimo pinxto. Perchè anche se le scale saranno crepitanti e le pareti coperte di carta da parati dal gusto un po' retrò, dormire qui sarà come respirare un pezzetto di storia.
Di alberghi nella parte Vieja ne trovate diversi. Noi abbiamo dormito alla Pension Amaiur (la trovate anche su booking) proprio sul Calle V Agosto, quello dove si trovano decine di bar (ma non preoccupatevi non sotto la pensione :-)). 
Abbiamo speso 60 euro per una tripla (più dieci per Charlie) ma considerate che San Sebastian "è la più cara"di tutte le tappe dell'itinerario.
Cani ammessi su richiesta

Io oggi mi fermo qua, ma la lista dei da non perdere potrebbe continuare all'infinito con la salita in funicolare sul Monte Igueldo dove i bambini potranno divertirsi al Parque de Atracciones ( un Luna park, diciamo così un po' vintage ma divertentissimo) all'Acquario con la lunga galleria trasparente attorno alla quale nuotano ogni specie di "mostri" degli abissi. E ancora una gita all'isla de santa Clara a soli 700 metri dalla costa, salendo a bordo di una barca dal fondo di vetro,  una pedalata sulle tantissime piste ciclabili o lo shopping sul Boulevard, insomma un'infinita varietà di cose da fare, da vedere, da gustare che vi faranno innamorare di questa straordinaria città, sempre di più.
E adesso ditemi, quale da non perdere vi è piaciuto di più?
Qui sotto intanto vi lascio un riassunto sulla mappa.



Alla prossima tappa!




6 commenti:

  1. naturalmente la spiaggia, che ho trovato bellissima. e il casco viejio. A san sebastian ci passerei volentieri una bella settimana, nella luce e sul mare. invece ci sono stata solo poche ore (ci siamo arrivati in metropolitana leggera da Hendaye al confine con la francia) che però sono bastate per farmene innamorare. abbiamo adorato la spiaggia anche se ad agosto scorso era pienissima di gente (faceva caldissimo nei paesi baschi e soprattutto eravamo nell'imminenza della feria estiva). dal tuo post ho scoperto angoli che chiaramente non ho visto. devo assolutamente tornarci!!!!

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    1. Sì e sicuramente se ne hai la possibilità opta per mesi diversi da Luglio e Agosto perchè la città è allegra e vitale tutto l'anno (anche nelle altre regioni del nord pur non trovando turisti le città pulluluvano di gente (del posto) e l'apparenza era quella delle eterne vacanze! :-))

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  2. Che dire: sono affascinata e incuriosita, dovrò correre ai ripari quanto prima ed andarci!! Grazie per la condivisione delle tue emozioni che arricchiscono sempre di più la mia testolina ...

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  3. El vascuence no es un dialecto , es una lengua ; una de las 4 lenguas oficiales en el Estado español , o sea , España . De dialecto nada de nada .

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  4. Además no pertenece al grupo de lenguas románicas : italiano , francés , español , catalán , gallego , portugués , etc...

    Es una lengua no indoeuropea .

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