13/01/14

Picos de Europa: i laghi di Covadonga


Sono tre immensi massicci calcarei che come giganti di pietra si ergono per quasi tremila chilometri verso il cielo. Nel mezzo si stendono  gole e valli e fiumi come intricati nastri d'argento. E  cime, che paiono una lunga e affascinante carovana nel deserto. Solo che qui, sugli spettacolari Picos de Europa i paesaggi non sono un miraggio.
Sono meraviglie vere, che ti incanti a guardarle mentre  ad una manciata di chilometri dalla costa cominci a salire e quel mondo di selvagge meraviglie ti entra negli occhi e di notte non ti fa dormire...



Lasciata l'affascinante Santillana del  mar rientriamo sulla costa occidentale cantabrica facendo sosta a San Vincente de la Barquera , piccolo rifugio di pescatori con il suggestivo Castillo del Rey aggrappato sulla collina e  l'impressionante  Puente de la Maza capolavoro ingegneristico medioevale dotato di ben 32 archi.



Il pranzo è già nelle Asturie. Llanes, un vivace villaggio del litorale occidentale ci accoglie esuberante e allegro. 
E' tarda mattina di un giorno infrasettimanale d'autunno eppure le strade punteggiano di bancarelle, la musica scivola fuori dai bar e ovunque ci sono  spagnoli che paiono eternamente in vacanza.
Mangiamo all'aperto, beviamo sidro versato dall'alto, gironzoliamo tra le botteghe artigianali fermandoci ad ammirare il panorama dagli scogli davanti ai frangiflutti colorati opera del  pittore basco Augustin Ibarrola.






Un ultimo sguardo al mare e iniziamo la salita verso l'interno.
Passiamo da Arriondas nei Picos occidentali. Una cittadina traboccante di canoe colorate che sporgono dalle strade un po' ovunque a ricordare che  in estate l'attività principale è scivolare sul Rio Sella attraversando rapide adatte anche ai bambini.
Cinque chilometri dopo si arriva a Cangas de Onis un tempo culla del nascente regno delle Asturie e oggi nuovamente in auge grazie ai turisti diretti ai Picos de Europa.
La strada principale pullula di negozietti straripanti di prodotti tradizionali. Fuori dalle vetrine statue di legno versano il sidro alla maniera asturiana e  le botti sono piene di mele, olive e soprattutto dei grandi fagioli bianchi che fanno da base a numerose ricette della gastronomia regionale.
L'ufficio di informazioni turistiche è splendido. (Avenida de Covadonga, 1) Si trova dentro ad una villa circondata da un giardino punteggiato di belle  statue e oltre ad un grande plastico interattivo dove potete farvi un'idea della conformazione geologica dei picos si trovano moltissime informazioni utili sulle attività da fare nella zona .
Dall'altro lato  della strada il celebre Puente romano a schiena d'asino, divertentissimo da salire con i bambnii e da cui si gode una bella vista sul fiume.




Dappertutto compaiono i caratteristici Horreos, i  granai asturiani in pietra o in legnoche poggiano su alte colonne di pietra alte fino a due metri che li isolano dall'umidità e li proteggono dall'assalto degli animali.

Affiancano quasi tutte le case rurali e  in mezzo a quelli abbandonati oggi molti vengono adoperati per gli usi più svariati.
Proseguiamo ancora per dodici chilometri verso Sud Est fino a Covadonga, celebre luogo di pellegrinaggio a causa della sconfitta dei musulmani nel 722 e la leggendaria apparizione della vergine ai soldati.
Subito dopo la grande basilica neo-romanica si comincia la salita sui Picos per raggiungere gli splendidi laghi di Covadonga.
In alta stagione la strada è chiusa alle auto (ma potete salire in taxi o  con la navetta da Cangas de Onis, maggiori info sul sito) ma adesso la stretta e affascinate salita è tutta per noi.

Mano a mano che si sale il paesaggio si fa più grandioso, selvaggio, irresistibilmente desolato.
Le curva prive di protezioni rivelano una distesa di cime brulle e maestose mentre sul ciglio degli strapiombi grosse mucche dal manto rosso bruno brucano placide l'erba bloccando non di rado il paesaggio quasi a voler imporre la sosta, indispensabile per ammirare sorprendenti visioni.
Come quelle dal Belvedere de la Reina che svelano un mondo fatto di interminabili vette che pare quasi di poter toccare allungando la mano.




E poi eccolo là. Compare in cima ad una salita in tutta la sua solitaria bellezza.
 

Un dipinto, una cartolina, sferzata da un vento forte di quelli che fanno venire voglia di ridere e correre veloce con le braccia larghe e tese che sembra di volare.
E' Enol, il primo dei due laghi di origine glaciale che si trovano nel cuore del Parco Nazionale dei Picos occidentali. Circondato da tappeti verdi punteggiati dal bianco delle rocce calcaree e abitato da  mucche, pecore e cavalli che passeggiano liberamente regalandoci la visione di un ambiente idilliaco.
Un chilometro più avanti, collegato da una strada asfaltata ma anche da un bel sentiero da percorrere a piedi intorno alla collina della Picota si trova il secondo specchio d'acqua, il Lago de Ercina.
Quassù le nuvole si spostano veloci spinte dal vento forte, il sole appare e si nasconde continuamente giocando con la luce che attimo dopo attimo gioca con i colori trasformando magicamente il paesaggio come in un innaturale passaggio di stagioni.




Un mondo delle meraviglie, lì, tutto per noi.
Un universo dentro al quale perdersi, sognare, arrampicarsi sui sassi fingendo di volare. Per inebriasi di una natura che strega ,  che ti riempie gli occhi e non ti fa dormire.


Informazioni utili:
I Picos de Europa si estendono tra Asturie, Cantabria e Castilla leon. Si può accedere ai Picos da diversi punti.
da Cangas de Onis a nord-ovest (come abbiamo fatto noi).
da Arenas de Cabrales nel centro Nord.
da Potes a Sud-Est
e da Posada de Valdeon a Sud.
In estate è attivo un servizio di autobus o in alternativa di taxi.
Se avete la possibilità di visitare il parco fuori stagione  potrete accedere in auto e ne apprezzerete senz'altro meglio l'atmosfera surreale e solitaria.
Se salite da Covadonga fate attenzione alla strada. E' stretta, a tratti senza recinzioni ma la vista ripaga di tutto. Dopo pochi chilometri trovate il belevedere della regina per fare una sosta e ammirare il meraviglioso panorama. Trovate anche dei tavoli da picnic, per una merenda da favola.
Ovviamente le temperature non saranno quelle estive ma sui picos le condizioni meteorologiche sono notoriamente instabili.
Accanto ad entrambi i laghi trovate due rifugi dove mangiare e bere (purtroppo cani non ammessi all'interno).
Alla sinistra del lago Enol un sentiero in salita conduce al Centro Visitatori Pedro Pidal dove diverse sale raccontano la storia dei Picos, degli animali (come cervi, tassi, martore ma anche aquile, falchi e altri rapaci come il favoloso avvoltoio grifone) che lo abitano. Teoricamente il Centro dovrebbe essere aperto anche fuori stagione ma noi ad Ottobre abbiamo trovato chiuso.
Se avete intenzione di percorrere una dei tanti bellissimi sentieri non dimenticate di prendere una mappa disponibile anche negli uffici turistici (anche in quello  a Cangas de Onis).

DOVE DORMIRE
I Picos offrono una grande varietà di scelta sul tipo di sistemazione. Dal campeggio al rifugio, dall'hotel alla più caratteristica casa rural.
Noi abbiamo scelto quest'ultima, soggiornando all'Hotel Rural el Caseron a Soto de Cangas. Solo cinque minuti da Covadonga l'atmosfera è quella tipicamente montana, con le pareti in pietra, le travi al soffitto ed un ambiente caldo e accogliente. La colazione è favolosa e  si fa in una suggestiva veranda accanto ad un horreos.

 I prezzi sono incredibilmente bassi (abbiamo speso 36 euro  prenotando su booking per una tripla con il cane, colazione inclusa!!)

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4 commenti:

  1. grazie al tuo blog ho scoperto tantissimi luoghi fantastici, come questo! :)

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    1. Sono contenta Deby. Le Asturie meritano assolutamente!

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  2. Asturias è il paradiso ♡ Complimenti per il tuo blog da una Asturiana in Italia, è stata una bella sorpresa trovare un articolo sui Picos de Europa, un posto incantevole che ti fa credere ancora alle leggende celtiche, merita senz'altro :)

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    1. Ma grazie Andrea!! Allora mi aspetto altri suggerimenti su mete da non perdere|:-) Un carissimo saluto.

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