22/07/14

Polonia: Le dune mobili del Parco Nazionale Slowiński


Corre a tutta velocità. Dentro agli alberi, alla terra, ai prati impastati insieme a qualche timido granello di sabbia .
A volte prende le curve così forte che sembra quasi inclinarsi e allora rallenta la corsa , rassicurante, prima di tornare ad accelerare insieme al suono delle nostre risate.
Quando si ferma, brusco come alla partenza, scendiamo  e  facciamo  qualche passo su un sentiero ricamato da cespugli odorosi. 
E poi la vediamo.
Ed è come se all'improvviso calasse un sipario sulla foresta e gli alberi e i cespugli e quel verde così intenso scomparisse per lasciar spazio ad una nuova scenografia.
Come se uno Sharah Allah* avesse portato via tutto, o quasi, lasciandosi dietro  una impressionante salita di sabbia, una montagna, un formidabile massiccio bianco e rosa oltre il quale non si può vedere, a meno che non si decida di togliersi le scarpe e provare a scalarlo...

A tutta velocità a bordo del trenino pazzo


 Sono così ansiosa di vedere oltre e invece mi fermo , in bilico a metà della salita, persa in quella scenografia straordinaria e  lo osservo mentre si arrampica, mentre affonda i piedi uno dopo l'altro e con le mani si aggrappa alla rena.
Lui, dentro a quei millemila milioni di granelli di sabbia che salgono  fino al cielo punteggiato di ciuffi di nuvole; sembra quasi di poterli afferrare per poi salirci sopra con un salto. 
Cos'altro serve per essere felici.



E alla fine arriviamo in cima e di là c'è qualcosa  che va oltre i pensieri, le fantasie, i ricordi, la vita. Qualcosa che non ti aspetti, anche se non è la prima volta.
Perchè come si fa ad abituarsi a certe visioni; che in una sola scena raccontano tutto quello che ami di un viaggio, la libertà, la meraviglia, la passione, l'avventura e quella voglia così grande di  mescolarsi  alla natura.
E avvolgersela addosso fino a  diventare un tutt'uno.



Con questo magico deserto sopra il mare.
E  dopo aver corso e rotolato e rotolato e corso all'infinito, fino ad avere la pelle  coperta di granelli bianchi e rosa, fino a non aver più fiato a furia di salire e scendere e le gambe che si piegano e fanno male anche se  tu  non ci pensi perchè sei troppo felice, solo allora si può cominciare ad esplorare.


A est c'è la spiaggia mentre camminando nella direzione opposta riemerge quella natura selvaggia che ci aveva accompagnato lungo il sentiero per arrivare alla duna e che racconta con  innegabile chiarezza l'inquietante risultato di un processo che va avanti da centinaia di anni.



Con il tempo le onde che si infrangono sul Baltico hanno dato (e danno tutt'ora) luogo ad un processo di continua erosione e sgretolamento della roccia che va a depositarsi sul fondo marino. Con l'aiuto delle correnti  questa sabbia viene portata verso il tratto costiero che confina con il parco Slowinski dando vita a dei cordoni  litoranei. La sabbia viene quindi progressivamente spinta verso l'interno formando delle creste che si ingrandiscono mano a mano che la sabbia si sposta da una all'altra, creando quelle che ci appaiono oggi come le immense dune di un insolito deserto.

 L'uomo ha inoltre  involontariamente accelerato questo fenomeno disboscando una parte di quella che un tempo era una immensa distesa di querce e faggi e pini che bloccavano  l'avanzare della sabbia e che oggi rimangono tutt'intorno.
 

Piante e alberi e brughiere e piante tenaci come l'ammophila che cresce addirittura dentro alle dune e con le sue lunghe radici le consolida e le stabilizza.



E poi l'acqua, quella del mare e dal lato opposto, oltre le dune, quella di due grandi laghi, Gardno e Lebsko, che cambiano continuamente forma e che ospitano innumerevoli specie di uccelli come gabbiani, anatre, cigni e i simpatici smerghi.


E in mezzo ci sono 140 chilometri di sentieri che passano attraverso paludi, boschi, dune bianche e dune grige (come quelle di Czolpino) e prati e foreste dove vivono cervi, cinghiali, lepri e procioni.



torre d'osservazione
Ed è proprio questo continuo passare da un ambiente all'altro, quell' incessante chiudersi e aprirsi del sipario che  fa di questo Parco un luogo straordinario.
Un luogo di magia e di sogno dove davvero  tutto sembra possibile (anche scorgere una comuità di pippioni all'ombra di un macigno e  partire con loro alla ricerca di anagrom ataf...* )

INFORMAZIONI PRATICHE:
Il Parco nazionale Slowinski si trova sulla costa centrale polacca, circa km da Danzica (Gdansk)
Per vedere le dune mobili di Leba si può arrivare in auto fino a Rabka dove di trova l'ingresso al Parco Nazionale e un grande parcheggio a pagamento.
Dall'ingresso alle dune ci sono 5 km e mezzo che potete percorrere a piedi, in bicicletta o con una specie di trenino elettrico.
C'è un noleggio biciclette all'ingresso, noi non le abbiamo prese in considerazione perchè avevamo Charlie e non abbiamo trovato disponibile il carrellino posteriore ma le trovo un bel modo per raggiungere le dune. 
Il prezzo di noleggio è di 10 PLN l'ora, 40 per un giorno. (10 PLN corrispondono grosso modo a 2, 50 euro).
Il trenino elettrico ha un costo di 30 PLN per andare e tornare dalle dune.
Il trenino effettua anche un'altra sosta (in questo caso il prezzo scende a 24 PLN) fino al luogo da cui venivano lanciati i missili V2 durante la seconda guerra mondiale e oggi adibito a museo all'aperto.
I sentieri sono percorribili anche in passeggino che potete lasciare sotto le dune.
All'ingresso del parco (a pagamento: 6 PLN interi, 3 ridotti. Possibile anche acquistare il biglietto per più giorni), subito accanto al parcheggio trovate un bar dove potete  mangiare piatti caldi ( e comprare eventualmente l'acqua che non troverete alle dune) e che è proprio accanto al lago di Lebsko. Da qui partono gite in barca (1° Maggio-30 Settembre).
Trovate le diverse escursioni possibili  sul sito (usate il traduttore perchè come la maggior parte delle informazioni e i cartelli al parco è solo in polacco).
E' anche possibile noleggiare kayak e canoe  a Rowy, il villaggio di pescatori che però dovete raggiungere in auto e ovviamente passeggiare sugli innumerevoli sentieri.

Oltre alle dune di Leba, imperdibili e forse ancora più magiche sono le dune grige  di Czolpino, una serie ininterrotta di montagne desertiche da attraversare una dopo l'altra.
Potete arrivare a Czolpino in auto dove trovate un parcheggio e poi proseguire a piedi.
VIAGGIATORI A QUATTRO ZAMPE:
I cani sono ammessi all'interno del Parco Slowinski, a bordo del trenino elettrico ma non sulla spiaggia (quella che si trova in fondo alle dune).
Se volete muovervi in bici nel parco considerate di noleggiare a Leba (paese) dove ho visto dei carrellini porta bimbo/cane.
Se andate al Parco in estate valutate il fatto che può essere molto molto caldo e sulle dune non c'è ombra. Non dimenticate la ciotola per l'acqua.
DA NON DIMENTICARE:
Soldi in contanti (sloti). Non ci sono bancomat nel parco.
Cappellino e crema solare
occhiali da sole 
Repellente per insetti 
Binocolo per birdwatching
Acqua e snack (potete acquistarli anche al bar accanto al parcheggio)
Se avete bimbi piccoli e fa molto caldo può essere utile un ombrellino per il sole.
aquilone (noi l'avevamo nello zaino ma non c'era un filo di vento...)
DOVE DORMIRE:
Noi abbiamo scelto Danzica  come base per esplorare la costa. Se avete più giorni a disposizioni per esplorare il Parco Slowinski ( e ve lo consiglio) considerate di dormire nelle vicinanze perchè nonostante il tratto da Danzica sia di poco più di 100 km è molto frequentato e occorrono almeno un paio d'ore per arrivarci. Se invece siete interessati a dormire nella bella città sull'acqua vi rimando al post di Danzica da non perdere (prossimamente...).

*IL LIBRO

Sharah Hallah, i Pippioni e Anagrom Ataf sono tutti riferimenti alle straordinarie pagine di uno dei capolavori di Walter Moers: Le tredici vite e mezzo del capitano orso blu, libro che ci ha accompagnato durante tutto il viaggio in Polonia offrendoci una miriade di spunti per immaginare mondi immaginari dentro a quelli reali.
E così le dune di Leba sono diventate il deserto dolce,  Wroclaw con i suoi insoliti abitanti è stata la nostra Atlantide, la grande Foresta il Parco Narodowi così via (sembra assurdo ma è un libro si incastra perfettamente ai diversi paesaggi polacchi :-))
E' un libro che abbiamo amato tantissimo (Grazie Simone!!), di quelli che farà per sempre parte di noi, dei nostri ricordi, delle nostre fantasie.
Magari un giorno ve ne parlerò meglio, intanto ve lo consiglio.
Le tredici vite e mezzo del capitano orso blu
Walter MoersSalani editore
703 pagine
12 euro
Età consigliata: Direi 8+ 

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6 commenti:

  1. Mamma mia che spettacolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. Penso di aver trovata la meta per le prossime vacanze e dire che mai avrei pensato di prendere in considerazione la Polonia come meta di un viaggio.Aspetto con ansia gli altri post. Grazie.

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  3. Bellissimo....devo dire che ora sono veramente in difficoltà nella scelta del percorso per la nostra vacanza in camper con partenza tra 10 giorni. Pensavamo di arrivare in Spagna, con qualche sosta in Francia, e fare la costa nord (in parte quello che avete fatto voi qualche mese fa) ma ora sono indecisa....qualche indicazione che possa aiutarmi a scegliere? :-)

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    1. Ciao. Difficilissimo scegliere, al di là delle distanze (in Polonia per fare il giro che abbiamo fatto noi sono decisamente molti più km ) posso solo consigliarti di seguire l'istinto e il cuore. Dove ti va di andare di più? In quale tipo di paesaggio hai voglia di immergerti? In Polonia troverai affascinanti città adagiate sul fiume come Wroclaw, Torun (magnifica!), Cracovia o su un golfo come Danzica e poi paesaggi diversissimi tra loro. Le dune e poi la Masuria con i suoi millemila laghi e poi più giù la foresta primordiale. Queste due ultime regioni da vivere assolutamente in bicicletta, a piedi, in kayak, cercando di connettersi il più possibile con la natura.
      In Spagna del Nord è il mare ad affascinare e tutte le sue meraviglie, la costa giurassica, San Juan, le spiagge da sogno i fari e i piccoli villaggi, per non parlare dei Picos. Insomma cerca di immaginarti dove vorresti essere. L'altra meta sarà lì ad aspettarvi la prossima volta. :-) Poi fammi sapere eh?

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