17/08/15

Pflaumenkuchen, la torta perfetta per un picnic


C'è un luogo magico, disteso  appena dopo il confine toscano con l'Emilia.
Un intrico di alberi alti e fronde che accarezzano il cielo e sotto pietre giganti circondate da aghi di pini odorosi e che paiono sedie o tavoli o antri su cui posare lo sguardo per far volare la fantasia.
E in mezzo c'è un fiume che in alcuni punti è un nastro sottile e in altri si allarga tra i massi creando sorprendenti piscine naturali. Tutt'intorno  spuntano fiori piccoli dagli steli sottili ma forti che si piegano al vento ma poi quando la brezza cala tornano diritti e fieri.
Sono per lo più  bianchi e gialli  e di solito ne cogliamo qualcuno da mettere al centro del "tavolo" mentre facciamo il picnic ma l'altro ieri ne ho visto uno di un viola acceso davvero splendido, quasi blu ma con qualche striatura dorata sui petali. Solitario vicino ad un grosso abete, talmente bello che sulle prime ho pensato di prenderlo per il nostro erbario ma poi ho cambiato idea. Non ho nemmeno cercato di scoprirne il nome.
Questo luogo nascosto "da qualche parte" sull'appennino è il nostro posto speciale, quello dove non possiamo fare a meno di tornare di tanto in tanto e dove sulla base di un  tronco tagliato abbiamo inciso i nostri nomi.

06/08/15

Firenze da non perdere: Forte Belvedere e la mostra di Gormley


Non so dirvi esattamente come e perché sia successo ma  è capitato.
Dopo averla trascurata per anni, allontanandomi  e sfuggendola, cieca davanti al suo sfavillante splendore mi sono innamorata. 
Di nuovo e perdutamente.
Le farfalle hanno cominciato a danzarmi nello stomaco e ogni cellula del mio corpo è stata assalita dall'eccitazione di andare, vedere, esplorare per svelarne vecchi e nuovi segreti.
Firenze sei  bella...

30/07/15

Val di Fiemme: miniguida alla Montagnanimata. Introduzione



Basta scivolarci appena un po' dentro per ritrovarsi in un attimo in  un mondo fatato di magia e d'incanto.
Una manciata di minuti di volo su rocce e prati e minuscole casette di legno e  wham!  eccovi là, siete sul Latemar.
Quello che quando il sole sguscia sotto l'orizzonte si infiamma di mille sfumature di rosa. Che è coperto di tappeti di fiori dai colori e profumi  così intensi e inebrianti che potreste sedervici  in mezzo per un giorno intero restando semplicemente a guardare.
Mentre le nuvole disegnano ombre sulle cime come fossero quadri, le rocce cantano antiche leggende e le api suonano una canzone.
Ma c'è dell'altro.

27/07/15

Kerlouan, le rocce entrano in scena.




A volte è il colore del cielo  a fare la differenza.
L'abbraccio del sole che illumina di splendore una piazza, la luce ardente del tramonto che fa diventare una manciata di case più colorata, fatata un'isola solitaria, incantato un tempio disteso sul mare.
Un'atmosfera plumbea e sì, persino qualche goccia di pioggia sono invero altrettanto capaci di trasformare un luogo in  uno spettacolo grandioso; dove  è proprio quell'andatura tragica connaturale al "mal tempo"  a rendere tutto più avventuroso e lugubre e magico e  spaventoso. Come un buon libro di storie.
Se poi in questo luogo, questo solenne e magnifico teatro all'aperto trovate anche  un gruppo variegato di insoliti attori a recitare la più affascinante delle scene, allora potete dire con tutta certezza di essere stati molto fortunati. A essere lì nell'esatto momento in cui il vento e il cielo e quelle poche  sottili gocce di pioggia hanno spinto via  il sipario, le rocce hanno preso vita e lo spettacolo è potuto cominciare...

24/07/15

Letture da spiaggia: Storie impreviste


Erano ormai quasi le sei quando pensò di andare a sedersi ai bordi della piscina, con una birra fresca e l'ultimo sole del pomeriggio.
Tutt'intorno c'era un bel giardino con prati e aiuole e palme di cocco che frusciavano al vento e sotto un'infinità di  ombrelloni variopinti a gettar ombra sulle sdraio piene di uomini e donne in costume. Le ragazze sembravano inglesi mentre gli uomini erano con tutta probabilità cadetti della marina americana, sbarcati probabilmente dalla nave scuola che era arrivata in porto quel mattino.
Un ometto anziano  con un abito bianco immacolato e un panama color panna in testa camminava a passo svelto lungo il bordo gettando occhiate in qua e là.
Avvicinandosi gli chiese se poteva sedersi e dopo aver atteso la risposta affermativa prese posto accanto all'uomo, incrociando le gambe. 
Dopo poco si unì ai due uno dei giovani cadetti che dopo aver tirato fuori un pacchetto di sigarette le offrì ai presenti. L'uomo accettò volentieri mentre l'anziano rispose che preferiva fumare il sigaro. Mentre ne sfilava uno da un astuccio di pelle di coccodrillo, il giovanotto  allungò il suo accendisigari verso l'ometto:
"Vuole accendere?" gli chiese.
L'ometto rispose che con il vento molto probabilmente non avrebbe funzionato ma il giovane obiettò  all'istante affermando con sicurezza che il suo accendino  non aveva mai sbagliato un colpo.
"Le va di scommettere?" chiese sorridendo l'ometto.
E fu proprio allora che tutto ebbe inizio....

23/07/15

SaurierPark, il Parco dei dinosauri più grande della Germania



"Entrarono in una verde galleria di fronde di pale che conduceva verso il padiglione "Arrivi". Ovunque un'intricata e folta vegetazione rafforzava la sensazione di essere arrivati in un nuovo mondo, un mondo tropicale preistorico, lasciandosi alle spalle il mondo normale".M. Crichton, Jurassic Park, Garzanti, prima ed. pag.113
Non  ditemi che non ci avete mai pensato.
Insomma, da quando nel 1990 uscì il leggendario libro di Crichton e poi, qualche anno dopo,  il primo di una lunga serie di fortunati film, a  chi non è capitato almeno una volta.
Di immaginare di trovarsi su Isla Nublar o Isla Sorna passeggiando tranquillamente accanto a quei formidabili giganti estinti.
Voglio dire, deve essere qualcosa di davvero formidabile. Voi siete lì, immersi tra un'intricata e folta vegetazione e ad un certo punto oltre la cima degli alberi, su su, incontro al cielo, appare una enorme, grossa e spaventosa testa rugosa. 

15/07/15

In bici sull'isola di Bréhat


Guarda
E' suonato nel vento, fuggito dentro a fronde nodose e fili d'erba e pietre bucate da ginestre, spergularie e cavoli selvaggi. Scappato con le onde, naufragato tra gli scogli, vicini e lontani, dentro e fuori dall'acqua come un eco selvaggio che ha smarrito la strada. O forse non vuole tornare.
Guarda
Come un ritornello infinito, un motivo che non riesci a smettere di ripetere, ancora e ancora.
Guarda!

14/07/15

Come in sogno

Lituania

"Non mi pare". Mentre parla fissa la strada davanti a noi come se avesse la scena lì, sotto gli occhi."Ricordo che ci fece una strana impressione. Come se il tempo avesse rallentato. Era tutto immobile mentre brucavano. Non facevano quasi alcun rumore. Per un attimo ho pensato che fossimo intrappolati nel camper, ma era tutto a posto. Eravamo semplicemente immersi tra le pecore".da" In viaggio contromano", pag.139, M. Zadoorian

 Due giorni fa sedevamo ad uno degli eleganti tavolini  di marmo del Sacher Cafè di Vienna, sospesi tra quell'atmosfera tipicamente thonetiana e il gusto sublime della sua leggendaria torta. Devo dirlo, non è il mio Caffè preferito ma a parte la casa di Oma Judith questo è l'unico altro posto dove mangiare una sacher non è semplicemente gustare una buona torta.

Venerdì sfioravamo il confine con la Russia, attraverso chilometri e chilometri di strade sterrate contornate da infiniti campi solitari, niente e nessuno per ore se non la voglia, figlia di spiriti intrepidi, di provare a passare senza visto.

25/06/15

Solitari da viaggio: il mitico cracker barrel


Se mai vi foste  avventurati  in un viaggio on the road attraverso l'America in un qualche momento degli ultimi trent'anni o giù di lì, potrebbe esservi  capitato, come è successo a me , di fermarvi tra uno stato e l'altro a mangiare in un Cracker Barrel.
Questa vecchia catena di ristoranti attrae gli affamati viaggiatori per una infinita serie di cliché, lo stile old west, la deliziosa cucina del sud, la musica country, l'atmosfera old-fashioned, il porch con le sedie a dondolo, il camino, le mappe e i vecchi calendari e ovunque gli oggetti più curiosi legati alla storia locale.
Ogni cracker-barrel ha inoltre un irresistibile store traboccante di oggetti anni cinquanta, sessanta, adorabili barattoli di caramelle (le caramelle, si spera, non così vecchie) e  mappe e giocattoli eccetera eccetera.
Insomma, se non ci siete ancora stati e state girovagando negli Usa, fateci un salto.
Di tutte queste allettanti chincaglierie però, la prima cosa che  mi è  tornata in mente (a parte il profumo dei buttermilk biscuits)  qualche giorno fa parlando con mia sorella e mio cognato del loro prossimo viaggio negli States è un gioco.
Sopra ogni tavolo di tutti i  630  di Cracker Barrel distesi tra 43 Stati infatti c'è un solitario.

22/06/15

Le ricette di Oma Judith: Biskuit per torta di frutta


Il meraviglioso Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi

Una delle cose che amo di più dell'estate è andare a raccogliere la frutta.
Che siano fragole in un pick you own inglese, mirtilli lamponi  dopo un trekking in montagna, more nel bosco o  fichi o ciliegie in campagna, in quel momento, quello in cui ci infiliamo tra rami nodosi o cespugli o rovi o sui pioli di una scala traballante, non posso fare a meno di pensare, ma che meraviglia. 

17/06/15

Cosa visitare nel Finistère: Pointe de Saint-Mathieu


« C'est la limite extrême, la pointe, la proue de l'ancien monde. Là, les deux ennemis sont en face : La terre et la mer, l'homme et la nature. » J. Michelet
Immaginate di trovarvi tra  le rovine di una vecchia  e suggestiva abbazia. Niente più porte, niente finestre e per tetto soltanto il cielo bretone a coprire una manciata di pietre centenarie usurpate da malerbe e ciuffi di piante infestanti .
E lì proprio di fianco a voi, proteso verso l'alto un faro.
Altissimo e bianco con la cima rossa come quelli delle favole.
Tutt'intorno prati verdissimi punteggiati di fiori gialli a profumare un piccolo sentiero che si fa largo tra la vegetazione e che insegue sinuoso il profilo della costa. E sotto gigantesche rocce e falesie contro i quali si infrangono gli impetuosi flutti del mar d'Iroise.

15/06/15

Dieci buoni motivi per visitare la Polonia con i bambini




Tutto è cominciato con le parole di Annette, che avevano acceso l'ardente desiderio di partire all'istante per una terra completamente sconosciuta.
E se prima  di metterci piede  eravamo già  innamorati,  quando dopo straordinarie città e mari e gigantesche dune di sabbia, siamo arrivati in Masuria il nostro cuore era definitivamente  in trappola, stretto  dentro a quel velo incantato che ti fa andare di luogo in luogo con gli occhi sognanti di chi si è  perso dentro ad un paese capace di tenerti incollato alla scena dall'inizio alla fine, con mille fondali diversi, uno più magico dell'altro.
E insomma, per non dilungarmi troppo che quando comincio con le dichiarazioni d'amore rischio di non riuscire a fermarmi, il nostro viaggio in Polonia è stato talmente bello che dopo un anno ho ancora voglia di parlarvene ( e non solo...) perciò se non ne avete  ancora abbastanza, ecco dieci motivi  per scegliere questo meraviglioso paese come meta delle vostre prossime vacanze.

09/06/15

Cosa visitare nel Finistère: Pointe de la Torche



Abbiamo trovato un un nome per ciascuna, come  fossero  stelle neonate o mai rivelate.
La spiaggia distesa davanti alla casa sull'albero è diventata la riva di  Robinson , lo straordinario arenile dietro il faro di  Eckmühl il magico lido delle chiocciole e Kerlouan nient'altro che il covo delle Gorgoni , luogo leggendario dove ogni cosa diventa di pietra.
Perciò quando dopo esserci fermati a pranzo in un posto dal nome fiabesco* siamo arrivati a Pointe de la Torche e l'abbiamo trovata coperta di profumatissimi fiori viola sulle prime l'abbiamo battezzata Punta Andersen ;  ma poi sono arrivati i surfisti  a cavalcare le onde e  a volare sull'acqua facendo kitesurfing e subito dopo sono comparsi i megaliti e alla fine abbiamo pensato che il nome più azzeccato di tutti fosse la Baia di Obelix. 
D'altra parte chi  se non lui sarebbe capace di trasportare qui quei  massi giganteschi.

08/06/15

Jumping Jack Frog: un gioco da viaggio



Di quanto  ami gli origami e di come da bambina trascorressi ore e ore a dar vita  a cani, giraffe e farfalle ve l'ho già raccontato.
Anche adesso  mi porto dietro qualche foglio quando partiamo perché Aj li usa per il  diario di viaggio o per inventare qualcuno dei suoi giochi. Come qualche tempo fa quando  l'ho trovato intento a numerare un'infinità di coloratissime rane mentre con un paio di stecchini da spiedino e dei ritagli di carta  creava lo striscione d'arrivo.
L'ho trovata un'idea così carina e divertente che insieme abbiamo pensato di trasformarla in un kit da viaggio, il più piccolo e comodo possibile per essere trasportato ovunque e tirato fuori durante un picnic, una gita in campagna o al parco per improvvisare una gara di salto in alto, in lungo o una sfida a chi taglia per primo il traguardo.

05/06/15

Gli Gnocchi di poìna dello chalet Piereni




Conoscete quella straordinaria sensazione che si prova quando dopo aver percorso per ore una lunga strada infine si giunge alla meta e tutto quanto di negativo si è accumulato nel corso del tempo viene portato via dal vento che lo spinge lontano, su, oltre la cima delle montagne?
Quando ci si ritrova in un paradiso fatto di prati verdissimi e profumati, un idillio di fiori di campo incorniciati da alberi come  ricami  e sopra ai quali  belle da far paura vegliano le sagome scure dei monti?

01/06/15

Mezzano con i bambini: il percorso Cataste e Canzèi



Se ne stanno ammonticchiate negli androni o sui poggioli, distese ordinatamente con la faccia al sole non lontano dalle stufe e dai camini che ancora oggi continuano ad addolcire i lunghi inverni in montagna. Ed è un piacere guardarle, così eleganti e ordinate e con quei toni caldi che scaldano il cuore a prima vista.  
I canzéi, come li chiamano da queste parti, sono cataste di legna ordinate con particolare cura e amore; piccoli grandi capolavori, affacciati lungo le infinite canisèle di uno dei borghi più belli d'Italia.
Ed ecco che nasce l'idea, trasformare questi magnifiche testimonianze di vita quotidiana, "segni sparsi del rurale", in straordinarie opere d'arte, regalandoci nuove e  brillanti interpretazioni.

25/05/15

Bretagna: il faro di Eckmühl


Penmarc'h è una cittadina bretone situata nel Bigouden,  regione che prende il nome da un piccolo fermaglio a punta utilizzato dalle donne nei tradizionali copricapi.
Tra le principali attrazioni per i visitatori che arrivano da queste parti c'è il phare d'Eckmühl sul quale si può salire fino in cima e dall'alto poi ammirare uno dei tratti più pericolosi della costa, lo stesso, si dice, dove persero la vita Tristano e Isotta.
Ecco.
Questo è quello che  potete leggere in qualunque guida, post o articolo che  racconti che cosa si può vedere in questo splendido angolo del  Finistère; 
io,  però, vorrei svelarvi qualcosa di più.
Un incantesimo, una semplice magia che renderà la vostra visita un'esperienza  decisamente straordinaria... 

21/05/15

Lo straordinario viaggio di Nessie

Il disegno che Aj ha fatto in macchina subito dopo l'orribile scoperta

Oggi avrei voluto parlarvi del faro di Eckmühl, della sua storia e delle sue leggende e   rivelarvi anche un  segreto per fare della visita di questo bellissimo gigante di pietra un'esperienza insolita e straordinaria.
E delle pericolose scogliere di Penmarch' e di quel piccolo tratto di spiaggia dove al posto dei granelli di sabbia ci sono gusci di chiocciola dai colori brillanti e i toni delicati. 
Però  pochi minuti fa è successa una cosa e.. allora ho pensato che prima del faro c'è un'altra storia che vi vorrei raccontare...

19/05/15

Acquerelli da viaggio. Sketcher's travel kit


Io la trovo una cosa straordinaria. 
Camminare e camminare e camminare e poi ad ad un certo punto fermarsi, trovare una qualche roccia o un prato o un  scoglio o un  tronco che  sembra  messo lì apposta e quindi sedersi e cominciare a disegnare.
Voglio dire, a pensarci bene è un po' lo stesso principio con cui noi amanti delle foto ci fermiamo a scattare:vediamo qualcosa che ci interessa, ci attrae, ci fa innamorare e click, la fermiamo in una immagine identica (o quasi...) all'originale.

18/05/15

Ciclabili per bambini: la cicopedonale Maremonti Levanto-Bonassola-Framura


Un po' me la immagino l'emozione di quei viaggiatori.
Quando di tanto in tanto dentro al buio cupo e fumoso delle gallerie si aprivano inaspettate finestre di luce, gli  scompartimenti di legno si trasformavano in  platea e allora  il pubblico poteva assistere al grandioso  spettacolo del mare. 

14/05/15

Dormire in una casa sull'albero in Bretagna


A prima vista poteva sembrare un albero come tutti gli altri. Stava nel mezzo di un prato leggermente in discesa. Aveva un tronco piuttosto grosso e una chioma folta e voluminosa. Il tronco era ricoperto da una rugosa corteccia marrone e nodose radici affioravano dal terreno. (...)
Ma a guardare bene, dentro c'era una porticina nascosta in basso fra le radici nodose. Una porticina abbastanza grande da poterci passare attraverso senza rimanere incastrati (a patto di non essere troppo grassi). Il tronco infatti era cavo, e dentro c'era una scaletta a chiocciola che portava in alto, ai rami pieni di foglie...*

12/05/15

Mini guida della Bretagna: Pointe du Raz




E' una cosa sorprendente la rapidità con cui può cambiare il tempo in Bretagna. Un mattino ti svegli con il cielo bianchissimo e una pioggia apparentemente inarrestabile e quando esci dal bagno splende il sole e il cielo è così blu da sembrare tutt'uno con il mare.
Ed è pazzesco, credetemi, specie quando ci stai sotto, quel cielo, e lo vedi cambiare e guardi la nebbia che all'improvviso si dissolve, il verde dei prati che comincia a splendere e quella luce che vi dicevo ieri,  scivolare fuori dalle pietre, dai fiori, dalle falesie che si sporgono fuori e iniziano a brillare.
E'  proprio questa sua imprevedibilità a renderlo  affascinante, perché non sai mai cosa aspettarti, se tra un minuto pioverà, sarà nuvolo , splenderà il sole o  che colore avranno la sabbia o il mare...
Questo mutare improvviso del cielo è tipico di tutta la Bretagna (qui si dice che  il tempo è bello cinque volte al giorno ) ma ci sono luoghi dove questo toccare con mano la grandezza della natura diventa parte dell'avventura e non può che renderla ancora più magica.
Uno di questi luoghi è Pointe du Raz.

11/05/15

Penn-ar-Bed *


Era molto presto quando scendendo la scala a chiocciola ancora bagnata dalla pioggia del giorno prima sono uscita dalla casa sull'albero insieme a Charlie.
Ho attraversato il breve sentiero tra i cespugli e in un attimo ero accanto all'oceano.
Lo avevo sentito per tutta la notte, rotolare irrequieto su e giù per l'arenile e infine arretrare, liberando la spiaggia e alcuni dei suoi tesori e non vedevo l'ora di incontrarlo da vicino, solo noi e lui a parte i gabbiani e qualche piccolo uccello marino a fare colazione sulla riva.
Noi davanti a  infiniti chilometri d'acqua  distesi tra l'orizzonte e la terra, la fine della terra, finis terrae come lo battezzarono i romani.

30/04/15

Firenze da non perdere: Il giardino di Villa Reale e la grotta degli animali



Avete presente quel momento in cui dopo un  temporale la pioggia comincia a rallentare e poi in un attimo scompare del tutto? Qualche volta si alza il vento e poi il cielo che fino ad un minuto prima era bianchissimo si colora, ma solamente un pochino in qualche punto qua e là come tinto da un pittore annoiato che ad un certo punto si desta e allora l'azzurro si spande come un'immensa macchia sulla tela .
E allora  si sente quel profumo straordinario, di pioggia sì ma anche di terra e  di fiori e di legno e  di millemila fragranze che si mescolano persino  in mezzo alla strada,  lieve e delicato fuori da un ciuffo d'erba, da una siepe che avvolge  una casa, un intreccio di cespugli che emergono dall'asfalto. 
E poi ci sono  dei posti dove quel profumo è così forte e  inebriante e intenso che varrebbe la pena di andarci anche solo per sentirlo. Annusarlo, perdendocisi dentro per provare la straordinaria sensazione  di essere un tutt'uno con la natura.

27/04/15

Valsugana per bambini: caccia ai tesori di Levico e passeggiata sul lago.


Si comincia andando a caccia di stemmi nei giardini di Via Vittorio Emanuele, si prosegue  per Via Dante insieme a Totò, Charlot e Marilyn e poi ancora avanti, tra grifoni rampanti, sarcofaghi romani e faggi secolari.
Dentro  Levico Terme, come una gigantesca mappa , incontro a quattordici "X" da cercare, segnare, contare scoprendo storie, notizie e affascinanti curiosità.

22/04/15

La ciclabile della Valsugana



Penso che sì, potrei andare avanti  per sempre.
A pedalare e pedalare  su questo nastro d'asfalto fermando il tempo come il padre di Next;  lanciando barbarici yawp incontro alle montagne con il cuore che canta e la sensazione di essere un comune mortale in contatto con gli dei.*
In sella ad una bici nella luce intensa dell'estate e sotto il cielo  blu dell'autunno e dentro al vento di settembre , quello  che quando fa frusciare le spighe sembra quasi che danzino, fiere ed  eleganti in mezzo ai campi come sterminate sale da ballo.
O come adesso,che  è uno straordinario viaggio di Primavera. 
L'aria si riempie di quei minuscoli e soffici ombrelli che volano via dai soffioni e piovono petali bianchi e rosa. Quelli dei meli, che mandano un profumo così intenso e inebriante che vorresti poterlo mettere in un barattolo e portarlo via. 
Come Grikonis con i tramonti.

07/04/15

Transilvania: Il Castello di Bran



Siamo in Transilvania. E la Transilvania non è l'Inghilterra. Le nostre consumanze non sono le vostre, e molte cose potranno apparirvi fuori dal comune.
Bram Stoker, Dracula
Ripartendo da Poenari, alla base di quella splendida  Transfagarasan di cui vi ho già parlato,  si passa il confine tra Valacchia e Transilvania attraverso paesaggi incantati e incantevoli che alternano infiniti campi punteggiati dai soliti affascinanti covoni di grano e minuscoli villaggi di casette sbiadite e poi monti immensi e laghi improvvisi e strette valli e alture circondate da foreste.
Anche se quasi tutti i visitatori pensano il contrario, non sono questi i luoghi dove  Stoker  ambientò il suo romanzo, nè il castello di Bran fu  dimora di  Vlad III detto l'impalatore, la cui crudeltà verso i nemici ha ispirato le millemila versioni letterarie e cinematografiche con protagonista il celebre vampiro.

23/03/15

Un weekend in Val d'Aosta

Sentiero da Vetan

Avete presente quelle brattee legnose che accolgono i semi delle gimnosperme e che  ricoprono la pigna?
Ecco, a me i tetti valdostani paiono proprio così. Dei giganteschi strobili che invece dei coni rivestono casette di  legno o di pietra del tutto simili a quelle delle fiabe.
E basta anche solo fermarsi per un po' a osservarle  per ricavarne delle splendide storie perché
appese sulle pareti capita di trovarci di tutto, vecchi arnesi, stampi da forno o  persino, proprio come sulla facciata del nostro hotel,  una vera bicicletta.

16/03/15

Le ricette di Oma Judith: Palatschinken suppe.



Quando Aj era piccolo e io preparavo il brodo, facevamo sempre un gioco ispirato al  bellissimo racconto di Anais Vaugelade
Io lavavo e sbucciavo le verdure  e lui le metteva una dopo l'altra dentro alla pentola fingendo di essere ora una gallina ora un porcello, un'oca, una capra o una cane mentre io facevo il lupo e insieme cucinavamo e recitavamo ridendo come matti.
Poi alla fine lui prendeva il sasso* e se ne andava ringraziando.
Se con il passare degli anni abbiamo smesso di declamare l'intera pièce capita ancora che ogni tanto lui si affacci in cucina  ed esordisca con una qualche frase del racconto.
Ad esempio l'altra sera è arrivato e facendo un vocione da orso ha detto:

 "E possibile fare una zuppa di sasso con le palatschinken?"

10/03/15

Transilvania on the road: Sibiu


E' impossibile non provare la sensazione di sentirsi continuamente osservati.
Loro ti cercano e  ti scrutano e ti occhieggiano fissandoti a volte maliziose, altre indolenti ma per lo più con quell'aria amichevole di chi si aspetta una qualche corrispondenza,  quantomeno bendisposta e amichevole.
E come non potrebbe essere altrimenti?
Come si fa  a non trovare affascinanti e adorabili delle finestre  che ti sorridono mentre cammini?
Che ti guardano dai tetti  a falde, ammiccano dagli abbaini, sonnecchiano dalle soffitte affacciate su  piazze e vicoli?

02/03/15

Riesco a leggere con gli occhi chiusi*

Il calendario di Aj

The more that you read

the more things you will know
The more that you learn
the more places you'll go 
                  "I can read with my eyes shut" by Dr Seuss

Ci sono dei giorni che aspetti con particolare trepidazione:
li sogni un attimo prima di addormentarti e al mattino ti fanno alzare di buon umore.
Giorni che segni sul calendario ,che ti fanno sorridere anche solo al  pensiero.
Giorni come il 2 Marzo in cui l'impossibile (o quasi), diventa vero.

E quale altro giorno dell'anno più di questo ci dona l'ispirazione per fare le cose più  matte e insensate (ma solo apparentemente)?
Mangiare prosciutto e uova verdi, indossare millemila cappelli in una sola volta,  piantare semi di leccio laniccio, parlare in rima o   partire per andare ovunque nel mondo?

24/02/15

Travel decor: string art map



Un giorno di tanti anni fa, avrò avuto sette o forse  otto anni, andai con mia nonna a trovare una sua cara amica che abitava in una casa poco fuori città.
Un vecchio casolare circondato da un parco coperto da fitte siepi d'edera che mi fecero subito pensare al Giardino segreto tanto che  ricordo di aver trascorso buona parte del pomeriggio a immaginare di trovarci nascosta la chiave per aprire la porta misteriosa.
Comunque, poco prima di andarcene, quando ormai fuori si era fatto buio, rientrai in casa e  mi misi a sedere sul pavimento di legno a sfogliare alcuni dei libri che riempivano un enorme scaffale marrone  fino a che non mi capitò tra le mani un vecchio atlante.
Alcune delle mappe erano coperte di  scarabocchi  e sbavature d'inchiostro e quando chiesi chi mai l'avesse fatto  l'amabile signora mi rispose che era stato suo figlio quando aveva più o meno la mia età.

23/02/15

Kurentovanje, il Carnevale di Ptuj


Da una parte c'è la quiete dei vicoli sonnacchiosi, la serenità del più affascinante dei sentieri e quelle estatiche visioni che compaiono dalla collina accanto al castello.
Dall'altra  il fragoroso schioccare delle fruste, l'assordante vociare dei campanacci, l'allegro chiasso degli zingari di Dornava e i canti  le risate, i frenetici balli.
Come due mondi distanti e contrapposti nascosti nella stessa incantevole cittadina slovena, Ptuj che da un attimo all'altro esplode magicamente dando inizio alla festa.
Scendiamo veloci dalla collina per andare incontro al Kurentovanje, il favoloso Carnevale tradizionale che oltre a intrattenere e divertire centinaia di migliaia di visitatori  ha lo scopo di conservare e far conoscere l'antichissimo patrimonio culturale ed etnografico di questo splendido territorio.

18/02/15

Una passeggiata a Ptuj


Tutto è insolitamente silenzioso mentre camminando lungo il  Drava ci dirigiamo verso il centro di Ptuj.  Le facciate delle case dipingono amabili  riflessi sull'acqua, i rami nudi degli alberi si intrecciano in complicati ricami  e qua e là  compaiono mucchi di neve scampati ai raggi del sole che lentamente si fa largo tra i fiocchi di nuvole che foderano il cielo.
Io canto.
Moonriver. ... wider than a mile...
Come quando sono felice, come quando li vedo camminare qualche passo avanti a me (mi piace rimanere indietro), come quando ho letto un libro per 600 chilometri di quelli che Sinatra te lo fa amare ancor di più e non  riesci proprio a levartelo dalla testa.
E penso  che in questo momento non ho né bisogno né voglia di niente. 
Niente di più di questo.
Scatto   per fermare il tempo.

16/02/15

Lindbergh, l'avventurosa storia del topo che sorvolò l'oceano



Sul fondo del grande salone ci sono quattro enormi vetrate da cui penetra una luce  calda e densa e ammaliante come quella del tramonto.
Entrando si  scontra con  spesse nuvole di vapore grigio che saltano fuori dai fumaioli tingendo l'aria di sfumature chimeriche come quelle di un sogno.
Fischi e  cigolii e  sbuffi  risuonano insieme ai millemila passi sul pavimento sporco di cenere  dove ombre opache danzano vibrando come i riflessi di un vecchio specchio. 
Un grande orologio abbracciato ad una alta colonna di ferro  segna quasi le cinque, la stazione è affollata e noi siamo ad Amburgo nei primi anni del Novecento.

09/02/15

Magia d'inverno in Garfagnana: il lago di Isola Santa


Ho un debole per i laghi, penso che  ultimamente ve ne siate accorti.
Li trovo così incredibilmente affascinanti e  armoniosi  con le loro rive seducenti e sinuose su cui far lunghe passeggiate incantati dai mille riflessi che danzano piano o forte a seconda del vento.
E quel loro essere specchi di meraviglie? Di rami intrecciati e montagne e  cieli e luci e colori che cambiano completamente a seconda della stagione.
Come si fa a non amarli? 
E poi c'è una cosa che veramente adoro ed è quel primo momento in cui ti appaiono davanti. Può succedere dietro ad una curva, in cima ad una salita, passato un gruppo di case o di fitti alberi oppure, sì, persino affacciandosi da una finestra, che  è esattamente quello che ci è capitato questo weekend  a zonzo tra l'Appennino e le Alpi, in una terra tinta di bianco e immersa, come una boule , dentro all'incantesimo della neve.

05/02/15

Travel decor: questa casa (non) è un albergo.


C'è una cosa  che proprio mi piace da matti ed è quando dopo una giornata trascorsa a girovagare tra strade, paesi o città, apriamo la porta della  stanza di un qualche hotel e sopra un tavolino, l'angolo di una mensola o un vecchio cassettone c'è un  vassoio con tutto l'occorrente per un farsi un  caffè, un tè o una tisana:
bollitore, bustine, zucchero e magari anche un pacchetto di shortbread o dei cioccolatini.

Insomma, dopo tanti anni passati in giro per alberghi  questa è la prima cosa che guardo quando entriamo in una camera. 
Dopodiché, scatta una sorta di squisito cerimoniale, in cui metto l'acqua  a bollire e ci sediamo tutti per qualche minuto  a  guardare depliants e brochures e fare nuovi programmi, scrivere sul diario o  raccontare qualche storia;
il profumò dell'infuso riscalda l'ambiente e non so se riesco a spiegarvelo ma  per dei viaggiatori irrequieti  è uno di quei momenti semplici semplici  e di inconsueta  calma in cui ci si sente  proprio alla grande e che al novantanove per cento state certi finirà dentro a quella top list che, lo sapete, facciamo sempre in auto. 
Mio figlio vi direbbe che è stato semplicemente memorabile (da un po'  di tempo adora questa parola ).

03/02/15

Inverno in Val d'ega: La Ciaspolata di Sissi.



Come in quasi tutti gli alberghi di  montagna anche il nostro, al piano terra, ha una stanza dedicata al deposito di sci e scarponi. 
Da lì una porta conduce ad un piccolo ripostiglio  traboccante di materiale a disposizione  degli ospiti e dove in  mezzo ad affascinanti slittini di legno e zaini porta bimbi ci sono le ciaspole, le stesse che un altro  inverno ci hanno accompagnato in un mondo di magia e mistero. Ve lo ricordate?
Ne prendiamo tre paia e usciamo entusiasti sulla neve appena caduta. 
Perchè non è emozionante anche solo l'idea dell'andare? Di esplorare, camminare e perdersi tra boschi e ruscelli, prati bianchissimi e valli coperte di neve? Noi tre, le racchette e un nuovo intrigante sentiero  da scoprire.

26/01/15

Transilvania on the road: lungo la Transfăgărășan


Me ne sono innamorata prima ancora di vederla, leggendola in quelle preziose pagine ritrovate che la figuravano  come un lungo e ardito  nastro arrotolato sui monti.
Bramavo il momento di salire, il vento fortissimo, il brivido che ci avrebbe colto  dentro ad una strada folle che si arrampica su alte vette sfiorando paesaggi mozzafiato.
Come sarebbe stato?  Mi domandavo.
Noi quattro, ad arrampicarci sulla Transfăgărășan, una delle strade più belle del mondo...?

19/01/15

Masuria, terra di mille laghi



A meno di cinquanta metri dallo chalet ho vacillato.
Sì, proprio io, la regina dell'irrequietezza, quella incapace di starsene tranquilla in una stanza  e perennemente arsa dall'interna fiamma... la febbre di andare...* che ti fa desiderare di dormire ogni notte in un posto diverso eternamente persa tra le strade del mondo.
A cento passi dalla riva ho infranto la promessa di non voltarmi e mi sono girata.
Ho guardato la casa di legno, il nostro terrazzino dentro al lago e il pontile dove dal tramonto alla sera raccontavamo  storie.
La poltrona dove sedevo da sola all'alba, incantata, ad ammirare le figure che disegnano gli stormi nel cielo e ad ascoltare la voce del lago.
I fiori violetti e quelli dorati e l'intrico di fusti che quando arrivava la  notte svanivano allontanandosi lentamente dondolando come giganti fruscianti. 

13/01/15

Delitti in treno

Poirot indaga, in una delle favoloso riproduzioni della Citè du train a Mulhouse

Immaginate di trovarvi su un treno: 
però non uno di quelli di oggi, dove anonimi corridoi si allungano dentro al vagone in luogo dei vecchi e ben più intimi  scompartimenti e i passeggeri di rado si guardano negli occhi tanto sono impegnati ad affossare lo sguardo dentro a smartphone, tablet o qualsiasi altro apparecchio elettronico consenta di tener lontana la noia o obbligarli a socializzare .
Un treno, piuttosto, simile a  quei sibilanti giganti del passato, quelli che facevano un po'  paura e allo stesso tempo stregavano; dove era facile fare insoliti incontri e in cui complice il buio delle gallerie si consumavano furti o amori clandestini, omicidi  o inconfessabili segreti.
Immaginate, dicevo,  di essere sopra uno di questi giganti sbuffanti, un espresso transcontinentale o anche solo un accelerato; siete seduti comodamente fumando la pipa e leggendo una qualche rivista quando, dopo aver provato a riporre sotto il sedile davanti la vostra valigia, vi accorgete che qualcosa, un ostacolo invisibile la blocca impedendole di scorrere fino in fondo.
Alquanto infastiditi vi chinate per  sbirciare sotto al sedile ed eventualmente rimuovere l'impedimento ma ecco che... beh, ci trovate sotto un cadavere.

09/01/15

Weekend invernale in Slovenia: seconda parte



Non sono pronta a lasciarlo andare,  a vedere la befana che lo trascina  via per una delle nostre decorazioni speciali , la punta, una lucina intermittente o magari un vecchio ramo nodoso.
In un attimo tutto sparito, le ghirlanda intorno agli archi, gli abeti, le renne e i millemila schiaccianoci che quest'anno ho adagiato in ogni angolo (mentre di solito stanno tutti insieme); puff, il Natale è svanito ci rivediamo tra 11 mesi.
Ecco proprio no, io ho bisogno di più tempo.

Tempo soprattutto per lasciar andare l'atmosfera, quell'aria luccicante e festosa che avvolge case e strade e piazze e quando fa buio illumina ogni cosa di magia. La voce dell'inverno, il canto del Natale, il profumo del vischio, il respiro della neve.
E allora eccolo il desiderio di cui vi parlavo ieri, quello di rimanerci dentro ancora un po', per vivere una fiaba bianca e romantica ancora fasciata dall'incantesimo del Natale, un desiderio  amabilmente esaudito da questo piccolo e prezioso viaggio tra borghi e laghi della Slovenia...

08/01/15

Magia d'inverno in Slovenia


Prima ha cominciato a comparire ai margini della strada. Rada e a mucchi anneriti dalla polvere  e il fango sul selciato. Poi si è allungata fin sopra i prati , come una casta distesa candida e immacolata e liscia a parte qualche minuscola impronta lasciata qua e là dai merli o qualche gazza in cerca di cibo. 
Poi ha iniziato a coprire i rami e i tetti a spioventi  e a dipingere cristalli acuti  e luccicanti come spade appese a travi e cornicioni  alla maniera di  delicati addobbi invernali.
Ovunque neve e neve  e neve; sopra i villaggi e  i campanili delle chiese e intorno ai fiumi e laghi  e castelli a lasciarci tutti incantati.
Aj che l'adora, ha improvvisato pallate e ha costruito pupazzi in ogni momento mentre Charlie (che  in un'altra vita è stato sicuramente un husky o un malamute) tirava e si tuffava rotolandoci dentro e annusando ovunque  felice.
E noi, noi  innamorati come dentro una fiaba di quelle che realizzano il primo desiderio dell'anno.
Cominciare in un luogo bianco e solitario, romantico e affascinante, entusiasmante e avvolto dalla natura più sorprendente e magica come quella di questo  delizioso angolo di Slovenia.
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