Il Book Club dei Lettori Viaggiatori. Presentazione




"Everything was ready. The table was set, the flowers arranged, the English Breakfast tea was brewing in a delicate China teapot and there was a plate of cucumber and crème fraîche sandwiches beside it (crusts cut off, of course). It was the perfect backdrop for the inaugural meeting of the Agatha Christie bookclub".

Ho sempre sognato di partecipare ad un club,  a dire il vero  fin dai tempi in cui da bambina trascorrevo interi pomeriggi a leggere, distesa su un prato nella mia bella campagna toscana. 
All'epoca ero perdutamente innamorata di Agatha Christie, della sua vita, delle sue storie, delle atmosfere che scivolavano fuori dai suoi romanzi e che mi facevano immaginare  su di  un treno sbuffante  da Istanbul a Calais o a bordo di una vecchia nave sul Nilo.
Ma c'era un libro che più di altri me lo aveva fatto desiderare, ed era una raccolta di racconti o meglio di delitti irrisolti, narrati da un gruppo di ospiti riuniti in una  stanza:
c'era il soffitto coperto da  larghe travi nere, i mobili antiquati e  il vecchio caminetto scoppiettante della casa di Miss Marple.
Oh quanto mi sarebbe piaciuto far parte del Club del Martedì sera. Sedermi sulla comoda poltrona di tessuto a fiori accanto al Dr Pender e Sir Henry e gli altri per provare a scoprire come mai la primula raffigurata nella carta da parati della camera di Miss Pritchard era diventata blu. 
Insomma libro dopo libro l'idea che un gruppo di persone si ritrovassero regolarmente da qualche parte per condividere una passione comune metteva le radici tra piante di ulivo,  viti e alberi di fico.

In seguito mi è capitato di fondare ogni sorta di club. Da quello degli amanti della natura, alla "setta dei poeti istinti", dal gruppo fan dei Nirvana, al jazz club e persino quello delle ragazze del Coyote ugly. ;-)
Non ho mai pensato invece, a dar vita ad un BookClub. Forse perché leggere era una cosa che mi sembrava troppo "sacra" per essere condivisa.
Ma le cose, si sa, cambiano, e  qualche settimana fa insieme ad un brivido di emozione si è fatta strada nel mio cuore l'idea di dar vita ad un "Club del martedì venerdì sera"   che unisse non solo il mio amore per i libri ma anche quello per i viaggi. 
Un delizioso Book Exchange al canal district di Venice
Viaggi e libri. Esiste  matrimonio  più affascinante?
E perciò è successo. Venerdì scorso, quasi quaranta meravigliose persone si sono riunite all'interno della libreria Liblab, a due passi da Firenze, per assistere alla  presentazione del Club dei lettori Viaggiatori.
Abbiamo chiacchierato, viaggiato, riso, raccontato storie e aneddoti e quando intorno a mezzanotte sono rientrata a casa ho solo pensato che non vedo l'ora che arrivi la prossima riunione.

Ed eccoci alla vera ragione di questo post.
Dal momento che per ovvi motivi di distanza siete in tanti a non poter partecipare di persona , ho deciso che raddoppieremo con un Club virtuale. 
Ogni mese, dopo il nostro consueto incontro, scriverò un post che  ripercorrà parte della serata e in cui troverete il titolo del vostro libro da leggere.
E poi ci ritroveremo di nuovo, il mese seguente, dal vivo e ancora anche qui, per parlarne insieme grazie all'aiuto del blog e dei social. Attraverso i commenti e le vostre impressioni e sensazioni perché come ho detto venerdì scorso , mi piace fare il conduttore dell'autobus ma se cantiamo tutti insieme è più divertente.

Ma, facciamo un passo indietro.

CHE COS'È UN BOOK CLUB PER VIAGGIATORI?

C'è un immagine che ho preso in prestito da una vecchia trasmissione che andava in onda su Rai 3, Pickwick, che descrive perfettamente ciò che vorrei si facesse in questo gruppo.
Perciò abbiate pazienza e lasciate che vi racconti una storia , che lo sapete che la brevità non mi appartiene...

Nel 1825 in Inghilterra venne inaugurata la prima linea ferroviaria di tutti i tempi.

Era l’inizio del futuro. I treni volavano sui loro binari di ferro divorando spazio e tempo e chi ci saliva vedeva ciò che non era mai era stato visto. Un'emozione scioccante fatta di meraviglia ma anche di paura.

E cosa fecero gli uomini di quel tempo per non esserne travolti? 

Ebbene, quegli uomini si affidarono ad un gesto:

sui treni lanciati a velocità mai viste, per salvarsi, aprirono un libro e cominciarono a leggere.

E’ così si diffuse molto velocemente l’abitudine di leggere viaggiando. Pensate che anche nelle stazioni c’erano delle librerie , si andava lì, si dava un penny e si riceveva un libro da restituire quando si scendeva. Anche  se non si era finito. Non importava, era una cosa pensata solo per il viaggio.

Ed eccoci all'immagine dove volevo arrivare...un uomo ottocentesco sale su un treno, si siede ad un finestrino, guarda da quel finestrino, guarda fuori, dove ha il mondo vero. Solo che ad un  certo punto invece che guardarlo, per paura o per un’altra infinità di ragioni possibili si gira, prende un libro e lo apre. Apre una finestra più piccola e sceglie di andare a vedere un’altro mondo. 

Compartment C car, 1938, Edward Hopper

Ecco. Questa affascinante immagine di un uomo rivolto verso due diverse finestre, quella del mondo reale e quella di un mondo più o meno immaginario” riassume perfettamente quello che è un book Club per viaggiatori.
Ogni mese leggeremo un libro che ci aprirà due diverse finestra. Quella immaginaria e quella reale.
Come?
In tanti modi diversi.
Parlando del paese dove il libro è ambientato e carta alla mano, del modo migliore per visitarlo. Confrontando i luoghi del romanzo con quelli reali,  dedicando una serata ad un particolare ambientazione e andando a cercarla nel mondo ( e questa vedrete, sarà una serata speciale… ma non vi anticipo nulla se non che sarà quella di Dicembre…) o ancora, affrontando temi come il trasferimento all’estero,  il viaggio a bordo di mezzi insoliti, l’emigrazione, il viaggio on the road. E a darci lo spunto per fare questi viaggi, saranno, appunto, le nostre finestrelle magiche, i libri, che non saranno necessariamente libri di viaggio ma con un viaggio avranno comunque a che fare.

Ma adesso basta che mi sono dilungata anche troppo ed è tempo di dare i compiti per casa...


IL LIBRO DI QUESTO MESE:
Una delle tante frasi che ho amato in Viaggio Contromano


Il libro che ho scelto per voi per questo mese di ottobre è In viaggio Contromano, di Micheal Zadoorian. (link affiliato)




E' la storia di due vecchietti, Ella con più problemi sanitari di un paese del Terzo mondo  e John che non si ricorda nemmeno il nome della moglie, che  partono a bordo del loro vecchio camper, un Leisure Seeker, per un ultimo viaggio. Da Detroit a Disneyland, lungo la mitica Route 66...
Per il momento non vi dico nient'altro .
Il libro ci darà lo spunto per parlare dei viaggi on the road  e perciò dopo aver parlato insieme di questa storia straordinaria, condiviso commenti e sensazioni,  prenderemo una  mappa geografica e andremo a vedere un vero itinerario  attraverso gli Stati Uniti. Approfittando del nostro recentissimo viaggio negli West Usa vi racconterò i luoghi che ci hanno colpiti, la nostra route 66 e vi darò dei consigli utili per chi desidera organizzare il viaggio.
E naturalmente, mi aspetto anche i vostri.
Ma c'è dell'altro... Oltre a leggere il libro questa volta vi chiedo anche di pensare ad uno pseudonimo che vi rappresenti scegliendolo tra i nomi di scrittori o  personaggi letterari che sentite particolarmente vicini. Poi mi racconterete perché. E chissà se qualcuno  ha già indovinato il mio. ;-)
Allora siete pronti a salire a bordo?

Info Pratiche:
Il Book Club dei Viaggiatori si ritrova una volta mese presso la Libreria LibLab a Sesto Fiorentino (Fi).
Il prossimo incontro si svolgerà Venerdì 9 Novembre. 
Il  post per i partecipanti virtuali sarà online il 12 Novembre. 

Commenti

  1. Ho letto questo libro in tempi record. Penso che la coppia incarni lo spirito dei "camperisti". Si parte, a qualsiasi condizione. Si parte, e il programma non è una priorità: si vedrà cosa offrirà il cammino. Si parte, perchè in camper ci si porta dietro la vita intera. Si parte, e non è importante la condizione economica: il "Leisure Seeker" nonostante gli anni è una casa perfetta che offre non solo il necessario. E poi il mito della Route66, la Madre di tutte le strade: agli inizi strada della speranza, poi percorso turistico, poi pian piano mito che con il tempo si impregna di nostalgia per un percorso che, per mille motivi, è in decadenza. Un po' il viaggio della vita di Ella e John. Allegria e commozione.
    Un caro saluto
    Stefy (KC)

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    1. Carissima Stefy, grazie per questa bellissimo ritratto di In viaggio Contromano, ancora più prezioso fatto da te. <3 Allegria e commozione sono i sentimenti che ho provato anche io (a dire il vero ho pure pianto a singhiozzi) insieme a un'infinità di spunti di riflessione. E poi la Route, tu sai bene cosa significa percorrerla...Un abbraccio grande grande.

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  2. Ma che bello Daniela! Un'iniziativa strabiliante!!! Il libro che hai indicato lo leggerò sicuramente! Vorrei anche consigliartene un altro che non so se conosci... Si intitola "Rosalie Scevroletti" di Luciana Bernardelli... Rosalie non è una donna ma una macchina, una Chevrolet per la precisione. Era il dono di nozze fatto a due giovani sposi. Nel gennaio del 1952 partirono da Mogadiscio... Percorso 35.000 chilometri. Attraversano 25 stati africani. Sempre insieme. Loro. He di viaggi sapevano poco. Il bello di tutto questo è che si tratta di una storia vera.. E a raccontarla è proprio quella sposa avventurosa... Sai che non l'ho mai letto questo libro? Sentii molti anni fa l'intervista che Licia Colo' nel corso del programma Alle Falde del Kilimangiaro fece a quella simpatica vecchietta. La trama mi piacque da morire ma non ho mai avuto occasione di leggerlo... Per cui adesso lo propongo a te...Ti abbraccio viaggiatrice! Ah, a proposito il mio nickname sarà naturalmente Rosalie Scevroletti! Cristina (gianicolo76)

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    1. Buongiorno Cristina, riesci ad essere sempre di grande ispirazione per me! Con Rosalie Scevroletti mi hai conquistata e lo so che lo sai quanto mi intrigano le storie cosí. Grazie ❤

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