23/10/08

Cosa vedere a Eurochocolate 2008


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Ed eccoci di ritorno, palati soddisfatti dalla ben nota festa perugina, ancora non riusciamo ad "eliminare" tutte le tracce della sottile aroma di cioccolata che ha invaso, colpevoli stecche, barrette, praline e tanto altro, la casa ma credo che con l'aiuto di qualche amico tutto si risolverà presto.

Ma vediamo un po' per chi ancora non la conosce come funziona Eurochocolate. Dunque, arrivati a Perugia è necessario lasciare l'auto in uno dei numerosissimi parcheggi (a pagamento) ai margini del centro, per poi salire nel bel cuore perugino attraverso l'ascensore o la scala mobile. Non appena i vostri nasi faranno capolino nel "cielo" di Perugia verranno immediatamente deliziati dal dolce, inebriante profumo del cibo degli Dei, la cioccolata!!! Centinaia di bancarelle ricoprono infatti i margini delle strade e delle Piazze, alcune dalle forme più curiose, altre più "normali" ma non lasciatevi ingannare! Se vi avvicinate scoprirete infatti un intero mondo di cioccolata!!
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Pile di cioccolata, pinze, cucchiai, aspirine e persino un notebook dalla tastiera di cioccolata!!
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Consiglio vivamente a tutti, prima di fare l'ingresso in questo mondo di delizie l'acquisto della Choco card, in vendita presso tutti gli stand al modico prezzo di 5 euro; oltre infatti a numerosissimi sconti per i vostri
acquisti e non solo, vi offre immediatamente una buona e fresca aranciata e tantissimi e golosi gadget da ritirare nei vari stand della città.

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 Direi che anche soltanto per la stecca con la mappa del centro di Perugia ne valga assolutamente la pena, che ne dite?.
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Non voglio rischiare di togliervi la sorpresa di scoprire gli altri "dolci" omaggi, perciò che dire, se volete saperne di più, andateci! Alcuni stand propongono poi durante la giornata giochi o assaggi, nonchè l'irrinunciabile foto con la mitica Mucca (naturalmente di cioccolata) Milka con tanto di "obbligatori" cornini da portare con orgoglio in giro per la città!
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 Non poteva naturlamente mancare un goloso stand per i nostri amici animali con tanto di vastissima scelta in grado di soddisfare anche i palati più difficili!!
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E ancora tornei di scacchi (faccio a meno di ripetere fatti di cosa), chocodama, percorsi olfattivi dove "annusare" le varietà più particolari di cioccolata.
Se come me, ci andate con i bambini non temete di annoiarli, le strade sono animate da pagliacci pronti a "creare" in un minuto per i vostri piccoli spade, collane e corone; preparatevi poi a svaligiare lo stand a loro dedicato con ovetti di Wall-e, Cars, Winx e tutti i personaggi da loro più amati.
Se volete conoscere il programma dettagliato degli avvenimenti visitate il sito ufficiale di eurochocolate.

Ma come nasce Eurochocolate?

"Era il 1982 – racconta Guarducci – avevo 18 anni ed ero con mio fratello gemello a Zurigo a trovare due nostre amiche.
Era un pomeriggio soleggiato e decidemmo di trascorrere la serata a Monaco in occasione dell'Oktober Fest.
Lì mi trovai subito immerso in un clima di grande festa. Tutto ruotava attorno alla Birra e c'erano migliaia di persone felici di vivere l'evento in Città e non in un ambiente fieristico.
Ad una certa ora decidemmo di spostarci per trovare un albergo fuori Monaco, ma nonostante tanti tentativi non trovammo nulla e fummo costretti, alle quattro di mattina, a dormire in auto! Il sonno non fu facile….
e così mi venne in mente di creare nella mia città qualcosa di simile a ciò che avevo visto a Monaco, utilizzando come attrattore non la birra ma il cioccolato! Dodici anni dopo il sogno diventò realtà."
Curiosità:

E il cioccolato?

Una leggenda narra che, molti secoli or sono, una principessa, lasciata a guardia delle ricchezze dello sposo, un grande guerriero partito a difendere i confini dell'impero, venne assalita dai nemici che, invano, tentarono di costringerla a rivelare l'ubicazione del tesoro. Per vendetta venne uccisa e, dal sangue versato dalla fedele sposa, nacque la pianta del cacao, il cui frutto nasconde un tesoro di semi, "...amari come le sofferenze dell'amore, forti come la virtù, lievemente arrossati come il sangue".Con questi frutti, il marito Quetzalcoàtl ("Serpente Piumato") volle riconoscere ed esaltare la fedeltà pagata con la morte, dell'amatissima moglie. La stessa fedeltà che, nell'immenso impero azteco, legava i sudditi all'imperatore.
Il vedovo Quetzalcoatl, ammalato e sofferente per la terribile perdita, un giorno bevve una pozione magica offertagli da uno stregone che invece di guarirlo lo portò a smarrire completamente il senno.Si narra che il povero re fuggì verso il mare, dove trovò una zattera di serpenti aggrovigliati e si allontanò scomparendo misteriosamente. Ma prima di abbandonare quel mondo, Quetzalcoàtl promise che avrebbe fatto ritorno per riprendersi il suo regno, nell'anno posto sotto il segno del Ce-acatl.

Il seme dell'albero di cacao fu chiamato, in suo onore, dapprima cacahualt e poi chocolatl.Secoli più tardi, nel 1519, anno sotto il segno del "Ce-acatl", una grande nave carica di uomini con scintillanti armature come scaglie di serpente ed elmetti piumati, fece la sua comparsa vicino alla costa orientale del regno azteco. Immediatamente l'imperatore Montezuma credette alla profezia ed accolse pacificamente quella nave pronto a restituire il regno al Dio Quetzalcoàtl. Sul battello però non vi era il Dio azteco ma un conquistatore spagnolo: Hernàn Cortès. (Se volete saperne di più cliccate qui)
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