24/04/09

Alsazia, un amore al primo scatto.

Fino a poco tempo fa la nostra meta di Aprile doveva essere il Nilo.

Adoro l'Egitto e ho avuto modo di poterlo ammirare più volte e da vari punti di vista, ma mai da quando siamo in tre.

Poi un giorno per caso qui ho visto queste:

Strasburgo, i ponti lungo il fiume Ill

Eguisheim, il paese dove il tempo pare essersi fermato

Riquewhir, uno dei tanti invitanti ristorantini lungo la rue du Général de Gaulle

Kaysersberg, tipiche case sul lungofiume

Hunawihr, parco delle lontre e delle cicogne

Hunawihr, le sterminate distese di campi coltivati

Colmar, il quartiere della

E qui queste:

Facciate

Facciate

Piatti tipici

Pasticceria

Locali

Adesso capite perchè domani andiamo in Alsazia?

Le parole le rimando al nostro ritorno...

Un saluto di cuore a tutti gli amici che mi leggono e mi scrivono (e che mi mancheranno) e a quelli che ancora non lo fanno (ma spero lo facciano presto(-:).

Un ringraziamento speciale ad Alessio per il permesso di pubblicare le sue foto e per l'amore che riesce a metterci dentro e naturalmente a Barbara per la passione e per il suo bellissimo diario di viaggio.Quando torno guarderò le altre foto del sito a cui ho dato solo una rapida occhiata per non rischiare di cambiare meta un'altra volta:)!

E ancora tanti complimenti ad Alex di Cuoche dell'altro mondo che ringrazio infinitamente per le foto che si commentano da sole e per avermi fatto innamorare dell'Alsazia prima ancora di esserci stata.

Grazie.

Aggiornamento: Se volete leggere il nostro Viaggio in Alsazia cliccate qui!

23/04/09

Tutte pazze per Stanley!! - Crazy for Flat Stanley!

stanley2

No, non è un vero blog candy.

Nel senso che qui si vince tutti, prima o poi, anche se il "premio" va poi restituito :-)!!

E no, non c'è la fregatura:-)!!

Mi spiego meglio:

Chi ha letto questo post sa già chi è Stanley.

Stanley Hamburger è un "bambino" che ha avuto diciamo una piccola disavventura.

Gli è cascata una bacheca addosso, mentre dormiva. Ed è diventato piatto.

Così:

Menton  Cannes 005

E da quando è diventato piatto ha scoperto come è facile viaggiare, niente più code al check in, niente più prezzi esorbitanti per biglietti aerei.

Una busta, un francobollo e via, all'avventura.

SDC10114

Ora l'idea è questa:

Il nostro Stanley vuole farsi un giro nella blogosfera.

Sabato partirà con noi per l'Alsazia ma al nostro ritorno, ovvero il 04 Maggio sarà pronto per nuove destinazioni.

Stanley passerà una giornata (o un w.end) ospite di volta in volta da ciascuno degli interessati che dovranno portarlo in un luogo (o luoghi) significativo della propria città (o della città che si visita) o in un Museo, Piazza, ecc. e dove dovrà essere fotografato.

Stanley a Menton

Il diario sarà molto libero ma vi posterò un esempio al ritorno dall'Alsazia.

L'iniziativa è ovviamente valida all over the world.

Le regole sono queste:

  1. Lasciare un commento a questo post.
  2. Scrivere un post sul proprio blog inserendo un link al mio blog e uno a questo post. Chi non ha un blog può partecipare ma mi riservo il diritto di decidere se mandargli Stanley o meno (ovviamente Beta tu sei dei nostri).
  3. Inserire il badge sul proprio blog dove dovrà rimanere per tutta la durata dell'iniziativa. (Cliccando sul badge si viene collegati a tutti i post taggati flat stanley)

Codice html da copiare:

Per mamme

e per Papà (O Babbi :-))

Dopo aver ricevuto Stanley si deve:

  1. Scrivere un post con un minidiario di una giornata con Stanley (possibilmente corredato da foto) .
  2. Rispedire dopo una settimana Stanley a me (che lo invierò al nome successivo nella lista).

Ogni volta che pubblicherete il diario di Stanley io scriverò un post linkando il vostro.

E ora il perchè di questa iniziativa.

No, non sono impazzita, (almeno non ancora).

Semplicemente dopo aver letto il libro di Stanley e scoperto dell'iniziativa di molte scuole americane (ma non solo) me ne sono innamorata.

Mio figlio ha adorato portare Stanley con lui e quando è tornato(Stanley è partito per Barcellona) e ha aperto la busta gialla in cui viaggiava si è emozionato moltissimo.

E poi soprattutto mi è sembrato un modo carino per far conoscere le città o i paesi dove viviamo (o che visitiamo) in un modo un po' inconsueto.

Al termine del Grande Viaggio di Stanley pubblicherò un video con le foto scattate da tutti i partecipanti.

Il 05 Maggio estrarrò le persone che hanno aderito al regolamento per stabilire l'ordine in cui spedirò Stanley.

Perciò che aspettate, siete pronte a diventare pazze di Stanley? (se ci fossero uomini blogger interessati fatemelo sapere che modifico il badge:-)!!

22/04/09

Il ciclo dell'acqua - Water Cycle felt board

La prima volta che ho visto l'oceano avevo 9 anni.
Ricordo come fosse ieri la sensazione dell'acqua sulla pelle, le correnti forti dell'Oceano indiano che ci trascinavano come fossimo piume e le risate con mia madre.
Da allora di oceani ne ho visti tanti e una volta ci ho pure dormito sopra. Cinque notti e Cinque giorni senza toccare terra, dai Caraibi a Gibilterra, svegliandosi con il prufumo del mare attaccato alla pelle e ballando sotto le stelle guardando lontano e vedendo solo lui, il mare, il mare che non finisce.
A settembre ci siamo incontrati ancora ed è stato come la prima volta.
Oceano atlantico a Nazarè
Oceano atlantico a Nazarè
Siamo arrivati a Nazarè nel primo pomeriggio. Aj si era addormentato in macchina e io mio marito ci siamo fermati sul molo. Siamo scesi, in lontananza un peschereccio si muoveva verso il Porto.
Decine centinaia di gabbiani affamati lo seguivano in volo, uno spettacolo unico!! Ho ancora i brividi se ci ripenso. Poi l'ometto si è svegliato e siamo andati sulla spiaggia deserta.

C'era molto vento, ma il vento ci faceva attaccare addosso l'oceano. I miei due uomini si sono messi a ridere e giocare sulla sabbia e mi sono goduta lo spettacolo. Mi sentivo ipnotizzata, la forza delle onde, i colori tutto era perfetto e non ho potuto fare a meno di piangere, piangere per quella bellezza, piangere per la natura potente e meravigliosa, piangere di gioia perchè eravamo lì noi tre davanti all'immensità dell'oceano. E in quel momento mi è sembrato di sentirla davvero la voce.
 La voce del mare, quella voce tanto agognata da Novecento, quella voce che grida "Lo volete capire che la vita è una cosa immensa!"

Sono giorni che ci ripenso,e oggi in occasione dell 'Earth day ho pensato di parlarne.
Del mare, dell'oceano, dell'importanza dell'acqua per la vita. Sempre più spesso nei bagni degli Hotel mi capita di leggere messaggi sul risparmio dell'acqua e ne sono felice.
Cerco sempre di insegnare a mio figlio l'importanza dell'acqua e così oggi approfittando dell'occasione di questa giornata abbiamo letto questo:

(Ho liberamente tradotto il testo inglese dalla splendida storia di Drippy di Joel M. Kimball)


Drippy goccia di pioggia si stava divertendo molto. Era impegnata a fare la sua cosa preferita, galleggiare sull'oceano. Guardando in su, sorrise al suo amico. il Signor Sole che era appena spuntato.
E mentre il tempo passava il Sig. Sole saliva sempre più in alto nel cielo. Drippy iniziò ad avere caldo, molto caldo!!
Improvvisamente, Drippy notò una nuvola che si muoveva nel cielo. Drippy si disse,"Quella nuvola di sicuro sta bene ed è così caldo qui. Vorrei poter volare nel cielo fino a lei e rinfrescarmi un po."
E non appena pensate queste parole iniziò a volare!! Su, su, su nel cielo fino alla sua nuvola. Drippy stava evaporando!
Collage di Picnik11111

Drippy atterrò sulla nuvola dove trovò un'altra goccia di pioggia. Questa aveva con sè un binocolo. "Ehilà" disse l'altra goccia di pioggia.
"E così sei venuto quassù per fare una bella crociera eh?" disse l'altra goccia di pioggia.
"Giovanotto chiamami Capitan Salato, e tu come ti chiami ?""Io sono Drippy e sono venuto quassù per rinfrescarmi" rispose Drippy.
"Ordunque, da dove vieni giovanotto?" Chiese il Capitan Salato. Drippy si sporse dalla nuvola e indico l'acqua laggiù."Io stavo galleggiando là sull'oceano" disse.

Collage di Picnik22222

"Dove è diretta questa nuvola?" chiese Drippy. "Stiamo navigando verso laggiù" disse il Capitan Salino indicando le montagne in lontananza. "Sembra che ci sarà presto una tempesta!!"
"Se le cose si mettono male stai pronto ad abbandonare la nave"disse il Capitano."Si sissignore" rispose Drippy,"D'altro canto sarebbe divertente dare una occhiata alle montagne laggiù".
Il capitano aveva appena fatto in tempo ad avvertire Drippy le cose si fecero difficili davvero lassù! La nuvola inizio a rimbalzare in qua e là e Drippy fu pronto per saltare.
Mentre scendeva urlò un arrivederci al Capitano.
Saltando giù dalla nuvola Drippy cadde con la pioggia giù verso il terreno."Arrivederci giovanotto e Buon viaggio"urlò di rimando il Capitan Salato.
Drippy guardò giù mentre cadeva e vide un fiumiciattolo che dalla foresta serpeggiava tra le montagne."Quello si che è un bel posto dove atterrare"pensò.
Collage di Picnik33333333333

Ma Drippy mancò il fiume e atterrò su un albero. Saltellando di ramo in ramo scendeva sempre più in basso. "Uhuh!!" urlò drippy.
Scivolando su una roccia, Drippy dolcemente cadde nel ruscello che aveva visto dall'alto.
"Urrà!" disse "Questa sarà una bella corsa!!"
La pioggia cessò."AAh!" disse Drippy galleggiando tranquillamente, respirando la fresca aria di montagna e l'odore degli alberi.
"Questa si che è vita!!" sospirò
Drippy trovò una foglia che galleggiava verso di lui e ci si arrampicò.
Poi il ruscello comiciò a muoversi velocemente e divenne più largo. Era diventato un fiume.
Che meraviglia! pensò Drippy
Collage di Picnik44444444444444
Potete leggere in inglese la bellissima storia di Joel M. Kimball(ed acquistarla)
Dopo aver letto la storia ho pensato di ricreare il racconto con la mitica felt board da viaggio che non cessa mai di essere strumento utilissimo per raccontare e imparare divertendosi.
Ho ritagliato in dieci minuti le sagome con il solito pannolenci avanzato e ho disegnato qualche particola con il 3d liner .
Collage di Picnik252352
Mentre io raccontavo la storia di Drippy Aj metteva i pezzi sulla lavagna (e viceversa), sopperendo ai personaggi mancanti con la fantasia di un bambino.
Naturalmente l'abbiamo raccontata più e più volte in tante versioni diverse e con l'aiuto di Aj che si è divertito tantissimo.

E così senza accorgersene mio figlio ha imparato il ciclo dell'acqua...

Buon Earth day a tutti!
Nota:
Le foto dell'oceano le ho scattate in Settembre a Nazarè in Portogallo.
Nazarè è una cartolina del Portogallo un luogo senza tempo dove le donne puliscono il pesce e lo mettono a seccare su maglie metalliche sistemate tra spaventa gabbiani di pezza e le donne vestono ancora con pizzi multicolori che spuntano dalle ampie sottane scure.


21/04/09

Un mondo di pastelli per celebrare la giornata della terra - Earth day craft

Il 29 gennaio 1969 una piattaforma petrolifera localizzata a sei miglia dalla costa di Santa Barbara, circa 200 chilometri a nord di Los Angeles, esplose.
A causare lo scoppio furono le fortissime pressioni sotterranee causate dall'opera di trivellamento del fondale marino. Un milione di litri di petrolio, fanghi ed acque di risulta vennero riversati nel mare per undici giorni initerrottamente: l'area interessata fu di circa 2500 chilometri quadrati.

Circa 50 chilometri di spiaggia si tinsero di verdastro e il mare si mise a lutto stretto, colorandosi di nero. L'impatto ambientale fu terrificante: si ritrovarono carcasse di delfini, balene, e pesci morti, avvelenati e soffocati dalle scorie petrolifere. Forte fu anche la moria di uccelli che si cibano di organismi marini. Molti animali continuarono a morire anche a causa dei detersivi usati per pulire il mare. I cittadini di Santa Barbara si mobilitarono in un modo straordinario e promisero che un tale scempio non si sarebbe piu' realizzato lungo le loro spiaggie. Si organizzarono in un movimento chiamato "Get oil out", raccolsero piu' di centomila firme per vietare le trivellazioni offshore, fecero una pressione fortissima sui politici e montarono una enorme campagna di protesta, boicottando la Union Oil, responsabile del disastro. L'eco di questa tragedia fu sentita in tutta l'America e le proteste giunsero fino a Washington, la capitale. Nel giro di un solo anno furono approvate leggi severissime per difendere il mare e l'aria.

Il 22 Aprile 1970 20 milioni di americani si unirono grazie anche al senatore statunitense Gaylord Nelson in un appello vigoroso quanto angosciato per la salvezza del nostro pianeta.

Da allora ogni 22 Aprile si celebra l'Earth Day, una giornata per riflettere da condividere con ogni cittadino del mondo interessato allo stato di salute del pianeta su cui vive. L'earth day , è l'unico esempio di evento celebrato in tutto il mondo contemporaneamente, da persone di tutte le origini, fedi e nazionalità al fine di far crescere e diversificare il movimento ambientalista in tutto il mondo, e di renderlo il più efficace veicolo di promozione, per una sana e sostenibile permanenza di ogni essere umano sul pianeta.
Domani proprio in occasione dell'Earth day uscirà Earth - la nostra terra, un film a metà strada tra la favola e il documentario.

Come ha dichiarato anche il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi "vedere luoghi fantastici e gli animali che vi abitano dovrebbe far nascere l'amore e la voglia di difenderli e di salvarli dagli attacchi sconsiderati dell'uomo" .
Questa mattina abbiamo cominciato una serie di lavoretti per celebrare la nostra terra, parlando e riaffrontando insieme argomenti importanti come l'inquinamento e l'importanza del riciclaggio:
Prima ho disegnato su un pezzo di carta da forno un immagine del nostro pianeta. Poi abbiamo grattato due pastelli a cera in tanti piccoli frammenti che Aj ha posizionato sul foglio.
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Abbiamo coperto il mondo con un altro foglio da forno e ancora con un panno. Ci ho passato sopra per pochi secondi il ferro da stiro e ho ritagliato la forma della terra, facendo un foro per poterla appendere.
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Oggi è nuvoloso, ma quando il primo raggio di sole attraverserà la nostra finestra la nostra piccola terra sarà un vero suncatcher.
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Poi abbiamo comiciato a popolarla...
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...e per non gettare i pezzetti di pastelli avanzati ...
li abbiamo riciclati!
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...Ho un messaggio per te - continuò con tono riverente il gabbiano - Mi ha detto il contadino che lavora i campi, che se non fate immediatamente giuste leggi per salvare la natura, tra circa cinquant'anni gli uomini e gli animali non potranno più vivere sulla Terra. - Lo so! - rispose con voce calma il distinto signore - Lo sappiamo tutti, del resto! Ma vedi, figliolo, con tutti i problemi più immediati che abbiamo da risolvere, vuoi forse che io vada ad interessarmi di un problema che, anche se importante, porterà le sue tragiche conseguenze solo tra cinquant'anni? ... Quella volta, io di certo e tu forse, non saremo più su questa terra!... (da Il messaggio del gabbiano di Angelo Signorelli )
Cerchiamo di essere diversi...
(per leggere l'intera storia clicca qui)

20/04/09

Le Piramidi di terra del Renon

Non lontano da  Bolzano, sospeso come un balcone sopra la città,sorge un luogo incantato a nome Altopiano del Renon dove a seconda della stagione la natura si tinge di colori diversi e meravigliosi che rendono la salita a questo luogo meraviglioso una esperienza indimenticabile:

masi isolati , chiesine gotiche dal tetto a punta e poi prati, pascoli, boschi di castagni e abetaie.

salendo sul renon...

Se la storia a volte è pura fantasia , draghi e streghe maligne, fate e folletti dei boschi hanno trovato in questi luoghi terra fertile, un paese dove le streghe sono sconfitte dalle stelle cadenti.

Imboccando un grazioso sentiero intorno a Soprabolzano, tra radici giganti e panorami mozzafiato ci sitrova improvvisamente sopra centinaia di guglie di quella che potrebbe sembrare una cattedrale gotica, un fenomeno geologico unico nel suo genere e chiamato romanticamente piramide di terra.

Aj alle piramidi di terra del renon

 Aj alle piramidi di terra

Qui tanto tanto tempo fa si dice si etendesse un bellissimo prato,  lavorato da generazioni dal contadino del maso ed il cui ricavato era destinato a mantenere il parrocco del paese. Quando, nonostante ripetuti richiami da parte della parrocchia, un giovane contadino rifiutò di pagare il dovuto fitto, venne incaricato il tribunale di Collepietra a rilasciare un verdetto. In mancanza di documenti certi ed innanzi al giuramento del contadino, in mala fede, il prato venne attribuito al contadino. Depresso il sacerdote, soddisfatto l’avido contadino, tornarono a casa.

Ma poco dopo nuvoloni neri coprirono il cielo e la luce del giorno si oscurò.  Ebbe inizio un diluvio; scoppiò una tempesta come non si era mai vista a Collepietra. La tempesta diminuì solamente verso il mattino ma quando il contadino del maso  volle falciare l’erba fresca del prato, non credette ai suoi occhi:

davanti a lui si era creato un abisso profondo dal quale si elevavano gigantesche piramidi di terra.

Che sia o meno vera l’origine di questi strani massi che alla luce del tramonto sembrano trasformarsi in una foresta incantata,si tratta di uno spettacolo incredibile. La loro origine scientifica non perde comunque l’aspetto affascinante.

Aj alle piramidi di terra del renon

Queste formazioni infatti , alte fino a 30 metri sono state create dall'azione incessante di vento, pioggia e neve che hanno intagliato gli ammassi di detriti formatisi alla fine fell'era glaciale.

panorama dal renon

La cosa più curiosa però è che a proteggere le altissime guglie rossastre ci sono dei grandi massi che stanno, quasi come un buffo cappello, in bilico sulle loro sommità.

Quando la colonna si assottglia troppo allora perde il cappello e  senza questa necessaria protezione si sgretola dopo poco tempo. Naturalmente una nuova piramide si formerà nel giro di qualche anno.

brrrrrrrrrrrrr il gelato!!!

Percorriamo a ritroso il sentiero e dopo una merenda in una piccola baita dal cui terrazzo si gode una vista spettacolare saliamo ancora.

Dall'alto del Renon lo sguardo spazia in ogni direzione scoprendo a tratti le splendenti acque del fiume Isarco, il profilo delle cime più lontane ma sempre imponenti e maestose e le torri aguzze del Rosengarten che al tramonto si accendono di tutte le tonalità del rosso, del rosa, del viola...complice un'altra incredibile leggenda.

Pensate che proprio questo libro da cui è presa la leggenda del giardino delle rose me lo regalò Nonnagiramondo almeno 20 anni fa. E non l'ho mai scordato.

La giornata è finita e ancora una volta portiamo custoditi nel cuore i tesori di questa splendida avventura. Adesso ci aspetta un magico viaggio in treno, ma non un treno qualunque. Una vecchia cremagliera che da più di un secolo corre tra Maria Assunta e Collalbo. Un treno che attraversa lentamente posti incantati e che ci lascia incollati ai finestrini per ammirare un paradiso della natura.

 

 

trenino renon

Ma questa è un'altra storia e come disse una volta  il trombettista barricchiano, non sei fregato veramente finchè hai da parte una buona storia e qualcuni a cui raccontarla...

Informazioni pratiche:

Piramidi di terra

Come arrivare

Il trenino del Renon

Da non perdere:


Redagno e il selvaggio canyon - Bletterbach


Il museo dell'apicoltura del Renon


Ötzi l'uomo di ghiaccio


Le buche di ghiaccio di Appiano

Da leggere:

16/04/09

53 minuti per sognare


...Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere. "Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe. "È una grossa economia di tempo", disse il mercante, "Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana". "E cosa se ne fa di questi 53 minuti?" "Se ne fa quel che si vuole..." "Io", disse il piccolo principe, "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..." » (da "Il piccolo principe" di A. Saint-Exupéry)

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Si viaggia per arrivare o si viaggia per vedere, scoprire, fermarsi, perdersi?
L'impulso a viaggiare fa parte della natura umana: è lo stimolo a conoscere luoghi nuovi, a perdersi nell'immensità del mondo, una passione che ci divora e ci arrichisce allo stesso tempo; come il desiderio di felicità.
Mentre per l'adulto nella maggioranza dei casi il viaggio è un lasso di tempo necessario e a volte anche noioso, per arrivare alla meta, per il bambino spostarsi è un itinerario fatto di tanti punti intermedi, ognuno dei quali è più importante del punto di arrivo che rappresenta solo la fine delle scoperte e dell'avventura.
Esattamente il contrario di un adulto.
Quando si viaggia con un bambino occorre fare una scelta.
Decidere se si intende piegare il piccolo viaggiatore alle nostre condizioni per trasformarlo in un adulto cosciente, che non perde tempo (perchè il tempo è denaro) e arriva solido e diritto alla meta prefissata.
O al contrario decidere se rinunciare a qualche programma, decidere di perder qull'autobus, quel treno, per fermarsi a raccogliere quel sassolino, per arrampicarci su quella statua, per stenderci su un prato e dare una forma alle nuvole.
DSCF0564 - Copia
Decidere se imparare di nuovo a vedere, osservare quel particolare sottovalutato, trasformarci in turisti-esploratori con gli occhi e quello spirito che solo i bambini ci possono insegnare.
Collage di Picnik65
Siamo abituati a studiare sui libri e a ricercare conferma di quanto imparato nella realtà che ci circonda:


La torre di Belém, situata sulle rive del fiume Tago nella città di Lisbona, è uno dei più mirabili esempi, assieme al Monastero di Jeronimos, dello stile manuelino...


Il bambino il monumento lo scopre attraverso ciò che lo interessa, lo stupisce, e per tornare a ciò che dicevo ieri, lo meraviglia.
E i bambini notano dei particolari a cui non faremmo mai caso, così vincolati a guardare sempre quello che ci hanno insegnato, la statua più famosa, la torre più alta, il fregio più decorato.
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Uno splendido esempio ce lo regala un libro "Reggio Tutta. Una guida dei bambini alla città" citando alcune frasi dei bambini. Ve ne riporto una:


In Piazza San prospero puoi trovare i leoni, infatti si chiama anche Piazza dei leoni: sono leoni di sasso, sono leoni speciali!Sono fatti di pietra arancione e sono molto grossi perchè hanno anche un posto da sedersi per i bimbi. Infatti ce li mettono per fare divertire i bimbi.
Una volta ho sentito qualcuno dire che è bello viaggiare, ma senza bambini.
Io ho scelto di perdere quell'autobus e ringrazio per questo ogni giorno mio figlio, perchè è una vita che viaggio, ma da quando c'è lui posso volare...


...due strade divergevano in un bosco, e io - io presi la meno percorsa, e quello ha fatto tutta la differenza. Robert Frost
*riflessione ispirata da "In viaggio con i bambini" intervista a F. Tonucci

15/04/09

Avventura a Palazzo Vecchio e il furto nello studiolo di Francesco I

E' quasi mezzanotte dentro a Palazzo Vecchio a Firenze. Tutto è apparentemente immobile, tutto è silenzioso, le stanze sono vuote, niente più visitatori.
Ma ecco che suonano i dodici rintocchi, don don, don...
Improvvisamente le statue prendono vita, il palazzo si anima di voci e suoni, parole che raccontano segreti e misteri, un piccolo topino a nome Goffredo corre scivolando rapido sui pavimenti freddi. " Dove corri?" Lo ferma una statua. "Stasera non ho tempo, mio nonno mi aspetta nello studiolo di Francesco,mi aspetta per raccontarmi una delle sue storie..."
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E' così che inizia questa storia che ha l'intento di raccontare ai bambini  un fatto realmente accaduto attraverso la magia di un racconto fantastico, un racconto tramandato dai topi del museo di generazione in generazione, un racconto che ieri mattina ci ha affascinato e stupito.
Insieme ad Alberto la bravissima guida museale siamo entrati attraverso una suggestiva porticina in una piccola stanza. In terra, sparsi in disordine un paio di calzini e vari attrezzi, un martello, un succhiello.
E' così che è cominciata la nostra avventura, con le parole di Alberto che ha raccontato in modo coinvolgente cosa succede di notte, con il bellissimo video che racconta la storia del furto nello studiolo. Con le domande e  il coinvolgimento di Aj e.. con un baule.
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Eh si perchè in terra nella stanza, insieme ai calzini puzzolenti lasciati dal ladro c'era anche un baule. Un baule pieno di cose interessanti, preziose, ma preziose in una accezione diversa da quella classica. Alberto, oggetto per oggetto ha mostrato a Aj questi "tesori", li hanno scoperti insieme ed è stato incredibile vedere filosofeggiare un bambino di tre anni.
Palazzo vecchio 014
Francesco I de' Medici era affascinato dagli oggetti d'arte nati dall'incontro dell'uomo con la natura, come una palla di quarzo rosa, perfettamente liscia o un corallo in cui sono stati intarsiate piccole lucertole.
Palazzo vecchio 016
La meraviglia è il seme della conoscenza. Così diceva Francis Bacon , perchè per conoscere davvero, con la mente e con il cuore, occorre sapersi meravigliare del mondo che ci circonda.
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L'impegno di Palazzo Vecchio è proprio quello di far scoprire ai bambini le memorie del passato e farle trovare loro meravigliose.
Attraverso una favola, attraverso un baule. Ed è proprio con questa forma, quella di uno scrigno che Francesco fece costruire lo studiolo.
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 Lo stanzino ha da servire per una guardaroba di cose rare et pretiose, et per valuta et per arte, come sarebbe a dire gioie, medaglie, pietre intagliate, cristalli lavorati et vasi, ingegni et simil cose, non di troppa grandezza, riposte nei propri armadi, ciascuna nel suo genere.
Ogni armadio venne splendidamente affrescato, ogni pannello, compreso il soffitto. Dopo aver ascoltato la storia del furto, letto il bando che offriva la ricompensa per ritrovare il ladro "senza calzini", ci siamo andati anche noi.
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Siamo entrati in quella piccola stanza a forma di baule, abbiamo spiato dietro ad uno sportello e ci è sembrato di tornare indietro nel tempo, a quella notte del 1579.
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Palazzo vecchio 021
Pioveva a dirotto da molti giorni e il Signor Giovanni Battista, il responsabile di tutti gli oggetti preziosi del Palazzo, camminava per il Palazzo silenzioso per controllare che tutto fosse in ordine quando sul pavimento , notò degli strani oggetti in un angolo e una corda che penzolava dalle stanze di Francesco...
Meraviglia, stupore, mistero.
Siamo usciti dal Palazzo quasi a malincuore, avremmo voluto sentire ancora segreti, misteri, aprire un'altra porticina, per viaggiare nel tempo, per sognare ancora, per stupirci, per meravigliarci, per imparare giocando.
Perchè  la più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero. Sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza. L'uomo per il quale non è più familiare il sentimento del mistero, che ha perso la facoltà di meravigliarsi davanti alla creazione è come un uomo morto, o almeno cieco".(A.Einstein)

Un ringraziamento di cuore a tutto lo staff di Palazzo Vecchio per l'iniziativa meravigliosa e per la passione che mettono nel fare il proprio lavoro.
Ma adesso attenzione, di notte in Palazzo vecchio non ci sono solo topini. Civette, pappagalli e tartarughe porteranno voi e i vostri figli in meravigliosi viaggi incantati, per tornare a stupirci attraverso la magia di un racconto e attraverso gli occhi incantati dei nostri figli...
Palazzo vecchio 004
Informazioni pratiche:
Per informazioni e prenotazioni:
Tel  +39 055 276 8224  Fax +39 055 276 8558 info.museoragazzi@comune.fi.it
Dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 18.00 (festività infrasettimanali fino alle 14.00)
Animali narranti
Entrando nella pagina e cliccando su Video sulla sinistra potete vedere anche il filmato della storia.
Per tutti i racconti clicca qui
Percorsi segreti
Consigliatissimo:

 
 
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