02/03/15

Riesco a leggere con gli occhi chiusi*

Il calendario di Aj

The more that you read

the more things you will know
The more that you learn
the more places you'll go 
                  "I can read with my eyes shut" by Dr Seuss

Ci sono dei giorni che aspetti con particolare trepidazione:
li sogni un attimo prima di addormentarti e al mattino ti fanno alzare di buon umore.
Giorni che segni sul calendario ,che ti fanno sorridere anche solo al  pensiero.
Giorni come il 2 Marzo in cui l'impossibile (o quasi), diventa vero.

E quale altro giorno dell'anno più di questo ci dona l'ispirazione per fare le cose più  matte e insensate (ma solo apparentemente)?
Mangiare prosciutto e uova verdi, indossare millemila cappelli in una sola volta,  piantare semi di leccio laniccio, parlare in rima o   partire per andare ovunque nel mondo?

24/02/15

Travel decor: string art map



Un giorno di tanti anni fa, avrò avuto sette o forse  otto anni, andai con mia nonna a trovare una sua cara amica che abitava in una casa poco fuori città.
Un vecchio casolare circondato da un parco coperto da fitte siepi d'edera che mi fecero subito pensare al Giardino segreto tanto che  ricordo di aver trascorso buona parte del pomeriggio a immaginare di trovarci nascosta la chiave per aprire la porta misteriosa.
Comunque, poco prima di andarcene, quando ormai fuori si era fatto buio, rientrai in casa e  mi misi a sedere sul pavimento di legno a sfogliare alcuni dei libri che riempivano un enorme scaffale marrone  fino a che non mi capitò tra le mani un vecchio atlante.
Alcune delle mappe erano coperte di  scarabocchi  e sbavature d'inchiostro e quando chiesi chi mai l'avesse fatto  l'amabile signora mi rispose che era stato suo figlio quando aveva più o meno la mia età.

23/02/15

Kurentovanje, il Carnevale di Ptuj


Da una parte c'è la quiete dei vicoli sonnacchiosi, la serenità del più affascinante dei sentieri e quelle estatiche visioni che compaiono dalla collina accanto al castello.
Dall'altra  il fragoroso schioccare delle fruste, l'assordante vociare dei campanacci, l'allegro chiasso degli zingari di Dornava e i canti  le risate, i frenetici balli.
Come due mondi distanti e contrapposti nascosti nella stessa incantevole cittadina slovena, Ptuj che da un attimo all'altro esplode magicamente dando inizio alla festa.
Scendiamo veloci dalla collina per andare incontro al Kurentovanje, il favoloso Carnevale tradizionale che oltre a intrattenere e divertire centinaia di migliaia di visitatori  ha lo scopo di conservare e far conoscere l'antichissimo patrimonio culturale ed etnografico di questo splendido territorio.

18/02/15

Una passeggiata a Ptuj


Tutto è insolitamente silenzioso mentre camminando lungo il  Drava ci dirigiamo verso il centro di Ptuj.  Le facciate delle case dipingono amabili  riflessi sull'acqua, i rami nudi degli alberi si intrecciano in complicati ricami  e qua e là  compaiono mucchi di neve scampati ai raggi del sole che lentamente si fa largo tra i fiocchi di nuvole che foderano il cielo.
Io canto.
Moonriver. ... wider than a mile...
Come quando sono felice, come quando li vedo camminare qualche passo avanti a me (mi piace rimanere indietro), come quando ho letto un libro per 600 chilometri di quelli che Sinatra te lo fa amare ancor di più e non  riesci proprio a levartelo dalla testa.
E penso  che in questo momento non ho né bisogno né voglia di niente. 
Niente di più di questo.
Scatto   per fermare il tempo.

16/02/15

Lindbergh, l'avventurosa storia del topo che sorvolò l'oceano



Sul fondo del grande salone ci sono quattro enormi vetrate da cui penetra una luce  calda e densa e ammaliante come quella del tramonto.
Entrando si  scontra con  spesse nuvole di vapore grigio che saltano fuori dai fumaioli tingendo l'aria di sfumature chimeriche come quelle di un sogno.
Fischi e  cigolii e  sbuffi  risuonano insieme ai millemila passi sul pavimento sporco di cenere  dove ombre opache danzano vibrando come i riflessi di un vecchio specchio. 
Un grande orologio abbracciato ad una alta colonna di ferro  segna quasi le cinque, la stazione è affollata e noi siamo ad Amburgo nei primi anni del Novecento.

09/02/15

Magia d'inverno in Garfagnana: il lago di Isola Santa


Ho un debole per i laghi, penso che  ultimamente ve ne siate accorti.
Li trovo così incredibilmente affascinanti e  armoniosi  con le loro rive seducenti e sinuose su cui far lunghe passeggiate incantati dai mille riflessi che danzano piano o forte a seconda del vento.
E quel loro essere specchi di meraviglie? Di rami intrecciati e montagne e  cieli e luci e colori che cambiano completamente a seconda della stagione.
Come si fa a non amarli? 
E poi c'è una cosa che veramente adoro ed è quel primo momento in cui ti appaiono davanti. Può succedere dietro ad una curva, in cima ad una salita, passato un gruppo di case o di fitti alberi oppure, sì, persino affacciandosi da una finestra, che  è esattamente quello che ci è capitato questo weekend  a zonzo tra l'Appennino e le Alpi, in una terra tinta di bianco e immersa, come una boule , dentro all'incantesimo della neve.

05/02/15

Travel decor: questa casa (non) è un albergo.


C'è una cosa  che proprio mi piace da matti ed è quando dopo una giornata trascorsa a girovagare tra strade, paesi o città, apriamo la porta della  stanza di un qualche hotel e sopra un tavolino, l'angolo di una mensola o un vecchio cassettone c'è un  vassoio con tutto l'occorrente per un farsi un  caffè, un tè o una tisana:
bollitore, bustine, zucchero e magari anche un pacchetto di shortbread o dei cioccolatini.

Insomma, dopo tanti anni passati in giro per alberghi  questa è la prima cosa che guardo quando entriamo in una camera. 
Dopodiché, scatta una sorta di squisito cerimoniale, in cui metto l'acqua  a bollire e ci sediamo tutti per qualche minuto  a  guardare depliants e brochures e fare nuovi programmi, scrivere sul diario o  raccontare qualche storia;
il profumò dell'infuso riscalda l'ambiente e non so se riesco a spiegarvelo ma  per dei viaggiatori irrequieti  è uno di quei momenti semplici semplici  e di inconsueta  calma in cui ci si sente  proprio alla grande e che al novantanove per cento state certi finirà dentro a quella top list che, lo sapete, facciamo sempre in auto. 
Mio figlio vi direbbe che è stato semplicemente memorabile (da un po'  di tempo adora questa parola ).
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