23/03/15

Un weekend in Val d'Aosta

Sentiero da Vetan

Avete presente quelle brattee legnose che accolgono i semi delle gimnosperme e che  ricoprono la pigna?
Ecco, a me i tetti valdostani paiono proprio così. Dei giganteschi strobili che invece dei coni rivestono casette di  legno o di pietra del tutto simili a quelle delle fiabe.
E basta anche solo fermarsi per un po' a osservarle  per ricavarne delle splendide storie perché
appese sulle pareti capita di trovarci di tutto, vecchi arnesi, stampi da forno o  persino, proprio come sulla facciata del nostro hotel,  una vera bicicletta.

16/03/15

Le ricette di Oma Judith: Palatschinken suppe.



Quando Aj era piccolo e io preparavo il brodo, facevamo sempre un gioco ispirato al  bellissimo racconto di Anais Vaugelade
Io lavavo e sbucciavo le verdure  e lui le metteva una dopo l'altra dentro alla pentola fingendo di essere ora una gallina ora un porcello, un'oca, una capra o una cane mentre io facevo il lupo e insieme cucinavamo e recitavamo ridendo come matti.
Poi alla fine lui prendeva il sasso* e se ne andava ringraziando.
Se con il passare degli anni abbiamo smesso di declamare l'intera pièce capita ancora che ogni tanto lui si affacci in cucina  ed esordisca con una qualche frase del racconto.
Ad esempio l'altra sera è arrivato e facendo un vocione da orso ha detto:

 "E possibile fare una zuppa di sasso con le palatschinken?"

10/03/15

Transilvania on the road: Sibiu


E' impossibile non provare la sensazione di sentirsi continuamente osservati.
Loro ti cercano e  ti scrutano e ti occhieggiano fissandoti a volte maliziose, altre indolenti ma per lo più con quell'aria amichevole di chi si aspetta una qualche corrispondenza,  quantomeno bendisposta e amichevole.
E come non potrebbe essere altrimenti?
Come si fa  a non trovare affascinanti e adorabili delle finestre  che ti sorridono mentre cammini?
Che ti guardano dai tetti  a falde, ammiccano dagli abbaini, sonnecchiano dalle soffitte affacciate su  piazze e vicoli?

02/03/15

Riesco a leggere con gli occhi chiusi*

Il calendario di Aj

The more that you read

the more things you will know
The more that you learn
the more places you'll go 
                  "I can read with my eyes shut" by Dr Seuss

Ci sono dei giorni che aspetti con particolare trepidazione:
li sogni un attimo prima di addormentarti e al mattino ti fanno alzare di buon umore.
Giorni che segni sul calendario ,che ti fanno sorridere anche solo al  pensiero.
Giorni come il 2 Marzo in cui l'impossibile (o quasi), diventa vero.

E quale altro giorno dell'anno più di questo ci dona l'ispirazione per fare le cose più  matte e insensate (ma solo apparentemente)?
Mangiare prosciutto e uova verdi, indossare millemila cappelli in una sola volta,  piantare semi di leccio laniccio, parlare in rima o   partire per andare ovunque nel mondo?

24/02/15

Travel decor: string art map



Un giorno di tanti anni fa, avrò avuto sette o forse  otto anni, andai con mia nonna a trovare una sua cara amica che abitava in una casa poco fuori città.
Un vecchio casolare circondato da un parco coperto da fitte siepi d'edera che mi fecero subito pensare al Giardino segreto tanto che  ricordo di aver trascorso buona parte del pomeriggio a immaginare di trovarci nascosta la chiave per aprire la porta misteriosa.
Comunque, poco prima di andarcene, quando ormai fuori si era fatto buio, rientrai in casa e  mi misi a sedere sul pavimento di legno a sfogliare alcuni dei libri che riempivano un enorme scaffale marrone  fino a che non mi capitò tra le mani un vecchio atlante.
Alcune delle mappe erano coperte di  scarabocchi  e sbavature d'inchiostro e quando chiesi chi mai l'avesse fatto  l'amabile signora mi rispose che era stato suo figlio quando aveva più o meno la mia età.

23/02/15

Kurentovanje, il Carnevale di Ptuj


Da una parte c'è la quiete dei vicoli sonnacchiosi, la serenità del più affascinante dei sentieri e quelle estatiche visioni che compaiono dalla collina accanto al castello.
Dall'altra  il fragoroso schioccare delle fruste, l'assordante vociare dei campanacci, l'allegro chiasso degli zingari di Dornava e i canti  le risate, i frenetici balli.
Come due mondi distanti e contrapposti nascosti nella stessa incantevole cittadina slovena, Ptuj che da un attimo all'altro esplode magicamente dando inizio alla festa.
Scendiamo veloci dalla collina per andare incontro al Kurentovanje, il favoloso Carnevale tradizionale che oltre a intrattenere e divertire centinaia di migliaia di visitatori  ha lo scopo di conservare e far conoscere l'antichissimo patrimonio culturale ed etnografico di questo splendido territorio.

18/02/15

Una passeggiata a Ptuj


Tutto è insolitamente silenzioso mentre camminando lungo il  Drava ci dirigiamo verso il centro di Ptuj.  Le facciate delle case dipingono amabili  riflessi sull'acqua, i rami nudi degli alberi si intrecciano in complicati ricami  e qua e là  compaiono mucchi di neve scampati ai raggi del sole che lentamente si fa largo tra i fiocchi di nuvole che foderano il cielo.
Io canto.
Moonriver. ... wider than a mile...
Come quando sono felice, come quando li vedo camminare qualche passo avanti a me (mi piace rimanere indietro), come quando ho letto un libro per 600 chilometri di quelli che Sinatra te lo fa amare ancor di più e non  riesci proprio a levartelo dalla testa.
E penso  che in questo momento non ho né bisogno né voglia di niente. 
Niente di più di questo.
Scatto   per fermare il tempo.

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