29/05/09

Lucerna la città della luce. Ultimo capitolo

Narra una leggenda che un angelo avrebbe indicato con una luce, ai primi uomini che si stabilirono a Lucerna, il luogo dove costruire una cappella. E in effetti anche un non credente descriverebbe la posizione della città come paradisiaca. Il lago, la cornice delle montagne,il bellissimo ponte coperto, le mura medioevali.


Con una prefazione come questa non possiamo non scegliere la città della luce come seconda tappa Svizzera e così eccoci a guidare per le strade della città vecchia tra edifici quattrocenteschi, facciate dipinte e... alberghi. Eh si perchè alla famiglia giramondo serve pure un posto dove dormire.



Mg una idea ce l'avrebbe anche, è da tempo infatti che aveva puntato uno degli Hotel più strani del mondo, il Jailhotel, il nome, tutto un programma.

Purtroppo l'unica "stanza" libera era una cella con letti singoli e ci è sembrato un po' troppo anche per due pazzi come noi, perciò a seguito di una chiamata a Nonnagiramondo ci "accontentiamo" del più classico Ambassador che strano non è ma ha il privilegio di trovarsi proprio nel cuore della città.


Una doccia, una zuppa e un rösti con salsicce e siamo pronti a scivolare verso il lago mentre cala la notte e le luci della città cominciano ad accendersi svelando angoli suggestivi e creando con un sapiente gioco di luce, ombra e riflessi paesaggi surreali.

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Quasi senza accorgercene ci troviamo sul Kappelbrücke, il ponte coperto in legno che dopo un incendio nel 1993 è stato quasi completamente ricostruito. E' un luogo davvero magico per i bambini e di notte ancor di più.

Appese al tetto riproduzioni di originali dipinti del 1614 raffiguranti episodi della storia nazionale. In mezzo l'affascinante torre ottagonale, la Torre dell'acqua, un luogo misterioso che dal 1350 ha riverstito i ruoli più diversi, da prigione ad archivio, da triste stanza delle torture a camera del tesoro...
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Sembra quasi galleggiare sul Reuss, sullo sfondo nero un tripudio di fiori rossi che lo ricoprono,

aaaa


Due passi sulla Riva Sud con la stazione, i locali, i ristoranti moderni e si ritorna indietro nella parte medioevale passeggiando lungo il fiume costellato di localini all'aperto e cafè.

Ci tuffiamo nel mare di questa isola pedonale che conduce ad antiche piazze medioevali circondate da magnifiche facciate dipinte che nel buio riflettono verso di noi la loro struggente bellezza.
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E ancora palazzi d'epoca, botteghe artigianali, fontane e negozi di souvenir dalla cui vetrina ticchettano centinaia di orologi a cucù.
Difficile pensare di andare a dormire, in una serata come questa.

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Il piccolo esploratore trotterella qua e là, sembra non sentire il sonno ma non appena si stende sul sofficeletto color panna si addormenta a metà di una fiaba... e anche noi.



Ci svegliamo in questo ultimo giorno di viaggio, i vestiti in valigia e la colazione in Hotel.

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Abbiamo ancora una intera mattina per respirare un po' di sana aria svizzera e godere di una vista... dall'alto della città.

Pochi passi e cominciamo la "scalata" alle mura medioevali che per un tratto circondano ancora Lucerna, la Museggmauer, sulla quale si può passeggiare da Aprile a ottobre.
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Su tre delle nove torri si può ancora salire e il gioco più divertente è quello di fingere di assaltare la città con il piccolo cavaliere, sempre pronto a recitare la commedia. In alcuni tratti il camminamento è interrotto e bisogna scendere "fuori" dalla città, un ostacolo che ci permette di ammirare loa cinta esterna e un insospettabile scenario...


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Approdiamo sulla riva Sud passando da un altro bellissimo ponte coperto, lo Spreuerbrucke decorato con macabri dipinti del XVII secolo dal titolo adl titolo La danza della morte e ci troviamo a camminare lungo il Reuss in mezzo ad un curioso mercatino delle pulci ricco di oggetti di ogni tipo, strani giocattoli, sedie malconcie, cenci e vestiti ma in mezzo a cui spiccano i vecchi campanacci per le mucche (a cui uno di questi giorni dedicherò un post perchè ci sono degli aneddoti incredibili).Sembra che ogni abitante di Lucerna abbia svuotato il proprio segreto ripostiglio.

aa
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Riattraversando il ponte ancora un mercatino, salami, prosciutti e bellissimi fiori che ci inebriano con il loro primaverile profumo mentre torniamo verso l'Hotel.

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Prima di salutare Lucerna ci aspetta ancora un monumento straordinario che
Mark Twain una volta ha descritto come "il più triste ed emozionante pezzo di roccia del mondo"
Il Löwendenkmal è dedicato ai soldati svizzeri che morirono nel 1792 per difendere Luigi XVI e la sua famiglia durante la Rivoluzione Francese e nonostante sia sempre circondato da una folla di persone che lo contempla con aria stupita, non è difficile commuoversi di fronte a questo leone morente,accovacciato sullo scudo coi gigli di Francia...
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Salutiamo malinconici il leone, Lucerna , la Svizzera e questo viaggio in Alsazia; siamo all'ultima pagina di questa lunga favola e come ho già detto all'inizio arrivando all'ultima riga ci fermiamo un po' perchè una storia così, si vorrebbe che non finisse mai...









FINE



Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno seguito l'intera storia, che mi rendo conto, è lunghissima, a chi ha lasciato un commento e a chi lo ha fatto in silenzio.
Grazie, è stato bello continuare a viaggiare insieme a voi.


Auguro un buon lungo ponte a tutti e ... a presto con la prossima avventura!



Per leggere tutti capitoli del Viaggio in Alsazia
clicca qui.

Informazioni pratiche



Per entrare in Svizzera e circolare sulle autostrade occorre acquistare il bollino autostradale (vignette) al costo di 27,50 euro e che permette di circolare sull'intero terrtorio per l'intero anno solare. (l'autoadesivo 2009 vale dal 1° dicembre 2008 al 31 gennaio 2010). L'adesivo va applicato sul parabrezza.



Se si ha un po' di tempo a disposizione consiglio il bellissimo Museo dei trasporti che affascinerà adulti e bambini, razzi, planetario ma anche uno schermo Imax e moltissime altre favolose attrazioni. Per tutte le informazioni
leggete qui.


Lucerna è una piccola città che si gira benissimo a piedi, perciò abbandonate l'auto e godetevi il connubio tra tradizione e modernità lungo le due sponde.

Potete trovare ottime informazioni e una cartina della città qui.


27/05/09

Incontro ravvicinato con le Cascate del Reno. Penultimo capitolo.

E siamo giunti così alle ultime cinque crepes ...
Impacchettiamo le ultime cose e dopo aver salutato la gentilissima Madame Christina venuta a riprendere le chiavi dell'appartamento lasciamo lentamente l'Alsazia con una strretta al cuore. Ci mancheranno i picnic in mezzo ai vigneti, le baguette e soffiare i soffioni; ci mancheranno le case a graticcio riflesse nei canali, i suoi colori pastello e ifiori alle finestre. Ci mancheranno le cattedrali gotiche, l'odore dei choucroute vicino ai banchi del mercato,il tac tac delle cicogne, le boulangerie e gli au revoir sussurati nei negozi.
bbbbbbbb

Ma i coup de coeur non sono ancora finiti. Abbiamo ancora due giorni da trascorrere nella terra degli orologi e del cioccolato,delle montagne e delle verdi vallate, giorni che ci riserveranno tante emozioni.
Nulla è stato programmato, niente alberghi, niente progetti, niente mete certe.
Abbiamo una guida della Svizzera e qualche pagina dopo la meta è decisa.
Si va alle Cascate del Reno!!
Entrati in Svizzera l'aria sembra già diversa e l'inconfondibile paesaggio ci lascia ancora una volta senza fiato, pittoreschi villaggi, colorate fattorie e tante tante mucche!!
Poche ore dopo superiamo Sciaffusa e siamo a Neuhausen am Rheinfall, il cielo ci regala un azzurro bellissimo.
Lasciata l'auto imbocchiamo subito il sentiero che costeggia il Reno e che già dopo pochi passi lascia intravedere questo grande meraviglia della natura.
Non aspettatevi spettacolari e altissime cascate come quelle delle Marmore. Le Cascate del Reno impressionano per la loro estensione, per lo spettacolo imponente, la forza selvaggia, centinaia di metri cubi d'acqua che piombano oltre le rocce.
Mentre scendiamo tra ponticelli aerei, scalini di legno e piattaforme da cui si può ammirare l'acqua, la voce della cascata si fa sempre più alta e sembra di udire il suono dei violini, gli archi in tremolo, il rincorrersi delle voci del Canto degli spiriti sopra le acque di Schubert che rappresenta appieno il suono e il significato del testo di Goethe.
"L'anima umana somiglia all'acqua: viene dal cielo, risale al cielo e ancora deve tornare alla terra, in eterno mutamento".
Lo scrisse l'ultimo uomo universale a camminare sulla terra, ispirato dalla vista delle numerose cascate dell'oberland bernese durante un suo viaggio in Svizzera.
Scendiamo con la poesia nel cuore, le note dell'acqua impresse nell'anima.
Continuando il sentiero la vista si fa sempre più spettacolare, due enormi rocce si affacciano dall'acqua, sopra sfiorata dal vento sventola l'inconfondibile bandiera svizzera.
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"Un attimo... ma quelle sono delle persone" esclama divertito mio marito.
Si intravede infatti una piccola folla radunata sulla sommità di una delle rocce, se ne sta lì quasi imprigionata su una minuscola isola dorata.
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Ma non facciamo in tempo a chiederci come ci sia arrivata che una barca si avvicina cauta e raccoglie a bordo i galeotti liberati.
Si tratta di una delle numerose e affascinanti possibilità che offre il centro visitatori.
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Noi ci fermiamo su una panchina proprio davanti alle cascate, un picnic prima di "tuffarci" anche noi per ammirare da vicino la struggente forza della natura.
Se guardate la foto in basso potete vedere una piccola anatra che ci fa compagnia nascosta nell'erba. Insieme alle sue compagne se ne stava tranquilla a riposare nell'erba lasciandosi osservare da vicino in uno slancio di vanità fino a che un bambino italiano di circa 8-9 anni ha deciso che era piùdivertente prenderle a calci, inseguirle, spaventarle e farle volare via.
aaaaaaaaaa
I bambini saranno pure bambini ma certe cose proprio non le tollero e sarò cattiva ma per un attimo ho pensato di provare a fare la stessa cosa con lui. Ho esagerato?
Stendendo un velo sulla maleducazione continuiamo il nostro pic nic davanti ad un bellissimo film che non vorremmo arrivasse mai alla fine.
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Un po' di relax, qualche scivolo all'attrezzatissimo Parco giochi e siamo pronti per l'Avventura.
Sebbene il paesaggio dalla roccia fosse allettante il mio desiderio era quello di avvicinarmi il più possibile alle cascate, sfiorarle con le dite, toccare il cuore e l'anima di questo miracolo, perciò dopo aver chiesto alla gentilissima hostess facciamo il biglietto per il percorso "dentro" alla cascata.
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La barca è già lì che ci attende, in attesa di partire ci affacciamo a guardare i pesci, i loro riflessi dorati che ci ricordano la favola del Pesce Arcobaleno. Siamo eccitati, mio figlio non sta più nella pelle, siamo pronti per l'avventura!
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Non posso descrivere l'emozione che si prova mano a mano che la barca si avvicina alla cascata. Il rumore dell'acqua che precipita sempre più forte, gli schizzi che ci bagnano sempre di più, la barca sempre più intenzionata ad entrare dentro alla cascata, a non cambiare direzione, le risate, l'acqua a rigarci il viso come lacrime di gioia.
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Questo è un piccolo frammento del primo avvicinamento. La barca si "accosta" due volte alle cascate, una lateralmente e la seconda non so dirvi bene come perchè si avvicina così tanto che per quei pochi minuti siamo stati impegnati a reggere Aj che si divertiva da matti, a ridere, a bagnarci e a goderci un vero spettacolo!!
Non c'è musica montata,ve lo propongo così, nature, perchè la musica, quella vera c'è già...
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26/05/09

Monoprinting , divertirsi con i bambini!!

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In questi primi tre anni insieme ci siamo divertiti tanto a giocare e sperimentare usando le più diverse tecniche di pittura. I bambini fin da piccolissimi adorano sporcarsi, colorarsi e appiccicarsi, sperimentare, pasticciare e in casa nostra di pasticci ce ne sono sempre stati tanti!!

Uno dei primi lavori di "gran successo" del mio piccolo è stato questo:

un grande foglio di carta da pacchi, colori a dito e tanta voglia di giocare e di sporcare!!

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Mentre Aj cresceva abbiamo poi dipinto con le tradizionali tempere, con gli acquerelli, i pastelli, le matite e i pennarelli e le dita.

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Abbiamo usato la tecnica dello stencil, la scratch art, abbiamo colorato con il sale, con la schiuma, con la sabbia, con la colla e con tutto quello che non era convenzionale. 

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Abbiamo usato colori che gonfiano, che si sciolgono, che si stirano, che si appiccicano. E molto altro ancora .

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Poi ieri ci è tornata la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e così abbiamo fatto questo...

Vi confesso che è stato veramente divertente e non solo per Aj!!

Abbiamo usato come "stampino" un foglio di plexigas (quello di una cornice di Ikea!!), tempere e cotton fioc per disegnare.

E' stato emozionante vedere mano a mano che Aj toglieva il foglio come il dipinto si stampava e divertente spuzzare la tempera direttamente sulla cornice per poi stenderla con il pennellone di spugna.

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La bellezza di questi capolavori sta anche nel fatto di essere unici, perchè come dice il nome monoprinting, di un disegno si può fare una stampa sola!!.

Non sono riuscita però a trovare una traduzione in italiano che non sia la brutta parola monostampa.

Qualcuno ha voglia di aiutarmi?

Potete trovare alcune delle cose che abbiamo fatto cliccando crafting, imparare giocando  o giochi per viaggiare qui o nelle tags sulla  barra laterale.

Suggerimenti:

Se non avete una cornice in plastica a portata di mano potete anche usare il coperchio di plastica trasparente di una scatola o uno strato di pellicola da "attaccare" sul tavolo!!

I cotton fioc funzionano bene ma perfette anche... le dita!!

 

25/05/09

Friburgo una città dove vivere. Capitolo settimo.

Diversi mesi fa Babbogiramondo era stato selezionato per un importante Master con sede in Germania. Durata sei, dodici mesi. Ricordo perfettamente quel giorno.
Al telefono aveva esordito così:

"Abbiamo poche ore per decidere, la partenza è prevista tra due o tre mesi, potremmo stare via sei mesi o massimo un anno, non si sa. Che ne pensi?"


Inutile dirvi cosa ne pensavo io, ma sentite cosa ha risposto il mio all'epoca duenne ometto.


"Ci sono i treni in Germania?" E io "Certo". "Allora andiamo!!"



Poi per mille motivi che non sto a spiegarvi il Master è stato rimandato a data incerta e indefinita.

Una delle città dove avremmo  dovuto vivere per qualche mese era Friburgo.



Ma facciamo un passo avanti e torniamo al nostro viaggio in Alsazia, perchè è lì che volevo arrivare...


Il sesto giorno il cielo ci sorprende ancora una volta con una bellissima giornata di sole. Oggi lasceremo per un momento questa terra alsaziana di cui ci siamo innamorati per passare nella vicina Germania, attraversando la foresta dove due famosi fratelli hanno ambientato le loro celebri fiabe fino a giungere alla meravigliosa e affascinante Friburgo.



Lasciamo l'auto nel comodo parcheggio a pagamento all'interno del centro commerciale Schwarzwald e siamo già nel cuore della città vecchia a camminare sui ciottoli provenienti dal Reno di cui è interamente ricoperto e a godere dello splendido sole primaverile.

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Friburgo è' una città da gustare assolutamente a piedi con lo sguardo rivolto verso l'alto per ammirarne le bellissime torri, le facciate delle case ricche di insoliti particolari ma anche verso il basso per non perdersi sul selciato i graziosi mosaici di fronte ai negozi, un diamante per una gioielleria, un bue per una macelleria, un bretzel per  un fornaio e così via in uno splendido gioco di divertenti simbolismi che affascina grandi e piccini,  per non parlare degli stemmi di Friburgo.

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Pochi passi e siamo in Münsterplatz l'anima della città vecchia intorno alla quale si raggruppano dedali di strade, vicoli e imponenti facciate medioevali dai colori pastello. In mezzo batte il suo cuore la splendida cattedrale,capolavoro dell'architettura gotica tedesca, con il suo magnifico campanile visibile quasi da ogni parte della città e protagonista di ogni indicazione stradale che domanderete.

Ogni mattina (esclusa la Domenica) ai piedi di tanta bellezza si svolge il coloratissimo mercato settimanale fatto da contadini e artigiani.

Collage di Picnik474747 



Non se se è possibile descrivere con le parole ciò che si prova giungendo qui.



Immaginate di arrivare inquesta grande piazza circondata da edifici medioevali. In sottofondo le note leggere che  echeggiano  dallo strumento di qualche artista di strada. Lo sguardo si muove inevitabilmente verso l'alto dove a dominare l'intera scena ci sorprende la meravigliosa cattedrale gotica , il campanile e i suoi affascinanti e tenebrosi gargoyle che sbucano minacciosi dagli angoli. Intorno a noi un'esplosione di colori dalle bancarelle del varopinto mercato, fiori, frutta, prodotti artigianali locali. Nell'aria il profumo degli immancabili wurstel, krauti, panini, il profumo di un paese.

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mercato settimanakl

gargoyle sulla cattedrale di Nostra Signora a Friburgo



In un attimo tutti i vostri sensi saranno gratificati e non si può che sentirsi felici, quasi commossi da quello che si prova. Non so quanto tempo siamo rimasti in questa piazza a respirarne l'aria, l'atmosfera,  per inebrarci di profumi, per catturarne ogni sfumatura per succhiare  tutto il midollo di una città.

E poichè al gusto non vogliamo fare alcun torto eccoci a gustare le sue specialità...

hot dog al mercato di munsterplatz a Friburgo



Difficile lasciare questa piazza e questo mercato da cui è affascinante osservare la vita di un paese, la vita che passa attraverso immagini. Una donna che compra le mele, un mazzo di fiori colorati, un ragazzo incantato dalle spezie. Si arriva in bicicletta con la borsa di juta a tracolla,  a piedi, da soli o con un amico. Il giovane, la signora, un mondo cha passa di qui.

E noi fermi ad osservare pezzi di vita che scorrono davanti agli occhi. In lontananza la musica, in alto una cattedrale con la sua storia lunga tre secoli, la sua forza che l'ha fatta resistere alle bombe, alla guerra. La sua torre gotica, sentinella che controlla l'intera città.

seggiolino peloso su una bici in munsterplatz



Qualche foto scattata da mio figlio al mercato:

 

fiori al mercato in Munsterplatz

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E pensare che fino al 1770 la piazza era  circondata da mura e nel Medioevo serviva da cimitero!!

Ancora ipnotizzati dall'atmosfera, dal sole che brilla, dalla musica, ci lasciamo scivolare per vicoletti, stradine che costeggiano il fiume, piccoli locali, birrerie ma anche boutique, eleganti negozi, dividendo la strada con decine di  giovani e studenti, perchè Friburgo è una città moderna a culturale famosa anche per la sua Università.

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Passeggiando non si può fare a meno di notare piccoli ruscelletti (bachle) che si trovano ai margini di tutte le strade.

Piccoli canali che lontani dal loro scopo originario sono diventati un elemento caratteristico di questa città. Furono costruiti nel Medioevo per pulire le strade convogliando, in una rete che oggi raggiunge i dodici chilometri, le acque dei torrenti che scendevano dalla Foresta Nera.



Molteplici oggi gli "usi". Chi ci si rinfresca i piedi d'estate,  chi ne approffita per placare la sete di un amico a quattrozampe, e chi... li usa persino come Porto dove ormeggiare una piccola barca privata che a noi ricorda tanto Stuart Little!!

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Pensate che negli anni Settanta molti di questi canali che scorrevano lungo la carreggiata delle strade maggiormente trafficate furono dichiarati pericolosi per la circolazione e quindi ricoperti con grate di ferro o chiusi. Ma dopo la recente pedonalizzazione dell’intero centro storico i canali sono stati riaperti per la gioia dei turisti e dei bambini.



E per fortuna, noi c
i siamo fatti delle belle risate fingendo di cascarci dentro.

Attenzione però perchè  c'è chi non finge, i bachle sono famosi per trasformarsi in trappole per turisti distratti dalle meraviglie architettoniche da cui si è circondati, ma non abbiate timore, se rientrate nella categoria, un vecchio detto locale dice che se ci si cade con un piede dentro si sposerà una ragazza o un ragazzo della città!!

Ma Friburgo non è solo questa (e già sarebbe abbastanza).



E' una città circondata dal verde, parchi meravigliosi dove inebriarsi del profumo di splendidi dipinti fioriti, correre sui prati verdi, giocare nei piccoli parco giochi, scivoli sabbiere e altalene che non mancano mai ad ogni angolo.

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Ma soprattutto fiori, magnifici, coloratissimi fiori e lo sguardo che si perde e che intravede il campanile di Nostra Signora!!

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In pochi minuti si può anche decidere di salire con la funicolare (ma anche a piedi) sulla Montagna di casa per inoltrarsi nei sentieri della affascinante foresta nera, ma qui di storie se ne potrebbero raccontar tante...

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Dai giardini torniamo verso l'Altstadt attraversando le strade che ci riservano ancora sorprese, affascinanti memorie storiche come la casa della Balena  dove soggiornò Erasmo da Rotterdam o la fontana nella piazza del municipio dove Aj si immerge nelle sue amate mappe e dove scopriamo un piccolo rinfresco per celebrare due sposi!!

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Un po' di shopping, una giostra sull'amatissimo Bob the builder e ancora qualche scatto per ricordare le immagini di questa bellissima giornata, le immagini di una città vissuta da turisti curiosi, non sia mai che un giorno le confronteremo con quelle da cittadini curiosi, perchè adesso la voglia di viverci per un po' è ancora di più.


Bis bald Freiburg!!



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Informazioni pratiche:


Friburgo dista poche decine di chilometri da Colmar e dall'Alsazia perciò se si ha tempo a disposizione ne consiglio vivamente la visita.

Una volta arrivati in città seguite le indicazioni per l'Altstadt, la città vecchia che offre numerosi parcheggi a pagmento.

Noi ci siamo trovati benissimo parcheggiando allo Schwarzwald (avvicinandovi alla città vecchia trovate le indicazioni sui cartelli elettronici che indicano i posti rimasti).



Lasciata l'auto si esce nel centro commerciale e nel cuore della città, a due passi da Munsterplatz.

Inutile dire di non perdervi il mercato settimanale.

La città è piccola ma prendetevi l'intera giornata per curiosare tra i vicoli, ammirare le torri e riposare nei giardini ai margini dell'altstatdt, magari terminando la giornata con una salita in funicolare per ammirare il panorama dall'alto!!

 

 

 

 

 

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