27/08/09

Cà Borgo vecchio, un nido tra le colline piemontesi

Quando ci si inoltra lungo la piccola strada in salita che da Brusasco sale verso l'alto è difficile immaginare che a pochi minuti si nasconda un luogo magico, un lembo di Piemonte affascinante, meno conosciuto, legato indissolubilmente al passato.
Curva dopo curva si sale lungo la strada polverosa che serpeggia i campi e poi quasi d'improvviso ci si ritrova nel Borgo.


Nel silenzio compaiono come per magia, una Piazza, una vecchia chiesa e antiche costruzioni che si affacciano sul selciato velato dalla ghiaia.

Spessi muri di mattoni e pietre incorniciano una piccola strada dove i sassi fanno da pavimento e i fiori decorano le pareti delle case.
Accanto al bel portone di legno, su uno sfondo di mattoni dal rosso intenso una mattonella disegnata fa da insegna alla Cà palesando da subito il buon gusto della proprietaria che

Insegna della Cà Borgo vecchio


recentemente ha restaurato l'antica casa di famiglia ricavandone quattro appartamenti e il calore dell'accoglienza .

Cristina giunge puntualissima e ci apre la porta di un piccolo mondo familiare, accogliente, caratterizzato dalla cura per il particolare.
Cà Borgo Vecchio
Il Cortile della Cà di Borgo Vecchio


Ancora i mattoni a far da sfondo ad un grazioso cortile, il verde delle piante in contrasto con il giallo intenso che affiora dalle pareti e già il mio pensiero va alla sera immaginandoci seduti al chiarore della lanterna a chiacchierare, magari sorseggiando il re dei rossi piemontesi o qualcun'altro degli ottimi vini che si può trovare nella taverna.

cà Borgo vecchio


Tre degli appartamenti, tra cui il nostro bilocale hanno l'ingresso sul Dehor, mentre il quarto si trova al primo piano ed ha uno splendido terrazzino che si affaccia sulle colline piemontesi.

Ogni alloggio ha un nome bellissimo, Girasole, Non ti scordar di me, la Rosa... e una volta dentro capisco perchè.
Il nome è richiamato da tanti piccoli dettagli in ogni stanza, attaccati alla cucina, in mostra sul cassettone in legno della camera da letto e persino nella bella cesta in vimini del grande bagno.




Cristina ci racconta la Cà con la luce negli occhi di chi un posto lo ama, ci racconta della nascita del Borgo quando nell'Ottavo secolo la gente, stanca delle continue scorribande militari e delle piene del Po' si rifugiò quassù tra le colline intorno al castello dando vita al Lucus, il Bosco Sacro, oggi Luogo di Brusasco.

Particolare del cortile della Cà Borgo Vecchio


La salutiamo mentre si allontana lungo la strada con la sua auto dopo averci lasciato le chiavi del nostro nido e in un istante trovo negli occhi di mio marito conferma della scelta fatta.

Il bel portachiavi della Cà di Borgo Vecchio


Tutto era cominciato un paio di settimane fa quando avevamo deciso di passare il weekend a Torino per visitare il Museo Egizio, una piccola sorpresa per il mio archeologo in erba.

In principio mi ero messa a cercare un Hotel in centro ma dopo aver letto qualche commento su booking, troppo rumoroso, stanza piccola, troppo vicino alla stazione , mi è venuta l'idea.
Perchè non passare un Sabato cittadino, tra Museo, Mole Antonelliana, Via Po' e magari una schiacciatina al toro rampante sotto i Portici di Piazza San Carlo (grazie Maria per gli ottimi consigli!) e una Domenica tra castelli, torri e borghi aggrappati ai pendii. Tra una sagra e una passeggiata in campagna.


Così ho provato a cercare qualcosa di diverso, in campagna e quando casualmente sono capitata sul sito della Cà sono rimasta subito colpita dalla descizione...



Invito alla fuga.

Un piccolo, antichissimo borgo medievale nascosto tra i colori e le colline del Monferrato offre rifugio ai confini del Bosco Sacro del Luogo di Brusasco. Il posto, ancora quasi sconosciuto, è silenzioso e magico almeno quanto lo è il suo nome: Cristina e Massimiliano, dopo un lungo e delicato restauro aprono la loro Cà tra le terrazze del Borgo Vecchio, e promettono ai loro ospiti una vacanza preziosa, ricca di opportunità.



Sono così andata a guardarmi la mappa e ho visto che si trovava una mezz'ora da Torino ma in un punto strategico del Monferrato, al confine con quattro province e non lontano da luoghi come la Reggia di Venaria.

Quando poi ho letto dei cestini di Cristina, ricolmi di frutta fresca, verdura vera, tè e leccornie piemontesi non ho avuto più dubbi, una mail ed era fatta.
E non mi sono sbagliata.


Il tempo passato alla Cà anche se breve è stato prezioso.

Gli uomini sono andati a caccia di indizi nel Borgo, immaginando, complice la visita al museo,misteri nascosti dietro ad ogni porta, dopodichè ho approfittato della comodità della cucina per preparare una cenetta all'archeologo affamato mentre io e Babbogiramondo avevamo in programma una sagra.
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Cristina ci ha infatti lasciato nell'appartamento un inifinita quantità di depliants con le attività della zona e quando ho letto della sagra del taierin cun l'oca, specialità piemontese non ho resistito.

Al ritorno la sera, dopo l'oca, un giro in trenino e una pesca di beneficenza siamo rimasti fino a tardi a chiacchierare in cortile , proprio come avevo immaginato.


Nel silenzio del borgo, interrotto soltanto dallo sbattere delle ali delle farfalle notturne contro il vetro della lanterna e dal frusciare delle foglie delle piante. Un silenzio pieno di rumori.



La mattina prima di lasciare la Cà sono scesa in taverna, un locale accogliente raccolto intorno al caminetto in pietra e ancora una volta l'immagine è corsa via ad una sera d'inverno, stretti e vicini intorno al fuoco a leggere o a giocare con uno dei tanti giochi di società.

Sono scesa per aprire il libro deli ospiti, per sbirciare le parole e i pensieri di chi è stato qui, immagini di momenti brevi ma vissuti con intensità.
Libro degli ospiti in taverna


Ho ritrovato con gioia le stesse mie sensazioni e naturalmente
anche io ho tradotto in lettere le emozioni che lascia la Cà, qui in questo borgo medioevale, in questo luogo fuori dal tempo...



Conclusioni



Sono molto contenta di poter inaugurare la nuova tag dedicata agli alberghi con questo luogo magico, la Cà Borgo Vecchio.

E' un luogo che consiglio a tutti, a coppie in cerca di un nido romantico, a famiglie con bambini, che possono ritrovare la quiete di un luogo fuori dal traffico cittadino e la comodità dell'appartamento. A chi ha voglia di esplorare le colline piemontesi, di una passeggiata a cavallo nel vicino maneggio che organizza giornate per bambini, di un tour lungo la strada dei vini, di un tuffo nel lago o nella piscina non lontana.
A chi ha voglia di scappare dalla città, a chi come noi visita Torino ma cerca un posto diverso a contatto con la natura.



Informazioni pratiche:



Cà Borgo Vecchio
Borgo Garibaldi,11
10020 Brusasco (To)
Per il Navigatore:
Coordinate satellitari: N 45° 08' 59" E 08° 03' 48"

Potete trovare tutte le informazioni pratiche e le foto degli appartamenti sul sito della
Cà Borgo Vecchio.



26/08/09

Una sorpresa inaspettata...

Tutto ebbe inizio da qui...

Ieri sera Ore 23:46 sento l'inconfondibile suono del mio Htc che annuncia l'arrivo di un messaggio.

"Chi sarà a quest'ora?" mormora Babbogiramondo accanto a me sul divano.

Mi alzo per prendere il telefonino abbandonato sopra il tavolo e leggo:

"Sei sveglia? Se si fai uno squillo. Mamma.

Incuriosita premo la cornetta e riattacco. Dopo pochi secondi suona il telefono di casa.

"Pronto" dico subito.

"Ciao" risponde la voce di Nonnogiramondo dall'altra parte.

"Che succede tutto a posto?" Chiedo un po' ansiosa aspettandomi di sentire la voce di Nonnagiramondo".

"Si si" dice lui. "Hai il Pc acceso?"

"Ovvio" Ribatto io.

"Vai a questo indirizzo e dimmi cosa ne pensi" declama tranquillo.

Dopo pochi secondi compare sullo schermo l'immagine di un Hotel in stile marocchino, sulla destra si affacciano le foto di una piscina, un hammam e una bella terrazza panoramica.

"Guarda se ti piace la suite"

Guardo le foto delle stanze riccamente arredate e noto che si tratta di un appartamento per sei persone.

"Si certo, va bene stare comodi e larghi ma la suite per sei persone al doppio della Riad mi sembra un po' eccessiva." Esordisco io pensando ancora che volesse mostrarmi che mi aveva trovato una sistemazione migliore della Riad che avevo scelto io.

" Tre? No dice lui, perchè? Con Aj siamo in sei!"

"Siamo!?!?" Rispondo io incredula.

A questo punto credo sia necessaria una Premessa.

Qualche settimana fa Babbogiramondo mi aveva mostrato orgoglioso la prenotazione di un volo per tre persone per Marrakesh per festeggiare il mio compleanno.

A quel punto MG e BG si erano dati da fare per trovare la Riad perfetta ma un po' per mancanza di tempo e non essendo abituati a prenotare un alloggio più di un mese prima avevano "bloccato" una Riad provvisoria, giusto nel caso poi non si trovasse niente.

Il tema alloggio era stato oggetto in questi giorni delle conversazioni con Nonnagiramondo che, come è accaduto altre volte aveva deciso di partire per il Marocco dopo di noi, a Novembre ed era quindi interessata alla cosa.

Questo per farvi capire che la telefonata non mi era risultata poi così strana, credendo che i Nonnigiramondo volessero semplicemente aiutarmi nella ricerca dell'alloggio.

La mia richiesta di andare tutti insieme in Ottobre era stata un insospettabile No.

I Nonnigiramondo sarebbero tornati da un on the road nella caliente España due giorni prima della nostra partenza e sorella piccola volveva festeggiare lo splendore dei suoi vent'anni nella mia New York.

Perciò avevo rinunciato anche questa volta all'idea della famiglia giramondo riunita, dopo innumerevoli inseguimenti negli anni passati in cui c'eravamo persino trovati nello stesso paese senza riuscire a incontrarci. L'ultima volta l'anno scorso in Portogallo dove avevamo progettato almeno un pranzo insieme a Lisbona, noi diretti verso Sud, loro verso Nord, poi saltato per l'eccessivo trambusto che richiedeva.

Finalmente Nonnagiramondo compare finalmente al telefono raggiante.

La furbetta aveva da giorni organizzato tutto per farmi una incredibile sorpresa.

La sua idea era quella di spuntare fuori all'improvviso da qualche Suq, complice Babbogiramondo, magari da dietro una carriola di frutta secca e dolciumi.

Aveva prenotato un volo diverso dal nostro per l'andata, in modo da non incontrarsi e rischiare di rovinare la sorpresa e il nostro stesso volo per il ritorno così da fare il viaggio insieme.

Poi sono sorte le difficoltà, nella nostra Riad, il cui nome aveva scoperto con la scusa del viaggio a Novembre non c'era più posto e io continuavo a dirle che volevo cambiarla.

Così convinta anche dal fatto che sarebbe stato più bello dormire tutti insieme senza la sera doverci separare infilandosi ciascuno in direzione opposta, tra le decine di piccole e tortuose strade che circondano Djemaa El -Fna , quando Nonnogiramondo ha annunciato di aver trovato la sistemazione perfetta per sei persone, ha ceduto.

Ha abbondonato il progetto della sorpresa nel Suq che, lasciatemelo dire, sarebbe stato un bel ridere, e la sorpresa me l'ha fatta ieri sera.

Perciò i Nonnigiramondo avranno due giorni per disfare e rifare le valige, sorella piccola ha rimandato il suo ingresso nella Grande Mela per l'ultimo dell'anno e la famiglia Giramondo al completo festeggerà i due compleanni (mia sorella lo festeggia due giorni dopo di me) in quel di Marrakesh. Come ancora non è dato di saperlo ma conoscendo Nonnagiramondo e Co. ci sarà da divertirsi!

L'unico ancora ignaro di tutto è Aj che, mentre io e Babbogiramondo non facevamo che ridere felici in salotto dopo la telefonata, immaginando Nonnagiramondo che spunta da dietro decine di babbucce colorate, sognava beatamente nel lettone.

La sorpresa adesso, cercheremo di farla a lui,

magari con la Nonna che arriva in Djallaba a dorso di dromedario!

Merci maman tu es le meilleure du monde, je t’aime pour tout ce que tu es!

25/08/09

Brema, a spasso con i musicanti. Inseguendo i fratelli Grimm

Prosegue il nostro viaggio lungo la strada delle fiabe,assaporando le emozioni, lasciandosi incantare dalla suggestione di borghi senza tempo.
E mentre scivoliamo lentamente verso il Mare del Nord il paesaggio cambia, i boschi si fanno più fitti e i mondi creati dai fratelli Grimm si affacciano reali davanti ai nostri occhi.



Ogni piccolo paese che attraversiamo ci lascia ricordi indelebili. Il sapore di un dolce gustato ai tavolini della piazza di un mercato, le storie raccontate per strada ancora e ancora fingendo di essere ora il buono ora il "cattivo", le facciate dipinte delle case, il gusto di sapori diversi apprezzati dentro il calore di una Gasthaus e persino l'odore della pioggia che dopo tanti giorni di sole ci sorprende per qualche minuto rendendo l'atmosfera ancora più magica.

Lungo la strada per Brema



Attraverso la campagna della Bassa Sassonia, guidati dalle note della musica, protagonista assoluta della piccola cittadina dai mattoni rossi e dalle tortuose viuzze medioevali, si giunge quindi a Brema il cui nome ci rimanda senza dubbio a quella fiaba ascoltata tante volte seduti sulle ginocchia della Mamma...



"C'era una volta un vecchio asino che aveva lavorato sodo per tutta la vita. Ormai non era più capace di portare pesi e si stancava facilmente, per questo il suo padrone aveva deciso di relegarlo in un angolo della stalla in attesa della morte.

L'asino però non voleva trascorrere così gli ultimi anni della sua vita. Decise di andarsene a Brema, dove sperava di poter vivere facendo il musicista".



In un angolino della città, le quattro celebrità si affacciano discrete nella loro celebre posa, uno sopra l'altro sulle spalle dell'asino.

La statua dei muicanti a Brema



Si dice che toccare il monumento realizzi i sogni e i desideri e a giudicare dallo splendore delle zampe dell'asino sembra proprio che tale credenza sia più diffusa che mai!

Aj tocca le gambe dell'asino portafortuna



Ma basta fare pochi passi, svoltare l'angolo della Chiesa di Nostra Signora per sentirsi inevitabilmente avvolgere dalla straordinaria bellezza dela Markt. Sulla Piazza sia affacciano le torri gemelle del Duomo, l'imponente e sontuoso Rathaus e di fronte, orgoglio della città, il simbolo della giustizia e della libertà, la statua del Cavaliere Roland quasi a proteggere Brema dall'alto dei suoi tredici metri.

il Markt, la Piazza di Brema

Brema

La statua di Roland a Brema



Mi giro su me stessa ancora e ancora per immergermi nella bellezza di tanto splendore mentre i miei uomini si muovono come due segugi alla ricerca di un famoso tombino.


Ed è Aj il primo a vederlo mostrandoci orgogliosamente con il dito la fessura dove inserire la moneta.

In terra accanto all'unico edificio moderno del Markt spicca infatti un tombino che si distingue dagli altri.
Si dice che sotto ci siano nascosti i Musicanti e che a buttarci una moneta si sentano cantare. In altre parole un ingegnoso meccanismo fa sì che inserendo una qualunque moneta il carillon canti ma purtroppo avendo piovuto molto la notte precedente il marchingegno pare non funzionare. Aj è un po' deluso ma alla fine si accontenta dei suoni emessi da Babbogiramondo che se non altro ci fanno tanto ridere.

Il tombino sonoro dei musicanti di Brema



Se la Piazza è straordinaria la stretta viuzza di fronte al Duomo è davvero unica nel suo genere. A partire dall'ingresso dorato, dai muri in mattoni rossi e l'originale scala a chiocciola in vetro colorato.


Pensate che la Bottcherstrasse venne commissionata dal fondatore dell'azienda Hag dopo aver fatto fortuna con il caffè decaffeinato.

Bottcherstrasse a Brema

Bottcherstrasse a Brema



E' un susseguirsi di Musei e negozietti dove ovunque si volga lo sguardo compaiono i quattro animali uno sopra l'altro, di peluche, di ceramica, nelle candele, sulle borse e naturalmente ancora statue colorate a loro dedicate che sembrano messe apposta lì per la gioia dei bambini.

I musicanti ovunque a brema



Circa al centro della strada un bel Glockenspiel batte le ore mentre un pannello dedicato ai grandi navigatori ruota al suono della musica.


Una volta in fondo si svolta a sinistra e dopo poche centinaia di metri ancora a sinistra.

L'insegna che indica lo Schnoor a brema



Lo Schnoor il quartiere più antico e bohemien un tempo abitato esclusivamente da pescatori, ci sorprende con le sue belle casette in fila , un pittoresco dedalo di caffè e boutique dall'aspetto assolutamente originale. Le sue stradine si snodano tra case a graticcio e bottegucce che risalgono al 1400.

Edifici piccoli fino all'inverosimile ordinatamente allineati l'uno accanto all'altro come perle su un filo, risoranti e pub dove si sorseggia una Beck's di produzione locale ci compaiono davanti, come una splendida serie di cartoline illustrate.

Lo Schnoor a Brema

Lo Schnoor a Brema



Giunta la sera la città si accende, gli abitanti di Brema si mescolano allegramente ai turisti nei bar, la Piazza risplende della luce dei lampioni che proiettano sul terreno ombre fiabesche.

L'ombra della statua dei musicanti a Brema



Può sembrare solo un'altra favola ma a Brema la realtà supera di gran lunga la fantasia...



"...Da quel giorno i briganti non si arrischiarono più a ritornare nella casa, ma i quattro musicanti di Brema ci stavano così bene che non vollero andarsene. E a chi per ultimo l’ha raccontata ancor la bocca non s’è freddata.



Per leggere gli altri capitoli della Strada dell Fiabe clicca qui

Informazioni pratiche


Brema è una piccola città nel Nord della Germania.
Il centro è compatto e si gira facilmente a piedi. Il mio consiglio è di lasciare l'auto in uno dei numerosi parcheggi a pagamento ai margini del centro.


Incredibilmente negli ultimi anni questa piccola città è stata oggetto di episodi di microcriminalità. Più volte, anche nell'Hotel siamo stati allertati a non lasciare in auto bagagli in vista, borse o oggetti preziosi.


Noi la abbiamo trovata comunque da girare tranquilla anche di notte.



Ogni Domenica a mezzogiorno da Maggio a fine Settembre potete assistere ad una rappresentazione dei Musicanti di Brema sulla splendida Piazza del Duomo

Da vedere anche il Birrificio Beck's che offre una visita guidata di due ore e i bellissimi Musei come l'Universum Science center dove si possono fare viaggi virtuali tra le stelle.



In città c'è anche un caratteristico mulino a vento olandese che ospita un Ristorante. Il Parco lì intorno è un piacevole luogo dove rilassarsi sulle panchine all'ombra degli alberi.

A divertire i bambini basteranno le numerosissime statue colorate dei musicanti, il tombino musicale del Markt (quando funziona) e i gadget dei quattro animali sparsi un po' ovunque.



Curiosità:


Nel quartiere dello Schnoor si trova uno degli alberghi più piccoli del mondo. Una sola camera in cui si possono toccare tutte e quattro le pareti stando seduti sul letto.

La Hochseitshaus è rivolta per lo più alle coppie di innamorati per un soggiorno all'insegna del romanticismo.

24/08/09

Nuova tag, Gli Hotel di Mammagiramondo.

Secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo, un turista è chiunque viaggi in paesi diversi da quello in cui ha la sua residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo di almeno una notte ma non superiore ad un anno e il cui scopo abituale sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata all’interno del paese visitato. In questo termine sono inclusi coloro che viaggiano per: svago, riposo e vacanza; per visitare amici e parenti; per motivi di affari e professionali, per motivi di salute, religiosi/pellegrinaggio e altro.

Il 5 luglio 1841, Thomas Cook, sfruttando le nuove possibilità offerte dal treno, organizzò un viaggio di 11 miglia da Leicester a Loughborough: ben 570 persone vi parteciparono, al costo di uno scellino a testa. Il successo fu tale da spingere lo stesso Cook ad organizzare pacchetti turistici sempre più articolati, dando inizio all'industria turistica modernamente intesa.

Da questa data, il viaggiare è diventato sempre più "turismo" e negli ultimi decenni il turismo è enormemente cresciuto grazie all'evoluzione e alla moltiplicazione dei mezzi di trasporto, all'incremento dei redditi nel mondo occidentale e, ultimamente, anche ai nuovi mass media che hanno cambiato l'accesso alle informazioni. Basti pensare alle innumerevoli possibilità che  ci offre Internet! 

C'è un interessantissimo libro di Hans Conrad Peyer che ci racconta come nell sistema dell'ospitalità primitiva,  una delle situazioni relazionali più antiche nella vita del genere umano, si facciano strada le strutture a pagamento, case private, ostelli, taverne.

" Viaggiare nel Medioevo. Dall'ospitalità alla locanda."

Dagli ospedali o antichi luoghi di ricovero religiosi, alle locande medioevali dove si poteva anche consumare un pasto caldo fino ai grandi e bellissimi alberghi della Belle Époque il cui fascino è stato descritto con rara efficacia da Marcel Proust...

" Era organizzato come un teatro, e una quantità di comparse l'animava fin nelle soffitte. Sebbene il cliente non fosse che una specie di spettatore, veniva continuamente coinvolto nello spettacolo, e non come in quei teatri dove gli attori recitano una scena in platea, ma come se la vita dello spettatore si svolgesse in mezzo alle sontuosità della scena. Il giocatore di tennis poteva anche rientrare in giacca di flanella bianca: il portiere, per consegnargli la sua posta, s'era messo in redingote azzurra gallonata d'argento. Se non voleva salire a piedi, il nostro giocatore continuava a mescolarsi agli attori: accanto a lui, a manovrare l'ascensore, c'era infatti il lift, non meno riccamente mascherato. I corridoi di ogni piano celavano una fuga di cameriste e di fantesche, belle contro il mare come il fregio delle Panatenee."  (Da Sodoma e Gomorra di M. Proust)

Oggi la scelta che si presenta davanti al "turista" è infinitamente ampia.

Hotel, Alberghi, locande, pensioni, appartamenti, ostelli, Bed and Breakfast e quant'altro.

Da una stella a cinque stelle, con piscina o centro benessere, nel cuore della città o nella quiete della campagna, il turista può scegliere. Booking, Venere,Trip advisor, Last Minute, Eledofe, oggi internet offre un ampia scelta di siti da cui si può prenotare, luoghi dove si possono curiosare le opinioni degli altri utenti, fotografie, offerte prezzi di ogni tipo.

Eppure paradossalmente, permettetemi un paragone un po' azzardato, anche il moderno turista di oggi, un po' come il vecchio viaggiatore medioevale in cui la sensazione costante di insicurezza gravava sul corpo e sullo spirito, a volte è incerto nello scegliere il luogo che ospiterà per una o più notti le sue "stanche membra".

Ed è per questo e per rispondere alle tante mail che ricevo sempre con piacere, che ho deciso di cominciare con una nuova categoria, quella appunto degli Hotel di Mammagiramondo.

Gli Hotel di Mammagiramondo

Ogni settimana vi parlerò del posto dove abbiamo dormito, sia esso una casa, un Hotel, una Locanda. Vi dirò perchè l'ho scelto e come mi sono trovata, se penso che sia da consigliare e per quali tipi di persone. Ci saranno foto da vedere e aneddoti da raccontare perchè ormai lo sapete, la mia curiosità in viaggio non ha limiti.

Vi dirò se il portiere è disposto nel cuore della notte a scaldarvi un biberon e se la receptionist ha sorriso al pargolo quando siete arrivati. Saprete se l'appartamento ha la macchinetta del caffè o se il vicino di casa è troppo rumoroso.

A parte gli scherzi gli alloggi saranno un po' di tutti i tipi perchè come vi avevo già detto qui ci piace seguire il cuore e lo spirito del momento.

E così tra un viaggio e una leggenda, un gioco, un libro, una ricetta ci sarà anche questo, per continuare a condividere insieme le gioie e i piaceri del Viaggiare.

"…dobbiamo andare e non fermarci mai finche’ non arriviamo."
"Per andare dove, amico?"
"Non lo so, ma dobbiamo andare…"
J. Kerouac, Sulla strada

 

 

 

20/08/09

Sulle note del pifferaio magico... Inseguendo i fratelli Grimm

 

Hamelin è un villaggio in Germania,

nel Brunswick,

vicino a una città famosa, Hanover,

il fiume Weser, largo e profondo,

bagna a Sud le sue mura;

un posto così bello non l'avete mai visto;

ma al tempo in cui comincia la mia storia,

verso la fine del milletrecento,

stringeva il cuore vedere gli abitanti

tormentati da un orrida invasione.(...)

 

Il pifferaio su una vetrina di Hameln

 

Tutti conoscono la celebre fiaba dei Fratelli Grimm in cui un Pifferaio magico, assunto dagli abitanti della città di Hameln , fece finire i topi di cui era invasa nel fiume Weser, semplicemente suonando il suo flauto. Quando però la città si rifiutò di pagarlo suonò ancora e ancora, ma questa volta a seguirlo furono i bambini.

La fiaba prende spunto da una leggenda ambientata ben 725 anni fa e, come tutte le leggende pare abbia un fondo di verità.

Una antica vetrata del 1300, purtroppo andata ormai distrutta, avrebbe rappresentato un gruppo di bambini vestiti di bianco attorno ad un pifferaio, in ricordo di un tragico evento accaduto nella città di Hameln.

Infatti forse non tutti sanno che Hameln, la città del pifferaio, così come molte delle città in cui i due noti fratelli ambientarono le loro storie, esiste davvero e naturalmente non può che trovarsi... lungo la strada delle fiabe.

Lasciamo l'auto al parcheggio e ci avviamo lungo la sponda orientale del Weser, dove sorge l'Altstadt, la città vecchia. Svoltare l'angolo della Osterstrasse è come girare la prima pagina del libro dei Grimm, si viene infatti immancabilmente catapultati nella storia.

Sulle note di un invisibile pifferaio ci si trova a seguire la linea di topi bianchi dipinti sul marciapiede, sulla strada, lungo un magico percorso che porta ad esplorare questa splendida cittadina che ha ben saputo sfruttare la fama regalatale dalla fiaba.

Aj lungo il percorso del pifferaio ad Hameln

I topi, così come il pifferaio, sono ovunque. Nelle vetrine, sulle vetrine, nelle statue, sulle pareti delle case.

 Statua del pifferaio ad Hameln

Pifferaio dipinto su una parete ad Hameln 

C'è persino la casa del cacciatore di topi, oggi un caratteristico ristorante, con il suo frontone dentato e riccamente decorato che è uno splendore.

La specialità di questa bella taverna con la facciata a graticcio sono le code di topo alla fiamma preparate direttamente al tavolo. Non abbiate paura, così come gli altri piatti si tratta ovviamente di carne di maiale!

D'obbligo concludere il pasto con il liquore della casa che per far onore alla leggenda non poteva che chiamarsi Ammazzatopi!

Insegna della casa del Pifferaio 

Non di rado poi, vi potrebbe capitare di vedere un buffo personaggio con una strana giacchetta colorata, metà giallo limone, metà rossa. Secco secco con gli occhietti blu, una strana sciarpa al collo in tinta con i colori della giacca e un flauto a penzoloni.

Se lo vedete non ci sono dubbi, è lui, il pifferaio, pronto a farvi da guida lungo la sua città. Hameln offre anche questo ai suoi visitatori.

 Le scarpe del pifferaio magico

La cosa però senza dubbio più straordinaria la si trova scendendo lungo il mercato, subito vicino alla chiesa.

Dal lato della Piazza troneggia un elegante palazzo rinascimentale in pietra decorato da ben trentanove campane che intonano con il suo carillon una splendida melodia.

Hochzeitshaus ad Hameln. lato del Carillon

Tre volte al giorno , alle 13:05,15:35 e 17:35 oltre al carillon è possibile vedere anche questo:

Una scena dal carillon di Hameln

Aj è rimasto incantato ad osservare la storia "narrata" dal Glockenspiel e la trasformazione del pifferaio da personaggio allegro e colorato a figura grottesca e sinistra.

 

Il resto della città è una sinfonia di case decorate a graticcio, facciate dipinte, fontane per giocare e naturalmente negozi dove spiccano in ogni vetrina topi di pane, topi di stoffa, topi di peluche nonchè innumerevoli splendide edizioni del libro.

Fontane dove giocare ad Hameln

Souvenir dei topi di Hameln

 

Il topo di peluche naturalmente è finito anche nelle mani del nostro piccolo pifferaio che lo ha ben sfruttato per farcelo trovare nascosto sotto al lenzuolo la sera. Pensate che la mattina mi sono svegliata abbracciata al topo che devo dire è anche piuttosto realistico.

Ah con il suo nuovo Dodou

Ci sono poi due giorni alla settimana in cui la città torna indietro nel tempo, a quel lontano 1284 in cui i ratti sfidavano i mastini, morsicavano i bimbi nelle culle, col formaggio delle trappole facevano merenda, leccavano la zuppa dal mestolo dei cuochi, nei cappelli più belli facevano la tana, in un mare di fischi, squittii fitti, squillanti, flebili e stridenti.

Mercoledì e Domenica Hameln si trasforma in uno spettacolo all'aperto che trova il suo palcoscenico proprio accanto al famoso carillon.

Domenica, in viaggio verso Brema siamo quindi tornati ad Hameln per non perderci la rappresentazione della fiaba:

Aj tra i bambini di Hameln

I suoi occhi blu e verdi scintillarono come sale gettato su una fiamma,

Tre suoni acuti uscirono dal flauto.

Ed ecco, intorno, salire

un brusio come una armata che mormorasse;

il brusio crebbe fino a un brontolio,

il brontolio divenne un rombo,

e dalle case piovvero giù topi. (...)

 

 

Una scena dallo spettacolo del Pifferaio ad Hameln

 

Di nuovo il pifferaio uscì per strada

e accostò le sue labbra

al lungo flauto di canna levigata;

(...) piedini scalpitanti, acciottolio di zoccoli,

battere di manine, vocine cinguettanti, e come le galline quadno si getta il grano,

ecco i bambini uscire di corsa dalle case(...)

urlare e correre dietro la melodia meravigliosa.

 

Una scena dallo spettacolo del pifferaio ad Hameln

Quando raggiunsero il fianco della montagna
un meraviglioso portale vi si aprì,
come se si fosse creata improvvisamente una caverna;
il Pifferaio entrò e i bambini lo seguirono,
e quando alla fine tutti furono all'interno,
la porta nella montagna si chiuse velocemente. (...)

(da Il Pifferaio Magico di Hamelin di R. Browning)

 

Scena finale dello spettacolo del Pifferaio ad hameln

Devo ammettere che arrivati a questo punto mi sono comossa. Quando ho provato a trattenermi già le lacrime solcavano le mie guance. Ho stretto forte la manina di Aj accanto a me, quasi temendo che anche lui seguisse gli altri e mi sono persa nella disperazione di quei volti che piangevano i loro figli. Nello sguardo un po' imbronciato della bimba, l'unica rimasta, perchè sorda...

Particolare del volto sconvolto di una Mamma di Hameln 

Le ipotesi di cosa successe quel giorno di tanti anni fa sono tante e non ci è dato di sapere quale sia la verità.

A me piace pensare che i bambini  si trovino ancora in una terra splendida dove l'acqua zampilla e i buoni frutti abbondano.

Dove i colori sono più brillanti e tutto è nuovo e strano.

dove i cani sono più veloci dei nostri cerbiatti, ci sono api senza il pungiglione e i cavalli con ali da falcone.

Inseguendo il sogno di una terra nuova, bellissima dove il male è sconosciuto.

Post scriptum:

La poesia di cui vi ho presentato parte del testo è la traduzione di un testo del grande poeta inglese Browning.

Fu scritta nel 1842 su richiesta di un bambino malato che si annoiava a letto e che amava disegnare.

Voleva qualcosa su cui ispirarsi. Browning si ispirò all'antica leggenda di Hameln e probabilmente anche al racconto dei Grimm.

Diversi studiosi hanno provato a capire a quale episodio storico si riferisse ma le ipotesi come vi ho già detto sono tante.

Alcuni dicono sia stata una epidemia di peste a portarsi via i bambini del villaggio, altri che si formò una crociata di bambini per fondare nuove terre.

Qualunque sia la verità questa leggenda ha affascinato artisti, scrittori e musicisti tra i più grandi: Goethe, Brecht, Schubert solo per citarne alcuni.

Perciò bambini, paghiamo sempre i debiti a tutti, e specialmente ai pifferai!

Che ci abbiano salvati dai topini o dai ratti,

ciò che abbiamo promesso, non neghiamolo mai!

Per leggere le altre tappe della strada delle fiabe clicca qui Informazioni pratiche:

Il sito ufficiale di Hameln in inglese tedesco e francese.

Potete assistere alla rappresentazione del Pifferaio magico dal 10 Maggio al 13 settembre ogni Domenica a 12:00 nella Piazza principale di Hameln.

Ogni Mercoledì dal 13 maggio al 09 Settembre 2009  alle 16:30 va invece in scena il Musical.

Entrambi gli spettacoli si svolgono all'aperto e ovviamente sono gratuiti.Quest'anno si celebra il 725°anniversario.

A tal proposito trovate maggiori informazioni in questo splendido sito interattivo.

17/08/09

Swissminiatur, un mondo in miniatura a due passi dall'Italia

A due passi dall'Italia, non lontano da Milano, si trova un piccolo mondo fatato dove  generazioni di elfi, gnomi e fate hanno creato, costruendo e lavorando nel corso negli ultimi cinquant'anni, un magico paese in miniatura.
Passato da pochi chilometri il confine italiano si raggiunge infatti Melide, cittadina ticinese che ospita lo splendido Parco di Swissminiatur.
Il Parco è immerso in un contesto meraviglioso, appoggiato al lago Ceresio e sovrastato da montagne come il Monte Generoso.


Swissminiatur

Non appena  arrivati, questo fine settimana, siamo stati subito colpiti dalla bellezza della vista d'insieme.
Più di centocinquanta modellini che riproducono perfettamente i più celebri monumenti svizzeri. Monumenti celebri ma anche case patrizie, chiese, ponti, telecabine e villaggi, come quello  di Heidi, l'amatissimo personaggio nato dalla penna di Johanna Spyri, uno degli ultimi capolavori richiesto a gran voce dai migliaia di turisti che lo vistano ogni anno.
C'è chi arriva per farsi un idea della Svizzera, superiore a qualsiasi fotocatalogo o guida turistica. "Un viaggio nella Svizzera in cento passi", lo si potrebbe chiamare.
Chi viene spinto da un desiderio Gulliveriano di vivere per un giorno in un paese dove i palazzi non sono più alti di due metri.
Chi giunge qui per far vivere ai propri bimbi una esperienza fantastica, scoprendo poi che lo è anche per i grandi.
Chi ci approda perchè è appassionato di modellisimo e viene stupefatto dalla perfezione delle funicolari, delle teleferiche, dei battelli in movimento ma soprattuttto dai treni che corrono per l'intero parco lungo una superfice di 14000 metri quadri; in perfetto orario, forse l'unica cosa che li differenzia da quelli veri!

treni allo swissminiatur
Swissminiatur
Gli amanti della natura troveranno ad attenderli centinaia di bellissimi fiori, piante e alberi nani, una natura in miniatura che avvolge palazzi e castelli e che viene curata ogni giorno e ogni notte dall'infaticabile lavoro degli gnomi che spostano i getti d'irrigazione attenti a non danneggiare i modellini, tagliano, potano, disegnano, con il solo aiuto delle forbici a mano, a causa delle bordure, dei modellini, dei piccoli spazi.
In ogni caso, qualunque sia il motivo che ci porta qui si rimane contenti.
E' scritto negli occhi della gente che passa, nel sorriso dei bambini che vogliono fare un altro giro di treno, in quelli che si incantano davanti ad un modellino con la fila di macchine e di moto o davanti ai bob che inaspettatamente ti sorprendono scivolando giù lungo la pista in pochi secondi.


Pista da bob allo Swissminiatur
Tutti gli animali, le piante e gli alberi di questa terra sono in proporzione con l'altezza degli uomini che è, come abbiamo visto, meno di quindici centimetri; così per esempio i cavalli e i buoi più alti vanno da dieci a quindici centimetri, le pecore sono alte quattro centimetri, o giù di lì, le oche son come passeri e via di seguito nella scala discendente, fino ad arrivare agli esseri più minuti che erano quasi invisibili ai miei occhi. La natura aveva del pari dotato la vista dei lillipuziani in conformità del loro mondo; questa era infatti acutissima ma incapace di scorgere lontano.
Tanto per dare un'idea della loro vista a distanza ravvicinata, ricorderò di essermi beato a vedere un cuoco farcire un'allodola più piccola d'una mosca e una
ragazzina cucire con un ago invisibile e un altrettanto invisibile filo. Gli alberi più alti, che si trovano nel grande parco reale, raggiungono i due metri e riuscivo a malapena a toccarne la cima. Vengono poi, in proporzione, tutte le altre piante, che lascio all'immaginazione del lettore (
Da "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift).


E naturalmente è stato proprio il treno a colpire da subito il nostro piccolo giramondo.
Non si tratta del classico treno che fa il giro di tutte le città più famose, grandi vagoni, carrozze a quattro posti. In tema con il resto del Parco lo Swissminiatur guida i piccoli e grandi visitatori lungo il perimento a bordo di tanti  bassi vagoncini in miniatura condotti dal capotreno probabilmente più fotografato del mondo o quantomeno, come ama dire lui, più di George Clooney: Aldo che ha regalato un meraviglioso sorriso a Aj permettendogli di indossare le vesti di capotreno e naturalmente provare il fischio!

Aj sopra il treno di Swissminiatur
A bordo del treno allo Swissminiatur

Ma è quando ci si incammina a piedi lungo il percorso numerato che si resta incantati, ammirando da vicino la perfezione di ogni più piccolo particolare.
swissminiatur
Swissminiatur
Le finestre, i balconi, le guglie,le facciate, i dettagli di colore, ci si perde in questo piccolo mondo distratti solo dall'incessante sferragliare del treno che ci costringe ad alzare gli occhi.
palazzo federale di Berna allo swissminiatuir
E ancora fiumi, laghetti, case e naturalmente i suoi abitanti: gli sposi fuori dalla chiesa, il motociclista distratto, i musicisti che suonano l'alphron, il lungo corno di origine svizzera, l'autista che si ferma a cambiare una gomma.Centinaia di lillipuziani che abitano questo piccolo mondo.
Swissminiatur
Ma attenzione, il Parco ospita anche abitanti "veri" come Silvestro un gattone spietato che contraccambia l'ospitalità con la sua caccia agli "intrusi" oppure Guendalina e Ghertrud le due anatre che vivono nel lago dove sguazzano beatamente e che talvolta rubano le patatine ai turisti. Per non parlare delle carpe cinesi.
Pensate che quando abbiamo provato a dar loro da mangiare del pane i piccoli abitanti del battello hanno quasi rischiato il naufragio!

swissminiatur
carpe cinesi allo swissminiatur

Battello mobile allo Swissminiatur
E ancora basta un po' di fantasia e le lucertole si trasformano in piccoli draghi, che per prendere sdraiate il sole sulle rotaie fanno deragliare i modellini in funzione e ridere forte i bambini e gli uccellini che posandosi sui tetti paiono degli improbabili segnavento.
Swissminiatur

Spesso quando siamo davanti a capolavori come questi ci si dimentica di fermarsi a riflettere sul lavoro che c'è dietro e ringrazio a tal proposito l'intero staff dello Swissminiatur e in particolare Silvia per averci dato la possibilità di vivere questa esperienza anche dietro le quinte.
Esperienza che condivido con voi con piacere e emozione perchè permette di comprendere non solo il lavoro di impegno che c'è dietro a tutto questo, ma anche la passione e l'amore con cui viene portato avanti un parco come questo, con la sua piacevole atmosfera familiare così lontana dai grandi business di oggi e che, a mio avviso, è il suo punto di forza.
Qui non si tratta solo di costruire dal niente un modello, con planimetrie, foto, dettagli dell'originale. Si parte dalla semplice struttura, si passa il fondo, e via via si aggiungono i particolari, i piccoli dettagli, una cornice alla finestra, una bandierina. Si dipinge con meticolosa attenzione, fino a creare una copia esattamente uguale all'originale ma in scala ridotta. Tutto rigorosamente in scala 1:25.
Come nasce un modello allo swissminiatur
Ma non dimentichiamo che il Parco si trova all'aperto, sottoposto alle intemperie,la forza cocente del sole , il battere  incessante della pioggia ,il freddo pungente della neve. Soltanto pochi  giorni fa una grandinata ha danneggiato le guglie del Duomo di Milano, unico monumento straniero in ricordo del  legame passato e presente, nonchè  i tetti e i particolari di numerose attrazioni.
Duomo di Milano allo swissminiatur

E allora ci si mette lì, si aggiusta, si sistema, si ristruttura con passione e amore come fa la mano abile di Marilena, la fatina dei modellini, tenendo cura del più piccolo dettaglio. Per far ciò sono necessarie abilità, esperienza, passione ma anche profonde conoscenze storiche e culturali. Per non parlare del  continuo necessario rapporto con i comuni svizzeri che informano prontamente il Parco di ogni cambiamento per far sì che il modellino non risulti diverso dall'originale.
A volte poi capitano anche piccoli incidenti. Come quella volta che Renato, mago e mito dello Swissminiatur, tagliandosi il dito con la ruota di un modellino e  telefonando per andare in ospedale a farsi dare alcuni  punti, venne frainteso dall''infermiera che credeva che l'incidente fosse avvenuto in una reale stazione, con tanto di drammatiche conseguenze!
E  quanti aneddoti in cinquant'anni di storia, si potrebbero raccontare!
Ma dopo un viaggio in treno, e una "passeggiata" a piedi per l'intera Svizzera non può che venir fame.
Il Parco ha a disposizione un Ristorante self service che offre non solo la possibilità di piatti tradizionali e amati dai bambini come la cotoletta fritta, le patatine, la pasta al pomodoro ma anche specialità ticinesi, indiane e cinesi.
Questo per il desiderio di soddisfare un po' tutti i palati compreso quelli dei turisti che vengono da molto lontano, e sono tanti.
E dal momento che ormai da tanti anni ho un debole per la cucina indiana , lascio al marito affettati e formaggi ticinesi e mi butto su un splendido pollo al curry,verdure un po' piccanti, l'immancabile riso, favolose lenticchie e chapati mentre faccio due chiacchiere con il simpatico cuoco arrivato direttamente  dall'India del Nord.
Pollo al curry
Aj naturalmente sceglie pasta al ragù e  crocchette di pollo e tra una patata e l'altra getta lo sguardo al suo amico treno. "Mamma, dopo facciamo un altro giro?".
Dopo pranzo ancora due passi tra un cantone e l'altro, un viaggio di scoperta ma anche di ricordi!
Ponte di legno di Lucerna allo Swissminiatur
Il sole continua a splendere intenso in questa giornata di Ferragosto e lasciamo questa Svizzera mignon per entrare in quella vera che ci aspetta fuori, con l'unico rammarico di non poter godere dello spettacolo di una piccola Svizzera di notte. Quando il sole tramonta e il buio troneggia infatti,  per tre sole sere a settimana centinaia di piccoli lampioni si accendono ad illuminare questo mondo di fiaba, si respira il profumo della carne alla griglia e si ascoltano i canti ticinesi.
Mi raccomando però, attenzione a non addormentarvi...
Mi distesi sull'erba bassa e tenera dove dormii così profondamente, come mai m'era capitato, per nove ore filate, perché quando mi svegliai era giorno fatto. Cercai di alzarmi, ma non riuscii a muovermi poiché, addormentatomi supino, mi sentii le braccia e le gambe legate da entrambe le parti alla terra e così i capelli che avevo
lunghi e folti. Sentivo che molti legacci sottili m'attraversavano il corpo dalle ascelle alle cosce. Riuscivo solo a guardare in alto, mentre il sole cresceva abbagliandomi gli occhi.
Udivo un rumore confuso ai fianchi, ma nella posizione in cui giacevo non vedevo altro che il cielo. Di lì a poco avvertii che qualcosa di vivo si muoveva sulla mia gamba, saliva pian piano sul petto fino ad arrivarmi al mento. Guardando in basso come meglio potevo, m'accorsi che si trattava d'una creatura umana, alta non più di quindici centimetri, con
arco, frecce e il turcasso sul dorso.
(Da "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift)



Informazioni pratiche
Swissminiatur di Melide (Ch)
Come arrivare:
In auto:
Da Como prendere l'autostrada A2 in direzione Chiasso, fino all'uscita Bissone, quindi proseguire per Melide.
Non dimenticate di acquistare il bollino svizzero per le autostrade.
Fuori dal Parco c'è un grande parcheggio comunale a pagamento. Attenzione le macchinette prendono solo franchi ma se ne siete sprovvisti potete farvi cambiare gli euro alla cassa del Parco.
In treno:
Prendere la tratta Como Lugano, quindi da Lugano prendere il treno per Melide. La stazione dista circa 200 metri dall'entrata della Swissminiatur.
Prezzi del biglietto:
Adulti 15 franchi /10 euro
Bambini (0-5 anni) Gratis

Bambini (6-15 anni) 10 franchi / 6.60 euro
Terza età (>65 anni) 13 franchi/8.60 euro
Orari di apertura:
Dal 14 marzo al 31 agosto 2009 dalle 9:00 alle 18:00 (ultima entrata alle 17:30)
Giovedì, venerdì e domenica:
apertura serale fino alle 22:30
Dal 1 settembre al 24 ottobre 2009
dalle 9:00 alle 18:00 (ultima entrata alle 17:30)

Venerdì e sabato (tranne 19 settembre):
apertura serale fino alle 22:30
Dove mangiare:
Il Parco è dotato di un Ristorante self service dove potrete trovare oltre a panini e bibite, una vasta scelta di piatti caldi e freddi.
Ampia scelta anche per vegetariani.
Un cuoco cinese e uno indiano preparano poi ogni giorno una diversa specialità de loro paese.
I bambini potranno trovare pasta o spaghetti al pomodoro, al ragù, crocchette, cotolette fritte, patate e dolci.
Per chi decidesse per un picnic potrà accomodarsi ai tavoli della taverna dall'altra parte del Parco.
Il giovedì il Venerdì e la Domenica sera fino alle 22:30 sarà possibile una visita notturna del Parco illuminato fino alle ore 22:00 e tra breve anche il sabato sera  (A tal proposito verificare sul sito). In tale occasioni il ristorante Taverna proporrà anche grigliate. Ogni venerdì sera musica  popolare ticinese dal vivo.
In alcune date sono poi previste giornate speciali ed eventi particolari come la Festa della mamma quella degli Amici degli animali, serate etniche, ecc.(A tal proposito verificare sul sito).


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