31/03/10

Locanda del Feudo, suggestioni e piaceri

E' rassicurante alla fine di un viaggio trovare un luogo capace di trasmettere il senso di un autenticità viva e remota.
Una strada nascosta tra le pieghe di colline, dove regna intatta la natura che porta alla scoperta di silenzi incantati, castelli, borghi medievali e abbazie.

Il nero della notte appena scesa lascia solo immaginare le macchie boscose e i verdi pascoli che circondano il borgo, qui, dove il fragore dell'autostrada sembra lontano anni luce e l'unico rumore forte è il suono dei passi che risuonano lungo il vicolo acciottolato.
Pochi metri dentro a Castelvetro e la Locanda ci appare come un rifugio sula strada del viandante.Quasi un balzo all'indietro nel tempo quando gli antichi viaggiatori cercavano un luogo dove riposare le stanche membra e rifocillarsi con un pasto caldo.

Sedersi a tavola vuol dire iniziare un viaggio dentro il viaggio.
a
I piatti dischiudono una festa di sapori, ci raccontano di prodotti tipici che inebriano il turista, come il divo parmigiano reggiano e l'aceto balsamico,  incontrastato protagonista.

DSCF9233

bbDSCF9197


bDSCF9185

Rimandano a immagini di luoghi, alla sapienza di produttori, ci raccontano la storia della gente del luogo.
Pochi metri dalla Locanda la torre di Castelvetro ospita l’acetaia e mentre mi perdo dentro al sapore mi pare di sentire ogni profumo, ogni sfumatura che per quarant’anni ha imbevuto questo oro nero dal colore così profondo, che è passato da un legno all’altro, dal caldo al freddo assorbendo dall’aria antichi profumi e sapori che ora esplodono nel piatto spinti dal calore del risotto e della carne.



DSCF9212

DSCF9229
E’ fermarsi ad assaporare ogni sfumatura preziosa, lentamente, senza fretta, mangiando bene e godendo ogni minuto di un’atmosfera magica, la suggestione di un luogo, le pietre sulle pareti che paiono raccontare  storie di un giorno lontano.
E’ prendersi tutto il tempo, per giocare, ridere, scherzare, chiacchierare di cose piccole e grandi ma non abbastanza da non entrare dentro a questo piccolo mondo, noi tre intorno alla tavola.
DSCF9232

DSCF9250
E quando la stanchezza si fa sentire, quella della notte, della giornata lunga, del viaggio e forse anche dell’ottima scelta di vini il piacere di trovare ancora una volta l’atmosfera calda di un ambiente unico, accogliente, prezioso.

DSCF9266
DSCF9329
Prendere un libro a caso sulla mensola della scrivania, sedersi sul divano per raccontare dei piccoli segreti della giornata, sussurrati in un orecchio dolcemente e accarezzare il viso di un bambino mentre abbraccia Morfeo, augurandoli un sonno ricco di sogni straordinari.
DSCF9278
Poi, nel silenzio della notte mi affaccio alla finestra aperta sul vicolo e di lontano getto lo sguardo alla torre illuminata mentre il cuore batte forte per l’emozione…
Informazioni pratiche:
La Locanda del Feudo si trova nel villaggio etrusco di Castelvetro, un piccolo gioiello tra le colline vicino Modena.
E’ possibile abbinare al soggiorno in suite moltissime interessanti attività, dalla visita di un acetaia a quella di un caseificio dove si produce parmigiano reggiano, da un giro in Ferrari ad una degustazione di vino tra i vigneti.
Trovate tutte le informazioni pratiche sul sito.
La locanda per i bambini:
Al Ristorante Roberto e Andrea, gentili proprietari della locanda non avranno problemi a preparare piatti più semplici come hanno fatto per Aj.
Nelle suite è possibile richiedere la culla per gli ospiti più piccoli.
Dall' Autostrada A1 uscire a Modena Sud, girare a destra direzione Modena, avanti 100 mt girare a sinistra direzione Castelvetro poi seguire le indicazioni. Si attraversano le località: S.Vito e Castelnuovo Rangone ed infine si raggiunge Castelvetro di Modena.
DSCF9339
DSCF9340
A pochi passi dalla Locanda del Feudo, la Vecchia dispensa è il luogo ideale per conoscere tutti i segreti dell’aceto.
Oltre ad acquistare aceti di ottima qualità è possibile visitare l’acetaia nella torre e ovviamente acquistare i diversi prodotti.
Quello che abbiamo imparato:
L’aceto si ottiene attraverso un processo inverso rispetto al vino.
Le botti contenenti il mosto cotto vengono posizionate quindi non in cantine ma piuttosto soffitte, in ogni caso stanze dove è assente umidità e che al contrario sono sottoposte agli sbalzi di temperature stagionali. L’aceto balsamico comincia a scurirsi dopo almeno un anno. I prodotti a basso costo che si trovano nella grande distribuzione contengono caramello, necessario per anticipare i tempi.
Per riconoscere un aceto balsamico di qualità si può controllare gli ingredienti scritti sulla bottiglia che sono in ordine di quantità decrescente. Il primo deve essere il mosto cotto e non deve invece essere presente caramello. Al contrario di quello che molti credono l’aceto balsamico dà il suo meglio accostato a piatti caldi. Bene quindi l’aceto con le fragole ma insuperabile accanto ad un risotto o sopra un arrosto caldo…
Non si finisce mai di imparare.

Questa zona dell'Emilia Romagna è un posto che consiglio con il cuore. Mangiare bene, perdersi in borghi senza tempo ma anche imparare come nasce l'aceto o come si fa a fare il parmigiano reggiano. E per tutti gli sportivi, imperdibile una visita alla Galleria Ferrari di Maranello...


29/03/10

Flower Monday #2

DSCF9455
Dall’Umbria all’Emilia Romagna.
Lungo le strade e i sentieri tra colline e vigneti. Attraverso un paesaggio disegnato da boschi e infiniti prati verdi impreziositi dagli alberi che regalano emozioni a varie tinte. Sfumature di colori e profumi dalle suggestioni straordinarie.

Tra queste valli abbiamo vissuto due giorni straordinari, un viaggio tra i colori e i sapori, tra il fascino di antichi borghi e la magia della campagna mentre accanto a noi la Primavera sbocciava…

E con il giallo della forsizia e il bianco delicato di questi splendidi albicocchi “colti” sulle colline di Monteveglio auguro a tutti voi un Buon Lunedì. DSCF9488

26/03/10

La Pasqua nel mondo:tradizioni ungheresi.

                                 
RékaKép 2473


Il viaggio continua.
Lasciamo il Messico con i suoi divertenti Cascarones  e oltre l’oceano tocchiamo di nuovo terra, attraversando l’Europa verso est, fino a giungere in Ungheria.
Qui, tradizioni pagane e antichi riti cristiani si fondono in affascinanti consuetudini di cui sopravvive memoria nelle grandi città, ma che emergono più vive che mai nei piccoli paesi di campagna.
Dallo splendore delle uova dipinte all'innaffiatura che fa arrossire, cammineremo a fianco di una guida speciale che ci accompagnerà passo passo fino alla ricetta finale, perchè il cibo, si sa, riflette sempre lo spirito di un paese...

23/03/10

I piaceri inaspettati di un viaggio. Umbria in tavola.

Inseguendo la Primavera si giunge tra alture punteggiate da minuscoli borghi e inaspettati gioielli d’arte, mentre la campagna umbra con il verde ancora pallido dell’inverno si rivela alle nostre spalle.
Le Fonti  sono già lì, ansiose di inebriarci con la loro bellezza,  ma alla fame si sa, c’è un solo rimedio.
Abbandonata l’idea del Ristorante in apparenza troppo turistico per i nostri gusti, ci lasciamo guidare dall’istinto scivolando sulla grande e seria Flaminia, quella che conduce da una parte a Foligno, Assisi, Perugia,dall’altra Spoleto e poi, Terni. In mezzo, uno di quei borghi  che ti lasciano senza fiato, quell’unica e inconfondibile forma conica di un luogo che si modella assecondando la conformazione del colle su cui sorge. Quasi una chiocciola che conserva un cuore fatto di pietra, legno, i colori della terra .
…di Trevi la città, che con iscena/d’aerei tetti la ventosa cima/tien sì che a cerchio con l’estrema schiena/degli estremi edifici il piè s’adima;…G. Leopardi, Paralipomeni della Batracomiomachia
Curva dopo curva si sale al centro di Trevi, inaspettata sorpresa, per ritrovarsi a camminare nella Piazza da cui si diramano vicoli ombrosi, che invitano a parlare senza gridare, quasi in un sussurro, mentre dalle finestre si sente il rumore delle stoviglie in cucina o la musica discreta di una radio.
DSCF8982
Pochi passi per trovarsi davanti ad una piccola bottega che già l’esterno è un invito a entrare, per scoprire un mondo di profumi, sapori e atmosfere antiche della buona cucina.
DSCF8944

DSCF8945
Trevi è la capitale dell’olio e per esaltare il prelibato oro giallo, esigerebbe che il pranzo cominciasse con un antipasto misto di bruschette, pomodoro, paté di asparagi e di olive, per passare poi agli strangozzi al tartufo e, come secondo, alla tagliata di petto d’anatra. Rinunciamo volentieri alla carne per  aggiungere all’antipasto, una torta al testo con prosciutto e scamorza. Ai tipici strangozzi, fettuccine lunghe e “quadrate” che ricordano nel nome i lacci delle scarpe (con cui venivano strangolati i preti dai rivoluzionari), si accompagnano  tortelli e  zuppa di farro.
DSCF8963

DSCF8973

DSCF8961

DSCF8975


Tra le bruschette troneggia il sedano nero, una vera specialità , tanto importante da meritare persino una favola…

Una favola lieta e senza fine, perchè si rinnova in continuazione oggi come domani e sempre, in cui non compaiono principi e principesse, orchi e streghe, ma che ha
come protagonisti fatti e miracoli di una città incantevole, arroccata sull’estrema propaggine della costa occidentale del Monte Serano e avvolta nelle languide iridescenze di un mare di ulivi, un fiume sacro, una terra suggestiva e straordinariamente fertile, da cui nascono frutti come non è dato vedere altrove, mezzo di sostentamento e fonte di notorietà… il testo integrale qui
 
Il Ristorante è un vero gioiello, un piccolo  scrigno in pietra che conserva grandi tesori, i mattoni rossi le volte dipinte e qua e là una miriade di curiosi cimeli da osservare.
DSCF8933
E’ strano come l’avventura richiami avventura, il sogno attiri il sogno e la magia di un luogo un incontro inaspettato. Seduto dietro di noi, a pranzo, c’è proprio quel pittore, l’artista di quegli affreschi che avevamo ammirato all’ingresso e che attirato da mio figlio, che non cessa mai di stupire noi e gli altri con i suoi discorsi da uomo grande, ci invita ad un breve e affascinante dialogo sulla pittura e la creatività.

Ecco allora che il viaggio poteva anche finire qui, con questo luogo,con la suggestione di un incontro,con il cibo indissolubilmente legato a questa terra, le storie, le leggenda e l’armonia di una famiglia.
Talvolta sono proprie queste piccole cose a dare lo scopo ad un viaggio, proprio le casualità e i luoghi trovati senza cercare che poi si rivelano il vero tesoro di un percorso.

Fine prima parte
Nota:
Questo post in realtà continuava con la seconda parte, quella appunto relativa alle Fonti di Clitunno. Al di là dell’eccessiva lunghezza il motivo che mi ha spinto a dividerlo in due parti è che questa prima non calcolata parte del viaggio è stata in realtà così importante, da non volerla confondere alla vera meta del viaggio. Un prezioso momento di lentezza, di riflessione, di condivisione e di armonia con la famiglia.
Perchè si rifletta sull’importanza di questi piccoli momenti preziosi e se ne goda a fondo il piacere, con l’augurio per tutti di viverli sempre intensamente nella propria quotidianità.

Informazioni pratiche:
Come arrivare:
Al Km 143 della Strada Statale Flaminia, Roma-Fano.
Uscita dall'A1 a Val di Chiana (90 Km) per Perugia, Foligno, Trevi oppure uscita a Orte (80 Km) per Terni, Spoleto, Trevi.
Dove mangiare:
La favola del sedano nero si trova in un bellissimo libretto di cui troverete copia all’ingresso.

L'artista conosciuto a pranzo è Bernhard Gillessen.

22/03/10

Flower Monday
















L'aspettavamo ansiosi. Con mille idee e mille progetti per il fine settimana. Di regione in regione l'abbiamo cercata fino a trovarla avvolta nelle languide iridescenze di un mare di ulivi, un fiume sacro, una terra suggestiva e straordinariamente fertile.

Una splendida idea per celebrare l'arrivo di una stagione straordinaria e plasmata sul tema di questo blog.
Ogni Lunedì un fiore scoperto in una diversa città, regione, paese. Un pezzetto di Primavera del nostro fine settimana.
E così con queste magnolie scoperte ieri dietro le Fonti di Clitunno, diamo il Benvenuto alla nuova stagione.

Buona Primavera a tutti voi.

18/03/10

Creme e crimini

Mary Dove spense la luce e tirò le tende della portafinestra. Solo allora si girò e vide la donna riversa sui cuscini del sofà. Aveva passato uno degli scones al miele accanto alla tazza di tè ancora mezza piena, dopo averlo appena sbocconcellato. La morte aveva colto Adele Fortescue del tutto di sorpresa, e l’aveva folgorata all’istante”
Polvere negli occhi, A. Christie
Esiste un singolare legame tra la scrittura di gialli e il cibo.
DSCF8862
Dagli arancini della cammarera di Montalbano alle omlette aux fines herbes di Fleming la cucina è un tema onnipresente nei mistery e nei thriller. Le spie si rilassano a pranzo nei loro club privati, la governante viene uccisa dal veleno contenuto in una crepes e l’erronea scelta di un vino può costituire un indizio per il lettore.
Da dove viene dunque questa affinità tra il giallo e la tavola?
Jeffery Deaver, nell’introduzione allo splendido Creme e Crimini di Martinetti e Rivière ci offre una possibile risposta.
Ogni scrittore cerca di creare un legame emotivo tra il lettore e i personaggi di un romanzo. Uno dei modi migliori per farlo è trovare una passione comune ai due partecipanti e il cibo risponde perfettamente allo scopo. A molti di noi piace cucinare, tutti amiamo riunirci a mangiare con la famiglia o gli amici, dunque quale via migliore per entrare nei nostri cuori, del piacere universale della cucina e della tavola?
Miss Marple si girò verso di lui:
Le cuoche mettono sempre delle decorazioni di zucchero sul pudding e sulla zuppa inglese, e chiamano quei vermicelli rosa e bianchi centinaia e migliaia. Quando ho saputo che cosa avevano avuto a cena per dessert ho subito capito. L’arsenico era nelle decorazioni di zucchero.
I tredici problemi, A. Christie
Agatha Christie era in questo una vera maestra.
Prendeva spunto dalla realtà per i suoi romanzi, dalle persone che incontrava nella sua vita e nei suoi viaggi. Qualche parola sentita per caso in un caffè, un personaggio incontrato in treno, un piatto provato durante i suoi molteplici soggiorni all’estero, accanto al secondo marito archeologo. Il suo talento era quello di sapere esattamente cosa avrebbe procurato emozione e sorpresa nei suoi lettori. E non a caso era una regina dei fornelli oltre che della macchina da scrivere. 

“Non so assolutamente nulla sulle armi da fuoco né su come si maneggiano. Ecco perché uccido i miei personaggi con il veleno, che ha il vantaggio di essere pulito e sa solleticare la mia immaginazione…
Nei gialli della maga del crimine compaiono kidney pie e deliziosi Pâté en croûte, fumanti tazze da tè e crumpets caldi ma anche Bloody Mary e Rob Roy; il più innocente bicchier d’acqua può rivelarsi fatale così come una cucchiata di marmellata o un plum-pudding.
Una vera buongustaia, potremmo dire.

Creme e Crimini è questo e molto altro. Considerazioni, curiosità ma anche e soprattutto un insieme di ricette che raccolgono il meglio della gastronomia britannica, a detta della Christie troppo spesso e ingiustamente vilipesa. Un viaggio nell’Inghilterra di inizio secolo insieme agli straordinari personaggi usciti dalla penna della scrittrice, tra il mito del tea time e del breakfast, dalle torte di Poirot ai pasticcini in compagnia di Miss Marple, senza dimenticare le specialità assaggiate dalla scrittrice nei suoi viaggi intorno al mondo.

Perchè Agatha Christie è stata una grande donna, un insuperabile regina del giallo ma anche una meravigliosa viaggiatrice, dopo tutto il nome di questo blog, lo devo proprio a lei…
Sfogliare le pagine di questo libro è come ritrovarsi in un attimo tra i pascoli e le brughiere, lungo le coste delle contee  o in una cittadina nascosta nella campagna inglese. Tra un pettegolezzo e una chiacchiera,  un picnic sulla spiaggia sdraiati sui ciottoli del greto, e una torta fatta in casa:

Cake al limone
DSCF8869        
200 gr di farina
150 gr di burro
100 gr di zucchero
4 uova
2 limoni
1 bustina di lievito
Sgusciate le uova e lavoratele incorporando lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Unite la farina e il lievito e incorporate il burro fuso.
Lavate bene i limoni e poi spremeteli filtrando il succo che aggiungerete all’impasto. Staccate la buccia e tagliatela a julienne fine. Tuffatela per un minuto nell’acqua bollente, poi scolatela e unitela all’impasto.
Mescolate bene e versate l’impasto in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato. Mettete in forno già caldo a 180° per circa 40/45 minuti.
Servitelo tiepido o freddo accompagnandolo se desiderate con marmellata o confettura di limoni.
DSCF8881
E mentre si mescolano gli ingredienti è un po’ come essere lì, al club del Martedì sera dove  tra una tazza di tè e una fetta di dolce al limone, Miss Marple sferruzzando, risolve un enigma…
DSCF8890
Un ultimo avviso dell’autore prima di cominciare a leggere:
Per quanto ne sappiamo, nessuno degli amici di Agatha subì conseguenze letali pe aver ingerito uno dei piatti da lei preparati al 22 di Cresswell Place o nella cucina dell’appartamento in Swan Court, il che potrebbe comunque non aver impedito alla mano dell’ex infermiera di Torquay di infilare in una o l’altra ricetta un ingrediente imprevisto.
Per lo meno, siete stati avvertiti…

Nota:
Se amate la Christie è un libro assolutamente da non perdere. Ogni piatto da gustare con calma in compagnia di un buon libro. Giallo, naturalmente… E visto il giorno anche il regalo perfetto per la festa di un Papà amante dei gialli e… della cucina.
Non solo ricette ma curiosità e riferimenti a moltissimi dei suoi formidabili romanzi.
Per chi conosce la scrittrice solo come giallista vi consiglio prima la lettura di un libro straordinario che ha accompagnato interi pomeriggi di una Mammagiramondo ragazzina, in campagna, sdraiata su una coperta in mezzo al prato.
Solo così potrete apprezzarlo totalmente, lasciandovi trasportare nella vita di una donna incredibile.

E voi? Amate i gialli? Il vostro libro più amato? L’autore preferito?Vi vengono in mente altri autori romanzi, gialli o del mistero, che facciano riferimento al cibo o libri di ricette come questo che combinino  brani d’autore a ricette?
Tanto per rimanere in tema Eraclito diceva:
E' la curiosità che crea l'interesse, ed è la sazietà che lo distrugge…

17/03/10

La Pasqua nel mondo: dal Messico Los Cascarones

DSCF8848 
Giambattista Vico le chiamava i rottami dell’antiquità; usanze, memorie, riti, miti che aiutano a comprendere il presente partendo dal passato.
Antiche o recenti, finte o vere, le tradizioni ci aiutano a comprendere le nostre origini, quelle che sono le proprie radici nella vita, nei riti e nelle feste dell’anno.

La Pasqua è per noi ancora una volta l’occasione per un viaggio virtuale attraverso usi, costumi, credenze di popoli vicini e lontani. Come abbiamo fatto per il Natale anche in occasione di questa festività faremo un grande pranzo multietnico.
Dal Messico all’Ungheria, attraverseremo insieme alcuni paesi e qualche volta, lo vedrete, saremo accompagnati da chi ne sa più di noi.

Tra le tradizioni pasquali che vedono l’uovo come protagonista, una delle più divertenti viene senza dubbio dal Messico. Un paese straordinario, fatto di paesaggi indimenticabili, coste meravigliose  e testimonianze di una storia affascinante. Un viaggio e un popolo che non posso dimenticare.
a
messico 006 019

Los cascarones, ovvero i gusci delle uova, vengono in occasione della Pasqua ma non solo, riempiti di coriandoli e poi chiusi con un pezzetto di carta velina. Ma non è tutto…

Pare che tale tradizione arrivi addirittura da Marco Polo, che dalla Cina portò in Italia l’usanza di riempire gusci d’uovo con spezie o profumi. Dall’Italia è scivolata in Austria, in Francia e poi in Spagna da dove è arrivata nel 1860 fino in Messico.
Come per ogni  grande evento che si rispetti, si fanno prima le prove, perciò…
Occorrente:
uova
carta velina
coriandoli
forbici
pennello
DSCF8733
Svuotare le uova dopo aver praticato un foro sulla punta, lavarle dentro e fuori e dopo averle fatte asciugare riempirle di coriandoli. Se  non ne avete potete sempre vcon una foratrice su dei fogli di carta di giornale.
DSCF8794
Spennellare le uova con un po’ d’acqua e ricoprire la superfice con della carta velina, tappando così anche il foro.

 DSCF8795  DSCF8799

DSCF8804   DSCF8826
Adesso viene il bello. L’usanza prevede che le uova così preparate vengano… rotte sulla testa.

DSCF8828
DSCF8842
Si dice che ciò sia di buon augurio per entrambi, una dimostrazione di affetto e di amicizia, tanto che in passato si usavano cascarones persino per le dichiarazioni d’amore.

Amore o fortuna io una cosa la so. Noi ci siamo divertiti da matti. Lo avevo letto ma adesso lo confermo, una tira l’altra ed è impossibile smettere. L’idea è quella di prepararne una per ogni invitato, da mettere accanto al piatto e svelarne poi con una dimostrazione pratica il vero uso…
E delle uova che avevamo preparato  non ne è rimasta nessuna , magari solo un po’ di mal di testa;)
 DSCF8852
********************
Un beso a Nonnagiramondo per avermi prontamente mandato le sue foto del Messico e avermi evitato una serata con la scanner delle mie.
Note:
Il gioco dei cascarones funziona così:
Si nascondono diverse uova in giardino e poi inizia la caccia. Chi le trova comincia a correre per riuscire a rompere l'uovo sulla testa di qualcuno. Se l'uovo si rompe subito, può espreimere un desiderio.
In teoria l'uovo si dovrebbe rompere stringendolo con la mano sopra la testa ma così, diciamocelo, è molto più divertente!

Non sovrapponete troppi strati di carta velina altrimenti l’uovo avrà più difficoltà a rompersi a scapito delle vostre teste. In realtà la carta velina in Messico viene posizionata solo per coprire il foro mentre la restante parte viene colorata o decorata con altre tecniche

Se volete colorare le uova ma non avete i colori alimentari la carta velina è un’ottima alternativa (un’altra idea). Se la togliete dopo che si è asciugata troverete l’uovo perfettamente colorato. Anche le mani. Ovviamente se lo fate con le uova sode dopo non mangiatele.
In questo caso il dentro non potevamo buttarlo via. Inizialmente ho pensato di farne una tortilla ma poi… beh per questo dovrete aspettare domani…
DSCF8808
E a proposito di feste, ora devo andare, qui ce n’è un’altra da organizzare. Happy St Patrick’s day!


15/03/10

Esapolis, un viaggio nello straordinario mondo degli insetti.

Seguendo le orme degli antichi naturalisti entriamo nel grande museo, ancor più suggestivo con la  neve che cade.
I lunghi corridoi che conducono alle diverse sezioni raccontano già la storia di questo luogo affascinante, enormi riproduzioni, macrofotografie, antichi strumenti in legno e  vetrine che rivelano vasi pieni di bozzoli coperti da  etichette dai nomi altisonanti.
DSCF8534
Tutto parla di ricerca, di natura, di biodiversità. Di quel micromondo un po’ oscuro che popola la nostra terra sin da 340 milioni di anni fa. Che talvolta spaventa, inorridisce, per tradizione o luoghi comuni.
DSCF8434
Esapolis è il più grande museo vivente di insetti in Italia, nato dalla passione e determinazione di chi si è impegnato a creare un luogo dove imparare ad amare ed apprezzare la diversità della vita. Far conoscere il mondo degli insetti ma anche salvaguardare il patrimonio di tradizioni legate alla coltura del baco da seta, all’affascinante mondo delle api e degli altri entomi.

Stanza dopo stanza ripercorriamo uno dei rami più entusiasmanti della scienza e dell’evoluzione. Quel mondo che aveva tanto affascinato Darwin, che lo aveva prima letto sui libri e poi vissuto attraverso i suoi viaggi portandolo ad elaborare una delle più importanti teorie del mondo scientifico.
Attraverso le grandi teche in vetro percorriamo un viaggio straordinario, dal mondo dei ragni a quello degli scarabei, dagli scorpioni a veri “fossili viventi”, insetti che conservano il loro aspetto originario da milioni di anni. Li osserviamo mentre si muovono, mentre si nutrono, mentre lavorano.
DSCF8473

Impariamo a riconoscere le caratteristiche che li differenziano, quelle che li rendono unici, come la straordinaria capacità di mimetizzarsi.
Tra rami curvi e fiori delicati si nasconde la vita, uno stecco che oscilla  spinto dalla  brezza di un vento che non esiste, insetti immobili come foglie e boccioli che celano un cuore.
Sorprendenti miracoli di cui solo la natura è capace.
DSCF8479
DSCF8449
DSCF8450

La sezione dedicata alle api ci affascina con la vita nell’alveare, il lavoro delle operaie,la difesa contro le insidie del mondo esterno, ma anche con il prezioso prodotto così importante nella nostra economia, le tecniche di raccolta, i diversi macchinari. Ancora un modo per i bambini di comprendere la complessità di una società apparentemente piccola, l’importanza del suo esistere  e soprattutto l’effettiva provenienza di un prodotto tanto amato.
DSCF8508
Dal miele passiamo alla storia della seta percorrendo un viaggio che passa attraverso l’osservazione delle larve, dei bozzoli, e ancora alla riproduzione di ambienti dove venivano allevati i bachi, agli antichi attrezzi per filare, alla meravigliosa storia di questa stoffa preziosa e rara. Si guarda, si osserva, si tocca, si impara divertendosi.
DSCF8501
DSCF8497
Esapolis ha il merito di trasformare i visitatori da meri osservatori a protagonisti, offrendo l’opportunità di interagire con l’ambiente, sedersi al tavolo di un vero entomologo, toccare con mano là dove  è possibile e persino diventare esperti filatori o giovani naturalisti grazie ai laboratori che si svolgono la domenica.
DSCF8432
DSCF8543

Si guarda, si impara, si gioca.
Salendo le scale del Museo si entra in una dimensione emozionale e interattiva che comprende quel necessario aspetto ludico che regala momenti di risate e divertimento.
Una mattina, svegliandosi da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò nel suo letto trasformato in un insetto mostruoso.Era disteso sul dorso, duro come una corazza, e alzando un poco il capo poteva vedere il suo ventre bruno convesso, solcato da nervature arcuate, sul quale si manteneva a stento la coperta, prossima a scivolare a terra. Una quantità di gambe, compassionevolmente sottili in confronto alla sua mole, gli si agitava davanti agli occhi.     Kafka, La metamorfosi

DSCF8428
Immaginazione, fantasia, incubo o realtà, tutti abbiamo pensato almeno una volta a come deve essere la vita da insetto.
Per diventare protagonisti di un film di Cronenberg entriamo nella macchina che “combina i Dna” e che per un attimo ci trasforma in mosche o farfalle; il crome key  proietta in un mondo virtuale e  il cinema 4D  riserva inimmaginabili sorprese.
DSCF8443 DSCF8446
E poi ancora su e giù per Esapolis, tra una mostra e una curiosità,  tra l’entusiasmo di un piccolo entomologo che si affaccia con entusiasmo ad una nuova avventura.
DSCF8436
Ogni informazione che Micael ci offre, con la speciale passione di chi fa questo lavoro, ogni esperienza visiva e sensoriale, ci avvicina di un metro a quel mondo oscuro mostrandoci aspetti che prima ignoravamo,rivelandone un’inaspettata umanità.
DSCF8476
Non importa se un animale sia simpatico o no: ogni specie ha diritto a essere rispettata. Proprio il fatto che ci siano tante specie diverse rende la natura tanto ricca, la diversità è un tesoro da proteggere.
G. Stilton
Un passo dopo l’altro lo spazio che in principio ci separava dalle teche in vetro diminuisce, fino ad arrivare a quel senso di intimità con la natura che si crea solo attraverso l’esperienza diretta.
DSCF8541

DSCF8422


DSCF8424 DSCF8439
DSCF8455 DSCF8460        
Noi di questa esperienza abbiamo fatto tesoro e ne abbiamo portata anche un po’ a casa.
Del bozzolo del baco da seta ho già un idea di cosa fare e i tre insetti stecco, beh, speriamo che li piaccia viaggiare…
DSCF8715          












Informazioni pratiche:
Via dei Colli, 28 Padova.
Esapolis  è un Museo che offre un percorso culturale unico.
Si sviluppa su tre piani per circa 2500 mq di superfici espositive. Oltre alle esposizioni, le mostre relative al tema degli insetti e scienza, i dispositivi tecnologici ed interattivi, nei giorni festivi viene data la possibilità ai visitatori di usufruire di laboratori che permettono un interazione ancora più completa.
Su richiesta sono possibili visite guidate.
Alcuni degli eventi previsti per il 2010:
24 Aprile
Inaugurazione dei nuovi allestimenti con le mostre Insetti e Scienza, Insetti sociali, Entomofagia, il Microlab e altre novità.
26,27 Giugno
Prima festa della Filatura della seta. Un’occasione per assistere al momento più importante della vita del baco da seta.
18, 19 Settembre
Seconda festa della filatura e presentazione catalogo del Museo, una guida ricca per comprendere le collezioni di Esapolis.
Il Museo prevede inoltre una serie di incontri scientifici serali gratuiti aperti al pubblico.
Tra i prossimi eventi il 19 Marzo, Pipistrelli nostri amici,i l 26 Marzo Lotta biologica e chimica e il 2 Aprile Entomofagia, grastronomia per stomaci forti.
Sul sito tutte le altre informazioni.
Related Posts Widget for Blogs by LinkWithin