Chi indovina dove abbiamo passato il weekend?
31/05/10
29/05/10
Di caravelle e del viaggio di un Cheesecake
Uno dei ricordi più belli del primo e unico anno di asilo è quello dell'ora delle storie.
Ci sedevamo tutti nella sala grande, il mangiadischi Penny suonava una canzone e al centro una maestra cominciava a raccontare. Non solo favole e fiabe ma storie realmente accadute, intrise di un significato profondo o addirittura, racconti di mondi lontani e di lontane scoperte.
C'era una volta tanto tempo fa un signore genovese che molto amava viaggiare...
Forse per questo, per la mia data di nascita o per altri motivi che la storia di Colombo e delle caravelle era senza dubbio la mia preferita. Quando ci penso, non posso fare a meno di pensare a quella stanza, al profumo delle pareti, al timbro di quella voce, alla dolce sensazione di attesa. Chissà se è proprio da quei momenti che che è cominciato il mio amore per le storie.
E' un ricordo speciale, uno di quelli che quando irrompe in maniera inattesa ci avvolge nel lato buono del passato.
Vorrei che anche per mio figlio esistessero momenti come questo.
Una storia e un attimo da ricordare come ricordi preziosi.
Una storia e un attimo da ricordare come ricordi preziosi.
E un po’ come Cristoforo Colombo ha viaggiato in quella direzione anche il cheesecake.
Dall'antica Grecia dove veniva offerto agli atleti delle prime olimpiadi, fino al vecchio continente.
Dall'Europa ha viaggiato con gli immigranti verso l’America fino a quel famoso Ristorante della 49th dove Arnold Reuben ha sviluppato la ricetta del moderno cheesecake.
Ieri tra una storia e una caravella è nato anche il nostro primo dolce di formaggio.
La ricetta è di Nonnagiramondo.
Cheesecake
Ingredienti:
Per la base:
200 gr. biscotti tipo oro saiwa
180 gr. di margarina
180 gr. di margarina
Per la crema di formaggio:
3 uova
100 gr.di zucchero
300 gr.ricotta di mucca
250gr. mascarpone
1 bustina vanillina
3 uova
100 gr.di zucchero
300 gr.ricotta di mucca
250gr. mascarpone
1 bustina vanillina
Per la copertura
marmellata, frutta, cioccolato o quant’altro.
Tritate i biscotti fino ad ottenere una polvere e mescolate con la margarina. Stendete l’impasto in una teglia rotonda precedentemente imburrata o ricoperta di carta da forno.
Amalgamate con una forchetta tutti gli ingredienti per la crema di formaggio e ricoprite la base di biscotto.
Infornate a 180°, forno ventilato, per circa 40 minuti. Lasciare raffreddare in frigo.
Dopo un paio d’ore potete sbizzarrirvi con la guarnizione. In assoluto la nostra versione preferita quella con marmellata di fragole fatta in casa.
Semplice, facile, veloce, favolosa.
E forse tra tanti anni anni, quando anche Aj avrà dei figli e si troverà a raccontar loro la storia di Colombo, gli torneranno in mente le nostre noci.
e magari come una madeleine proustiana, anche il sapore del cheescake sulla lingua...


Un dì Isabella Regina di CastigliaNote:
Donò a Colombo un piccolo naviglio
Tre Caravelle con scialuppe e l'equipaggio
Deciso a tutto anche a fare un arrembaggio
Sebbene sia luogo comune che la Niña, la Pinta e la Santa Maria fossero caravelle in realtà soltanto le prime due lo erano. La Santa Maria era una caracca ed essendo la più grande venne usata come nave ammiraglia.
L’idea delle barchette di gusci di noce viene da questo post del bellissimo blog Made by Joel.
Le strofe sono prese da questa canzone dello zecchino d’oro.
Per il terzo guscio di noce ringrazio tanto una nuova amica. Grazie Simona!
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27/05/10
Tihany e l'eco della principessa...
Un'antica leggenda narra la triste storia di una principessa che viveva nel piccolo paese di Tihany, sopra alle acque del lago Balaton. Amava solo le sue capre dal manto dorato e aveva un cuore duro e freddo.Quando rifiutò di sposare il figlio del Re del lago, questo la punì gettandola nelle sue acque. Le capre vennero disperse e l'infelice fanciulla fu obbligata a rispondere a tutti coloro che di là passavano.
Per sempre...
Per sempre...
Lasciata alle spalle la chiesa, si cammina lungo la stretta passeggiata che sovrasta il lago, volgendo lo sguardo alla vista magnifica e superando vecchie case dal pavimento di fango.
Dopo qualche minuto la strada si allarga in una bella radura in cui al centro, rivolta verso il Balaton, spicca l'inconfondibile effigie della principessa triste.
I don't think I'd be expropriating
anybody's ancient right,
if I made this rock my place of dwelling
with a scorned virtue beside (…)Csokonai Vitéz, Mihály
L'emozione è nell'aria, mista a mille sentimenti e ricordi. Il timore che non funzioni, la curiosità, la memoria del passato. Mi pare persino di ricordare il momento esatto del mio primo eco. Una domenica di tanti anni fa sulla cima del Monte Morello. Niente leggende allora ma probabilmente una spiegazione scientifica di quelle che tanto amava mio padre.
Ma fu straordinario lo stesso.
Ma fu straordinario lo stesso.
Ed ora eccoci qua, a metà di questo viaggio affascinante, emozionati e anche un po' curiosi, avvicinarci al basso piedistallo di cemento che ospita la statua.
Difficile descrivere cosa si prova. Mentre tuo figlio grida per primo e di lontano una principessa risponde. Difficile descrivere il suo viso.
L'espressione dei suoi occhi increduli quando la magia di una favola diventa realtà. La gioia, lo stupore e il riso irrefrenabile. Solo un momento da guardare, da fermare per sempre.
Dopo un'ora sono riuscita a fare questo...
Abbiamo salutato la Principessa senza più voce, per passeggiare per il paese deserto, uno dei pregi del viaggiare fuori stagione. Tra le vecchie case di tufo grigio coperte dai tetti di paglia e i giardini pieni di tesori da scoprire.
Le terracotte brillanti dietro al cancello di legno del laboratorio di ceramiche, fatte con il fango rosso e poi dipinte nei colori verdi e blu.
Graziosi personaggi di marzapane fuori dal Marcipal Haz piena di un appetitoso assortimento di delizie e dolci personaggi Disney.
Le vecchie barche della corporazione dei pescatori dentro alla casa di mattoni di fango e coperta di pietra. E i graziosi ristoranti nati dal crescente interesse per questo caratteristico villaggio che in Luglio e Agosto viene inondato da turisti e dall'enorme affollamento dei viaggi organizzati che ne rovinano l'atmosfera.
Per noi Tihany rimane il villaggio della principessa triste, dell'eco, delle risate, di un luogo che fa tornare bambini.
Dei tetti di paglia, delle polverose stradine deserte e perchè no, anche del gulash...
E adesso mentre scrivo e ci ripenso, ancora mi commuovo un po' nel ricordo della tenerezza del mio bambino, mentre con il suo arrivederci grida alla Principessa un ultimo Ti voglio bene...
Informazioni pratiche:
Il villaggio di Tihany è posto sulla sommità di una collina a metà della riva orientale della penisola. Da Tihany rev che si trova sul porto dove attracca anche il traghetto per le auto, si deve continuare a salire per pochi chilometri fino ad arrivare al villaggio.
ho letto in diversi posti che l'eco non funziona più a cause di nuove costruzioni. ecco, non so come era prima ma vi assicuro che dal piedistallo della statua funziona perfettamente!
ho letto in diversi posti che l'eco non funziona più a cause di nuove costruzioni. ecco, non so come era prima ma vi assicuro che dal piedistallo della statua funziona perfettamente!
-Museo marzapane
Diák, nyugdíjas: 180,- Ft Felnőtt: 280,- Ft
-Museo all’aperto: case tradizionali.
Szabadteri Muzeum.
-Laboratorio ceramiche, Batthyany utca 26
Consiglio vivamente, da quanto ho potuto sentire, di evitare l'alta stagione per rischiare di non godere del fascino di questa piccola località.
Oltre all'ungherese è piuttosto diffuso il tedesco.
Per raggiungere la statua della principessa dalla quale si forma l'eco, occorre arrivare all'inconfodibile e bellissima chiesa e poi costeggiare la piccola strada da cui si goda della vista del lago.
Moltissime le località termali in zona.
Come arrivare:
In auto, chi viene dall’Italia può raggiungere il Balaton attraverso la Slovenia.Provenendo da Budapest, si deve imboccare l’autostrada M7, che termina a Siófok, nella riva meridionale. Dopo Siófok si deve proseguire sulla statale 70 (E71), che costeggia tutta la riva meridionale. In alternativa se ci si trova sulla riva opposta si può prendere il traghetto. La statale attraversa diversi villaggi e offre un vista incantevole.
Per la Spiegazione scientifica dell'eco. Valutate voi se è meglio questa o la leggenda. Inutile dirvi che consiglio la favola ;)
Nei prossimi post un'altra imperdibile meta sul Balaton e naturalmente i post su Budapest in tre giorni.
Se conoscete nella vostra zona o in altre luoghi dove si forma l'eco segnalateli nei commenti.
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26/05/10
La Casa nella Prateria.
Dalla Toscana all' Emilia Romagna. Poi il Piemonte e la Val D'Aosta mentre dal finestrino il paesaggio si trasforma, chilometro dopo chilometro. Come cornice verdi colline e pianure e poi d'improvviso lo spettacolo delle Alpi a far da maestoso sfondo ai dolci pendii.
E' il bello di viaggiare sulla strada, scorgendo ogni minimo cambiamento, ogni sfumatura di colore, ogni tetto che si inclina per far scivolare il bianco d'inverno.
E poi ancora avanti, attraverso il candido gigante che ci trasporta in territorio francese, verso la nostra meta.
Un' ultima strada avvolta nel verde dei campi e finalmente è l'ora di fermarsi. Davanti c'è la casa nella prateria.
Anche se non è la prima volta che ci incontriamo adesso è tutta un'altra cosa. E' un po' come entrare in un blog, come quando Jane e Michael Banks entrano nei quadri di Bert lo spazzacamino. Hop, un salto e siamo dentro a quel mondo che siamo abituati a leggere su uno schermo, niente click ma tutto a portata di mano. E sembra di conoscerlo così bene che non si può non sentirsi a casa.
Bastano pochi minuti ed è come se ci fossimo da sempre, io e Claudia a chiacchierare ininterrottamente, i mariti a bere una birra e i bambini a correre intorno alla casa. E poi a giocare, saltare, inventare con l'emozione di chi sa che passerà tre giorni insieme.
Tra zuppe di fango e nuove esperienza da vivere insieme.
Come la giornata trascorsa ad Andilly per il Grandes Mediévalés
Un pomeriggio indietro nel tempo di centinaia di anni tra un duello e una tenzone, fate, mostri e cavalieri.
O la gita ad Annecy, camminando tra i suggestivi vicoli e incontro alle case che si specchiano nelle acque. Passeggiando lungo il lago.
E poi un tuffo nel mondo dei meravigliosi sapori francesi, le favolose crepes di Jean, il barbecue della Domenica, la raclette, le escargot...
Ma quello che oltre a tutto è stato più straordinario. Oltre ai sapori, al profumo della campagna, al Medieval, alle splendide immagini del lago che lasciano senza fiato, all'amicizia e l'ospitalità. Oltre a tutto questo, straordinari sono stati ancora una volta i bambini. E per noi, (e credo per Claudia sia stato lo stesso) vedere loro.
Vedere i loro occhi riempirsi di gioia, vederli giocare serenamente insieme, coalizzarsi la sera tardi per non andare a letto, stanchi, distrutti dalle mille emozioni ma con la voglia di stare ancora insieme. E poi rubare un po' delle loro parole, in auto, sentirli progettare alzate notturne, condividere misteri e risate.
Ah le loro risate!
Ah le loro risate!
Mi risuonano ancora nelle orcchie e continuano a scaldarmi il cuore. La loro gioia è la nostra gioia.
Speriamo di avervi presto qui da noi...
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