29/09/08

Coimbra, amor di studente

E' la mattina di un mercoledì di Settembre, il cielo è coperto ma non ci preoccupiamo. In questa regione portoghese capita di frequente, il soffito del mondo ama imbiancarsi di nuvole al mattino, per poi mostrarsi in tutta la sua bellezza celeste prima di pranzo. Che ci volete fare, è fatto così, è un po' timido.

Siamo a Coimbra, città che ha dato i natali a ben sei Re e parcheggiamo l'auto davanti al grande Mercato coperto. I mercati stranieri ci affascinano da sempre, così uguali, così diversi. Prendete ad esempio la bancarella della frutta. in ogni paese oltre ovviamente al cartelllino scritto in una lingua diversa, la frutta è accomodata sul banco con una tecnica diversa. C'è chi si butta sulla estetica, come il famoso Mercato di Barcellona, chi sulla qualità, chi sul gioco delle forme. insomma, ci si potrebbe scrivere un libro; immaginate: "Trattato sulla disposizione della frutta nei mercati del mondo" oppure "Psicologia di una mela al mercato". E poi, non immaginate quante cose si capiscono su un paese, semplicemente facendo un giro per il suo Mercato. Innanzitutto è difficile trovarvi turisti, e poi capita di incontrarci alcuni dei rappresentanti più tipici del paese, come la nonnina che va a fare la spesa, la donna in carriera che passa a prendersi una insalatina tra un cliente e l'altro e chi, al Mercato, ci va semplicemente per fare due chiacchiere. Se volete conoscere i segreti che si celano dietro alla apperente calma di una qualunque città, non andate allufficio informazioni turistiche, andate al Mercato!! Ma torniamo a noi, dopo aver visitato il piano dedicato al pesce per fotografare l'immancabile Bacalhau,

bacalhau

ci inoltriamo verso il centro della città bassa, al Largo Portagem, dietro al fiume chiamato non a caso O rio dos poetas ". Eh Si perchè di poeti questa bella città ne ha conosciuti molti,
grazie
gita scolastica per le strade di Coimbra
alla splendida Università, una delle più prestigiose del mondo che dall'alto sembra abbracciare l'intero paese, con la sua cultura e le sue tradizioni. Passiamo sotto l'Arco de Almedina

,Mammagiramondo che si inerpica per salite

la porta di accesso della città vecchia, intrufolandoci tra vicoli acciottolati, strette strade in salita, ripide scalinate. Il tutto costeggiato da curiosi alberghi, ristorantini e piccoli negozi. La fatica è ripagata dalla vista della cattedrale, la Se Vehla, che con la sua facciata imponente

Sè

Acquasantiera

ci si presenta davanti con tutta la sua bellezza. Dobbiamo fare ancora un po' di strada, diciamo una scalata alla cultura, e siamo arrivati. La Vehla universidade, fondata nel lontano 1290, con la torre barocca dell'orologio, soprannominata affettuosamente dagli studenti, la cabra (capra), e i rintocchi delle sue campane che hanno annunciato per due secoli, l'inizio delle lezioni.

cabra

Tali rintocchi sono stati però, in passato anche tristi annunciatori delle horas tristes, tra le sei di sera e le sette del mattino. Periodo in cui gli studenti non potevano uscire di casa per evitare che si distraessero dallo studio.Vanto e simbolo dell'intera nazione si può senz'altro affermare che la vita di Coimbra ruota a ttorno a lei, orgoglio della città. Pensate, persino il famoso fado si distungue dagli altri perchè è cantato solo dagli uomini ed è appannaggio quasi esclusivo di professori e studenti dell'antico ateneo:

"Amor di studente non dura più di un'ora, Cosa puoi desiderare di più delle tue belle donne, del tuo fado, della tua terra" (Rime baciate del fado di Coimbra).

Inutile dirvi delle meraviglie che celano questi edifici, dalla indescrivibile biblioteca Joanina con i suoi 30000 volumi alla capela do Sao Miguel con le pareti ricoperte di azulejos policromi. Ciò di cui però vorrei parlarvi si trova proprio fuori da queste mura, dietro ad un intrico di vicoli, piazzette, botteghe. Si tratta delle republicas, comunità alloggio per studenti la cui storia mi aveva affascinato durante la preparazione del Viaggio e che ero ansiosa di vedere con i miei occhi.

Aj studia la mappa della città!

"Uno studente che decide di entrare a far parte di una republicas deve sapere che il bene della "casa" viene prima del proprio."

Questo breve principio descrive approssimativamente lo spirito di questa comunità che si caratterizza ancora oggi per l'esaltazione dei valori universitari che legano il passato al presente. All'interno della casa si decide all'unanimità e tutti i membri ne sono responsabili. Pensate che tutte le case si riuniscono periodicamente nel Conselho das republicas in dibattitti che possono durare intere notti.

.republica dos galifoes

Ogni casa ha ideologia e storie proprie che vengono manifestate dentro e fuori dall'edificio con cartelloni, disegni, manifesti e persino oggetti vari appesi alle finestre.

In una "casa" ho notato persino un fantoccio di stoffa impaccato fuori dalla finestra e che rappresenta gli studenti praxisti, in divisa nera e con il mantello , che aderiscono alla goliardia.

DSCF3734

Esistono dal 1309 ed è affascinante pensare alla storia che qui è passata, opposizione al regime, resistenza, ribellioni studentesche.

Si potrebbe stare a ore in queste strade, a leggerene il nome, curiosare dalle vetuste finestrelle, scorgendo ogni tanto una targa, in memoria di chi qui c'è nato, o magari, morto.

DSCF3738

Voliamo di nuovo verso la città bassa,

DSCF3740

correndo e spingendo il passeggino in una ideale gara di carrozze. Si urla, si ride, di quella gioia semplice per la vita, per il piacere della scoperta, della conoscenza, del viaggio che continua...

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28/09/08

Teatro- Museo Dalì, l'apoteosi della stravaganza

image

Non troppo lontano da Barcellona c'è un piccolo paese che probabilmente avrebbe contribuito ad allungare la lista dei numerosi piccoli luoghi sconosciuti della terra, se non avesse dato i natali all'eccelso, indiscutibilmente geniale quanto stravagante Salvador Domingo Jacinto Dalì Domenech che a Figueres l'11 Maggio 1904 ci è nato e... c'è anche morto. Pittore del surreale, dei mondi onirici, dell'assurdo , la sua vita è stata segnata dalla stranezza, dal successo, dall'amore ossessionato per la moglie, la femme visible, sua modella e musa per tutta la vita. Colui che amava dire"Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì" è sepolto proprio lì, nella cripta del teatro Museo di Dalì, in rispetto alle sue volontà ed è lì, che oggi vi porterò...

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Se come me, vi arrivate dalla piccola stazione e percorrete la stretta strada un po' in salita che giunge al Museo, rimarrete sbalorditi davanti a quello che troverete. No, non siete a Disneyland o su qualche set hollywoodiano, questo è proprio l'incredibile Teatro Museo. Questo capolavoro fu costruito nel 1974 sopra le rovine del vecchio teatro, distrutto da un bombardamento durante la guerra civile spagnola eh, si quelle che vedete sul tetto sono proprio uova; grandi, gigantesche uova bianche!!

Se da fuori il Museo appare strano, aspettate di entrare all'interno, dove, vi assicuro, non verrete in alcun modo delusi. Oltre ai notissimi e fantastici dipinti anche collage, marchingegni elettronici, mobili attaccati alle pareti e quanto di più assurdo potete immaginare. assurdo ma come ho già deto geniale. Rimarrete incantati dalla particolarità delle tele, fino a guardarene il più piccolo particolare. Appena entrati, nell'atrio, noterete una grande macchina nera.

DSCF0655

Non stupitevi se notate un po' d'umidità"all'interno, perchè in questa macchina piove dentro!!. Basterà inserire 1 euro e potrete godervi l'immagine del pilota inondato da un perfetto temporale.

E ancora interi e meravigliosi soffitti dipinti,

DSCF0682

quadri con illusioni ottiche, ologrammi (da grandissima ammiratrice li ho fotografati

praticamente tutti!!).

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Un giorno Dali' disse:" L'unica differenza tra me e un pazzo, è che io non sono pazzo".

Camminando per i corridoi, scendendo e salendo le scale del Museo, che è esso stesso una grande unica opera d'arte celo chiediamo anche noi. Pazzia? Non so ma senza dubbio se la follia l'ha portato a fare questo allora ne sono felice. Che lo sia stato. Continuiamo ad aggirarci per le sale, illuminate, quasi storditi da tanta stranezza e meraviglia. Ad un certo punto mi guardo intorno e quasi mi sembra di vedere due grandi baffi, un viso simpatico, un

sorriso.

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Chissà, forse dalla sua cripta, dentro al Museo, l'artista sta ridendo e nella sua infinita vanità, godendo ancora un po' dell'estasi che continua a far provare ai suoi ammiratori.

Informazioni pratiche:

Sia che veniate da Girona che da Barcellona potete facilmente raggiungere figuers con il treno, anche dallo stesso aeroporto. Per orari e prezzi cliccate qui . Io ho approfittato del volo serale da Girona per lasciarmi Figueres come ultima tappa prima di tornare all'aeroporto. In tal caso considerate che il Museo ha un ampio guardaroba dove potrete tranquillamente lasciare i vostri bagagli.

Per la mappa di Figueres e altre notizie utili clicca qui.

Per vedere il sito web del Museo clicca qui.

25/09/08

Braga e il Santuario di Bom jesus


Questo detto portoghese descrive sinteticamente alcuni dei luoghi più belli e noti del paese.
E in effetti Braga, uno degli insediamenti più antichi dalle autentiche radici celtiche prega, prega dentro al suo monumentale, grandioso Santuario di Bom Jesus, a soli 5 km dal paese.

Ed al Santuario ci siamo arrivati proprio di fronte, seguendo la bellissima strada in salita all'interno di un bosco; siamo scesi dall'auto e abbiamo alzato la testa, rapiti dalla geometria della architettura e dall'ambiente circostante.
Oltre 1000 sono i gradini di questa via crucis che conduce alla chiesa e  pensate che c'è chi le scale se le fa in ginocchio.

Dall'alto la scala non è interamente visibile e perciò iniziamola discesa per scoprirne, girandosi, a poco a poco, il magnifico insieme.
DSCF3617
 Mio figlio naturalmente indossa il suo irrinunciabile cappello e spada in mano si appresta a scendere con noi i gradini che lo porteranno a compiere la missione di oggi: diventare un vero cavaliere!

Curiosità su Barcellona: la leggenda delle oche guardiane!

Lo scorso Ottobre per il mio compleanno, trovo dentro al regalo una bella sorpresa: un Viaggio a Barcellona!!! Guida alla mano eccoci a girare per il Barri Gotic, il quartiere che attraversa in lungo e in largo il cuore gotico di Barcellona! Camminando lungo la miriade di stradine entriamo nella Cattedrale la cui l'imponente facciata gotica ci si mostra quasi all'improvviso (anche se purtroppo parte in fase di restauro). Le navate, il Battistero, le magnifiche cappelle e poi...il Chiostro!!! "Che c'è di strano?" Mi chiederete. Ebbene anzichè superficie pavimentale, nel centro del chiostro c'è un laghetto con delle palme altissime in cui vengono allevate 13 oche!!! . Io e Aj "Anatre?" Direte voi, e l'ho detto anche io!! Eh Si, secondo la leggenda locale le 13 oche rappresentano gli anni del martirio di Santa Eulalia e fungono come la versione starnazzante di un cane da guardia di notte!!!! Per chi non lo sapesse la povera Eulaliala è la patrona di Barcellona , la quale subì il martirio a soli 13 anni in epoca Romana; la leggenda dice che fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve e coprì il corpo; le autorità di allora la misero in una botte chiodata e la rotolarono per una stradina che adesso si chiama Baixada de Santa Eulàlia. P.S Che ne pensate dell'idea dell'Oca da guardia?

Barcelos e il famoso galletto!

Dopo un paio di giorni passati a gustare Porto, ad esplorare gli angoli più nascosti e ad assaporare la ricca e gustosa cucina del Minho, tra un sarrabulho e un bachalau, facendo incetta dei meravigliosi dolci a base di uova, prendiamo la nostra auto a noleggio, sapientemente parcheggiata nel garage dell'Albergo e siamo pronti per esplorare il Nord del Paese. Guidiamo attraverso le deserte strade del Minho, terra di grandi contrasti, dalle valli ombrose e selvagge ai villaggi sperduti, dalle lunghe spiagge atlantiche alle città monumentali, per arrivare a Barcelos attraversando la storia del Portogallo. Oltre che per il grandissimo mercato Barcelos è famoso proprio per i galletti in legno dipinti con la cresta rossa nati da una bella leggenda medievale e diventati oramai, simbolo di questa nazione.

Sentite un po'...

" Un viandante galiziano che passava proprio per Barcelos fu accusato ingiustamente di omicidio. L'uomo venne condannato all'impiccagione ma, prima di morire, chiese di poter vedere il giudice che stava mangiando in compagnia di amici. Davanti a tale banchetto, il galiziano chiamò come testimone della sua innocenza il galletto arrosto che aveva visto sulla tavola chiedendogli di mettersi a cantare nel momento dell'esecuzione. naturalmente fu deriso, ma nel momento in cui gli misero la corda al collo il gallo improvvisamente si rizzò sul tavolo e... cantò!! Il Viandante venne liberato e daltronde, cos'altro avrebbero potuto fare?"

Arrivati nella grande piazza del carinissimo paese camminiamo con il sorriso sulle labbra alla vista dei tantissimi galli di ogni forma e dimensione e rido adesso se rivolgo lo sguardo al

nostro tavolo da pranzo, dove c'è n'è uno proprio in bella mostra. Eh si , non ho proprio resistito alla tentazione, sarà turistico, dite quello che volete ma è troppo carino.

Galli sulle mensole, galli nelle piazze, galli in vetrina ma... anche a tavola!!!

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Porto, la città del granito

Immagine mappa

La nostra prima tappa è Porto, la città del granito, così chiamata perchè palazzi e chiese sono costruite con questo matriale che le dona, ma solo in apparenza, un aspetto un po' serioso. Pensate che è proprio a questa città che il Portogallo dve il suo nome; la città di Cale, con il suo Porto era infatti in epoca romana una base strategica per le legioni dell'impero. A pochi passi dal nostro albergo, in stile tipicamente portoghese passiamo dalla Praca Liberdade e tra giardini, palme e marciapiedi di mosaico, accompagnati dallo sferragliare dei tram ci incantiamo davanti ai primi azulejos. L'aspetto tenebrose datogli dal granito viene infatti oscurato dall presenza di queste favolose "piastrelle" che qui dedorano le facciate di chiese e palazzi e che ci accompagneranno un po' lungo tutto il nostro viaggio. Ma quello che ci affascina veramente è la Ribeira, il caratteristico quartiere sulla riva del fiume, costellato da decine di ristoranti, Churrasquerie e bancarelle di frutta e pesce.Ci si può perdere tra i suoi vicoli imbiancati, ma quando se ne esce, di fronte al Douro, è un magnifico guardare. Strette case decorate e spesso coperte da panni stesi che sembrano fare capolino sul fiume, sovrastato dal meraviglioso ponte in ferro che porta l'indiscutibile firma di Gustave Eiffel.

Sotto, un altro ponte, il Dom Luis I che ad attraversarlo, ci porta a deliziare i palati con il famoso Porto , le cui numerose cantine, si trovano a breve distanza. Amiamo da subito questo quartiere, con i suoi odori e profumi e il fado che esce dal giradischi di un vecchio negozio di souvenir. Uno dei divertimenti dei giovani portoghesi è quello di saltare proprio dal famoso ponte e rimaniamo colpiti, quasi impauriti nel vederli saltare. E' quasi l'ora del tramonto e improvvisamente ci si avvicinano due signore con qualcosa in mano. Inizialmente immagino che vogliano venderci qualcosa e invece ci regalano du biglietti per il noto bus turistico, quello a due piani rosso che corre sempre nelle città più famose. Ci dicono che sono appena scese e che è stato bellissimo. Alla mia titubanza rispondono, "...non perdetevelo, ecco i biglietti". E così. eccoci a bordo, in cima al secondo piano, cuffie nelle orecchie e via. devo dire che sebbene non ami particolarmente questi mezzi, per l'unico motivo che adoro camminare e vivere la città "dal basso", è stato veramente un belissimo giro che ci ha permesso di seguire il Douro fino a Foz, respirare l'aria di mare e vedere con il sole che cala, la città che si illumina. "Dall'alto" dopotutto, non è stato poi così male e i sobbalzi che si sentivano dalla cima dell'autobus, hanno fatto ridere tanto Aj.

I nostri stomaci ci avvertono che è ora di cena.C'è veramente l'imbarazzo della scelta ma i localini della Ribera ci sembrano troppo turistici. Credo che uno dei modi per vivere meglio l'immagine di un paese sia anche attraverso il gusto e la vera cucina. E non parlo di quella che troppo spesso si trova nelle decine di ristoranti per turisti. Volete un consiglio? Diffidate di quelli con menù fisso e con la carta tradotta in più lingue. Mi affido all'ottima guida d'autore che ho acquistato che mi descrive la Churresqueria Moura come un ottimo ristorante popolare. Non c'è dubbio, è stata un'ottima scelta!!! Dopo qualche antipasto tipico che in Portogallo viene sempre servito appena seduti cominciamo con le mitiche zuppe che preludono al secondo piatto, caldo verde e legumes.

Passiamo poi a pollo e maiale con riso e patate. Il tutto annaffiato con dell'ottima Sagres. Siamo completamente soddisfatti. Siamo gli unici turisti e il proprietario è gentilissimo. Ci godiamo la nostra cena mentre Aj gioca con le sue adorate macchinine, allietati dal suono appassionato della lingua portoghese. Il conto è una sorpresa. 12 euro! Ci sentiamo in imbarazzo, ci sembra quasi regalato. Ma il Portogallo è anche questo...

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video


Adesso che siamo tornati, sfogliando le pagine dei miei appunti di viaggio, guardando una ad una le mille foto che abbiamo scattato, istantanee di attimi di vita vissuta, chiese, palazzi, case, persone...vita... mi coglie già la nostalgia, nostalgia per un paese che ci ha stregato, nostalgia per l'oceano che ci si è attaccato addosso, Atlantico che hai trasformato i contadini in marinai, che hai cambiato la sua storia e la sua identità.



Anche qui sono arrivati i Mac Donald's e i centri commerciali, ma è diverso. Il Portogallo è diverso. Come ha detto qualcuno che questo paese lo ama davvero, mentre gran parte del mondo urla qui si parla sottovoce.

Tremare davanti alle meraviglie dell'Architettura portoghese, scoprire vicoli nascosti, godere dei sapori veri e genuini di una buona tavola, indugiare di fronte alla scelta delle numerose qualità del nettare del Douro, inseguire le vite dei grandi artisti a cui questo paese ha orgogliosamente dato i natali, rinascere davanti alla forza delle onde che muoiono sui faraglioni, struggersi ascoltando le struggenti note del fado... E ancora fermarsi sulle strade deserte dell'Alentejo, tra gli sterminati campi di grano, con il cuore che batte troppo forte per andare avanti.

Fermarsi e sognare.

Questo e molto altro è stato il nostro Viaggio alla scoperta del Portogallo che mai cesseremo di ringraziare per le emozioni che ci ha fatto provare...

Informazioni pratiche:
Partenza con Volo Ryanair Pisa - Porto
Noleggio auto:Webcarhire
Km percorsi in Portogallo: 1269
Principali luoghi visitati in Portogallo:
Porto, Barcelos, Braga, Coimbra, Alcobaça, Batalha, Obidos, Fatima, Tomar, Nazarè, Sintra, Lisbona, Belem, Evora, Lagos. (Appena avrò scritto i post per ogni città potrete cliccarli da qui)
Passaggio in Spagna: Lagos - Siviglia con Pullman Eva transportes
Ritorno con Volo Ryanair Siviglia - Pisa

Se anche voi come me siete affascinati da questa terra e volete partire, non esitate a contattarmi per qualunque consiglio lasciando un commento.

22/09/08

Istanbul per bambini!!!!

Post in risposta alla richiesta di Telemaco.
Istanbul è una città magnifica dove anche i principali luoghi d'interesse possono trasformarsi in puro divertimento per i bambini. Correre a piedi nudi sui grandi tappeti delle moschee, magari avvolti nelle morbide stoffe colorate per coprire le gambe, camminare sui ponteggi della cisterna sotterranea, osservando i pesci che nuotano o vestire i panni di 007 come nel film "Dalla Russia con Amore" divertirà i vostri bambini e vi permetterà di godere tranquilli dell'incanto di questi magnifici luoghi. E ancora sedersi in un caffè turco e farsi leggere i fondi di caffè, immaginarsi delle principesse nell'harem di Topkapi, imparare l'arte della contrattazione nei migliaia di negozi del Gran Bazaar, o fare un giro sull'ultimo piano dei bus turistici; questo e tanto altro renderà speciale la vacanza dei nostri piccoli viaggiatori. Talvolta però, per i piccoli più esigenti c'è bisogno anche di qualcosa di più, qualcosa che sia stato appositamente creato per "loro".
E allora, eccovi un piccolo elenco delle principali attrazioni per bambini ad istanbul:
La Turchia in miniatura: Si tratta di un grande parco dove sono ricostruiti fedelmante 105 modelli in scala 1:25, moschee, palazzi torri, con tanto di piccole piante, erba e bonsai;questo ma non solo, potrete visitare il Parco a bordo di un trenino, perdervi nel labirinto vegetale, fare un partita con gli scacchi giganti o una corsa con il go kart per i più grandicelli!! E ancora saltare sui tappeti elastici, ascoltare storie dall'albero magico o guidare un ferry boat con gli appositi comandi. Eh si, perchè molte delle attrazioni sono interattive e daranno la possibilità ai vostri bimbi di interagire con i modellini.
Il divertimento è quindi assicurato per tutte le età, perchè, ammettiamolo, queste cose divertono anche noi!!!! Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 e costa 10 YTL (6 euro). Come arrivarci: Da Taksim; 54 HT ( Hasköy / Taksim ) Bus Da Mecidiyeköy and Şişli ; 54 HŞ ( Hasköy / Şişli ) Bus Da Eminönü ; 47, 47 Ç, 47 E Bus Da Topkapı ; 41 ST ( Seyrantepe / Topkapı ) Bus O anche con Seyrantepe / Topkapı minibuse
Per ulteriori informazioni:
http://www.miniaturk.com.tr/ (potete visualizzare il sito anche in inglese)
Museo del giocattolo: Questo museo è un luogo imperdibile dove i bambini si divertiranno ad ammirare centinaia di splendidi giocattoli e noi genitori torneremo bambini. Bambole di ogni tipo, veri villaggi di indiani e cowboy, caserme dei pompieri ma anche Babbo Natale, Superman, Batman e i super eroi preferiti dai vostri figli.
E ancora un intero piano del palazzo che riproduce un sottomarino e che vi farà sentire 20000 leghe sotto i mari, spettacoli di magia per bambini dai 7 anni in su (la Domenica alle 15:30) e teatrino delle marionette (solo nei weekend alle 13.30).
Per divertirsi e tornare bambini!!
Il Museo è aperto dalle 09:30 alle 18:00 nei giorni feriali e dalle 09:30 alle 19:00 nei weekend. Chiuso il Lunedì, costa 8 YTL
Come arrivarci:
Il Museo si trova a breve distanza dalla stazione di Göztepe che potrete raggiungere con gli autobus N.10, 10B, 10S, 14ÇK, 14KS, 17, 17L, 19F, 19K, 19M, 19S, GZ1, GZ.
Per ulteriori informazioni:
Museo navale: Questo Museo piacerà particolarmente ai piccoli marinai, custodisce infatti i famosi caicchi con i quali i sultani navigavano sul Bosforo e interessanti esposizioni consacrate alla storia della marina ottomana .
E se ancora ai vostri bimbi non basta, potrete sempre fare un giro con il calesse sulla Princess' Island, raggiungibile in Barca in circa 1 ora e 45 minuti. Sull'isola sono bandite le auto, perciò potrete muovervi a piedi, in bici o proprio con il calesse. O ancora salire sulla Torre di galata o fare un giro in barca sul Bosforo.
Per concludere, forse in questa città non troverete i mitici Parchi di divertimento del Garda o il grande Acquario di Genova ma vi posso assicurare che i vostri figli si divertiranno tantissimo, sta solo a voi aiutarli a sognare, Istanbul, con la sua magia, farà il resto...
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13/09/08

Il segreto delle Pastèis de Belem

Oggi saremo a Lisbona, scendendo e risalendo per i suoi vicoli, tra un elevador e l'altro e sferragliando a bordo del mitico tram numero 28. Poi ci aspetta Belem e qui...
...un aroma di panna e cannella si sparge nella zona, all'ingresso di rua de Belèm, la lunga arteria turistica di Lisbona occidentale. C'è quasi sempre un po' di fila per entrare in questo luogo sacro della pasticceria mondiale sopravvissuto all'industrializzazione, alla vendita o al franchising. Siamo davanti alla Pastèis de Belèm, la fabbrica di quei peccati di gola portoghesi che sono i pastèis de nata, gli unici, gli originali.
Circa diecimila pasticcini artigianali, fatti totalmente a mano, vengono sfornati ogni giorno da lì, freschi e caldi, pronti per essere consumati in loco o venduti.Come ogni ricetta segreta, anche quella dei pastèis di Belèm è avvolta nella leggenda.
Pare che la formula magica sia invenzione dei monaci del vicino Monastero dei Jèronimos. Con la rivoluzione liberale, nel 1820, gli ordini religiosi furono estinti in Portogallo e i suoi conventi furono nazionalizzati. I lavoratori laici che vivevano in quei luoghi, tra cui i pasticceri, cercarono lavoro fuori. Si dice che il pasticcere dei Jèronimos, custode dell'antica ricetta, sia andato a lavorare presso una raffineria di zucchero delle vicinanze e così, nel giro di qualche tempo, i "veri pasticcini di Belèm" furono venduti al pubblico. Seguì un immediato successo che varcò i confini nazionali fino a New York e al Giappone.
Molti sono stati i tentativi di imitare il lavoro del pasticcere dei Jèronimos che si alzava la mattina presto per modellare i suoi piccoli capolavori di gusto così come gli aveva insegnato il frate inventore della ricetta, in grande segreto, chiuso nella sua stanza, senza mai lasciare entrare nessuno. Per proteggersi dalle imitazioni, il proprietario della pasticceria registrò in seguito il brevetto della ricetta che attualmente è conosciuta solo da tre persone: un pasticcere che da oltre cinquant'anni lavora nella casa di produzione e due fidi aiutanti. Tanta è l'importanza di questa specialità gastronomica lisboeta che i tre detentori del segreto hanno dovuto fare giuramento e firmare un atto in termini di responsabilità di non rivelare mai il segreto della ricetta. Il successo di queste paste così raffinate e gradite al pubblico è stato persino oggetto di studio. Pedro Clarinha, gestore della casa dal 1984, ne ha viste passare tante di richieste sotto le sue mani: dagli studenti delle scuole elementari ai dottorandi di Antropologia, incuriositi dal "fenomeno" pastèis di Belèm. E lo stesso Pedro è un appassionato della storia dei "suoi" pasticcini sì da conservare accuratamente tutte le stampe, i ritagli, le fotografie, le curiosità e gli autografi dei personaggi famosi passati da lì.
Ma cosa rende così irresistibili questi dolci alla panna e cannella? Il lavoro artigianale, innanzi tutto. Ancora oggi nella Pasticceria di Belèm la pasta è modellata a mano, nelle forme, da un gruppo di donne. Il resto lo fa la ricetta segreta. Sedersi al tavolo della Pasticceria è molto più che un rito turistico, è un piccolo ingresso nella leggenda gastronomica di Lisbona. Vista l'affluenza di pubblico, il locale è stato ampliato ed oggi è un vero labirinto di angoli con tavolini a non finire.(liberamente tratto da un articolo del sole 24 ore di C. Martino)
Volete provare a farli? Eccovi la ricetta, non sarà quella supersegreta, ma mi auguro che sia buona!!!
Ingredienti
pasta sfoglia
4 tuorli d'uovo
2.5dl di panna
1 cucchiaino di farina
100gr di zucchero
la scorza di 1 limone
cannella in polvere
zucchero a velo q.b.
Stendete la pasta sfoglia molto sottile e foderate uno stampo per muffins o piccoli stampini precedentemente imburrati.Preparate la crema mettendo i tuorli, lo zucchero, e la farina in una casseruola, aggiungete la panna, la scorza del limone e mescolate bene.
Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione, quindi levate dal fuoco, eliminate la scorza del limone e lasciate raffreddare la crema. Riempite le "coppette" di pasta sfoglia con la crema e cuocete in forno già caldo a 225°C per circa 10/12 minuti.
Le pasteis devono risultare molto dorate con la superficie un pò caramellata.
Servitele tiepide spolverizzate di cannella e zucchero a velo.

Ovviamente fatemi sapere come sono venute!!!

11/09/08

La leggenda di Ines de castro e Pedro I Monastero di Alcobaca

Qusta mattina ci sveglieremo nel nostro Hotel di Alcobaca, aprirò la finestra proprio di fronte ala Real Badia de Santa Maria e mi incanterò ad ammirare questo incredibile Monastero, pensando alla struggente storia di Ines e Pedro I... la Passione e la Guerra...ascoltate:
Nel 1340 il principe ereditario Pedro si innamorò della bella Ines di Castro, una "semplice" dama di compagnia. Alfonso IV, suo padre vietò in modo assoluto al figlio di sposarla e temendo che il legame con la donna, imparentata con la corona di Castiglia, potesse pregiudicare l'autonomia del Portogallo, la bandì dal palazzo!!
Pedro, troppo innamorato di Ines per dare ascolto al padre, sposò la sua bella, nascondendola poi in una tenuta di campagna nei pressi di Coimbra.
Il sovrano purtroppo scoprì il sotterfugio e convinto dai consiglieri di corte, fece uccidere la povera sposa!
Il dolore per la perdita di Ines rese pedro folle e , una volta salito al trono fece strappare il cuore ai responsabili dell'assassinio dell'amata. Poi, riesumato il corpo, incoronò il cadavere nel Monastero di Santa Cruz e obbligò i cortigiani a baciare la sua mano, ormai, in un evidente stato di decomposizione.
Oggi, Ines e Pedro riposano vicini, nelle splendide tombe del Monastero di Alcobaca...

09/09/08

Anche i cittadini di porto hanno il loro soprannome!

Appunti prima della partenza...

Una curiosità: dopo i mangiapatate tedeschi e i mangiaspaghetti italiani anche i cittadini di porto hanno il loro soprannome, tripeiros, perchè la trippa è il loro piatto forte!! La tripas à moda do Porto è fatta di interiora di manzo e pollo cotte nel vino rosso del Douro, inseime a i fagioli, cipolle, patate, aglio, salsiccia e pepe nero.

A dire la verità non amo molto la trippa, anzi, a dirla tutta non credo neppure di avere mai trovato il "coraggio" di assaggiarla, ma credo che questa sarà la volta buona!!! D'altra parte per immergersi veramente nell'atmosfera di un paese bisogna provare anche questo!!!
Per chi resta a casa eccovi la ricetta e se qualcuno avrà il coraggio di provarla, beh, mi faccia sapere come è andata.

Ingredienti Trippa: 1 kg

Cipolle: 2

Alloro (foglie): 2

Aglio (spicchi tritati): 4

Pomodoro (conserva): 2 cucchiai Preparazione Lavare in abbondante acqua corrente un kg di trippa già precotta. Tagliarla a listerelle sottili e saltarla in padella con poco olio assieme a 2 cipolle affettate, 2 foglie di alloro e 4 spicchi di aglio tritati. Bagnare con vino bianco e farlo sfumare, salare, pepare e coprire a filo con acqua calda. Incoperchiare e far sobbollire per 2 ore. Aggiungere 2 cucchiai di conserva di pomodoro e lasciar cuocere altri 30 minuti. Spruzzare con poco Xeres secco al momento di servire accompagnando con patate novelle cotte al vapore.

08/09/08

Porto e il nettare del Douro



Ciao a tutti, in questo momento probabilmente dovrei essere arrivata Porto, il principale centro del Nord del Portogallo; amo chiamarla con il suo soprannome, "la città del granito" perchè chiese e palazzi sono costruiti con questa pietra che le dona un aspetto un po' serio, in netto contrasto con il brillante verde delle sue valli. Cammineremo attraverso l'aria tenebrosa degli edifici, spezzata dai magnifici azulejos che qui, a differenza di altre città dove rivestono soprattutto gli interni, vengono usati proprio per decorare le facciate.
Attraverseremo il ponte Dom Luis I per raggiungere Villa Nova de Gaia per scoprire i segreti del famosissimo vino a cui questa città dà il nome, segreti celati nelle cantine delle numerosissime case vinicole arroccate tra il fiume e la collina.
Ci caleremo quindi nell'oscurità delle caves per inebriarci del profumo del nettare del Douro.
Pensate che l'origine del porto è narrata proprio da una leggenda:
"Verso la metà del settecento i figli di un mercante inglese portarono in patria alcune botti di vino. I viticoltori portoghesi, per garantirne la conservazione durante il lungo viaggio, aggiunsero un po' di brandy!! Il risultato fu un vino generoso che appassionò gli inglesi e , in due secoli, si rivelò un ingrediente pregiato per insaporire i numerosi piatti!"
Il Porto è stato il primo vino doc della storia; prodotto sulle colline dell'Alto Douro il mosto raggiungeva un tempo la città di Vila Nova in barili trasportati dai rabelos, imbarcazioni a vela.
Nelle cantine, il mosto trascorre diversi anni in botte e diventa bevibile dopo 5 o 6 anni; raggiunge però la vera pienezza soltanto dopo ben 30 anni.
Nelle cantine la degustazione è gratuita! Inizia con l'avvicinamento dei bicchieri: un sorso di porto viene fatto ruotare nel calice e sacrificato per eliminare ogni intrusione gustativa. Si assaggia un Ruby di 3 anni, un Tawny di 4 e così via fino a riempire la bocca con un bouquet pieno, il Duque di Braganca di 20 anni, molto secco e profumato.
Che dire, speriamo di riuscire a trovare l'uscita!
Fonte delle informazioni: Clup guide Portogallo, guide d'autore.

05/09/08

Parco dell'uccellina (maremma) 2°parte

L' avventura continua... Le bici si possono noleggiare alla biglietteria del Parco ma devono essere riportate entro le 16:45. Se avete intenzione di rimanere più a lungo, acanto al Parcheggio c'è un grande "biciclettaio" dove, anche se le bici sono un po' meno nuove, potrete addirittura riportarle dopo l'orario di chiusura. I prezzi sono gli stessi e il percorso in bici al mare è gratuito.
Presi i nostri bolidi e sistemato Aj nel comodo seggiolino dietro, si parteee.
Ah quale incanto per i nostri occhi!! Superato il sentiero che costeggia la strada infatti ci si immerge nella vera campagna maremmana, campi sconfinati, fattorie, mucche cavalli.

Il percorso è vermente splendide, l'atmosfera d'altri tempi e ogni curva ci presenta un nuovo spettacolo da ammirare.
Ogni tanto ci fermiamo per ammirare meglio la natura e qualche mucca che per nulla infastidita dalla nostra presenza se ne continua a mangiare tranquillamente.
Ad un certo punto ci troviamo davanti ad un grande cancello di legno e dobbiamo scendere per aprirlo, gli animali sono semiliberi, probabilmente è una forma di sicurezza.

Non fa che aumentare l'atmosfera avventurosa; attraversiamo un ponte in pietra e il paesaggio cambia di nuovo. Nell'ultimo tratto si comincia a sentire il profumo del mare e pedaliamo più veloce per inebriarci del vento e scivolare via, verso il grande, immenso mare...Poco prima della spiaggia ci sono due piccoli bar che servono piatti degni di un ristorante.
Si mangia su panche di legno, in mezzo ad aghi di pino e sabbiosi resti di spiaggia. tutto buonissimo.
Di nuovo in sella, ci aspettano gli ultimi metri ;
lasciamo le bici, togliamo le scarpe e scendiamo lungo la stretta e meravigliosa spiaggia.
I secchi tronchi stesi sulla riva, si bagnano, quasi a volersi rinfrescare dalla calura estiva; facciamo una passeggiata, con i piedi nell'acqua, che sensazione bellissima; la spiaggia diventa quasi un percorso tanti sono gli alberi caduti che rendono ancora più emozionante il nostro cammino.
Giochiamo nella sabbia, ci bagniamo, respiriamo quest'aria splendida di questo posto splendido!!!
Il tempo vola ed è già ora di ripartire, seguiamo il percorso all'indietro gustandoci di nuovo le sue meraviglie ancora più belle nella quiete del ritorno.
E' stata una bellissima giornata, di quelle fuori dal tempo, nella natura, nella magie delle cose semplici.Lungo la strada i meravigliosi campi di girasole ormai secchi sembrano salutarci, mossi dal vento.
Poi un bellissimo campo di pannocchie, la tentazione è irresistibile;
Accostiamo e mio marito furtivo, armato di coltello ne coglie qualcuna;
lo so forse non dovrei dirlo, ma spero che i legittimi proprietari non se ne abbiano a male e ci perdonino se presi dallo spirito della giornata abbiamo voluto concludere la giornata mangiando, la sera un dolcissimo frutto di quella meravigliosa terra che è la Maremma.
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