18/05/09

Ponte di veja, un salto nel passato...

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A pochi chilometri da Verona continuando sulla provinciale in direzione Negrar si imbocca una lunga strada in salita e, passando per una selva oscura si giunge finalmente ad un ampia radura.
Si parcheggia l'auto, sulla sinistra troneggia un enorme carro armato, monumento in onore dei carristi del 32°Rgt che da questi luoghi partirono per i campi di battaglia dell'Africa settentrionale in un tempo che fu;
davanti una trattoria, cucina casalinga, atmosfera familiare ideale per gustare le specialità della Lessinia.
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Un luogo tranquillo, apparentemente "normale".
Nulla ci lascia presagire ciò che è nascosto al di sotto della radura.
Pochi metri lungo il sentiero e si viene infatti immediatamente catapultati  in un mondo preistorico fatto di grotte, antri spaventosi dove secoli orsono l'uomo primitivo vagava per colli e monti alla ricerca di luoghi che gli servissero da rifugio.
L'uomo sazio di voci arcane e di silenzi sente sul sentiero brividi di storia e di mistero (C. Benedetti).
E a fare da palcoscenico a tutto questo un Ponte spettacolare, un enorme ponte in roccia, residuo di quella che un tempo era un enorme grotta.
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Si arresta il passo ammirati e ancora un po' storditi da questo brusco cambio spazio temporale, poi lentamente si scende giù dove ci aspetta un enorme apertura di caverna che ci si apre davanti. Confesso che per un attimo ho avuto il timore di essere entrata nell'abitazione di qualche gigante del passato e mi sono fermata ad attendere che Polifemo uscisse da un sonno millenario dalla sua tetra casa.
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Mio figlio saltella allegro in qua e là, con la sua macchina fotografica al collo pronto ad immortalare spaventosi draghi sputafuoco o immaginari cavernicoli dall'aspetto flinstoniano. 
"Dai Babbo andiamo all'avventura!!" 
Intanto mentre mi fermo a catturare qualche immagine i due si divertono a nascondersi dietro a qualche anfratto, facendo il verso dei fantasmi e provando a spaventarmi, il loro gioco preferito.

Mi fermo ad osservare la struttura di quello che oggi ha l'aspetto di un enorme ponte e che in passato veniva usato come tale per l'attraversamento dei carri agricoli. Anticamente però costituiva la porta d'ingresso di una enorme caverna carsica crollata a causa dell’azione erosiva del sottostante corso d’acqua che ancora oggi, nelle ridotte dimensioni di ruscello, solca la valle formando una piccola cascata.
Passando sotto al ponte lo si incontra, piccolo ma per un bambino di 3 anni sufficiente a provocare l'emozione di una bella avventura saltando sui sassi cercando di non bagnarsi.
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Dall'alto coraggiosi climbers si calano lentamente "appesi" alle loro corde.
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Chissà cosa penserebbe Dante vedendoli, lui che nella sua geniale fantasia calarsi ha dovuto sì, ma precipitosamente, per sfuggire ai diavoli infuriati contro di lui; lui che secondo una leggenda pare si sia ispirato proprio a questo Ponte per descrivere le Malebolge infernali...


« Luogo è in inferno detto Malebolge, tutto di pietra di color ferrigno, come la cerchia che dintorno il volge. Nel dritto mezzo del campo maligno vaneggia un pozzo assai largo e profondo, di cui suo loco dicerò l'ordigno. Quel cinghio che rimane adunque è tondo tra 'l pozzo e 'l piè de l'alta ripa dura, e ha distinto in dieci valli il fondo. Quale, dove per guardia de le mura più e più fossi cingon li castelli, la parte dove son rende figura, tale imagine quivi facean quelli; e come a tai fortezze da' lor sogli a la ripa di fuor son ponticelli, così da imo de la roccia scogli movien che ricidien li argini e ' fossi infino al pozzo che i tronca e raccogli. » (inferno XVIII,1-18)
Avvicinandosi agli anfratti solo il suono del ruscello e del picchettio degli scalatori che se si chiude gli occhi ci riporta ancora una volta in un epoca lontana, quando quel rumore era il suono delle pietre dell'uomo primitivo che con fatica lavorava per costruirsi delle rudimentali armi per sopravvivere.

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Facciamo ancora un giro in questo luogo magico, giocando a nascondersi, a spaventarci o a riposare su una roccia godendo di questo spettacolo dove la natura ha lavorato magnificamente da sola. Poi proseguiamo il sentiero ancora agevole per un breve tratto e trasformandoci in un uomini preistorici fingiamo di accendere il fuoco con le pietre focaie, l'unico modo possibile in un passato lontano.
Collage di Picnik
...nessuno in seguito certo provò la meravigla e la gioia dell'uomo che seppe accendere il primo fuoco...
In Lessinia le pietre focaie erano dette "folende", forse dall'aggettivo tedesco "vollendet" (ben finite,cioè di taglio geometrico) e già 6000 anni fa, essendone la zona ricca, venivano utilizzate per creare lame, coltelli e quant'altro che venivano poi esportati verdo sud.
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Tornando verso la trattoria facciamo una sosta sul grande prato, un bel pic nic nel verde accanto alla ricostruzione di una capanna preistorica e dove il piccolo uomo primitivo ha avuto il suo breve primo incontro - scontro con un esemplare di ortica.
Qualche lacrima, paura, dolore e coccole che lasciano presto spazio ad un sorriso.
Il sorriso di un piccolo esploratore coraggioso che ha vinto la sua battaglia contro la pianta velenosa.
Perchè i bambini si sa, trovano sempre una soluzione a tutto....
Informazioni pratiche
Il ponte di Veja è raggiungibile da Verona in circa 27 Km lungo la strada provinciale per Arbizzano e Negrar, proseguendo per Fane e per S'Anna d'Alfaedo fino al bivio dello Schioppo e prendendo quindi per Giare e per il ponte.
Se usate il navigatore potete tranquillamente inserire Fane e proseguire poi semplicemente seguendo le facili indicazioni per Ponte di Veja.
Se vi trovate in Veneto per il w.end il mio consiglio è quello di abbinare la visita con una delle splendide località della zona.
Le Cascate del Molina non lontane offrono un ottimo modo per proseguire un weekend alla scoperta della natura e naturalmente la Valle delle sfingi.
Ma anche un giro per la bellissima Verona o un salto agli splendidi paesini del Garda sono un ottima idea. 
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13 commenti:

  1. ma allora sei venuta "dalle mie parti"!! mi chiedevo proprio dove ti avrebbe portato questo weekend! noi siamo usciti solo ieri pomeriggio giusto per respirare un po' d'aria! speriamo sia l'ultimo w.e. di questo tipo!!! un bacione grande smile :))

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  2. ammappete che bel posto!!!
    Mi piacciono i tuoi racconti
    :)
    baci

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  3. non ci sono mai stata, prima volta ora con te

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  4. Ciao,ho scoperto il tuo blog da qualche giorno e ti faccio i miei complimenti per la vostra voglia di scoprire,di vedere e per le mete che sciegliete.
    Pensa che abito a Verona e quando vado al lavoro, vedo sempre il cartello del ponte di veja e ogni volta dico :< ci devo proprio portare i bimbi>. Ed io ci sono andata da piccola con la scuola e sinceramente non me lo ricordavo così bello. Mi hai proprio dato un'idea per un prossimo week-end. grazie ciao Debora

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  5. Bellissima anche quest'escursione, sei sempre un pozzo di idee...
    La nostra vacanza a Castiglione è purtroppo saltata, causa un appuntamento spostato all'ultimo momento al quale non potevo mancare.
    Ora, tra le nostre priorità, c'è un fine settimana dedicato solo a noi, mamma e papà, non ce lo concediamo da...da una vita. E credo che ce lo siamo meritato, un piccolo spazio soli soletti, che dici? Qualche volta ci vuole.
    Ti abbraccio, Giuly

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  6. @Smile1510:allora la prossima volta mi autoinvito per una merenda (come sono maleducata!!:).
    Un bacione e sono contenta che Sofia stia bene!!
    @mammamanga:grazie! Eh si, a te poi dovrebbe piacere ancor di più:)!!!
    @estrellazul: il bello di fare blog è anche questo, spero ti sia piaciuto!!!!
    @Debora:Benvenuta Debora! Adoro il Veneto, ci sono così tante cose belle da fare e da vedere!!!
    Mi raccomando quando andate fammi sapere!
    @Giuliana, si credo proprio che ve lo siate meritato!!:)!!

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  7. io sono stata in zona Verona due anni fà, siamo stai all'Arena a vedere l'Aida, favolosa, ma non conoscevo questo ponte..si impara sempre!!
    grazie!!
    i complimenti te li si fà perché racconti in modo semplice , delicato e molto simpatico, e poi sei un pozzo di idee, suggerimenti, davvero brava!! grazie!!
    un abbraccio!!

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  8. Bello questo posto! E anche le cascate di Molina ( però lo dico perchè sono di parte:lavoro al bar delle Cascate! ah ah ah
    Cmq ad ogni cliente che mi chiede cosa si può visitare nei dintorni li mando sempre a Ponte di Veja, è bello!
    Complimenti per il tuo blog lo leggo spesso ma non avevo mai commentato!!
    A presto
    Vania

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  9. @Vania: ma dai Vania che bello!!!
    Quando siamo venuti alle Cascate il bar era ancora chiuso, che peccato!!
    Sono veramnete contenta che tu abbia lasciato un commento, fanno sempre piacere. Adesso la èprossima volta che mando qualcuno alle cascate dirò di venire a salutarti!!
    P.S Ci sta che torniamo anche noi, ho nostalgia dell'altalena:)!!!!
    Un saluto e grazie.

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  10. Si, probabilmente lo e

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  11. necessita di verificare:)

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  12. e avete notato che sfregando le dita a terra o sulla roccia in alcuni punti vi coloravate di ocra?
    Uno dei posti più belli visitati durante il campo con gli scout, andando verso verona!

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