01/09/09

A passeggio per Berlino. Prima parte.


Con un po' di malinconia ci lasciamo alle spalle Brema e salutiamo la strada delle fiabe.
Salutiamo l'incanto dei boschi e le brughiere, l'atmosfera dei paesi da fiaba e le case a graticcio, le lunghe strade polverose dentro alle campagne e i favolosi castelli.

Dietro di noi rimangono specchi e animali parlanti, orchi, principesse e streghe, un mondo dove i buoni vincono sempre, o quasi.

Salutiamo i fratelli Grimm, nostri fedeli compagni, ma non è un addio; le loro storie e i nostri ricordi ci accompagneranno ancora, in questo viaggio e per sempre.



La prima impressione di Berlino, il primo vero sguardo l'ho rivolto alla Piazza, Alex, come la chiamano i berlinesi, dalla grande finestra del nostro appartamento.

Alfred Doblin negli anni venti la definì il cuore pulsante di una città cosmopolita. Poi arrivò il nazismo, ma questa è un'altra storia.
Apro la pesante doppia finestra e vengo investita dal fermento costante, il mormorio dei berlinesi che dividono il marciapiede con giovani di varie nazionalità, le risate della coppia davanti alla bancarella di frutta aperta ventiquattro ore su ventiquattro, lo sferragliare dei tram gialli sulla strada, le note dei musicisti di strada. 

Grattacieli in Alexanderplatz
Musicisti di strada a Berlino



Ovunque ci sono giovani. Ovunque c'è musica. Ovunque qui c'è quell'aria di festa che dopo la quiete dei giorni passati ci travolge con un brivido di eccitazione.



Oggi la piazza è un crescendo di grattacieli, palazzi di vetro e centri commerciali tra cui spicca la Fernesthurm che con i suoi 368 metri è la struttura più alta della città.


La Fernsehturm a Berlino


Mi sporgo solo un po' e la Torre della televisione mi appare davanti, la struttura più alta di Berlino. 
Illuminata dal sole, la sfera d'acciaio posta sotto l'antenna si riflette sull'asfalto, all'interno un ascensore porta al Ristorante panoramico che ruota di 360° ogni mezz'ora. Quando arriva la notte, lassù sotto il cielo scuro risplende la città illuminata.

Aj sotto la Fernsehturm a berlino


Un giorno Mark Twain disse:

"Berlino è la più nuova città in cui io sia stato. Anche Chicago apparirebbe vecchia e grigia al confronto".

Berlino è così e "nuova" è solo uno dei mille modi per definirla.



Sfrontata, ardita, seducente e repulsiva, frivola e impegnata, tecnologica e tentatrice . Sono le mille facce di una città camaleontica e in continuo divenire. Senza soste. In continua evoluzione sull'orlo del futuro con uno sguardo al baratro del passato.

Ma quello che ovunque si svela di Berlino è la sua anima che nel corso della storia è stata presa, ferita, travolta, riconquistata, divisa e poi riunita.


Chiudo la finestra sulla città per entrare nel cuore di Berlino, il Mitte.



Camminiamo sul largo marciapiede e in pochi passi la strada si getta nel viale più celebre di Berlino che prosegue per un paio di chilometri o forse più fino alla Branderburger Tor.

La passeggiata è una continua sorpresa.


Cocktail bar, ristoranti etnici, boutique ed eccentrici Hotel di design come lo splendido Radisson. In apparenza sembra un normale Hotel di lusso, sulla porta i valletti in divisa, all'interno il design che si amalgama perfettamente con la tecnologia. 

Ma il vero spettacolo è la Hall. Alle spalle della reception spunta un enorme cilindro alto venticinque metri pieno di pesci colorati con un ascensore trasparente che permette ai visitatori di provare la sensazione di immergersi in un mare in miniatura.

La splendida  Hall del Radisson a berlino



L'Acqua Dom, un innovativo museo interattivo dedicato al mare è collegato infatti al Sea Life nello stesso complesso dell'Hotel.

Sembra strano pensare che due secoli fa qui c'era ancora una palude.
Deviando verso la stazione in piena happy hour ci fermiamo per un aperitivo in uno dei tanti pub da cui escono suoni folk e giovani reduci dai primi round di birra.

Ai tempi del muro i rari turisti venivano a curiosare qui tra le case scrostate, oggi la fermata della ferrovia sopraelevata è tirata a lucido, perfetta accanto agli archi in mattoncini rossi costellati dalle insegne dei locali e dei negozi.
Ancora una volta la Berlino di ieri, di oggi, di domani.

Ci riportiamo sul viale e attraversiamo quella che a ragione viene chiamata Museuminsel, l'isola dei Musei, un favoloso tesoro di arte, scultura e grandi capolavori ripartiti in cinque Musei.

Dall'Altare di Pergamo al Busto di Nefertiti, da Monet alle cinquecentomila monete esposte nel BodenMuseum.
In mezzo a questo sito dichiarato Patrimonio dell'umanità, lungo le rive della Sprea, troneggia Il Berliner Dom, la cattedrale, imponente, magnifica nella sua maestosa grandezza.

Il Berliner Doma Berlino
Il Berliner Dom a Berlino



Ritorniamo sul viale dal ponte ornato di statuette, sotto i lampioni occhieggiano le vetrine dei negozi e i caffè da cui si riversa in strada il chiacchiericcio della gente.

Ancora pochi passi e si svolta a sinistra nella più bella piazza di Berlino la Gendarmenmarkt, un tempo sede di un fiorente mercato e oggi incorniciata dalle splendide chiese gemelle.


La passeggiata si trasforma in un continuo alternarsi di soste per ammirare le imponenti costruzioni ma anche per assaporare momenti fatti di risate, di sguardi, di ascolto. 
Le voci multilingue della gente incrociata per caso, lo sbuffo dei battelli che portano i turisti lungo i fiumi, il mormorio dell'acqua e ancora la musica ,siano le note dell'Angelo azzurro o la musica techno.

Passo dopo passo ci si avvicina a Pariser Platz e allora compaiono i negozi di Souvenir, anche in Luglio colmi di addobbi, candele, stelle e ghirlande. Onnipresenti gli oggetti ricordo di presunti pezzi di muro di ogni colore e dimensione. Preziosi oggetti in legno ma anche i famosi omini del semaforo della Germania dell'est che compaiono su magliette, targhe, poster e borse.




Mentre Aj gioca con l'espositore girevole Babbogiramondo spunta dal negozio con una enorme busta, un favoloso Schiaccianoci in legno a cui avevo rinunciato l'anno scorso a Monaco e che tanto desideravo. Ora troneggia davanti alla mia libreria con la sua barba bianca e il colbacco nero, coraggioso protagonista di tanti capolavori tra cui il celebre racconto di Hoffmann tanto amato da me e mio figlio.



Il mio Schiaccianocii

Poi d'improvviso la si scorge: la Quadriga, la dea alata della vittoria che guida un carro trainato dai cavalli si erge orgogliosa sopra un sipario di colonne doriche.

La quadriga sulla Brandenburger Tor



Simbolo di divisione durante la guerra fredda, la Brandenburger Tor rapprensenta oggi la riunificazione della Germania.

La Brandenburger Tor



Un tempo non lontano il muro era lì, nella sua mostruosità,affollato di cavalletti e di filo spinato ; una cortina di ferro che dava ai termini geografici “est” e “ovest” un significato politico.

Oggi è una fermata obbligatoria per tutti i turisti, strani personaggi con cui farsi fotografare, uomini in finte uniformi che vendono timbri di un passato che non c'è più, piccoli ciclotaxi, e stravaganti biciclette dalle impossibili forme da due, tre ma anche da sei posti.



C'è chi ride, chi posa con il suo eroe, chi si siede in un angolo, chi attende la moglie fuori dall'ufficio informazioni, ma alla fine siamo tutti lì.


Aj  davanti alla Brandenburger Tor


Siamo tutti lì, a cercare di catturare con un istantanea l'anima di Berlino, immortalarla per sempre, fermarla con una fotografia, ma lei ribelle si è già allontanata per andare chissà dove. L'importante è non fermarsi e l'anima di Berlino davvero non si ferma mai!



Informazioni pratiche:

Questo rappresenta solo una prima parte di un ideale itinerario a piedi.

C'è infatti una parte di Berlino che a mio avviso va vissuta con lentezza, camminando, cercando di coglierne per quanto possibile l'essenza.
Questo itinerario parte da Alexanderplatz, il cuore tecnologico della città dove si trovava il nostro appartamento di cui parlerò prossimamente e che consiglio vivamente.

Oltre alla comodità della collocazione vivere anche se pochi giorni in una città come Berlino contribuisce ad assaporarne il fascino. 
Ritrovarsi a fare la spesa in uno degli enormi supermercati o centri commerciali della Piazza, sbirciare nel carrello del vicino aiuta a vivere la città; in fondo il detto Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei è pur vero no?



Si segue la Karl-Liebknecht-Strasse che si trasforma poi nell'Unter den Linden fino alla Porta di Brandeburgo. Ma nel mezzo c'è molto altro, ci sono altre strade, i cortili, le Piazze, c'è Berlino.


Domani posterò la seconda parte dell'itinerario a piedi.


Il mio consiglio è di dedicare almeno un giorno intero a questo tipo di percorso.


Poi c'è un'altra Berlino, quella dei resti del muro, dei Parchi, dei quartieri popolari. 
Per quella Berlino "più lontana" noi pur avendo l'auto abbiamo noleggiato una bicicletta. E come vedrete è stata un ottima scelta.


Per i più pigri ma anche per chi ha meno tempo consiglio un giro sugli autobus a due piani. Non quelli rossi famosi ma quelli di Berlino.

Sia il numero 100 che il 200 seguono percorsi che toccano quasi tutti i principali luoghi di interesse turistico.


Chi volesse dedicare la giornata a questo tipo di visita farebbe bene a investire qualche euro nell'acquisto della Tageskarte, la tessera giornaliera.



Se avete intenzione di salire sulla Fernsehturm di notte vi consiglio di prenotare la visita acquistando i biglietti durante il giorno, lì o presso le tante agenzie.


La prenotazione non è obbligatoria ma in caso di affollamento a meno che non abbiate già il biglietto la salita potrebbe esservi negata.




10 commenti:

  1. Sempre avvincente il tuo viaggio, aspetto con trepidazione la seconda parte..... Un saluto Sara73.

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  2. ciao giramonda!!!
    abbiamo preso il libro in biblioteca, l'ha voluto marta perchè si ricordava di aver visto questa storia in un cartone animato!!! le piace molto, anche se l'ho vista abbastanza turbata alla descrizione dell'arrivo dei topi... io "alleggerisco" il racconto cambiando un po' le parole e magri saltando qualche frase... non so se faccio bene!!!
    ora sono di corsa, ma poi torno a leggermi con calma la prima parte della visita a berlino... ma il tuo schiaccianoci ce lo fai vedere???

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  3. sai che proprio alla germania non avevo mai pensato???Leggo sempre volentieri i tuoi post e aspetto di poter leggere la seconda parte

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  4. Berlino é una delle mie città preferite!Mi piaccioni i suoi contrasti vecchio/nuovo,e soprattutto i vecchi quartieri "popolari" ora affollati di artisti,di ristoranti etnici,di gente "strana" di tutti i tipi..troppo affascinante! :-)
    Daniela _Banjas
    www.ilcoltellodibanjas.blogspot.com

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  5. Ciao Mammagiramondo!
    Ho letto il tuo racconto, sempre più brava a trasmettere le impressioni e suggestioni di una Berlino a me sconosciuta, davvero notevole l'ascensore-acquario!
    Immagino per un bimbo e non solo come sarebbe bello trovarsi lì e... sono d'accordo con Silvia, ce lo farai vedere lo schiaccianoci?
    Per Pinocchio, non conoscevo la serie della Osborne, grazie mammagiramondo, sei sempre un fonte di stimoli!
    Anche a me piace tanto parlare di libri con te, scambiarci idee, consigli, perchè non scrivi q.cosa sul tuo blog per la lista dei libri? Sarebbe molto interessante...

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  6. ogni volta che leggo i tuoi post vengo catapultata in un'altra dimensione, del viaggio , del sogno e del futuro, pensando a quando anche io andrò lì! E' sicuramente la tua passione e il tuo amore per scroprire posti nuovi che rende tutto magico e speciale! un abbraccio

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  7. @Sara73:Grazie!
    @Silvia: cara Silvia io penso che tu faccia benissimo ad "alleggerire", in effetti il topo a sette teste è piuttosto spaventoso!
    Per lo schiaccianoci hai ragione, lo volevo postare subito ma ammetto di essere stata un po' pigra e mi ha fatto fatica fare la foto e scaricarla. Però dopo provvedo e aggiungo!
    @Chiara71:hai ragione, oltre a berlino che naturalmente è una meta ambita e alla più che famosa strada romantica ci sono tante bellissime regioni ancora ingiustamente "sconosciute". Ti dirò, che non mi dipsiace affatto :)
    @Daniela B:Ancora una volta passato, presente e futuro...
    Affascinante!
    @Amalia:Per lo schiaccianoci come ho detto a Silvia provvedo in giornata. Scatto e aggiungo :)
    Sui libri hai ragione ho centinaia di post in testa, libri e viaggi vecchi e nuovi. Con calma ci arriverò :)
    @kosenrufu mamma: Ester hai notato la banale verità di come sia sempre più facile parlare male di qualcuno, di qualcosa? Ricordare più le cose brutte che quelle belle.
    Ecco io vorrei che non fosse così e cerco di guardare alle cose dal lato bello, da quello buono. Puntare sulle cose anche banali che però fanno la differenze se guardate con altri occhi. Come con gli occhi dei bambini.
    Solo questo. Un bacio

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  8. @Silvia e Amalia: Missione compiuta! Schiaccianoci fotografato e aggiunto :)
    Ora però non prendetemi in giro, io lo adoro! :)

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  9. fantastico!!! è simpaticissimo, e che bei colori sgargianti!!!

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  10. A proposito di musei interattivi...
    http://www.touchwindow.it/it/soluzioni/museo-libia.html

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