Curva dopo curva ci ha sorpreso regalandoci tanti piccoli quadri, pennellate di artisti geniali dotati di una tavolozza di colori unica, la natura.
I colori della Provenza sono cose che non si dimenticano.
In questi colori ci siamo immersi, con le sue sfumature infinite ci siamo tinti sporcandoci di passione, gioia, stupore e di tutte le sensazioni che questo Viaggio ci ha dato.
Stradina per stradina si prosegue incantati lungo le case allineate, con lentezza, senza stancarci di osservare ogni minimo dettaglio e particolare, le persiane rosse, i mattoni , le bottegucce stipate di mille ceramiche, passando sotto gli archi e accanto alle facciate ricoperte d'edera che, in contrasto, appare ancora più verde.
Il villaggio è un vero incanto, si rimane con il fiato sospeso dietro ad ogni viuzza che ci sorprende con nuove sorprese, i portici che accolgono meraviglie di artisti e vasai, una piazzetta, un vecchio orologio e,come dei passaggi segreti, improvvisi affreschi dipinti su un portone di legno.
Sotto il cielo azzurro e sopra una collina d'ocra.
Prima di inoltrarci lungo il Sentier des ocres ci fermiamo per un pic nic in un piccolo boschetto intorno al villaggio dove Aj ha un vero colpo di fulmine per Flora una canona che accompagna una coppia di simpatci belgi per l'ennesima volta in Provenza , per passione, per amore, perchè chi ci viene non può non ritornare.
E' la storia di un amore infelice, quello tra Guglielmo e Sermonda sposa di Raimondo d'Avignone signore del borgo verso la fine del XII secolo.
Tornato al castello, Raimondo ordinò al cuoco di cucinare il cuore di Guglielmo e lo fece servire e Sermonda per cena.
E dopo la leggenda passiamo ai paesaggi fiabeschi del sentier des ocres avventurandoci, dopo aver pagato il biglietto, in un mondo di terra, di sfumature e pinnacoli che per Aj si trasformano di passo in passo in deserto, dune da scalare, sabbia da calpestare, colori per disegnare, canyon da attraversare.
Come spiegare quello che si prova quando si entra in un quadro, quando la pittura ti si appiccica addosso, inevitabilmente, quando non si può fare a meno di rotolarci in quella sabbia, in quella terra, sporcarci di quei colori, struggersi di fronte alla natura che pietra dopo pietra ha creato tutto questo?
Come spiegare l'irresistibile desiderio che ci invade, la voglia di entrare a far parte del quadro stesso, scivolare nelle sue infinite sfumature, passare da muti spettatori a protagonisti di questo capolavoro?
Sotto il cielo blu, la terra dal rosa al viola , dal giallo, all'arancio, al rosso in inifinite nuance senza nome circondate dal colore verdissimo della vegetazione.
Il sentiero prosegue conducendoci nel bosco come in un oasi dal deserto ma regalandoci ancora un soffice tappeto di terra ocra.
Inutile dirvi di continuare, immergersi nel verde e uscire di nuovo nel rosso ammirando i pinnacoli che svettano dalla roccia come a voler giungere nel blu del cielo.
Si procede lenti, fermandoci ogni tanto per raccogliere un rametto o con la scusa di riposare ma con il desiderio forte che il cammino non finisca mai, per non doverlo lasciare.
Il sentiero rosso termina al primo bivio dove proseguiamo lungo il giallo che ci conduce nuovamente all'inizio del grande deserto di dune e rocce.
Un ultimo sguardo per catturare quei colori incredibili per fermarli nella memoria, bloccarli se possibile ancora in qualche scatto che mai può rendere giustizia a tanta bellezza.
La prima tappa consisteva nell'eliminazione della sabbia, poi l'ocra veniva lasciata riposare nei bacini sul cui fondo si depositava l'argilla. I bacini accoglievano durante l'inverno vari strati, messi poi ad asciugare nel periodo estivo. L'impasto veniva poi tagliato in pezzi e messo in forno. Infine l'ultima tappa si svolgeva in un mulino dove i pezzi venivano macinati e inseriti in sacchi e barili.
Ci domandiamo coma abbia fatto. Come abbia fatto a non tuffarsi in questo mare di ocra, a non provare a giocare macchiandosi con il colore sulla pelle, come non abbia desiderato diventare un tutt'uno con questo paradiso.
Portarlo incollato addosso, per sempre, nei nostri cuori e... sulle nostre magliette.
Informazioni pratiche:
Appena giunti a Roussillon seguite le indicazioni per i parcheggi. Ce ne sono diversi e da tutti si può facilmente raggiungere a piedi il villaggio e il sentiero delle ocre.
Il costo del parcheggio è di 2 euro per l'intera giornata!
Proseguendo, sulla sinistra trovare le indiciazioni per il sentiero.
Il sentiero si può percorrere con i bambini di ogni età, lasciateli macchiare con la sabbia, lo adoreranno!!
Indirizzi utili:



