Camminare per le strade di Bruxelles è come entrare nelle pagine di un gigantesco fumetto.
Tra le normalità di un architettura abitativa compaiono come per magia giganteschi murales che ricoprono intere facciate e che invitano il turista curioso ad un viaggio nella fantasia, nella storia e nella cultura di quella che non a caso, viene definita la nona arte.
E non in ordine di importanza.
I fumetti in Belgio sono una faccenda seria. Da Tin Tin a Lucky Luke, da Nero a Bob e Bobette. Persino quelle piccole creature alte tre mele con la pelle blu che hanno accompagnato l'infanzia di tanti di noi, sono nati qui.
La nostra giornata comincia passeggiando nell'aria fredda del mattino, riscaldati da morbide sciarpe e dall'emozione della scoperta, passo dopo passo con lo scricchiolio della neve croccante sotto i piedi.
Mentre si canta una canzone,
con lo sguardo che si insinua tra i vicoli, per venire poi catturati dai colori variopinti, dalle immagini fantasiose, nessuna narrazione, nè descrizione, come diceva Hergè, l'enfasi è data alle immagini.
Ci si ritrova a viaggiare negli anni '60 accompagnati da un bambino burlone, Boule con il suo fedele compagno Bill che ci scodinzola tra le gambe, accompagnandolo nella sua casa normale dalla sua famiglia normale.
Ci si ritrova a volare sopra la città, sospesi tra cielo e terra insieme a Broussaile, con i suoi capelli rossi e scompigliati che volano al vento e tutto da lassù sembra diverso.
E ancora si gioca a nasconderci dietro ogni angolo, con il piacere di divertirsi paghi di provocatorio entusiasmo, proprio come i due monelli di Hergè.
E' la magia di questa città che fa volare in alto, fa venir voglia di giocare, di ridere, sognare e librarsi con il pensiero, con la fantasia, sono le sue vetrine traboccanti di colori, i negozi affollati di albi illustrati ordinatamente posti negli scaffali, intrisi di quel profumo familiare.
Dove perdersi per ore e ore, a sognare.
Sono naturalmente le sue facciate .
Colorano edifici, cortili, fermate della metropolitana, si celano perfettamente spruzzando di colore la città. Giocano con l'ambiente creando sottili e divertenti illusioni. Si integrano con maestria nella solida architettura urbana rendendo omaggio ai tanti fantasiosi personaggi creati dagli autori fiamminghi.
Dal 1991, anno in cui si è deciso di portare un importante pezzetto della cultura belga tra i vicoli e le strade di Bruxelles, la città continua a riempirsi di nuove magie di colore.
Attraversiamo strade ammantate di bianco, saliamo su marciapiedi scivolosi giocando alla caccia al fumetto, ascoltando una vocina orgogliosa che grida : "L'ho visto io!!"
E mentre lungo il parcours BD prosegue la ricerca di un nuovo murales, un altro viaggio in un mondo fantastico, la città si svela lentamente sotto i nostri occhi , un vicolo stretto che si apre su una piazza enorme, un sontuoso palazzo decorato a festa, gli intricati ricami di pietra sulla facciata di una chiesa.
Vicolo dopo vicolo, lasciamo il cuore di Bruxelles, attraversiamo il Sablon incantati dal Palazzo reale e quello grandioso de justice costeggiando antiquari, sale da tè e negozi di cioccolata dove perdersi nel sapore di una pralina con un cuore che si scioglie in bocca , dividendo il banco con mesdames e messieurs impellicciati in cerca di un po' di dolcezza da portare a casa per pranzo.
Aspettiamo il tram insieme al Jeune Albert, rigorosamente con un libro in mano, chiedendo a lui la direzione giusta per Marolles, il suo quartiere, quello popolare, vero, quello dove si parla il dialetto, dove i nomi delle vie sono indicati in tre lingue e risultano dei veri sciolilingua .
Quello del mercato delle pulci, la mattina, quando i venditori allestiscono le loro bancarelle e giocano a calcio in attesa di un cliente. Quello dove si beve il caffè sbagliato insieme al bricco di latte a lunga conservazione e il cappuccino con la panna chimica, ma anche dove si assaggiano gli speculaas speziati alla cannella, alla noce moscata e ai chiodi di garofano. Quello dove si beve birra forte, ci si siede ad osservare il mondo che passa, si fanno brillanti conversazioni.
Quartiere dopo quartiere l'avventura continua lungo questo percorso magico che abbraccia il cuore della città, aiutando con Ric il commissario Bourdon , volando in alto sopra i tetti sfuggenti per scivolare poi dalla grondaia dentro ad un cumulo di morbida neve.
Cala la sera, stranamente il freddo si fa meno pungente, forse rischiarato dalle mille luci della città che avvolgono strade e palazzi in un atmosfera quasi surreale, la musica di Natale risuona ovunque travolgendoci con le sue note dolci e i sentimenti e le emozioni prendono il sopravvento.
Intanto Monsieur Jean, con la sua misteriosa valigetta in mano, ci accompagna a cena. Lo scrittore parigino è un compagno perfetto per questa serata, con i suoi sogni ad occhi aperti e le sue stramberie.
Una serata fatta di risate, di nuovi sapori meravigliosi (a breve una ricetta), della luce soffusa delle candele, del suono dolce di una lingua romantica, della gioia di stare insieme.
A pochi passi dalla Brasserie, la piazza si trasforma, un ritmo irrefrenabile prende il posto della dolce musica natalizia. Le magiche scritte di auguri che fino a poco prima comparivano dalle finestre si trasformano in luci intermittenti che si insinuano tra le pieghe dei palazzi e invitano alla danza.
L'intera piazza diviene una meravigliosa inconsueta discoteca all'aperto dove tutti ballano, ridono, cantano...
E' tardi ormai, ancora una passeggiata verso l'Hotel, nell'aria risuonano gli scoppi dei fuochi del murales omaggio a Olivier Rameau (vedi collage in alto) e la giornata finisce nel calduccio della nostra stanza.
Fuori Bruxelles ci aspetta sotto un velo candido, domani, per una nuova avventura.
Le pays schtroumpf se trove, loin, très loin d'ici, et bien rares sont les humains qui ont pu y arriver...
Precisazione:
Devo ammettere che fino a poco tempo prima di partire per questo viaggio ero assolutamente ignorante sull'argomento fumetti. Certamente ho sempre letto Topolino, per un periodo compravo Dylan Dog e mi è capitato di leggere qualche Diabolik ma niente di più.
Quando ho iniziato a preparare il viaggio a Bruxelles mi sono trovata davanti ad un vero e proprio mondo di cui non sapevo quasi niente e come spesso mi capita in questi casi mi sono lasciata travolgere dall'entusiasmo e ho iniziato a studiare. Ho trovato in biblioteca una intera stanza dedicata ai fumetti di ogni genere, ho scovato gli indirizzi di negozi in città, ho scoperto che il Belgio ha dato i natali a moltissimi grandi autori tra cui Hergè il creatore di Tin Tin.
Avevo sempre sentito parlare di Tin Tin senza saperne un granchè, immaginatevi la mia sorpresa quando ho scoperto che è un cronista giramondo e che le sue avventure sono ambientate ora in Congo, in Egitto, in America e così via. Sembrava fatto apoosta per me.
In poche parole sono diventata una piccola fan e naturalmente mio figlio per la sua innata curiosità mi è venuto dietro. In questi giorni pranziamo a Tin Tin e Puffi. Si perchè i puffi non sono nati come cartone animato ma proprio come fumetto. E proprio qui, in Belgio.
Abbiamo comprato diversi volumi nei formidabili negozi di Bruxelles, albi bellissimi con copertine rigide che sembrano libri. La prossima settimana il corniciaio vicino casa mi aspetta con un enorme quadro del poster comprato al Museo del fumetto, che per l'amore di Aj per l'Egitto non poteva che essere Les Cigare du Pharaon.
Si perchè a Bruxelles non c'è solo un percorso dedicato ai fumetti ma anche un Museo.
Partire informata mi ha permesso di godere pienamente dell'atmosfera magica creata dai murales, di sfogliare gli album nei negozi e raccontare le trame ai miei due uomini.
Nei due giorni passati all'aeroporto a causa della neve ho parlato con molte persone che erano state in vacanza a Bruxelles. Quasi nessuno sapeva della strada dei fumetti.
Devo ammettere che sono rimasta piuttosto sconcertata.
Certamente ognuno ha il suo modo di viaggiare, ma ritengo che i fumetti facciano parte in qualche modo della storia di questo paese e visitarlo senza entrare a far parte almeno un po' di quel mondo significa lasciarsi dietro qualcosa.
Perciò per chi stesse programmando un viaggio in questa magnifica città ecco qualche informazione e consiglio in merito alla nona arte..
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Informazioni pratiche:
Potete trovare la mappa del percorso dei fumetti presso l'ufficio informazioni sulla Gran place al costo di 0,50 Euro.
Qui invece travate la mappa interattiva. Cliccando sulla nuvoletta si apre la finestra con il murales.
Qui potete gurdare molte delle foto dei murales (ma a oggi sono più di cinquanta)
Il percorso circonda il cuore della città, è rigorosamente da fare a piedi e richiede un minimo di tre ore.
Il mio consiglio però, se si hanno più giorni a disposizione, è quello di dedicare ogni giorno una parte della giornata al percorso approfittando per visitarne anche il quartiere.
Togliete gli occhi dalla mappa e lasciatevi guidare dall'istinto.
Se avete bambini assolutamente da fare la caccia al fumetto con in premio la statuina di uno dei personaggi.
Lungo il Boulevard Anspach subito dietro alla Borsa troverete uno dopo l'altro decine di negozi dedicati ai fumetti.
I vicoli dietro la Gran place traboccano di negozi dove trovare gadget, puffi e naturalmente la Bottega di Tin Tin (Rue de la Colline) dove potete trovare tutto ma veramente tutto sul personaggio di Hergè e il suo mitico cane Milou.
Su youtube tanti divertenti tutorial su come disegnare i vostri personaggi preferiti, qualche esempio:
E voi, qual'è il vostro fumetto preferito?