31/12/09

Una gaufre per augurare buon anno!

Per distinguere gli abitanti di Bruxelles dai turisti è sufficiente allungare un po' lo sguardo e osservarli mentre ordinano una gaufre.
Da una divertente indagine che ho svolto in città grazie all'aiuto di una gentilissima signorina belga, pare che i giapponesi adorino le gaufre con il cioccolato, i giovani  americani non rinuncino mai alla  la panna montata e gaufre rigorosamente alla marmellata per i tedeschi, meglio ancora se fatta in casa.
Niente di tutto questo per i belgi, amanti del sapore semplice della gaufre croccante e color legno, come la quercia fiamminga, ma con un cuore morbido dentro e un sottile strato di zucchero a velo.
Dimmi che gaufre mangi e ti dirò di dove sei, potremmo dire.
gaufres in un chiosco di  Bruxelles
Qualunque cosa si decida di mettervi sopra, queste piccole deliziose mattonelle dolci a venti quadratini sono un must per chi si reca a Bruxelles, da mangiare alla brasserie, nella sala da tè o  al chiosco  lungo i vicoli stretti della città, magari mentre si percorre la strada dei fumetti.

Sembra che si cucinassero già nel Medioevo e che con il tempo si siano diffuse un po' ovunque. Secondo una leggenda fu addirittura  lo stesso Thomas Jefferson a portare dalla Francia le prime piastre per gaufre negli Stati Uniti.
Ogni paese le ha dato un tocco personale, un nome e persino una forma diversa. Gaufre, gauffre,waffel, waffle, tonde, quadrate, con i contorni rettangolari o irregolari, salate o dolci,in qualunque modo siano queste dolci cialde a nido d'ape è certo che siano di buon augurio e buona sorte.
Le stesse piastre venivono incluse nella dote di una fanciulla come auspicio di nozze felici.

Le nostre gaufre, questa sera avranno la forma di un cuore, come simbolo di amore e del calore della famiglia.
Le mangeremo al termine del cenone multietnico, dopo le chicarritas, la feijoada, la tartiflette e gli altri piatti che ci accompagneranno in questo viaggio nei ricordi, nei sapori, nella emozioni gastronomiche di alcuni paesi del mondo.
Il nostro modo di festeggiare la fine di questo anno bellissimo.
Così, insieme ad un dolcissimo augurio per un felice nuovo anno, ecco la ricetta delle nostre gaufre, con la speranza che portino fortuna e amore  a tutti voi.


125 gr di farina
250 gr di latte
un cucchiaino di zucchero
100 gr di burro fuso
4 uova
un cucchiaino di sale
1 bustina vanillina (o un pezzetto di stecca di vaniglia)
zucchero a velo per ricoprire le gaufre
Aj prepara le gaufre

Far bollire il latte con la stecca di vaniglia e lasciar poi raffreddare. In un recipiente mescolare la farina con quattro tuorli d'uovo, un pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero.
Aggiungere il latte e il burro fuso e mescolare fino ad ottenere un impasto liscio.
Aj prepara le gaufre
Montare a neve i quattro albumi e incorporare lentamente con attenzione.
Imburrare la piastra per gaufre e versare un po' di impasto. Chudere e attendere qualche minuto.

gaufre a forma di cuore
Staccare la gaufre delicatamente e coprire con zucchero a velo.

gaufre
Croccanti cuori zuccherati da gustare caldi insieme a chi si ama...

le nostre gaufre

29/12/09

Bruxelles, una giornata a spasso tra i fumetti.

Camminare per le strade di Bruxelles è come entrare nelle pagine di un gigantesco fumetto.
Tra le normalità di un architettura abitativa compaiono come per magia giganteschi murales che ricoprono intere facciate e che invitano il turista curioso ad un viaggio nella fantasia, nella storia e nella cultura di quella che non a caso, viene definita la nona arte.
E non in ordine di importanza.
I fumetti in Belgio sono una faccenda seria. Da Tin Tin a Lucky Luke, da Nero a Bob e Bobette. Persino quelle piccole creature  alte tre mele con la pelle blu che hanno accompagnato l'infanzia di tanti di noi, sono nati qui.
La mappa del percorsi a fumetti di Bruxelles. Un murales per ogni ogni punto celeste.
 
La nostra giornata comincia passeggiando nell'aria fredda del mattino, riscaldati da morbide sciarpe e dall'emozione della scoperta, passo dopo passo con lo scricchiolio della neve croccante sotto i piedi.
Mentre si canta una canzone, con lo sguardo che si insinua tra i vicoli, per venire poi  catturati dai colori variopinti, dalle immagini fantasiose, nessuna narrazione, nè descrizione, come diceva Hergè, l'enfasi è data alle immagini.

Ci si ritrova a viaggiare negli anni '60 accompagnati da un bambino burlone, Boule con il suo fedele compagno Bill che ci scodinzola tra le gambe, accompagnandolo nella sua casa normale dalla sua famiglia normale.



Boule e Bill lungo il percorso dei fumetti a Bruxelles
Ci si ritrova a volare sopra la città, sospesi tra cielo e terra  insieme a Broussaile, con i suoi capelli rossi e scompigliati che volano al vento e tutto da lassù sembra diverso.
broussaile lungo il percorso fumetti a bruxelles
E ancora si gioca a nasconderci dietro ogni angolo, con il piacere di divertirsi  paghi di provocatorio entusiasmo, proprio come i due monelli di Hergè.
Il murale di Quick et Flupke a Bruxelles
E' la magia di questa città che fa volare in alto, fa venir voglia di giocare, di ridere, sognare e  librarsi con il pensiero, con la fantasia, sono le sue vetrine traboccanti di colori, i negozi affollati di albi illustrati ordinatamente posti negli scaffali, intrisi di quel profumo familiare.
Dove perdersi per ore e ore, a sognare.
La vetrina di un negozio di fumetti a Bruxelles
scaffali colmi di fumetti in un negozio di Bruxelles
Aj sceglie il suo primo albo a fumetti.
Sono naturalmente le sue facciate .
Colorano edifici, cortili, fermate della metropolitana, si celano perfettamente spruzzando di colore la città. Giocano con l'ambiente creando sottili e divertenti illusioni. Si integrano con maestria nella solida architettura urbana rendendo omaggio ai tanti fantasiosi personaggi creati dagli autori fiamminghi.

Murales a Marolles lungo il percorso BD a Bruxelles
Tin Tin e il marinaio in un murales lungo il percorso BD a Bruxells
Dal 1991, anno in cui si è deciso di portare un  importante pezzetto della cultura belga tra i vicoli e le strade di Bruxelles, la città continua a  riempirsi di nuove magie di colore.

Attraversiamo strade ammantate di bianco, saliamo su marciapiedi scivolosi giocando alla caccia al fumetto, ascoltando una vocina orgogliosa che grida : "L'ho visto io!!"
E mentre lungo il parcours BD prosegue la ricerca di un nuovo murales, un altro viaggio in un mondo fantastico, la città si svela lentamente sotto i nostri occhi , un vicolo stretto che si apre su una piazza enorme, un sontuoso palazzo decorato a festa, gli intricati ricami di pietra sulla facciata di una chiesa.

Vicolo dopo vicolo, lasciamo il cuore di Bruxelles, attraversiamo il Sablon incantati dal Palazzo reale e  quello grandioso  de justice costeggiando antiquari, sale da tè e negozi di cioccolata dove perdersi nel sapore di una pralina con un cuore che si scioglie in bocca , dividendo il banco con mesdames e messieurs impellicciati in cerca di un po' di dolcezza da portare a casa per pranzo.
Aspettiamo il tram insieme al Jeune Albert, rigorosamente con un libro in mano, chiedendo a lui la direzione giusta per Marolles, il suo quartiere, quello popolare, vero, quello dove si parla il dialetto, dove i nomi delle vie sono indicati in tre lingue e risultano dei veri sciolilingua .
murales del giovane Albert a Bruxelles
Quello del mercato delle pulci, la mattina, quando i venditori allestiscono le loro bancarelle e giocano a calcio in attesa di un cliente. Quello dove si beve il caffè sbagliato insieme  al bricco di latte a lunga conservazione e il cappuccino con la panna chimica, ma anche dove si assaggiano gli speculaas speziati alla cannella, alla noce moscata e ai chiodi di garofano. Quello dove si beve birra forte, ci si siede ad osservare il mondo che passa, si fanno brillanti conversazioni.
cappuccino belga a Marolles
venditori giocano a calcio al mercato delle pulci a marolles
Il mondo dentro e fuori in un bar di Marolles
Quartiere dopo quartiere  l'avventura continua lungo questo percorso magico che abbraccia il cuore della città, aiutando con Ric il commissario Bourdon , volando  in alto sopra i tetti sfuggenti per scivolare poi dalla grondaia dentro ad un cumulo di morbida neve.
Ric lungo la strada dei fumetti a Bruxelles
Cala la sera, stranamente il freddo si fa meno pungente, forse rischiarato dalle mille luci della città che avvolgono strade e palazzi in un atmosfera quasi surreale, la musica di Natale risuona ovunque travolgendoci con le sue note dolci e i sentimenti e le emozioni prendono il sopravvento.
La grand Place sotto i giochi di luce

Intanto Monsieur Jean, con la sua misteriosa valigetta in mano, ci accompagna  a cena. Lo scrittore parigino è un compagno perfetto per questa serata, con i suoi sogni ad occhi aperti e le sue stramberie.
Monsieur jean in un murales lungo la Bd a bruxelles

ristoranti lungo i vicoli intorno alla Gran Place
Una serata fatta di risate, di nuovi sapori meravigliosi (a breve una ricetta), della luce soffusa delle candele, del suono dolce di una lingua romantica, della gioia di stare insieme.
 a cena in un ristorante di Bruxelles

cena in un Ristorante di Bruxelles
tartiflette
A pochi passi dalla Brasserie, la piazza si trasforma, un ritmo irrefrenabile prende il posto della dolce musica natalizia. Le magiche scritte di auguri che fino a poco prima comparivano dalle finestre si trasformano in luci intermittenti che si insinuano tra le pieghe dei palazzi e invitano alla danza.
L'intera piazza diviene una meravigliosa  inconsueta discoteca all'aperto dove tutti ballano, ridono, cantano...

Aj si scatena nella discoteca all'aperto della Gran Place
E' tardi ormai, ancora una passeggiata verso l'Hotel, nell'aria risuonano gli scoppi dei fuochi del murales omaggio a Olivier Rameau (vedi collage in alto) e la giornata finisce nel calduccio della nostra stanza.
Fuori Bruxelles ci aspetta sotto un velo candido, domani, per una nuova avventura.
Ancora un biscotto dalla strana forma prima di dormire e una storia da uno dei nostri nuovi libri:
Le pays schtroumpf se trove, loin, très loin d'ici, et bien rares sont les humains qui ont pu y arriver...

Aj e i puffi prima di dormire.
Precisazione:
Devo ammettere che fino a poco tempo prima di partire per questo viaggio ero assolutamente ignorante sull'argomento fumetti. Certamente ho sempre letto Topolino, per un periodo compravo Dylan Dog e mi è capitato di leggere qualche Diabolik ma niente di più.
Quando ho iniziato a preparare il viaggio a Bruxelles mi sono trovata davanti ad un vero e proprio mondo di cui non sapevo quasi niente e come spesso mi capita in questi casi mi sono lasciata travolgere dall'entusiasmo e ho iniziato a studiare. Ho trovato in biblioteca una intera stanza dedicata ai fumetti di ogni genere, ho scovato gli indirizzi di negozi in città, ho scoperto che il Belgio ha dato i natali a moltissimi grandi autori tra cui Hergè il creatore di Tin Tin.
Avevo sempre sentito parlare di Tin Tin senza saperne un granchè, immaginatevi la mia sorpresa quando ho scoperto che è un cronista giramondo e che le sue avventure sono ambientate ora in Congo, in Egitto, in America e così via. Sembrava fatto apoosta per me.

In poche parole sono diventata una piccola fan e naturalmente mio figlio per la sua innata curiosità mi è venuto dietro. In questi giorni pranziamo a Tin Tin e Puffi. Si perchè i puffi non sono nati come cartone animato ma proprio come fumetto. E proprio qui, in Belgio.
Abbiamo comprato diversi volumi nei formidabili negozi di Bruxelles, albi bellissimi con copertine rigide che sembrano libri. La prossima settimana il corniciaio vicino casa mi aspetta con un enorme quadro del poster comprato al Museo del fumetto, che per l'amore di Aj per l'Egitto non poteva che essere Les Cigare du Pharaon.
Si perchè a Bruxelles non c'è solo un percorso dedicato ai fumetti ma anche un Museo.

Partire informata mi ha permesso di godere pienamente dell'atmosfera magica creata dai murales, di sfogliare gli album nei negozi e raccontare le trame ai miei due uomini.
Nei due giorni passati all'aeroporto a causa della neve ho parlato con molte persone che erano state in vacanza a Bruxelles. Quasi nessuno sapeva della strada dei fumetti.
Devo ammettere che sono rimasta piuttosto sconcertata.
Certamente ognuno ha il suo modo di viaggiare, ma ritengo che i fumetti facciano parte in qualche modo della storia di questo paese e visitarlo senza entrare a far parte almeno un po' di quel mondo significa lasciarsi dietro qualcosa.
Perciò per chi stesse programmando un viaggio in questa magnifica città ecco qualche informazione e consiglio in merito alla nona arte..
.
Informazioni pratiche:
Potete trovare la mappa del percorso dei fumetti presso l'ufficio informazioni sulla Gran place al costo di 0,50 Euro.
Qui invece travate la mappa interattiva. Cliccando sulla nuvoletta si apre la finestra con il murales.
Qui il percorso BD.
Qui potete gurdare molte delle foto dei murales (ma a oggi sono più di cinquanta)

Il percorso circonda il cuore della città, è rigorosamente da fare a piedi e richiede un minimo di tre ore.
Il mio consiglio però, se si hanno più giorni a disposizione, è quello di dedicare ogni giorno una parte della giornata al percorso approfittando per visitarne anche il quartiere.
Togliete gli occhi dalla mappa e lasciatevi guidare dall'istinto.
Se avete bambini assolutamente da fare la caccia al fumetto con in premio la statuina di uno dei personaggi.
Lungo il Boulevard Anspach subito dietro alla Borsa troverete uno dopo l'altro decine di negozi dedicati ai fumetti.
I vicoli dietro la Gran place traboccano di negozi dove trovare gadget, puffi e naturalmente la Bottega di Tin Tin (Rue de la Colline) dove potete trovare tutto ma veramente tutto sul personaggio di Hergè e il suo mitico cane Milou.

Su youtube tanti divertenti tutorial su come disegnare i vostri personaggi preferiti, qualche esempio:

E voi, qual'è il vostro fumetto preferito?

26/12/09

Quattro anni fa.

 
Buon compleanno amore mio!
Aj appena nato

24/12/09

Buon Natale in cento lingue!



Gesëende Kersfees,Gezur Krislinjden, Idah Saidan Wa Sanah Jadidah, Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand, Tezze Iliniz Yahsi Olsun, Selamat Hari Natal,: Zorionak eta Urte Berri On!, Shuvo Naba Barsha, Vesele Vanoce, Nedeleg laouen na bloavezh mat, Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo, Bon Nadal i un Bon Any Nou!, Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok,Yukpa, Nitak Hollo Chito, Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun, Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan ,Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak ,ewa
Sung Tan Chuk Ha, Sretan Bozic,Glædelig Jul, (inupik) Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo!,Gajan Kristnaskon, Ruumsaid juulup|hi,Cristmas-e-shoma mobarak bashad, Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar, Maligayan Pasko!, Hyvaa joulua,Joyeux Noel,Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier!, Nollaig chridheil huibh, Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr!,Nadolig Llawen, Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto, Kala Christouyenna!, En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei ,aahr!, Mele ,alikimaka

Shub Naya Baras, Selamat Hari Natal, Merry Christmas, Idah Saidan Wa Sanah Jadidah, Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon nagwutut. Ojenyunyat osrasay.,Gledileg Jol,

Natale hilare et Annum Faustum!, Linksmu Kaledu, Sreken Bozhik, LL Milied Lt-tajjeb, Meri Kirihimete, Merry Keshmish, God Jul, or Gledelig Jul, Pulit nadal e bona annado, Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu, Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie, Boas Festas e Feliz Ano Novo, Sarbatori vesele,Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom,La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou, Sretan Bozic ,ppure Vesele vianoce,Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto, Feliz Navidad, God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År, Sawadee Pee Mai, Fröhliche Weihnachten,Noeliniz Ve Yeni ,iliniz Kutlu Olsun, Srozhdestvom Kristovym, Kellemes Karacsonyi unnepeket, Naya Saal Mubarak Ho, Chung Mung Giang Sinh, E ku odun, e ku iye'dun!


A tutto il mondo un Felice Natale!!

23/12/09

Singing in the snow

Questa storia comincia e finisce con la neve.

Bruxelles sotto la neve

mercatino delle pulci di marolles a Bruxelles

Bruxelles con la neve

mercatini di Natale a Bruxelles
mercatini di Natale a bruxelles
neve a Bruxelles
Nevica sulla Grand place a bruxelles

neve a bruxelles

neve a bruxelles
Lucky Luke in mezzo al Parco innevato di Charleroi
neve a bruxelles

Aj a Bruxelles
Quella soffice che scendeva dal cielo di Bruxelles , quella candida che ha imbiancato la città rendendola ancora più magica.
Quella natalizia che ci ha fatto cantare a squarciagola, perchè non se ne può fare a meno camminando tra una Rue e una Place, quella divertente che fa fare a pallate, quella fredda che ti congela le mani, quella croccante che fa ballare.

Neve quella che ci ha accompagnato nel nostro ritorno.
Quella spettrale che ci ha bloccato due giorni in aeroporto facendoci conoscere persone straordinarie, storie di vita, amicizia, amore.
Neve drammatica quella che a bufera ci impediva di atterrare e che ha tenuto unite centocinquanta persone nella paura.
Neve surreale quella che ci ha accolto sulla pista di atterraggio tra un applauso e un abbraccio, quella gelida che sul viso si confonde con le lacrime, prepotente quella che ha trasformato le autostrade in piste da sci, quella che ci ha fatto guidare a venti all'ora per tutta la notte.
Neve tiranna quella che ci impediva di tornare.

Neve dolce quella ai margini del marciapiede , neve che scivola via con la pioggia.

Da ieri notte finalmente siamo a casa.
Da questa avventura abbiamo imparato tanto, abbiamo avuto paura, pensato il peggio, ci siamo stretti e quest'anno il nostro Natale sarà ancora più speciale.

Molte persone che abbiamo conosciuto non riusciranno a passare il Natale con le loro famiglie.
Il mio pensiero adesso è rivolto a loro.

******************
Grazie a tutti coloro che mi hanno scritto mentre non c'ero. E' stato un regalo speciale trovare così tanti pensieri per noi.
Prometto che con calma risponderò a tutti.
Ho tante cose da raccontarvi e condividere con voi , almeno un milione di post che vorrei scrivere e una newsletter da preparare.
Ora però ho un Natale a casa che ci aspetta e un bimbo che tra pochi giorni compirà quattro anni.
À bientôt!

16/12/09

Preparando la partenza...

Questi magici giorni di attesa sono scivolati via dolcemente, lasciandoci momenti di gioia, calore e allegria.
Come ogni anno  abbiamo impastato e decorato i nostri biscotti preferiti, elfi, alberini, stelle e gli amati omini di panpepato.

impastando i biscotti di natale
I nostri omini di panpepato
Abbiamo letto di regine di neve favolosi laboratori in cui infaticabili elfi costruiscono meravigliosi giocattoli. Abbiamo fattto i turisti nella nostra città che ogni volta riesce a stupirci come fosse la prima.
mercatini di Natale a Firenze
Aj ai mercatini di Natale in Piazza Santa Croce
Abbiamo respirato l'aria fredda del Signor Gelo e goduto del tepore della casa calda. Acceso candele e fuso pastelli per crearne di nuovi.
creando pastelli a cera
Ogni mattina, svegliati dal suono di un piccolo campanello, siamo corsi ad aprire il sacchettino magico che Rudolph attacca sulla nostra casetta di panpepato, una sorpresa preziosa da scoprire insieme sussurandoci la storia di questa renna speciale così diversa dalle altre.
Il nostro calendario dell'avvento
La sera abbiamo bevuto il nostro brulè alla mela ricordando gli ultimi viaggi e  ci siamo addormentati con il suono di una canzone di Natale che oggi pomeriggio, finalmente, Aj potrà cantare emozionato sul palco per la annuale recita di natale.

In queste fredde giornate abbiamo anche cominciato a prepararci.
Abbiamo cucinato le nostre prime gaufre, raccontato leggende di uno strano bambino che fa pipì , parlato di una strada molto speciale e studiato magiche mappe.
Le nostre prima gaufre
Mi sono appassionata alle stranezze della Nothomb e scoperto di assomigliare un po' a Hergè...
Se mi sono messo a viaggiare non è stato solamente per vedere nuovi paesaggi o per documentarmi, ma per scoprire altri modelli di vita, altri modi di pensare: insomma, per allargare la mia visione del mondo. (
Abbiamo letto fumetti e  scoperto che il vero nome dei Puffi è Schtroumpfs.

Ora siamo pronti, è tempo di ripartire.
Esplorare una città imbiancata dalla magie di questi giorni, addobbata da luci e colori , musica, profumi e sapori nuovi da scoprire.
Allora avete capito dove andiamo?

Vi auguro una splendida settimana, di preparativi, musica cantata vicino all'albero, fruscio di carta che impacchetta, la dolcezza delle coccole.
Prima di Natale saremo di nuovo qui, per festeggiare insieme e raccontarci ancora di cento e mille avventure...

14/12/09

Tradizioni dal mondo: l'arte di ritagliare la carta.



Sono sempre stata incantata dall'arte di ritagliare la carta.
Un foglio e un paio di forbici che svelano in pochi tagli un mondo di fantasia.
Ogni tanto cedo alla tentazione di sedermi  al tavolo di legno, stendo un universo di colori davanti a me e con lo sguardo cerco ispirazione dal paesaggio dietro alla finestra.
E' allora che mi torna  in mente l'immagine della bellissima donna cinese...

Si dice che in Cina nel periodo Tang una donna bellissima se ne stesse ogni sera in contemplazione alla sua finestra.
Un giorno rimase colpita dalla bellezza del bambù che il vento faceva oscillare e la cui ombra pareva danzare veso di lei. Colta da un impulso irrefrenabile la donna prese immediamente  un pennello e disegnò l'immagine suggestiva direttamente sulla carta pergamenata della finestra. Poi si addormentò, ma non appena l'alba spinse i primi raggi di sole verso l'immagine questa parve rivivere più vera che mai.
Molti artisti passando di là ne rimasero colpiti e copiando l'involontaria idea cominciarono a dipingere le ombre in trasparenza per poi ritagliarle.
Era l'inizio di una delle più popolari  arti cinesi.

In realtà l'arte del ritaglio giunse presto anche in Europa e come spesso avviene, ogni paese l'assorbì e in qualche modo la fece propria.
La Germania con il suo scherenschnitt si specializzò nella crezione di stencil di carta per decorare mobili o ricami, l'Olanda cominciò a utilizzare il knippen come decorazione per documenti legali o religiosi, gli inglesi adorarono creare silhouettes, sagome che rappresentassero la propria famiglia.
Pensate all'utilità di quest'ultime prima dell'avvento della fotografia. E' sufficiente creare la  giusta luce, mettersi di profilo vicino al muro e il gioco è fatto.
Chi di voi non ha mai provato?

bancarella di Silhouttes ai mercatini di Natale di Monaco.
La Danimarca ha avuto la fortuna di avere un insuperabile maestro.

Dalle forbici di Andersen le fiabe  sbocciano magicamente.
Forse non tutti sanno che Hans Christian Andersen aveva oltre alla penna un altro formidabile strumento per animare il suo personale, onirico teatro della vita:
le forbici.
Le portava sempre con sè, ovunque andasse.
Amava sedersi circondato dai bambini, in mano solo un foglio di carta, un colpo netto di forbice a far nascere un universo di figurine, nell'aria il suono di una voce che racconta.
Circondato da vocine allegre, Andersen che aveva sempre amato fare l'attore, sussurrava, gridava, piangeva e rideva giocando con la voce fino a rendere magico e vero il racconto.

In Danimarca oggi  l'arte di tagliare la carta è diventata una vera passione.
Pensate che nel periodo natalizio è tradizione per molte famiglie passare  interi pomeriggi a ritagliare addobbi di carta per l'albero e per la casa . Cuori e  biglietti, decorazioni e giostrine mobili.
Legata ad un filo,  basta un sospiro di vento e ogni figura di muove dolcemente, ciascuna da solo ma in armonia con le altre.
Ve l'immaginate l'atmosfera.
Mentre fuori cade la neve dentro crepita un camino accesso che accompagna il frusciare della carta attorno alle mani dei bambini.
Amo l'idea che da un piccolo foglio di carta possa nascere un capolavoro. Ricordo che da piccola mi divertivo a piegare un foglio in più parti e ritagliarlo senza un' idea precisa, per vedere poi cosa ne sarebbe nato.
Oggi è un gioco che faccio con mio figlio. Due piccole dita strette ad un paio di forbici colorate e una  nuova figura pronta a trasformarsi nel  protagonista delle storie.

Questo Natale come sapete, sarà all'insegna delle tradizioni nel mondo e così abbiamo voluto portare nella nostra tavola un po' di  quella magia, quell'amore e creatività che i danesi trasmettono con i loro ritagli.

pronti per cerare...
Gli ingredienti sono semplici, carta, forbici e fantasia.
Una tovaglietta, un segnaposto, una giostrina mobile da appendere sopra il tavolo della festa, un ornamento per il nostro albero, chissà oggi cosa nascerà...

Altre tradizioni dal mondo:


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