29/01/10

Bean Bags.

 
"Già di ritorno, Giacomino?" disse stupita la mamma, "Vedo che non sei con Bianca, quindi, vuol dire che sei riuscito a venderla. Quanti soldi hai ricavato?" "Neanche ti immagini, mamma" rispose Giacomino. "No, bravo ragazzo! Non dirmelo, cinque sterline, dieci, o forse addirittura quindici? Non penso addirittura venti!" "Ti dico che non puoi immaginarlo. Che cosa ne diresti  di questi fagioli? Sono fagioli magici, li pianti la notte e.."
(Jack e il fagiolo magico dalla raccolta English Fairy tales, il resto del testo qui )

Certamente i fagioli che riempiono le nostre  nuove Bean Bags non saranno prodigiosi come quelli di Jack, ma se il tesoro a cui ci hanno condotto è fatto di divertimento, risate, giochi e un arcobaleno di colori in una giornata uggiosa, direi che possiamo senz'altro ritenerci soddisfatti dello scambio.

Come dice il nome le bean bags non sono altro che piccoli sacchetti di stoffa riempiti con legumi secchi. Facili da realizzare in pochi minuti per ore e ore di divertimento.
Da utilizzare in casa, in giardino, in Hotel e ovunque ci portino i fagioli di  Jack.
Ecco dunque un piccolo tutorial fotografico:
Ritagliare dei quadrati di stoffa (io ho utilizzato come sagoma la custodia di un cd), cucirli insieme a rovescio lasciando almeno tre centimetri per inserire il riempimento e rovesciare.

cucire al contrario...

rovesciare
e voilà!

Ora viene la parte più divertente...

Per riempire otto sacchettini abbiamo utilizzato poco più di un chilo di legumi secchi.

riempendo una bean bag 
Una volta finiti di cucire sono pronti per inventare mille  e più passatempi.
Le nostre prima bean bags
Si può giocare ad un improvvisato Toss game,
 Toss game
o creare una zona punti con il sempre utilissimo nastro di carta.

In questo momento Aj sta disegnando dei cartelloni con i nomi di alcuni paesi. Ogni bean bag verrà associata ad una capitale e stasera vedremo chi se la caverà meglio...
Le possibilità sono davvero infinite.
Imparare l'alfabeto o i versi degli animali, per le prime addizioni o come gioco tattile per i piccolissimi, come cuscino per un dodou o a forma di cuore per un regalo speciale.
E se proprio si vuole perchè no,  anche come sfogo in una giornata storta.

Io me ne sono già innamorata e ho una certa idea  per come realizzare la borsa che le trasformerà in travel bean bags.
In fondo siamo figli del cammino no?

                                     ***************
Aggiornamento:
In seguito al commento di Robertina che mi chiedeva se le bean bags si possono scaldare nel microonde come le  bouillottes di Claudia mi sono decisa a provare.
Credo che  alle mille funzioni di questi sacchettini possiamo di diritto aggiungere anche quella di Bouillotte, magari aggiungendo come fa Claudia qualche goccia di olio essenziale.

27/01/10

Minitalia Leolandia Skicamp, l'emozione della prima volta.

Siamo ai piedi del massiccio della Presolana, una madre di pietra che affascina e intimorisce. Da millenni popoli industriosi hanno tratto sostentamento dai suoi boschi, abeti, faggi e pini secolari, dalle sue acque, dalla sua bellezza.
Ora tutto è avvolto dalla neve, ampie e soffici distese dove rotolarsi, correre fino a perdere il fiato e poi buttarsi giù come dentro alle onde di un mare calmo dai mille riflessi cristallini.

Gli impianti sono in chiusura e gli ultimi sciatori si avviano verso il rifugio per scaldarsi con un  grog o una cioccolata calda. I bambini corrono qua e là, con il loro cappellini colorati e gli scarponi ancora ai piedi.
Il sole pare sparire dietro le montagne e il freddo diviene sempre più pungente.
Tramonte sulla presolana
Quando usciamo dallo chalet la notte ha avvolto l'intera valle illuminata solo dalle luci del gatto delle nevi. Ci ritroviamo soli, al buio a passeggiare sulle piste vuote mentre la natura sembra sussurrarci qualcosa e l'ambiente diviene quasi surreale.
Una buona cena e quattro chiacchiere intorno al fuoco a parlare di storie e leggende per ingannare l'attesa ansiosa del domani.

Pizzocheri alla valtellina
La prima volta  si sa, non si dimentica.
Ricordo le mattine fredde e il naso gelato, il fumo del fiato e il tocco delle mani della mamma mentre mi sistemano il cappello. I boschi di conifere a bordo pista e gli occhi che provano a dividere il bianco dal blu.
Il tac dello scarpone che entra per la prima volta nello sci, il fruscio della tuta nuova, l'emozione della prima discesa e poi un tutt'uno con la natura, scivolando giù tra le sagome a forma di coniglio.
I doposci rosa vicino al termosifone, le filastrocche sussurrate dopo cena, il bacio della buonanotte mentre tutto d'intorno è pace.

La mia prima volta, tanti anni fa.
Talvolta un passato lontano torna ad affacciarsi nella nostra vita con la stessa forza e vitalità di un tempo per farci rivivere le medesime emozioni, piccoli istanti di vita che si riflettono negli occhi di un bambino.
Avere un figlio significa vivere due, dieci, cento volte.
Noi
Domenica mattina mi specchiavo nello scintillio dei suoi occhi, quella luce abbagliante che ti entra dentro e ti scalda l'anima.
Minitalia Leolandia Skicamp
Orgoglioso del suo caschetto giallo e gli sci ai piedi siamo entrati al Minitalia Leolandia Ski Camp, un angolo di montagna dedicata ai bambini, con il tapis roulant per salire, ideale per chi ancora non se la sente di affrontare le insidie dello skilift, il castello di gomma  e le sagome per sentirsi veri campioni.


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Alcuni piccoli  sciatori scendono con disinvoltura lungo la pista, altri alle prime armi improvvisano uno spazzaneve dietro al maestro ma tutti hanno lo stesso sguardo di gioia, di timore misto ad emozione, di meraviglia  e di quel senso di libertà che può dare questo meraviglioso sport.
Una dieci, venti volte su è giù per il campetto zigzagando tra le figure di Leolandia ed ogni volta è un passo in avanti, prima con la Mamma e poi da solo tra una risata e un grido di gioia quando si passa sotto al castello o si riesce a far ruotare il disco con il simpatico Leomonster, e poi ancora giù tra le braccia del Babbo..
Noi

Aj al Leolandia Skicamp
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Un'ottima iniziativa per il bel Parco bergamasco che non cessa di stupirci con la sua versatilità, le attrazioni ispirate a Leonardo da Vinci, il rettilario, la Minitalia e ora anche un campo da sci.
Ci sono tutti gli ingredienti per una giornata magica, noi insieme sotto un cielo azzurro, scivolando sopra la neve bianchissima immersi in un panorama incantevole, emozioni che si fondono tra realtà e poesia.

Allungando la discesa si arriva alla seggiovia, un viaggio che si trasforma in un gioco tra le distese assolate degli altopiani, cercando di indovinare le tracce degli animali selvatici sul manto bianco, immaginando un mondo che di notte  quando tutto è deserto si anima prendendo vita.
Il Passo della Presolana è perfetto per sciare con i bambini.  La conformazione della montagna è arrotondata, con pendii variamente digradanti, lo Skipark e piste soleggiate di media difficoltà.
Ma basta fare pochi chilometri e si arriva al Monte Pora dove si trovano anche piste più impegnative e di nuovo un altro campo di Leolandia subito in cima alla seggiovia.

Quando arriva l'ora di togliere gli sci ancora un tuffo nel bianco, con le gambe che liberate sembrano "strane" e la voglia di giocare ancora con la neve, toccarla, modellarla e farla volare nell'aria.
sulla neve

Sulla neve
"Mamma quando torniamo a sciare?"

sorriso contagioso

(...)Ai bimbi, avventurieri
dal cuor senza paura,
non servono sentieri
per tentar l’avventura:
marciano arditi dove
la nevicata è intatta
aprendo strade nuove
nel deserto d’ovatta...

(G.Rodari)

Informazioni pratiche:
Il Passo della presolana  è il “paradiso” degli sciatori principianti e dei bambini, tanto da essere definita la palestra dello sci della bergamasca.
Come arrivare:
Da Bergamo per la provinciale della Valle Seriana si arriva a Ponte Selva, da dove si devia sulla destra per Clusone/Castione (km 43) proseguendo fino alla Cantoniera (km 50). Da Milano sono 100 km. La località è servita da regolari linee di autobus che la collegano a Bergamo, Milano e Sesto San Giovanni.
Dispone di due skicamp adatti ai bambini dai 4 ai 13 anni
Il primo lo trovate subito  all'inzio del passo della Presolana davanti ad un comodo parcheggio.
Il secondo si trova a Plan del termen.
Proseguite dal Passo verso il Monte Pora per circa otto chilometri. Il campetto tematizzato si trova in cima alla seggiovia.
Per tutta la stagione invernale  in regalo ai piccoli sciatori il passaporto delle vacanze, un libretto con tanti giochi e attività divertenti. Inoltre buoni sconto perl'ingresso al Parco di Leolandia.
Noleggio sci:
Trovate tutto il necessario per adulti e bambini presso il centro di noleggio di fronte alle seggiovie del passo della presolana, subito dietro al grande chalet del bar.

22/01/10

Schiacciata alla Fiorentina. Aspettando il Carnevale...

"Semel in anno licet insanire” si diceva già ai tempi dei latini, una volta l'anno è lecito fare follie.
E allora quale miglior occasione del Carnevale alle porte?  Mascherarsi nelle fogge più strane e bizzarre, fingere per un giorno di essere quello che non si è tra canti , balli, coriandoli, e naturalmente scherzi perchè a carnevale ogni scherzo vale.

Questo rito pagano  viene festeggiato in tutto il mondo con celebrazioni diverse che rispecchiano differenti culture e tradizioni.
Anche il cibo riflette pienamente lo spirito di questa festa e ogni regione vanta secolari ricette che si tramandano nel tempo.


Oggi vorrei cominciare questo piccolo viaggio intorno alle tradizioni carnevalesche con una ricetta della mia  Toscana, la schiacciata alla fiorentina.
Le vetrine delle pasticcerie di Firenze traboccano di dolci e biscotti, tra coriandoli e stelle filanti la regina della festa è però sempre lei. Ripiena di crema, panna, cioccolata o come vuole la tradizione semplice e ricoperta di zucchero a velo. E' la nostra schiacciata unta, come veniva chiamata un tempo, quando era ancora fatta con il lardo perchè in questo periodo si ammazzava il maiale.
Ogni pasticceria ha la sua ricetta segreta , io vi propongo questa semplicissima ma davvero ottima  e che a casa ha avuto un gran successo...
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Ingredienti:

200 gr. farina
150 gr di zucchero
1 tazzina di latte
5 cucchiai di olio
2 uova
succo e scorza di una arancia media
1 bustina di lievito vanigliato
1 bustina di vanillina

Per la copertura:

 zucchero a velo e cacao in polvere

Sbattere le uova con lo zucchero e aggiungere uno ad uno tutti gli altri ingredienti lasciando il lievito per ultimo.
Mescolare fino ad ottenere un impasto liscio e cremoso.
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Versare il tutto in una teglia rettangolare (circa 20X26 cm) e cuocere nel forno preriscaldato ventilato a 130° per 30/40 minuti. Io l'ho cotta per solo mezz'ora e per quanto fosse ottima credo sia meglio lasciarla qualche minuto in più così da far "seccare"  la superficie e rendelral più croccante come vuole la tradizione.
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Lasciatela raffreddare e ponetela su un vassoio. A questa punto viene la parta più divertente, quella della decorazione. La schiacciata tradizionale è coperta di zucchero a velo con un  giglio  di cacao al centro, simbolo della nostra città.


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Noi abbiamo voluto essere originali e visto il weekend a Bellinzona ci abbiamo disegnato un castello stregato; dopotutto,  a carnevale... ogni dolce vale no?


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E voi? Quali sono i dolci tipici della vostra regione in questo strano, matto  periodo dell'anno?


A Carnevale ogni viaggio vale:
Qualche idea per l'estero...
Rabadan di Bellinzona (Ch) 11-16 Febbraio 2010.
Fête du citron di Menton (F) 12 Febbraio -03 Marzo (Qui il nostro Carnevale a Menton).
Carnevale di Nizza (F) 12-28 Febbraio 2010.
Carnevale di Cadice  (E)11-21 Febbraio 2010.
e per l'Italia...
Carnevale di Ivrea  (To)13-16 febbraio 2010.
Carnevale di Viareggio (Pi) 31 Gennaio, 7, 14, 16, 21 febbraio 2010.
Carnevale di Venezia (Ve) 6 - 16 Febbraio 2010.
Carnevale di Acireale 30 Gennaio -16 Febbraio

20/01/10

Bellinzona, visitare un castello con i bambini.


Un fulmine  squarcia l'oscurità del cielo.
La strada deserta continua a salire ai margini della foresta mentre in lontananza l'ululato di un lupo rompe il silenzio.
Il vento impetuoso scuote i rami degli alberi e le rocce creano ombre mostruose.
Poi  d'improvviso una saetta illumina in lontananza un tetro e cupo castello che domina l'orizzonte.

Castelgrande a Bellinzona

Sospeso sulla collina, un sinistro ammasso di torri i cui merli si stagliano con straordinaria eleganza verso il cielo.
Le mura si interrompono bruscamente svelandoci un piccolo ingresso che conduce ad una ripida scalinata.  Un passo dopo l'altro ci stringiamo per non scivolare sulla neve caduta da poco mentre il varco si apre su un terrazzo abbracciato da alte mura. Lo sguardo si muove veloce alla ricerca di un passaggio indugiando per un momento  lungo il camminamento che conduce alla torre. Un'occhiata alla vecchia mappa ci conferma la giusta direzione.
 Castelgrande
Dopo tante avventure sarà forse  lì che troveremo il tesoro che stiamo cercando?

Questo è soltanto uno dei mille giochi che si possono fare quando si visita un castello insieme ad un bambino.
Arroccati sulle montagne nascosti in una caverna, circondati dal verde, stregati o fatati nell'immaginario collettivo di adulti e bambini i castelli rappresentano da sempre il palcoscenico ideale per sognare di avventure, leggende, intrighi.
Alcuni dei castelli che abbiamo visitato
Anche Castelgrande con il suo aspetto da castello medioevale e  i due torrioni che prendono il nome di torre bianca e torre nera uniti da un suggestivo camminamento,
si presta perfettamente per decine di giochi  e avventure fantastiche.
L''imponente maniero addossato su di un  promontorio roccioso a Bellinzona veniva considerato nel XIII secolo  insespugnabile e in effetti osservando oggi le cupe mura, le torri e le feritoie, non si può fare a meno di immaginare balestre e archibugi comparire dai merli e dalle piccole aperture.
Il cortile all'interno è il luogo ideale per giocare, immaginare, correre nei giardini sulla rupe e intorno all'ampia cinta muraria  cercando passaggi segreti e antichi emblemi con solo il cielo a far da tetto.
Aj a Castelgrande

Cortile di castelgrande a Bellinzona
Da qui transitarono vescovi, re e imperatori e basta poco per immaginare nel silenzio della notte le guardie che scivolano silenziose sui camminamenti per il turno di ronda.
Facendo attenzione a non esser visti ci infiliamo in una delle torri cominciando la lunga salita verso l'alto che rivela a tratti scorci inaspettati. Poi un'apertura conduce al camminamento e infine all'altra torre.
sul camminamento
Porte, cunicoli e aperture rendono il gioco ancora più straordinario e ogni nuovo spazio ci sorprende con un cortile, un museo e persino un suggestivo Ristorante che si trasformano  in giacigli per forestieri o spazi comuni dove i soldati giocano a dadi.
menù del ristorante dentro al castello


Uscendo da una storia bastano pochi chilometri per entrare in un' altra, fatta di laghi che celano oscuri segreti e alberi capaci di trasformarsi...
Locarno
Locarno

Locarno

La strada della fantasia  è una avventura che non finisce mai...


Informazioni pratiche:
Apertura Castello:
Gennaio - Dicembre
corte interna:
martedì - domenica 09.00 - 22.00   
lunedì 10.00 - 18.00
murata sforzesca:
estate 10.00 - 19.00   
inverno 10.00 - 17.00
Entrata:
fr. 5.- adulti / fr. 2.50 adulti gruppo (min. 10 pax), avs
fr. 2.- bambini, bambini gruppo (min. 10 pax)
Circolare tre castelli:
fr. 10.- adulti
Si può arrivare al castello attraverso la strada in salita da Piazza Collegiata, da Piazza Nosetto o da Via Orico. Dalla piazzetta si può inoltre salire con l'ascensore.
Qui altre utili informazioni anche su gli altri due castelli, Montebello e Sasso Corvaro.
Informazioni sul bollino autostradale  svizzero le ho già scritte qui e qui.
Qui tutti i post sulla Svizzera.
Semel in anno licet insavire Una volta all'anno è più che lecito fare follie:
Rabadan, il Carnevale di Bellinzona. Ulteriori informazioni su questo straordinario evento nella newsletter.

Viaggiando si impara:
A casa abbiamo giocato con il divertentissimo libro che diventa un vero Castello della meravigliosa collana Chicchirichì (di cui poi parlerò in un post dedicato ai libri per viaggiare) .
Copertina di Il castello
Utilissimo da portare anche in viaggio (noi ci abbiamo giocato anche in aereo)
Abbiamo letto due libri straordinari, La guerra delle campane e La guerra che affrontano con delicatezza un tema così difficile insegnando la gioia della pace.
La guerra delle campane

La guerra di Eric Battut
E infine visto che ci avviciniamo al carnevale abbiamo cucinato la nostra schiacciata alla fiorentina.

La nostra schiacciata alla fiorentina
Riuscite a capire cosa c'è al posto del giglio ;)?

18/01/10

Che fine ha fatto Flat Stanley?

...La signora Hamburger era un po' emozionata: Stanley non era mai stato via da solo prima di allora. Bussò sulla cassetta. "Tesoro, mi senti?" chiamò.
"Va tutto bene?" La voce di Stanley arrivò piuttosto chiara. "Sto benissimo. Adesso posso mangiare il panino?" "Aspetta unìora. e cerca di non sudare caro" disse la signora Hamburger. poi, lei e il signor Hamburger esclamarono: "Arrivederci! Arrivederci!" e tornarono a casa.
Stanley si divertì molto in california. Quando la vacanza fu finita, i Jeffrey lo rispedirono indietro in una bella busta bianca che avevano confezionato di persona. Aveva delle strisce rosse e blu per segnalare che era per via aerea, e su entrambi i lati Thomas Jeffrey aveva scritto in stampatello PREZIOSO, FRAGILE e ALTO...
(da Il bambino piatto di Jeff Brown)

da il bambino piatto di Jeff Brown


Ne è passato di tempo da quando Stanley è partito per il suo primo viaggio. Da allora il bambino piatto ne ha fatta di strada, spostandosi comodamente all'interno di buste di ogni fattura, commerciali, da lettera, bianche, gialle, a strisce e colorate, accompagnato dal suo prezioso passaporto e dai piccoli accessori creati dalle mani magiche di alcune blogger che lo hanno scaldato durante la stagione invernale.
Nel suo lungo cammino attraverso la blogosfera abbiamo letto con trepidazione le sue avventure che ci hanno permesso di conoscere meglio le persone che lo hanno ospitato e... le loro città:

In Perù con Estrellazul (aspettiamo con ansia il resoconto sulle avventure peruviane di Stanley)

In questo momento il bambino piatto è a casa di Silvia in attesa del suo prossimo viaggio.
Ancora lunga è la strada da percorrere, mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite...(M.Twain)
Devono ancora ospitare Stanley:
Prima lista:
Federica aka Lunara
Smile1510
Amalia
Acasadiclara
MammainCina
Seconda lista:
Scila
NonnAnna
Polepole
Rita
Rodonea
MammaC
Extramamma
Chi volesse essere inserito nella seconda lista deve lasciare un commento a questo post, e se ha un blog, scrivere un post  e incollare il badge (lo trovate qui) di Stanley.
Potete continuare a seguire le sue avventure a ritroso cliccando sul badge presente sul blog di ogni partecipante oppure sull'indice qui.

Buon Viaggio Stanley!
*********
E' ufficiale, da oggi su Facebook, la pagina dei fan di Stanley.


 


13/01/10

Alto Malcantone, terra di castagni.


Si susseguono uno dopo l'altro incastonati nel paesaggio,venti piccoli villaggi incollati su pendii sovrastanti il fiume.
Salendo lungo la strada cantonale le gocce di pioggia si trasformano in fiocchi di neve imbiancando i giganteschi castagni che avvolgono il valico. Pare quasi una magia il bosco  che si tinge di bianco, i tetti, il prato, il vetro della macchina.

Giunti a Mugena nell'alto Malcantone la visione è quella di un unico delicato dipinto.
Cade la neve. Lenta, lenta. Cade e diventa manto. Distesa infinita, incalcolabile candore. Poesia...
E' proprio come l'avevamo immaginato. Un piccolo mondo isolato dalle grandi strade, un angolo di Svizzera immerso nel verde bianco della natura e circondato da antichi castagni.
Dove vi era il castagno giunse l'uomo,dove si fermò l'uomo piantò il castagno.
Immagino cosa deve essere qui in Primavera, quando i fiori pitturano i rami di giallo o quando al'inzio dell' autunno i ricci pendono leggeri dagli alberi e si aprono solo un po' lasciando intravedere il ben celato segreto.
Adesso il sentiero è coperto di neve, che adombra come fosse un tesoro le gemme contenenti le foglie per il prossimo anno.
Dentro all'Hotel Il Castagno l'atmosfera è rustica, i colori quelli del legno, la luce del fuoco che scoppietta nel camino.

Dietro la finestra i fiocchi di neve si scontrano con il vetro e invitano a lasciar scorrere i pensieri tra il silenzio magico interrotto solo da un suono lontano.
la nostra stanza all'Hotel Il Castagno
All'inizio non è che un flebile sussurro  ma poi a poco a poco il suono rompe il silenzio  e la campana della chiesa riempe la stanza con il tintinnio che intona una canzone e invita ad accompagnare le sue note con la voce.

A noi piace cantare nei momenti di felicità, cantare mette allegria, ci fa sentire bene. Quando siamo a casa mi siedo al pianoforte e tutto echeggia di musica e allegria.
Qui musica e neve...

Quando ho un sogno in mente, faccio di tutto perché si realizzi. Io ho sempre sognato due cose: possedere un pianoforte bianco e vedere la neve. Per me, sono le cose più belle del mondo. La musica e la neve.
(Da Amazone e la leggenda del pianoforte bianco di Maxence Fermine)

E ancora cantando scendiamo al Ristorante dell'Hotel, mentre l'ascensore si riempe delle note di una vocina allegra.
Molti tavoli sono già occupati da commensali ansiosi di assaporare la cucina ticinese del noto cuoco, noi ci sediamo al tavolo accanto alla vetrata che guarda sul giardino dove le luci illuminano piccole renne luminose che infondono suggestione all'ambiente mentre la neve continua a scendere.
Il Ristorante

Ristorante
"Mamma guarda c'è Rudolph!"
La cena è deliziosa, con gli gnocchi fatti in casa, i formaggi tipici, la gustosa selvaggina e l'attenzione rivolta ai bambini con un menù magico dedicato solo a loro.


Dopo una serata di giochi, chiacchiere vicino al fuoco e un libro che  fa fare tardi, arriva il sonno, cullato dalla dolcezza dell'indomani.

La mattina ha il sapore di una canzone di Hank Snow, sussurrata nell'orecchio da una vocina ancora assonnata ma ansiosa di correre fuori per tuffarsi nel bianco.

Frosty the Snowman
Is a fairytale they say
He was made of snow
But the children know
How he came to life one day

Aj e la neve
Aj nel giardino dell'Hotel
Il giardino è un vero incanto, neve soffice per  grandi opere d'arte ma anche piccoli tesori da scoprire nascosti sotto la neve, una guerra fredda a suon di pallate, un tuffo nella magia.
Frosty
meraviglie della natura
per non dimenticare i piccoli abitanti del bosco
Immaginate cosa  prova un bambino di quattro anni a tenere una palla di neve in mano? Io guardo i suoi occhi e dentro mi perdo nel ricordo delle mie emozioni.
Aj e la neve
felicità

Qui tra alberi giganteschi e magici silenzi.

 il giardino dell'hotel il Castagno
neve
neve
Un po' a malincuore lasciamo il Castagno, i suoi colori caldi, l'ospitalità, il calore dell'atmosfera. Poi scendendo il sole compare tra le nubi, illumina la strada che conduce ad una nuova avventura.
Un castello da esplorare, una torre da espugnare, un lago da circondare.

Bellinzona è un viaggio nel passato.
panorama dalle mura di Bellinzona

Castelgrande a Bellinzona
Ogni pietra che tempra le mura verso il castello ci parla di un tempo lontano,case strette una all'altra, piccole aperture che lasciano filtrare un filo di luce, tetti coperti di paglia. Per strada il rumore dei carri guidati da mercanti, voci ,grida richiami, il battere del martello del fabbro, il macellaio che prepara la carne, il profumo del pane appena sfornato.
Ma questa è un'altra storia...
  camminamento verso la torre di Castelgrande a Bellinzona

 Informazioni pratiche:
Il Malcantone è una regione bellissima della Svizzera che presenta una strordinaria varietà di paesaggi dovuti alle differenti altezze, nonchè scorci e paesaggi meravigliosi.
E' il luogo ideale per rilassarsi, fare lunghe passeggiate attraverso i sentieri tematici, scoprire piccoli tesori nascosti. Ogni stagione rivela un fascino diverso.
E' un angolo di Svizzera lontano dai grandi centri ma vicinissimo a Lugano, Locarno, i Laghi e naturlmente i castelli di Bellinzona.
Ottimo perciò come punto base per un weekend nel Ticino ma anche per una vera vacanza.
Per informazioni sulla regione:
Bollino autostradale svizzero:
Vi ricordo che per circolare sulle autostrade svizzere è necessario acquistare il bollino autostradale (vignette) in vendita alla dogana, presso le stazioni di servizio e subito prima del confine.Il bollino costa 27 euro ed ha validità annuale indipendentemente dal mese in cui viene acquistato. Ovvero è valido fino al 31 gennaio dell'anno successivo all'acquisto.
Ulteriori informazioni qui.

Dove alloggiare:
Hotel il Castagno
camera tripla
L'Hotel si trova lungo la strada cantonale, è circondato da castagni e perfettamente integrato nella natura.
L'atmosfera è rustica, il personale gentilissimo e davvero ottimo il Ristorante all'interno.
Dentro è evidente l'attenzione per i bambini, il giardino, i giochi all'aperto e il menù per bambini al Ristorante.
menù per bambini
Viaggiando s'impara:
Abbiamo letto il libro dolcissimo Un pupazzo di neve davvero generoso (qui alcune immagini del libro)  imparato tante cose sui castagni grazie al'utilissimo depliant del sentiero, giocato con la neve e fatto come per ogni avventura il nostro diario viaggio.
il nostro diario
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