Lasciamo la Carinzia per entrare in Stiria, una regione da favola. Una di quelle che se chiedi ad un austriaco cosa andare a vedere del suo paese te la tiene nascosta, tanto è preziosa.
Andiamo incontro alle colline, agli antichi castelli, agli sconfinati tappeti verdi e naturalmente le montagne. Poi quasi per caso ci si ritrova abbracciati da pendii ricoperti da vigneti, la strada è lunga e diritta, la radio suona la musica giusta e in tutto il corpo vibra forte quella sensazione. Potrei chiamarla entusiasmo, emozione, eccitazione, craig, ma forse è solo felicità.
I viaggiatori mi capiranno.
Un anno fa soffiavamo soffioni lungo la
route des vins, ora la
Weinstrasse si srotola davanti ai nostri occhi.
E’ la Steirische Toskana ,così chiamata non solo perché è zona vinicola, ma anche per il paesaggio che ricorda il nostro Chianti.
Quasi in mezzo, a rappresentare tutto quanto c’è di bello in questa regione, Graz, avvolta nel verde dei parchi, nel profumo dei fiori, con i tetti rossi e il blu del Mur che divide la città vecchia dalla zona dell’Hauptbahnof.
Graz, con le gallerie e i teatri, i cortili rinascimentali e i palazzi barocchi che si riflettono e si affiancano ai pionieristici capolavori moderni.
E poi lo sguardo in su, a quell’orologio in cima alla collina. Su quella torre che se nel lontano 1809 i cittadini non avessero pagato 2987 fiorini e 11 centesimi ai francesi, oggi non dominerebbe la città. E chissà cosa ci sarebbe al suo posto.
La Uhrmturm è davvero affascinante. Si trova all’estremità meridionale della collina e ci si può salire con la funicolare, l’ascensore di vetro o naturalmente a piedi, attraverso uno dei tanti bellissimi sentieri. I più “coraggiosi” possono persino salire per le scale. 260 scalini.
Se si osserva con attenzione si nota che stranamente la lancetta delle ore è quella più lunga.
No, gli orologi a Graz non vanno al contrario, ma semplicemente in passato non esisteva la lancetta dei minuti e perciò quella delle ore era lunga, in modo da essere ben visibile anche da lontano. La lancetta più corta, dei minuti, è stata aggiunta in seguito, ed ecco svelato il segreto.
Lassù suonano tre campane. Ognuna con un preciso compito.
Una per avvisare in caso di incendio, una che suona le ore e l’altra, la più sinistra, che un tempo dondolava durante le esecuzioni per i “poveri peccatori”.
E’ un luogo magico, romantico, fiabesco, perfetto per inventare storie. Di principi e principesse o di fantasmi che muovono le campane, come quella preferita da mio figlio. In alto, per sedersi su una panchina e godere delle meraviglie del parco o giù dentro la grotta delle fiabe, a bordo di un trenino che scivola lentamente dentro alla montagna.
Lasciata la Piazza si cammina incontro all’incredibile Sporgasse, tra negozi di souvenir e boutique. Ma lo sguardo vola inevitabilmente in alto alle facciate, in un incredibile varietà di stili, dal gotico, al barocco fino alle facciate rinascimentali, in una meraviglioso viaggio attraverso i secoli. E poi le insegne di ferro, i doccioni in rame e i telai gotici delle finestre.
Giù fino alla Piazza de mercato, il cuore della città. Qui nel XII secolo i commercianti vendevano i loro prodotti sotto le tettoie di legno.
Oggi si può gustare un bel krainer con rafano e senape all’ombra della statua del Principe stiriano, mentre i tram sferragliano allegramente lungo la strada circondati dalle stupende facciate decorate con stucco barocco.
Ad un angolo, una di queste pare sbirciare sulla via proprio come dice il suo nome in tedesco.
Osservatela bene insieme ai vostri figli, noteranno subito nasi e bocche nascosti dentro a vasi, ghirlande e fiori. Non vi viene in mente una storia da raccontare?
Un giro di giostra e poi di nuovo a spasso tra i vicoli, inseguendo la melodia del
Glockenspiel, in tempo per gli ultimi secondi del carillon che suona tre volte al giorno. Tre melodie diverse per una coppietta in abito tradizionale che danza sotto al gallo dorato che con i suoi
chicchirichì ci ricorda tanto quello di
Marburg. Il
carillon fu fatto costuire da Gottfried Maurer, un fabbricante di liquori che se ne era innamorato durante un viaggio nel Nord della Germania. Poi nel 1929 lo lasciò alla città.
Durante la seconda guerra mondiale le ventiquattro campane smisero di suonare Furono fuse per scopi bellici…
Dal 1956 il carillon è tornato a rallegrare abitanti e i turisti con le sue melodie sempre diverse che per Natale inondano le strade del centro con i suoi ritmi natalizi. Il carillon attirava gente e invitava a sedersi per bere un buon bicchiere e mangiare… nell'osteria di Maurer, in fondo anche la coppietta che balla al ritmo dello jodler sta brindando.
E anche noi siamo cascati nella sua trappola…
Un bellissimo cielo azzurro e un delizioso pranzo sotto il carillon. Un ultimo momento perfetto prima di lasciare questa splendida città e riprendere la strada per la prossima avventura.
Eh si, Maurer non era affatto uno sciocco…
Informazioni pratiche:
Graz è il capoluogo della Stiria.
Naturalmente meriterebbe ben più di mezza giornata. Le cose da vedere sono tantissime, i Musei, i monumenti, le storie e le incredibili creazioni moderne come il ponte isola del newyorkese Vito Acconci o la
Kunsthaus chiamata amichevolmente the friendly alien dai suoi creatori e simile ad un abbagliante bolla blu (una parte la vedete nella due foto in alto, incredibilmente per intero
qui).
Dove parcheggiare:
In centro i parcheggi sono piuttosto cari, circa quattro euro ogni ora. Ma basta uscire un po' fuori e i prezzi sono notevolmente più bassi. La passeggiata a piedi non sarà assolutamente un dispiacere in questa bella città, tutta da scoprire
.
Graz per bambini:
Con i suoi parchi giochi, gli spazi verdi, le storie, le leggende e la collina con la torre Graz è una città perfetta per divertire i bambini e per imparare tante cose giocando. in città anche:
La Ferrovia sotterranea dello Schlossberg.
Due chilometri e mezzo tra scenari tratti da fiabe. Subito primo dell'ascensore per salire sulla collina.