29/03/11

Camargue, nous voilà!


Neanche questa volta ce l'ho fatta a prepararmi in anticipo.
Le valige sono vuote, gli ultimi giochi da finire di costruire, la musica per la macchina da preparare e un po' di shopping da fare, tra cui un immancabile seggiolino da bici per Charlie che dove andiamo non si può rinunciare a pedalare incontro al Mistral.

Amo questo momento prima della partenza, amo riempirlo di cose, pensieri, libri, note suonate dal tempo e  momenti di quiete tra una corsa e l'altra. Sfogliando ancora una pagina della guida o ripassando a memoria qualcuno dei trecento quadri di Van Gogh, quelli dipinti ad Arles,nati dalla ricerca della luce esterna e di una illuminazione interiore.
Mi ritrovo a  disegnare figure per un nuovo diario di viaggio, prendere un cappuccino con un'amica cara, volare per strada con la testa piena di idee e un nuovo libro in mano:

Quando i boccioli primaverili adornano i campi,
o i frutti dell'estate colmano il grembo,
mentre il cielo autunnale è squarciato da lampi,
o la neve invernale si addensa in un nembo,
sulle due ruote e senza inciampi
lei vola imperterrita alla velocità del vento.
Ariel, the bicycling World,16 Febbraio 1894
Il giro del mondo in bicicletta, Peter Zeuthlin


Perchè se non riempissi questo giorno con tutto questo non riuscirei ad aspettare fino a domani, per partire per la Camargue.

E' il mio giorno sensibile.
In musica viene chiamato così il settimo grado della scala musicale diatonica . E' una nota che sa di instabilità, di provvisorietà, di ricerca di un punto fermo su cui appoggiarsi, una nota che tende naturalmente verso la tonica e che spesso prepara il gran finale di un'opera.
Solo che nel mio caso prelude al principio. Quello di un nuovo viaggio, tra tori neri e cavalli bianchi. Un viaggio che già immagino intriso di emozioni.
Incontro a paludi solitarie e cowboy a cavallo, capanne di giunchi e fenicotteri rosa che volteggiano al tramonto. Noi quattro insieme alla scoperta della vera anima di  quelle lande ricche di storie e leggende.
Camargue, nous voilà...

*******
Dunque domani mattina si parte ma come sempre vi terrò aggiornati. Spero di riuscire a programmare anche qualche vecchio post dei nostri ultimi spostamenti tra cui una meravigliosa giornata trascorsa a bordo di una delle più grandi navi da crociera del mondo e un paio di Hotel che meritano davvero. E naturalmente vi farò sapere come procede il nostro viaggio. Non ci sarà la Newsletter e non riuscirò a rispondere alle vostre mail che mi fanno sempre tanto piacere ma che sono sempre di più e non  riesco proprio a rispondere a tutti. Però, mi raccomando, continuate a seguirci;-)

28/03/11

A Roma per l'Hanami


L' Hanami è la tradizionale usanza giapponese di celebrare la Primavera godendo della bellezza dei ciliegi in fiore. Ogni anno milioni di famiglie si riuniscono per fare  picnic sotto gli alberi di ciliegio, chiacchierare in allegria e contemplare uno spettacolo unico al mondo. Un modo meraviglioso di  festeggiare una tradizione  che dura da secoli ed è circondata da miti e leggende.
C'era una volta la dea Konohana-Sakuyahime che scese sulla terra e il suo spirito abitò nell'albero di un cilegio...

Un momento per stare con chi si ama, insieme davanti a qualcosa di unico, meditare e dimenticarsi del tempo.


Qualche settimana fa ho scoperto che a Roma, al laghetto dell'Eu,r esiste la passeggiata giapponese. Si chiama così perchè è punteggiata di mille meravigliosi ciliegi  donati da Tokio alla capitale italiana.

E allora via, verso Sud fino alla città eterna.
Seduti sul prato a consumare il primo picnic di Primavera e poi sdraiati sull'erba a naso in su, senza stancarsi di ammirare i fiori che vestono i rami e  che affiorano dalle pieghe nodose dei tronchi come un inno alla vita.

 



 

Così belli e delicati che basta un soffio di vento a portarli via.
E poi abbiamo camminato e camminato, senza stancarci.

 



Tutt'intorno al lago, una, due tre volte,  mentre il cielo continuava a far da sfondo ai fiori cambiando da grigio a azzurro a blu,  quasi a voler trovare la giusta sfumatura.


 Intorno a noi altre famiglie, bambini che corrono, pedalano, giocano, gruppi di amici a ridere e a mangiare sushi seduti su una coperta, visitatori solitari armati di reflex e intenti a catturare la magia di un hanami italo-giapponese, coppie a spasso con l'amico a quattrozampe, come noi, libero di correre tra il verde dei prati.


Gente uguale e diversa ma quasi tutti lì per lo stesso motivo. Celebrare la Primavera e sentirsi più vicini ad un popolo in difficoltà.
E poi mi è tornata in mente quell'altra leggenda, quella dei Sakura. Dell'Imperatore giapponese che fece seppellire i samurai morti in battaglia sotto gli alberi di ciliegio e i petali che erano bianchi divennero rosa.
E il pensiero è volato ancora inevitabilmente a a quei moderni samurai , a quel paese lontano sulla carta ma così vicino nei pensieri e nel cuore.

Un Grazie a Rosangela per avermi fornito la preziosa indicazione di questa gelateria a cui ho telefonato per sapere se i ciliegi erano fioriti. E Grazie naturalmente alla gelateria che è stata così gentile da andarmi a controllare ;-)

Hanami al laghetto dell'Eur
Vi ricordo che la fioritura è davvero breve, perciò se volete celebrare anche voi questa meravigliosa tradizione, affrettatevi.
Per chi non è di Roma e arriva in auto vi consiglio di parcheggiare lungo il Viale America.

24/03/11

Di draghi, cavalieri, rose e libri... Il giorno di Sant Jordi



La leggenda più popolare della  Catalunya racconta che nei pressi di Montblanc viveva un terribile dragone che devastava campi e prati e che nessun guerriero era riuscito ad uccidere.
Per placare l'ira del drago si sorteggiava periodicamente uno sfortunato cittadino che finiva nelle affamate fauci dell'orribile creatura...

22/03/11

Giochiamo a Viaggiare: Irlanda, seconda parte

Cloppete Cloppete, il carrozzone prosegue tra alture e forti di pietra che celano innumerevoli storie e leggende. Come quella del Re Cu Roi che rapì la fanciulla promessa all'eroe Cuchulainn. E poi grandi lingue e distese di sabbia fino a Tralee dove ci aspetta un entusiasmante avventura a bordo del treno a vapore più occidentale d'Europa...
VERDE

La Tralee & Dingle Light Railways è stata una delle linee ferroviarie più lente del mondo, pare che i fuochisti fossero spesso costretti a lanciare il carbone alle pecore per farle spostare dai binari! In funzione dal 1891 al 1953 oggi è stata restaurata in parte per permettere ai turisti di rivivere il fascino di un mezzo leggendario.



Arriviamo alla Ballyard station giusto in tempo per prendere il primo treno delle undici. Mentre il vecchio finestrino rivela un paesaggio straordinario il controllore ci racconta la storia di una nave spagnola carica di tesori che probabilmente naufragò proprio in questa baia. Tra gli oggetti ritrovati pare ci fosse anche un grande maiale d'oro che venne seppellito in un terreno nelle vicinanze e mai più ritrovato.
Scendiamo dal treno a caccia del tesoro sepolto, ma invece del golden pig troviamo la nostra quarta fetta di arcobaleno...


BLU
Dopo aver assaggiato la specialità locale, il Dingle Pie, un gustoso pasticcio di montone in brodo di carne proseguiamo verso Nord Ovest.
Le spettacolari colline calcaree del Burren ci regalano immagini da cartolina. La Primavera è un periodo ideale per visitare questa parte dell'Irlanda che a dispetto della natura arida e frastagliata nasconde nel buio delle spaccature orchidee, genziane e altri fiori meravigliosi.
I raggi del sole rimbalzano attraverso la roccia nuda e ricoprono le distese di un tappeto multicolore.
Cloppete Cloppete il caravan scivola lungo la Burren Way fino alle sorprendenti Cliffs of Moher, enormi e suggestive scogliere che precipitano sul mare da un altezza di più di duecento metri. Sono quelle immaginate da Goldman e riprese dal film, del garzone, di Bottondoro del Pirata Roberts.
A Doolin prendiamo una barca e ci avventuriamo tra speroni rocciosi e  enormi falesie fino ad avvistare l'improssionante grotta del gigante.

All'interno ci facciamo luce con la torcia,  sediamo in un angolo asciutto e tiriamo fuori la nostra mappa.
Il tesoro non è lontano...

VIOLA
Una notte piena di stelle al caldo del sacco a pelo sotto questo cielo irlandese.
Ci alziamo al mattino presto carichi di energia e speranza di trovare anche l'ultima fetta di arcobaleno.
Lasciamo la grotta e saliamo in barca diretti verso un piccolo arcipelago dove il tempo sembra essersi fermato.
Alle Isole Aran I pescatori usano ancora i currachs, la gente si sposta a piedi e gli anziani indossano  gli abiti tradizionali.
Sbarchiamo a Inishmore, la più grande e lontana delle tre isole dove centinaia di recinti di pietra si susseguono paralleli attraverso le rocce nude.
Ed è proprio qui che finalmente lo vediamo.
Mentre salta di qua e di là tra una roccia e l'altra. Il piccolo ciabattino vestito di verde, il leprechaun, il folletto che tiene nascosto il tesoro.
E' il tempo di un attimo e riusciamo ad acchiapparlo, come sappiamo di dover fare lo teniamo stretto guardandolo negli occhi fino a che ci confessa il nascondiglio dell'ultimo colore...


Come abbiamo festeggiato la fine di questo viaggio lo sapete già.
Intanto posso dirvi che il leprechaun è stato liberato ed è corso subito via tra i boschi.

E chissà, che magari qualcuno di voi lo incontrerà in uno dei suoi viaggi.
Anche il secondo barattolo è stato aperto e Puf... un arcobaleno...


Dal Donegal alle isole Arane
da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te


Ricordo a tutti coloro che partecipano a Giochiamo a viaggiare in Irlanda di inserire in fondo alla prima parte il link al proprio post. Chi non ha un blog può pubblicare le foto nell'apposito gruppo Flickr.
Cliccate sull'immagine in basso per ingrandire il secondo timbro del passaporto.

La terza tappa di Giochiamo a Viaggiare
Per oggi solo un indizio.
Un libro e... una rosa. Domani vi svelo tutto.



21/03/11

Primavera in Toscana


Narra un'antica leggenda toscana che una Primavera  di tanti anni fa un gruppo di contadini  disperati per i campi  ancora coperti di neve mandarono un giovane forte e coraggioso a chiedere aiuto alla fata che viveva nel bosco. Dopo innumerevoli peripezie Guglielmo tornò con un sacchetto di  polvere magica.
Deriso e maltrattato fece cadere i granelli dorati sulla coltre bianca  che improvvisamente si sciolse rivelando finalmente la Primavera.
Il giovane partì allora per raggiungere ogni villaggio, attraversando a piedi colline e boschi, campi e  strade che dietro di lui si coprivano di colori e profumi straordinari e per ringraziarlo ogni ragazza che incontrava gli donava il fiore più bello...

18/03/11

Giochiamo a Viaggiare:Irlanda, prima parte



Seduti a cassetta con le redini in mano e il cloppete cloppete dei cavalli a far da colonna sonora.
In valigia poche cose essenziali, qualche vestito più pesante, un impermeabile, che se l'Irlanda è tutta verde un motivo ci sarà pure, stivaletti di gomma, una torcia e naturalmente la cosa più importante, due barattoli.

Uno ci serve per il Leprechaun
...un elfo barbuto, rugoso e raggrinzito.
Occhiali infilati sul naso a punta,
Fibbie d'argento alle braghe,
Grembiale di cuoio ,una scarpa sulle ginocchia
Fairy Shoemaker ,William Allingham 
                 
Questo spiritello furbo e burlone  nasconde pentole piene d'oro e per catturarlo occorre tenerlo stretto e soprattutto fissarlo bene negli occhi. Si confonde tra  i fili d'erba dove escogita mille astuzie per difendere il suo tesoro. Ce ne sono di storie divertenti al riguardo...

L'altro barattolo, ce lo ha insegnato Grikonis, ci serve per gli arcobaleni. Niente albe o tramonti la nostra missione è quella di trovare i sei colori dell'iride.
A bordo di un carrozzone gireremo il paese tra scogliere che si gettano nell'oceano, castelli stregati, laghi, immensi pascoli e dolci colline. A caccia di rosso, arancione, giallo...

Rosso
Atterrati a Dublino la nostra prima tappa è il Trinity College, la scuola istituita da Elisabetta I allo scopo di civilizzare l'Irlanda mediante la cultura e migliorare il popolo barbaro.
All'interno c'è una enorme sala lunga più di 60 metri completamente avvolta dai libri. Qui hanno studiato personaggi celebri come Jonathan Swift che conosciamo per i suoi noti viaggi di Gulliver, Samuel Beckett , William Congreve, Oscar Wilde.
E' lui l'autore che stiamo cercando, l'uomo che nasconde la prima fetta di arcobaleno.


Forse non tutti sanno che il Signor Wilde scrisse una raccolta di bellissime fiabe per i suoi due figli Cyril e Vyvyan.
Il gigante egoista, il principe Felice, Il fantasma di Canterville sono solo alcuni tra i nostri preferiti (qui una bella raccolta di fiabe di Oscar Wilde)
"Chi sei?"Chiese la rondine stupita.
"Sono Il principe felice"
" E allora perchè piangi?"
"Per quello che vedo" replicò la statua.
"Quand'ero vivo e avevo un cuore umano, ero sempre felice. I Miei sudditi mi amavano molto e quando morii mi fecero questa bellissima statua. Ma da quassù vedo tutte le brutture e le miserie della mia città, e anche se ora il mio cuore è fatto di piombo, non posso fare a meno di piangere"
Il Principe felice, Oscar Wilde

Qui nella vastità di questa sorprendente Long Room, tra  le righe che svelano storie di omoni dal cuore d'oro, rondini generose e fantasmi buoni troviamo il primo arco dell'arcobaleno...
Arancione
Lasciamo la capitale e prendiamo possesso del caravan che ci porterà verso Sud. La città medioevale di Kilkenny, Midleton noto per la sua celebre distilleria di whisky e poi finalmente la nostra seconda tappa. Il castello di Blarney.
Si tratta di un edificio dall'aspetto austero ma romantico circondato da un meraviglioso scenario naturale fatto di grotte misteriose e massi nascosti nel verde.
Qui, sulla sommità del castello, incastrata all'esterno di un varco tra la merlatura si trova la Blarney Stone, la magica pietra che ha il potere di donare l'eloquenza a chi la bacia.

Per farlo occorre una certa audacia, salire i milleduecento scalini e poi piegarsi all'indietro a testa in giù sorretti dalle vigorose braccia di un povero guardiano.
Non lo indovinate qual'è il premio per questo straordinario atto di coraggio?


Giallo
E' tempo di ripartire, lasciare  Blarney e le sue leggende e galoppare verso Ovest.


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Con due fette di arcobaleno nel barattolo imbocchiamo una delle più belle strade del paese, il Ring Of Kerry. 179 chilometri di paesaggio multiforme fatto di paludi incontaminate, rovine medioevali, montagne e suggestivi tratti di costa.
Da Killarney verso Killorgin , una cittadina ricca di atmosfera e conosciuta soprattutto per la Puck Fair una fiera che dura tre giorni dove si beve e si balla sotto gli occhi vigili di una capra. La tradizione prevede di mettere la malcapitata su un piedistallo e adornarla di nastri. Sulla sponda del fiume c'è persino una statua del re capra che ci fa tanto ridere. La Fiera si tiene ad Agosto ma giocando a viaggiare si può anche barare un po'.
Il nostro compito sarà quello di cucinare qualcosa di tipicamente Irish, qualcosa di semplice, veloce con pochissimi ingredienti...
Irish Brown Soda Bread
Ingredienti:
300 gr. di farina integrale
150 gr. di farina bianca
1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
250 ml di buttermilk. 
In Italiano si chiama latticello, sottoprodotto della trasformazione in burro della panna. Se non lo trovate e non avete intenzione di spremere limone nel latte tiepido potete sostituirlo con 125 ml latte e 125 ml yogurt.

Mescolate gli ingredienti secchi, versate i liquidi al centro e impastate.
Stendete l'impasto a forma di un cerchio alto circa 4/5 cm e con un coltello fate una grande croce al centro.
Infornate a 200° per 35/40 minuti. Per vedere se il pane è pronto battetelo al centro, se è cotto deve suonare vuoto.
Semplicissimo, senza tempi di lievitazione questo pane irlandese è davvero speciale.



Delizioso con il burro (e zucchero) formaggio o persino a pezzetti in una buona zuppa.
La croce naturalmente ha lo scopo di tener lontani gli spiriti maligni...


Fine Prima parte
Martedì prossimo la seconda parte di Giochiamo a Viaggiare in Irlanda e la caccia al verde, blu e viola.
Con il secondo post anche il timbro per il vostro passaporto e la terza tappa del viaggio. Per chi ha intenzione di visitare l'Irlanda davvero, questo gioco costituisce a grandi linee anche un itinerario ideale per una famiglia con bambini. Collaudato da noi.In auto o in carrozzone...
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